
Ho trovato per caso questa ricetta di cui il titolo è già allettante "No-knead bread: il pane che si fa da solo!" ... in questo sito molto interessante ( asua volta tratto dall'autorevole nytimes!), l'ho letto e apportando qualche modifica mi son detta: "questo week-end provo e vediamo!"...intanto vi posto la ricetta originale e poi vi dirò come andrà la mia rivisitazione!
RICETTA:
- una tazza da tè di “pasta madre”
- un chilo di farina
- acqua quanto basta per ottenere un impasto morbidissimo ed appiccicoso lavorabile con un cucchiaio
- un cucchiaino di malto
- una pentola con coperchio di terracotta
- due cucchiai di olio EXTRAV.
- un cucchiaio di sale integr. marino
Il trucco di questo tipo di pane è la lunghissima lievitazione che va a sostituire “meccanicamente” le numerose lavorazioni a cui si deve sottoporre l'impasto nella lievitazione naturale classica.
Io preparo l'impasto la sera dopo cena per poi cuocerlo verso mezzogiorno del giorno dopo ma sarà sufficiente adattarlo ai propri orari per rendere il processo “sostenibile” con gli impegni della giornata, siano questi andare al lavoro o semplicemente fare una passeggiata al parco.
Le prime "panificazioni" non avranno risultati eccezionali!
In una terrina abbastanza capiente (il volume dell'impasto raddoppierà durante la lievitazione formando un'impressionante Blob molliccio) mescolo la tazza di “pasta madre”, un cucchiaino di malto, la farina e l'acqua fino ad ottenere un impasto molto morbido lavorabile solo con un cucchiaio (10 minuti).
Copro la terrina con un telo e la lascio in una zona calda e non esposta a correnti d'aria per almeno 18 ore (io uso il forno spento).
E qui sta il primo trucco: nelle 18 ore l'impasto fa il lavoro che altrimenti avrei dovuto fare io con successive lavorazioni ed impastature.
Terminata questa prima lievitazione prelevo un cucchiaio di impasto che mescolo alla stessa quantità di farina per “ricreare” la “pasta madre” per la successiva panificazione, richiudo la “mamma” nel suo barattolo e la metto in frigo.
Nel frattempo metto la pentola completa di coperchio nel forno e porto il tutto a 220°-240°.
Al resto dell'impasto aggiungo i due cucchiai d'olio, il sale, mescolo il tutto per 5 minuti (l'impasto dovrebbe essere molto morbido e “gommoso”), aggiungo semi, spezie o altro.
Quando la pentola è alla temperatura giusta, la estraggo dal forno e ci verso dentro il “pastellone”. Incredibile ma vero, l'alta temperatura delle pareti fa si che si crei quasi immediatamente una croccante crosticina che impedisce all'impasto di attaccare. Copro la pentola con il coperchio e rimetto in forno per circa 30 minuti alla fine dei quali tolgo il coperchio e lascio dorare per 5-10 minuti... e voilà! Il pane è fatto!!
sullo stesso sito poi, mi sono imbattuta in quest'articolo che mi ha reso felice e tristissima contemporaneamente....andando solo a confermare quello di cui ormai molti di noi sono consapevoli da tempo: guidare la classifica europea dei paesi dell'UE meritevoli sono Germania, Spagna e Danimarca mentre per l’Italia i numeri parlano chiaro...le cose non stanno in egual modo e qui si parla ancora di nucleare e incenertori mentre il resto del mondo và avanti!
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RICETTA:
- una tazza da tè di “pasta madre”
- un chilo di farina
- acqua quanto basta per ottenere un impasto morbidissimo ed appiccicoso lavorabile con un cucchiaio
- un cucchiaino di malto
- una pentola con coperchio di terracotta
- due cucchiai di olio EXTRAV.
- un cucchiaio di sale integr. marino
Il trucco di questo tipo di pane è la lunghissima lievitazione che va a sostituire “meccanicamente” le numerose lavorazioni a cui si deve sottoporre l'impasto nella lievitazione naturale classica.
Io preparo l'impasto la sera dopo cena per poi cuocerlo verso mezzogiorno del giorno dopo ma sarà sufficiente adattarlo ai propri orari per rendere il processo “sostenibile” con gli impegni della giornata, siano questi andare al lavoro o semplicemente fare una passeggiata al parco.
Le prime "panificazioni" non avranno risultati eccezionali!
In una terrina abbastanza capiente (il volume dell'impasto raddoppierà durante la lievitazione formando un'impressionante Blob molliccio) mescolo la tazza di “pasta madre”, un cucchiaino di malto, la farina e l'acqua fino ad ottenere un impasto molto morbido lavorabile solo con un cucchiaio (10 minuti).
Copro la terrina con un telo e la lascio in una zona calda e non esposta a correnti d'aria per almeno 18 ore (io uso il forno spento).
E qui sta il primo trucco: nelle 18 ore l'impasto fa il lavoro che altrimenti avrei dovuto fare io con successive lavorazioni ed impastature.
Terminata questa prima lievitazione prelevo un cucchiaio di impasto che mescolo alla stessa quantità di farina per “ricreare” la “pasta madre” per la successiva panificazione, richiudo la “mamma” nel suo barattolo e la metto in frigo.
Nel frattempo metto la pentola completa di coperchio nel forno e porto il tutto a 220°-240°.
Al resto dell'impasto aggiungo i due cucchiai d'olio, il sale, mescolo il tutto per 5 minuti (l'impasto dovrebbe essere molto morbido e “gommoso”), aggiungo semi, spezie o altro.
Quando la pentola è alla temperatura giusta, la estraggo dal forno e ci verso dentro il “pastellone”. Incredibile ma vero, l'alta temperatura delle pareti fa si che si crei quasi immediatamente una croccante crosticina che impedisce all'impasto di attaccare. Copro la pentola con il coperchio e rimetto in forno per circa 30 minuti alla fine dei quali tolgo il coperchio e lascio dorare per 5-10 minuti... e voilà! Il pane è fatto!!
sullo stesso sito poi, mi sono imbattuta in quest'articolo che mi ha reso felice e tristissima contemporaneamente....andando solo a confermare quello di cui ormai molti di noi sono consapevoli da tempo: guidare la classifica europea dei paesi dell'UE meritevoli sono Germania, Spagna e Danimarca mentre per l’Italia i numeri parlano chiaro...le cose non stanno in egual modo e qui si parla ancora di nucleare e incenertori mentre il resto del mondo và avanti!


Stringa e Liu che ti consigliano di andarli a trovare anche su ... 







































1 commenti:
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Vincent
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