29 ottobre 2007

***All Hallows' even...dolcetto o scherzetto?



Vuole la tradizione che le origini della festa di Halloweeni risalgano ai tempi degli antichi riti CELTI quando i passaggi di stagione venivano festeggiati con grandi celebrazioni pagane.
Nella tradizione celtica, infatti, il passaggio dall'estate all'autunno e l'inizio dell'anno nuovo, caratterizzato dalla fine del lavoro nei campi, era segnato dal cosiddetto RITO DI SAMHAIN durante il quale, secondo quanto si credeva, le porte ultraterrene si aprivano lasciando agli spiriti la libertà di vagare senza controllo sulla terra, giocando e venendo a contatto con gli essere umani.
Dal momento che all'epoca l'inizio dell'anno nuovo ricadeva il 1° novembre, i festeggiamenti si svolgevano nel giorno e, soprattutto, nella notte precedente, ossia il 31 OTTOBRE.
Quando i ROMANI occuparono le isole britanniche, spodestando i Celti, il RITO DI SAMHAIN fu accolto e inglobato nelle loro tradizioni, trasformandosi da momento di riflessione a festa giocosa (anche se caratterizzata da un qualcosa di macabro e funesto), accorpato alle celebrazioni che si tenevano il 1 novembre in onore di POMONA, dea dei frutti. Furono proprio i Romani, dominatori del mondo, a trasmettere ai Cristiani, che nel frattempo stavano diventando sempre più numerosi, la tradizione della festa.
I CRISTIANI diedero il loro contributo rendendo la festa del 31 ottobre più simile a quella attuale e lo fecero già a partire dal nome. Il nome "Halloween", infatti, deriva dal fatto che il 31 Ottobre è la vigilia di Ognissanti che in Inglese si chiama ALL HALLOWS' DAY.
Considerando, però, il fatto che vigilia si dice EVEN e che, quindi, il 31 ottobre è il giorno dell'ALL HALLOWS' EVEN, è facile intuire come da queste espressione si sia arrivati ad HALLOWEEN per contrazione di termini.
La festa di Halloween fu importata negli Stati Uniti intorno alla metà del XIX secolo dai COLONI IRLANDESI in fuga dalla loro patria tartassata da anni di carestia e povertà. Da allora i festeggiamenti il giorno della Vigilia di Ognissanti presero piede nel Nuovo Mondo, tanto da diventarne una delle feste più popolari e amate, soprattutto, dai bambini.
Inoltre...
Quest'anno ho deciso anch'io di "festeggiare" Halloween... tanti tanti film horror, cena ma il tutto contornato di tantissime candele "spettrali"...e l'abbigliamento adatto sia per la casa che per noi!!!

Esistono molti siti come questo o questo o questo...molto molto carini...sia se avete bambini sia che non ne avete...che vi aiutano a creare in casa l'Atmosfera adatta...

...e poi non può mancare la zucca intagliata e perchè no un bell"ALBERO DI HALLOWEEN"...o ancora delle idee di riciclo...o idee per i costumi...tutto assolutamente all'insegna dell'autoproduzione e del riciclaggio...NOI ODIAMO IL CONSUMISMO!!!
...infine per chi di voi ama l'origami eccovi un'idea carina...io ci ho provato ma non è uscito un granchè...magari a voi andrà meglio!!!
ALLORA Buon Halloween a tutti !!!
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***Ricette per cosmetici autoprodotti !!!


...Ne parlano anche Vera, Erbaviola e tanti tanti altri Bloggers...

...ma in fondo è perchè un sito ed un negozio come

Sai Cosa Ti spalmi

non è altro che quello che tutte noi saponarie-autoproduttrici in erba desideravamo

...noi che pur essendo ecologiste e vegan ci teniamo ad essere un pochino carine...

...e allora ecco la soluzione...

...si trova su questi due semplici siti...

e ora anche in PDF...ricette molto molto Slurp

...non ci credete?...provate!!!

Io ho acquistato Sapone di Aleppo, Ghassoul, olio Bjobi anticellulite, dentifricio tea natura salvia e argilla, olio di jojoba, saponetta al burro di chiuri e burro puro di karitè...e questi semplici prodotti con un'INCI assolutamente impeccabile mi hanno risolto i miei piccoli problemi di Beuty!!!
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***Smettete di mangiare animali.Ora.



8-10 dicembre



"Giornata Internazionale per i Diritti Animali"

Nella Giornata Internazionale per i Diritti Animali, attivisti da ogni
parte del mondo organizzano eventi per mostrare al pubblico la realta'
dello sfruttamento degli animali in tutti i campi: per creare pellicce,
per gli zoo, per i circhi, per l'alimentazione umana, per la
vivisezione, per la caccia, o qualuque altra delle innumerevoli forme
dello sfruttamento e uccisione degli animali per mano umana, sempre per
motivi futili.

Si organizzano cortei, presidi con fiaccolata davanti a singoli "luoghi
di sfruttamento e morte", tavoli informativi, proteste di vario genere.

La data precisa sarebbe il 10 dicembre, ma dato che quest'anno cade di
lunedi', gli eventi avranno luogo l'8 e 9 dicembre. Dato che quest'anno
e' il decimo, di questo evento internazionale, a Londra si terra' un
grande corteo con fiaccolata, e un megaschermo in centro a Londra
mostrera' filmati e interviste ad attivisti di tutto il mondo che
spiegano il significato della giornata e invitano il pubblico a smettere
di sfruttare gli animali.

Negli ultimi 2-3 anni, a questa Giornata Internazionale ha partecipato
anche l'Italia: in diverse citta' italiane si sono tenuti presidi con
fiaccolata davanti a negozi che vendono cadaveri di animali. L'anno
scorso e' toccato alle pelliccerie, e qui potete vedere le foto e
leggere i resoconti di quella giornata...
Quest'anno l'idea è di "colpire" le macellerie - ma anche le pescherie,
e' la setssa cosa -, con presidi sabato 8 (anche se e' festivo, i negozi
sono aperti perche' siamo vicino a Natale) davanti a questi luoghi di
morte, con candele, cartelloni, striscioni, megafoni, e, per chi e'
attrezzato (basta anche un computer portatile con una batteria che duri
abbastanza), video di allevamenti e macelli.

Tra un po' di giorni sara' disponibile una pagina con tutti i
suggerimenti del caso (cosa usare come fiaccole, il comunicato stampa da
mandare, cartelloni da scaricare), ecc., ma intanto invitiamo tutti a
pianificare l'evento, scegliendo una macelleria in un posto adatto in
centro citta'. La cosa migliore e' fare un semplice presidio con
volantinaggio, piuttosto che un tavolo informativo. E' piu' semplice da
organizzare, attira di piu' l'attenzione, e coinvolge piu' persone.

Qui sotto, il testo del messaggio dall'Italia che verra' trasmesso a
Londra, che spiega il perche' della scelta delle macellerie come "luogo
di sfruttamento" per quest'anno.

Maggiori informazioni su questa iniziativa sul sito di Uncaged Campaigns...

Messaggio dall'Italia per la decima Giornata Internazionale per i
Diritti degli Animali

Siamo convinti che questo appuntamento annuale sia molto importante. E'
da una parte simbolico - come collaborazione internazionale di tanti
attivisti -, dall'altra davvero "pratico", perché durante gli eventi
locali, e attraverso le notizie riportate dai media, possiamo informare
le persone e far loro cambiare abitudini, convincerli a smettere di
sfruttare gli animali.

Quest'anno, in Italia, stiamo organizzando fiaccolate davanti alle
macellerie. Siamo fermamente convinti che il consumo di carne sia un
argomento di particolare rilevanza di cui parlare alla gente. In questo
campo, ciascuno di noi ha il pieno potere. Ciascuno può decidere se fare
del male agli animali o salvarli. Non dipende dal governo, o dalle
decisioni di altre persone. Dipende solo da noi: possiamo decidere di
far uccidere gli animali e mangiarli, e mangiare il loro latte e le loro
uova - perché anche per questi prodotti gli animali vengono uccisi -
oppure decidere di salvarli.

Noi tutti abbiamo il potere di fermare questa crudeltà. Se davvero
amiamo gli animali, o semplicemente li rispettiamo, e rispettiamo tutti
gli esseri indifesi... dobbiamo, prima di tutto, smettere di mangiarli.
Un gatto, un cane, non è per nulla diverso da un maiale, una mucca, una
gallina, una pecora. Dobbiamo rispettare tutti gli animali, perché tutti
hanno il diritto di vivere, di non essere torturati, imprigionati e uccisi.

Per favore: smettete di mangiare animali. Ora.
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***Precisazioni della Galleria ... noi non ci crediamo!!!


Torniamo sulla questione dell'"artista" che ha fatto morire di fame un
cane per guardare la sua agonia come fosse "un'opera d'arte", solo per
aggiungere altre informazioni raccolte e indicare altri 2 indirizzi per
la protesta. Oltre a questo non c'e' molto altro che si possa fare,
purtroppo. E non e' dato di sapere quali informazioni siano veritiere e
quali no.

Su questo sito sono state pubblicate le due risposte ufficiali della galleria che ha
ospitato l'"artista" alle proteste pervenute già questa estate.
La galleria nicaraguense sostiene che il cane è stato trovato dal
sedicente artista in un vicolo e portato nella galleria senza che fosse
previsto. Secondo loro è stato correttamente alimentato per tutto il
tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma
secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione. La cosiddetta
opera d'arte era una provocazione shock in memoria di un tizio,
Natividad Canda, che pochi mesi prima era stato sbranato in un vicolo
da dei doberman, cosa che in Costa Rica e Nicaragua succede ormai con
una certa frequenza (come se questo fosse colpa dei cani e non invece
degli addestramenti e maltrattamenti che questi subiscono da parte di
delinquenti...).

Noi vorremmo tanto che fosse andata cosi', e che questo cane non fosse
stato torturato facendolo morire d'inedia, ma dato che e' impossibile
sapere se queste sono solo scuse che la gelleria si e' inventata per
difendersi, invitiamo chi non l'ha gia' fatto a sottoscrivere la
petizione on-line gia' segnalata la scorsa volta...

e poi a scrivere a questi due nuovi indirizzi (della galleria stessa
piu' un'altra gallerie):
info@madc.ac.cr
info@jacobkarpio-galeria.com

La lettera-tipo e' questa qui sotto, che in sostanza fa notare come far
morire di fame un cane non sia affatto arte e chiede che le opere di
questo individuo non siano esposte alla Biennale Centroamericana
dell'anno prossimo e che venga perseguito penalmente.

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Dear Sirs,

I am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc
Vargas, who paid local children to catch a dog on the street and then
confined, starved and publicly displayed the dog as an "art" exhibit
until the innocent animal died of starvation.

I, along with many people worldwide, am outraged that Guillermo habacuc
Vargas has been selected to represent Costa Rica in "Bienal
Centroamericana Honduras 2008". This man is by no definition of the word
an artist: If one enjoys inflicting prolonged suffering upon his
innocent victims he is only a sadist and is a danger to all society, as
it is well documented that those with the capacity to intentionally
cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.

To state that this animal would have died eventually of natural causes
is unjustifiable and beyond logical, rational thinking.

To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal
Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica.
The world is watching and the actions of this so called "artist" has
brought much negative assumptions as to the humanity of the people of
Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals
suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this
rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally
charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica
consists of a cruel, uncivilized society that has no regard for life but
enjoys viewing and contributing to the loss of life.

Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this
innocent dog is equally as guilty of causing it's uncalled for death.

And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo
Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008
is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all
participants of this event.

I urge you, do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by
allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.
He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this
animals death, not representing Costa Rica as an artist for he is not an
artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.


Sincerely,
... nome cognome ...
Italy
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***Avete tirato indietro le lancette?


Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre, l'Italia ha spostato le lancette degli orologi un'ora indietro per passare, dopo sette mesi di ora legale, all'ora solare. Il cambio di orario standard ufficiale è stato ideato per sfruttare al meglio la luce del giorno. L'ora ufficiale viene aggiustata in avanti durante i mesi primaverili ed estivi, quando entra in vigore l'ora legale, in modo che l'orario lavorativo o l'orario scolastico venga a coincidere meglio con le ore di luce, per poi tornare un'ora dietro, da ottobre a marzo, con l'entrata in vigore dell'ora solare.

Già nel 1784 l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò l'idea di cambiare orario ufficiale sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sulla volontà di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo (nel 1907), l'idea venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovò seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti Paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

In Italia il passaggio dall'ora tradizionale, poi definita solare, a quella legale è stato adottato per la prima volta nel 1916 ed è andato avanti fino al 1920. Dal 1921 in poi l'ora legale fu abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948. Tuttavia, dal 1966, in pieno periodo di crisi energetica, è stata utilizzata con continuità, pur con modalità varianti negli anni: dal 1966 al 1980 venne stabilito che l'ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre; dal 1981 al 1995, invece, si stabilì di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre.

Il regime definitivo di passaggio dall'ora solare a quella legale e viceversa è entrato in vigore nel 1996, quando si stabilì di prolungare ulteriormente la durata dell'ora legale dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre. Con l'ora legale, dal 2004 al 2007, l'Italia ha risparmiato, complessivamente, oltre 2,5 miliardi di kilowattora, secondo quanto calcolato da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione.
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26 ottobre 2007

***Resoconto dei presidi "in memoria di Felix"

Sabato 20 ottobre si sono tenuti in varie citta' d'Italia dei presidi in memoria di Felix, il macaco torturato e ucciso presso l'universita' di Oxford.
In contemporanea, ad Oxford gli attivisti della campagna Speak tenevano manifestazioni di protesta in centro citta' e davanti all'universita'.
Ecco un collage di testimonianze di alcuni organizzatori e partecipanti ai presidi, compresa quella di una attivista italiana che ha partecipato alla manifestazione ad Oxford. Nonostante l'ondata di freddo e maltempo che ha colpito l'Italia proprio da sabato scorso, i presidi sono stati tutti molto efficaci, e diverse persone che per la prima volta organizzavano un evento del genere sono rimaste molto soddisfatte dei risultati!



Qui mostriamo solo qualcuna delle foto , la galleria fotografica completa si puo' visitare cliccando QUI!


Napoli - Testimonianza di Sabina




A Napoli il presidio e' andato molto bene, abbiamo raccolto quasi 500 firme per far chiudere il laboratorio di Oxford e piu' di 350 firme per la petizione europea che chieda l'obbligo di uso di metodi alternativi senza animali; purtroppo per un disguido non siamo riusciti a procurarci il megafono, altrimenti le firme sarebbero state molte di piu'! La mattina eravamo 5 persone a presidiare e 10 il pomeriggio; ed e' stato molto bello ed entusiasmante essere tutti uniti per Felix! Nonostante facesse molto freddo ci sono stati dei momenti in cui la gente aspettava per firmare, invece alcune persone sono tornate a firmare dopo aver letto il volantino, mentre due donne si sono offerte di raccogliere firme nei negozi dove lavorano!

Rimini - Testimonianza di Lorenza

Il presidio riminese in memoria di Felix si e' svolto litigando col vento gelido che faceva volare via le petizioni e con un occhio ai nuvoloni neri che si addensavano nel cielo... fino allo scoppio del diluvio che ci ha costretti ad una fuga precipitosa! Comunque siamo riusciti a stare in piazza e a megafonare senza sosta per 3 ore buone, raccogliendo circa duecento firme. Avevamo anche il pc su cui scorreva di continuo il filmato di Felix, dimostrazione che non stavamo li' a parlare di cose astratte.
Il richiamo del "muezzin" armato di megafono come al solito si e' dimostrato indispensabile: vedevamo le persone fermarsi a distanza, ascoltare un po' e poi - convinte! - avvicinarsi a firmare e a chiedere informazioni di vario genere. Anche chi non ha avuto voglia di fermarsi ha dovuto per forza sentire quel che dicevamo: abbiamo citato dati e testimonianze di medici, fornito esempi di farmaci che hanno devastato gli umani dopo anni di test sugli animali, raccontato - a grandi linee - cosa si intende per "esperimenti" e con che criterio vengono scelti gli animali da utililzzare... praticamente un comizio! Ma basato su dati concreti, su cui ognuno volendo potra' riflettere. In molti ci hanno lasciato l'indirizzo e-mail e questo lo consideriamo un ulteriore successo.

Torino - Testimonianze di Marina e Valter

Il presidio di Torino e' stato sicuramente molto visibile - grazie agli striscioni di stoffa con gli slogan contro la vivisezione, "ingrediente" molto consigliato a tutti per ogni presidio - e "udibile", grazie ai 2 megafoni sempre attivi ed arringanti, anche questo ingrediente molto importante.
Rispetto alla altre volte, la presenza di una TV 20" con video vari sulla vivisezione proiettati di continuo, ha certamente attirato piu' persone e informato tanti sugli orrori della vivisezione. Proiettare i video, sulla vivisezione in questo caso, sui macelli o sulle pellicce in altre circostanze, e' davvero efficace. La gente si fermava a guardare quelle immagini di crudelta': alcuni solo per pochi secondi, altri resistevano per piu' tempo, perche' non e' facile guardare quei filmati. Ma quelle immagini, anche un solo pochi fotogrammi, restano impressi nel cervello, valgono piu' di mille parole.
In un'ora e mezza abbiamo finito i 1000 volantini preparati (anche stavolta troppo pochi!), e nelle 3 ore di presidio oltre 300 persone si sono fermate al tavolo a firmare e chiedere informazioni, e decine si sono fermate a guardare il video.
Tutte queste persone, non sarebbero state informate, se non fossimo stati li'. Per questo i presidi sono importanti.
Un "fuori programma" e' stato offerto da un giovane vivisezionista - ma non vivisettore, a suo dire - che e' rimasto di stucco nel vedere che "persone qualsiasi" spiegavano l'inutilita' scientifica della vivisezione. Il poveretto non si poteva rassegnare al fatto che l'antivivisezionismo scientifico esistesse - accusava noi di ignoranza e di non competenza (SOLO medici e biologi possono permettersi di parlare di queste cose, guai ad ammettere che un comune mortale possa saper leggere un articolo scientifico!), ma lui non aveva mai letto ne' un articolo ne' un libro scritto da scienziati CONTRO la vivisezione... Cosi' si e' fermato a "discutere", e ci ha regalato la solita chicca "ma voi preferite ammazzare un topo o un bambino?", alla quale siamo scoppiati tutti in una sonora risata corale.
La cosa bella e' stata che NESSUNO tra il pubblico presente si e' schierato dalla sua parte, ma tutti lo guardavano schifati. Un gruppo di ragazze, dopo aver visto il video e sentito lui, gli hanno urlato in faccia il loro disgusto e se ne sono andate. Un "leggero sospetto" sulla non perfetta cristallinita' di questo individuo, che sosteneva di preoccuparsi solo del progresso della scienza, ci e' venuto quando ha preso a raccontarci con molto gusto come una sua collega affettasse il cervello ai topi per fare esperimenti sull'alcolismo...
Il teatrino di questo individuo ha giocato a nostro favore, perche' tutto il pubblico non si e' lasciato minimamente incantare da questa persona, ma stava dalla parte degli animali, sia per un sentimento di empatia, sia perche' capiva che, in definitiva, c'e' ben poco da fidarsi quando la "scienza" si basa su esperimenti su animali.

Genova - Testimonianza di Arianna


Pur funestati da una giornata gelida e ventosa, siamo scesi in piazza alle 9 del mattino ed abbiamo allestito il nostro tavolo. Anche se molta gente si e' dimostrata restia ad accettare i volantini che distribuivamo, in poco piu' di tre ore siamo comunque riusciti a suscitare l'interesse di alcuni e a raccogliere un buon numero di firme. Il bilancio della mattinata e' stato quindi piuttosto buono, considerando che eravamo solo in due! Per la prossima volta sarebbe bello vedere una piu' numerosa partecipazione da parte degli attivisti locali, cosi' da poter trasmettere meglio il nostro messaggio ed essere piu' visibili.
Padova - Testimonianza di Irene
E' stato un pomeriggio intenso, e' venuta cosi' tanta gente al tavolo allestito che non abbiamo avuto il tempo di tirare il fiato, soprattutto verso sera, tant'e' che siamo rimasti in piazza fino alle otto! Molte delle persone che hanno firmato erano gia' sensibili al problema ma alcuni hanno esposto tutti i loro dubbi e le loro paure ancestrali (del tipo: senza vivisezione non ci sarebbero piu' farmaci). E' interessante poter parlare con queste persone sperando di dar loro un punto di vista diverso da quello in cui sono immerse e notare, anche in studentesse universitarie, l'intenzione di approfondire l'argomento.

Bologna - Testimonianza di Cecilia

Anche a bologna tutto bene... nonostante il freddo, il vento e la pioggia! Tantissimi si sono fermati a firmare ed a chiedere delle informazioni. Una ragazza ci ha anche regalato un fiore per Felix... che abbiamo messo vicino ad una sua foto.








Roma - Testimonianza di Lidio

Telegraficamente: 50 attivisti; 1000 volantini distribuiti; 100 locandine attaccate; decine di pagine di firme sulle petizioni, molti passanti, soprattutto stranieri (per colpa del freddo), ma avevamo due attivisti che sanno perfettamente l'inglese; 2 portatili in cui e' stato mostrato il video ininterrottamente. Siamo decisamente soddisfatti del risultato!
Oxford - Testimonianza di Amalia La manifestazione e' durata dalle 10.30 fino alle 16.00, senza interruzioni. Molti momenti di tensione, ma normali qui, in quanto qualcuno ha tirato un calcio a un cartellone, altri hanno da ridire e Mel, coraggiosissimo, e' sempre in prima linea a difendere la causa. Io ero l'unica italiana, il resto di attivisti erano inglesi venuti da piu' parti. Molti anziani in prima linea e poiche' la manifestazione si e' tenuta vicino a una sede universitaria dove si tengono le cerimonie, tanti intogatati che passavano e facevano un sorrisetto di commiserazione. Ma poverini, la toga non gli da' certo l'intelligenza e la capacita' di discernimento. Quella e' una cosa che non si acquisisce su nessun banco di scuola, neppure sui banchi universitari della tanto rinomata universita' di Oxford.
Al megafono si sono alternati Mel, Emma e Amanda. Hanno ricevuto le firme delle petizioni inviate dell'Italia e non vedono l'ora di avere i report italiani. A qualche centinaio di metri da questa manifestazione, Terry era sulla strada commerciale di Oxford, chiuso in gabbia per tutto il giorno e delle signore, anche qui, facevano volantinaggio.

Verona - Testimonianze di Cinzia e Desiree'

Il presidio in memoria di Felix organizzato a Verona ci ha permesso di raccogliere in meno di 3 ore circa 300 firme! Patrizia, Desiree' e Donatella bravissime, hanno volantinato richiamando l'attenzione dei passanti e invitandoli a firmare le 2 petizioni. Molti interessati hanno richiesto materiale informativo contro la vivisezione e sui metodi alternativi e la lista dei prodotti non testati su animali. Nonostante il gran freddo, e' stato un successo!
La speranza e' decisamente da riporre nelle nuove generazioni, che sono sembrate piu' sensibili al problema, piu' lontane dall'edonismo tipico delle signore di mezza eta' imbellettate e profumate.
Legnano (MI) - Testimonianza di Cristina
E' stato il mio primo presidio! Ci siamo fatti forza al pensiero deglio occhioni di Felix, e abbiamo organizzato tutto l'ultima settimana, io e un mio amico. Ero un po' tesa e fortemente emozionata al pensiero di quella giornata cosi' significativa, non solo per me.
E' stato fantastico perche' il penultimo giorno ho ricevuto una mail da altri attivisti della zona, che mi hanno dato tutta la loro disponibilita'. Hanno letto del mio presidio sul vostro sito! Cosi' ci siamo incontrati, conosciuti, e loro, attivisti da tempo, hanno portato striscioni, foto, materiale informativo di cui noi eravamo sprovvisti. Per me questo e' stato davvero grandioso. Insomma, quel giorno sicuramente per me ha segnato una vera svolta.

Senigallia (AN) - Testimonianze di Daniele e Stefania




Temperatura e vento contro i nostri propositi, moderato pessimismo alla mia partenza, ma una piacevolissima sorpresa: adesioni di persone di un po' tutte le eta': giovani, giovanissimi, coppie piu' o meno giovani, famiglie e persone anziane incredibilmente numerosi ad accettare e promuovere l'iniziativa. Iniziativa nata da una persona sola ma poi sostenuta anche da altri volontari che assieme motivati e invogliati ulteriormente dal pubblico hanno ottenuto un risultato impensabile visti i presupposti. Esperienza soddisfacente e nuove conoscenze dalle buone potenzialia'. Mi auguro sia questo l'inizio di una partecipazione sulla strada molto piu' assidua per il movimento!
Non avevamo megafoni ne' video, ma questo non ci ha impedito di stare in mezzo alla gente per coinvolgerla e la risposta c'e' stata. Anche indifferenza e diffidenza, ma la maggioranza partecipa ed e' importante esserci e continuare a proporre una informazione che chiarisca sempre piu' profondamente la problematica perche' parecchi pensano alla ricerca come a qualcosa di molto evoluto ed indispensabile alla salute dell'uomo e in generale per il miglioramento della vita umana e sono disposti a sacrificare gli animali visto che per loro l'uomo e' un essere superiore.
E' importante quindi approfondire molto per dare risposte esaustive e scientifiche a queste persone, penso anche ai ragazzi che studiano soprattutto biologia dove gia' si radicano certe convinzioni e pregiudizi, perche'l'universita' da' una certa formazione, diciamo condizionata, e non la liberta' di pensare e soprattutto scegliere.
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25 ottobre 2007

***Cane fatto morire come "opera d'arte"




Tantissime persone hanno scritto per segnalare la vicenda del cane fatto morire di fame come "opera d'arte" in Centro America.Non si puo' fare nulla per aiutare questo animale, che ormai sara' gia' morto, visto che il fatto risale allo scorso agosto, l'unica cosa che si puo' fare e' far "cattiva pubblicita'" all'artista e alla galleria che ha esposto questa tortura. Piu' che altro per evitare che altri pazzi vengano lasciati fare la stessa cosa in futuro.


La vicenda e' questa: un pazzo del Costa Rica che si chiama Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista, ma solo pazzo, ha esposto ad agosto nella Galería Códice (in Nicaragua) quella che secondo lui e' una sua "opera d'arte". In realta' si trattava di un cane tenuto a catena, lasciato morire di fame e sete, e l'opera d'arte consisteva nel guardare la sua agonia. Il pazzo non lasciava che nessuno desse da mangiare o da bere all'animale.Questo succedeva ad agosto 2007, per cui questo cane e' certamente morto.La cosa davvero incredibile non e' che questo individuo abbia avuto questa "pensata", di pazzi ce ne sono tanti al mondo, ma che:1. la galleria l'abbia lasciato fare - certamente in Nicaragua non esistono leggi a protezione degli animali d'affezione, qui in Italia sarebbe ovviamente stato illegale. Lo sarebbe stato perfino se fatto su un animale "da reddito". Ma questo non e' un buon motivo per lasciarglielo fare.2. NESSUNO sia andato li' a prendere il cane e portarlo via. Nei commenti alla vicenda dicono che l'"artista" allontanava con insulti chiunque tentasse di accudire l'animale. Ma chi se ne frega?! Si va li' e si porta via il cane, e basta! Percio', non meno colpevoli del pazzo sono state tutte le persone che sono state a guardare e non hanno fatto nulla, e questo ci fa capire quanto orribile sia la specie umana.Inoltre, in seguito a quella mostra in Nicaragua, il pazzo e' stato scelto per rappresentare il suo Paese nella "Biennale Centroamericana 2008" che si terra' in Honduras! Chi e' piu' colpevole, il pazzo o chi gli da' retta e lo sostiene?


Qui ci sono le terribili foto del cane in questa mostra della tortura:http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc


Qui c'e' una petizione da firmare, indirizzata alla Biennale Centroamericana:http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html


Se nei prossimi giorni verranno segnalate altre proteste da fare, le divulgheremo, anche se, purtroppo, non e' che si possa fare molto in questo modo e a distanza; li' va proprio cambiata la legge e la testa della gente... in ogni caso, questo e' per ora quel che si puo' fare sull'argomento.


AgireOra Network
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23 ottobre 2007

***ECCO LA REALTA' SULLA LANA PRODOTTA IN AUSTRALIA




L'Australia è uno dei principali esportatori di lana al mondo, le pecore sono sottoposte ad una pratica chiamata "mulesing".

Questa procedura consiste nel bloccare l’animale con delle barre di metallo e tagliare lembi di carne viva dall'area perianale, inclusa la coda, lasciando così la carne viva e sanguinante.

In questo modo si evita che la pecora sporchi il suo vello con gli escrementi o che le mosche depositino le loro uova tra la lana.

Il tutto si svolge senza alcun tipo di anestetico e con cesoie da giardinaggio, sebbene esistano dei metodi di controllo ben più miti.

Gli allevatori affermano che questa pratica viene effettuata sulle pecore per prevenire che le larve di mosche infestino la pelle rugosa, una caratteristica fisica per la quale le stesse pecore sono appositamente selezionate e allevate.

È evidente che alcuni animali non riescano a sopportare tali torture e muoiano a causa di infezioni, ma nel contesto dei grandi numeri è ininfluente, in quanto questo trattamento risulta comunque più economico.

Quando la lana dell’animale non è più redditizia, le pecore vengono inviate nel Medio Oriente su navi a stiva aperta, sotto un sole cocente per un viaggio che dura anche molte settimane.


http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=live_transport3(per scaricarlo Click here to download this video )


Ecco altre notizie su quello che comunemente viene chiamato "abbigliamento"...


Da OIPA...










Da Gattivity...


...e....


...VeganItalia dice che... Spesso ci si chiede cosa ci sia di male nella lana.

E' comune credere che come le mucche producono latte per donarlo con gioia all'uomo, così le pecore sono ricoperte da un folto mantello di lana affinché gli esseri umani possano goderne.

E' evidente ai nostri occhi che si tratta di un atteggiamento cinicamente antropocentrista.

Sembra inutile spiegare le ragioni secondo le quali noi crediamo nell'assurdità di queste fantasie. Gli esseri animali non sono stati creati perché gli esseri umani li potessero sfruttare, così come i neri non esistono per essere usati dai bianchi, né le donne dagli uomini (Alice Walker, prefazione a The Dreaded Comparison: Human and Animal Slavery, 1988).

Le mucche non producono latte per la nostra alimentazione e le pecore non sono ricoperte di lana per i nostri maglioni.

Una semplice descrizione di ciò che si nasconde dietro il morbido tepore di una sciarpa o di un paio di guanti di lana dovrebbe essere sufficiente per rendersi conto dell'immoralità di questo tessuto.

Le pecore che conosciamo discendono da antiche pecore di montagna che ancora oggi vivono in alcuni remoti angoli del mondo.

In natura questi animali sono avvolti da un mantello adatto al clima del loro habitat, ma questa quantità ideale per loro, è ovviamente poco vantaggiosa per gli uomini.

Di conseguenza anche le pecore hanno subito gli effetti di un allevamento che mira alla selezione genetica dei tratti migliori.

Per l'uomo.

Le pecore allevate ai giorni nostri sono ricoperte da una massa di lana pari spesso a metà del loro peso totale: dolci animali trasformati in sofferenti mostruosità produttrici di lana.

Gli allevamenti più importanti si trovano in Australia e in Sud America, luoghi dove le escursioni termiche possono essere notevoli.

Un'alta percentuale della lana prodotta al mondo viene esportata proprio dall'Australia, qui durante l'estate le pecore patiscono pene incredibili a causa del caldo, mentre in inverno vengono uccise dal freddo in seguito alla tosatura, secondo alcuni dati ne muoiono oltre un milione ogni anno.

La specie più apprezzata perché più produttiva è la merinos.

La pelle delle pecore merinos, dopo attenti processi di selezione, è stata resa estremamente grinzosa, questa condizione dal punto di vista degli allevatori può essere considerata un pregio indiscutibile, ma la stessa, vista attraverso gli occhi delle pecore, assume tonalità ben diverse.

Durante l'estate le pieghe della pelle diventano dei nidi ideali per le larve delle mosche: esse vi trovano infatti un ambiente perfetto grazie al calore ed al sudore dell'animale.

Gli allevatori, non certo mossi da compassione per le sofferenze delle pecore, bensì preoccupati per le ripercussioni economiche, hanno comunque scoperto una soluzione "geniale" al problema da loro stessi creato.

Il termine inglese per descriverla è "mulesing": si tratta di un'operazione da eseguire rigorosamente senza anestesia (si sa, costa troppo...) che consiste nell'asportare lembi di carne dalla zona circostante l'ano, in questo modo la pelle si distende sul corpo dell'animale.

Alle pecore rimangono delle dolorosissime ferite sanguinanti, ma almeno il problema delle mosche è risolto!

O per lo meno lo è momentaneamente, poiché a volte gli insetti riescono a deporre le uova all'interno della ferita prima che questa si sia rimarginata.


Un altro aspetto da considerare riguarda i metodi di allevamento.

Ancora una volta piuttosto che guardare nei dolci occhi dell'animale si preferisce guardare nel confortante grigio (o verde, se preferite i dollari) del portafoglio.

La tosatura viene eseguita da personale pagato in base alla quantità di lana tosata.

Ciò comporta che questa operazione viene eseguita nel modo più veloce possibile: la rapidità vale molto più dell'accuratezza.

E' inevitabile che così facendo le pecore vengano trattate senza la minima attenzione, ed ancora una volta soffriranno innumerevoli contusioni e ferite.


Inoltre, sempre a causa dell'inadeguatezza del personale rispetto all'enorme numero di animali riuniti nelle greggi, ogni anno, solo in Australia, muoiono soffocati e schiacciati dalle altre pecore circa dieci milioni di agnelli dopo pochi giorni dalla nascita.


Chi segue uno stile di vita che rispetta ogni essere vivente non utilizza prodotti in lana né realizzati con altri materiali ottenuti dagli animali.


Le alternative alla lana sono numerose e di facile reperibilità (acrilico, pile, alcantara, gore-tex...).


Il problema che si presenta di solito a chi sceglie di diventare vegan è cosa fare con quanto già possiede.

Alcuni ritengono sia necessario smettere di indossare maglioni, vestiti, guanti, ecc. frutto di orribili crudeltà.

La loro scelta è quindi quella di sbarazzarsi di tutti questi capi di abbigliamento.

Una scelta ammirabile soprattutto se si donano questi articoli a chi ne può aver bisogno, ad esempio ad associazioni che raccolgono beni per i senza tetto o persone bisognose.

Ma decidere di rinnovare completamente il proprio guardaroba può non essere facile per chi non dispone dei mezzi economici sufficienti.

In questo caso la strada migliore da percorrere sembra essere utilizzare gli indumenti che già si possiedono sostituendoli gradualmente con dei nuovi realizzati nel rispetto di ogni forma di vita.

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***LifeGate Cafè ed una bellissima serata...

Devo assolutamente condividere la gioia con voi!!!

L'altra sera dopo mesi (vedi stage che ha fatto in Grecia) finalmente io e Sergio abbiamo rivisto la nostra amica Sarah...allora abbiamo deciso di festeggiare come si doveva...siamo andati al lifegate cafè di Milano...
...arrivati sotto casa sua, 10 minuti a piedi e siamo arrivati...un posto delizioso fin da subito...personale cordialissimo e molto molto attento...ambiente essenziale ma molto caldo con tavoli in legno massiccio e i muri tinteggiati di un bel grigio chiaro con appese al muro grosse lavagne descrittive il menù ed i principi lifegate...e sui vari murettini spertiambiente i magazine di Lifegate...per una sera un tuffo nel mondo ecocompatibile...
...e poi c'erano esposte le fotografie facenti parte la mostra di GIUSEPPE MORANDI intitolata ARTI, VOLTI E MESTIERI DELLA BASSA PADANA le quali davano un senso di calore profondo all'ambiente ed alla serata...quel sapore di un tempo con valori e tradizioni antiche tra i vari ambienti rurali...
...e poi ...ecco che ci portano il Menù...una serie di piatti sfiziosi e biologici tra cui alcuni piatti vegan ed altri vegetariani...ordianiamo....
...vino biologico rosso e birra biologica Ekò bionda ...
...la più buona birra che io abbia mai bevuto!!!
...come antipasto una bella insalata (di idvidia, tofù alla griglia e germogli di soia il tutto condito con olio, sale e pepe) , ed un bel piatto di bruschette vegetariane (con pomodoro fresco e origano, patè di carciofi, salsa verde e patè di pomodori secchi)...
...come primi cous cous vegetariano (cous cous con radicchio rosso stufato, valerianella, pomodorini a dadini con olio, prezzemolo e pepe ed lattuga amara)...ravioli vegetariani con verdure e.... tagliatelle (ometto nome e ricetta...dico solo che non erano nè vegetariani nè vegani...)...il tutto accompagnato da pane di mais bio e pane di grano duro bio fatti in casa... quindi...
...quasi zeppi ...
...abbiamo deciso di eliminare il secondo e passare subito al dolce...
...per me un sorbetto alle more bio e per i golosoni crostata con noci e mandorle bio...
...caffè e ...beh direi che non ci stava più nulla....
...la serata è continuata tra racconti, chiacchere e risate...una volta chiesto il conto e pagato andando verso l'uscita (erano ormai le 24...e loro chiudevano alle 23.30)...ci siamo accorti dello stand dei lifegate eco jeans...ci siamo buttati a pesce sui capi per finalmente toccare con mano i tanto famosi jeans bio ed eco...
...belli...morbidi...effettivamente un pochino cari (119 euro)...beh, diciamo che li ho già segnati nella lista dei regali per il mio compleanno...tra la VeganStar e il germogliatore...
...poi andando verso l'uscita il gestore è stato così carino da regalarci gli adesivi della radio...



...andando verso casa abbiamo iniziato a parlare e scambiarci opinioni su molti argomenti a me cari...aniamlismo, antispecismo, veganismo...ma per una volta non avevo iniziato io il discorso e neanche Sergio ma Sarah...che bello...sono felice!!!



Ciao Sarah, questo post è dedicato a te!!!


LifeGate café
Sede Via della Commenda, 43, Milano 20122


Altre informazioni Tel +39 02 5450765 http://www.lifegate.it/cafe Continua a leggere...

22 ottobre 2007

***CLONAZIONE ANIMALE PER SCOPO ALIMENTARE


Una dichiarazione dell'Europgroup for Animals Welfare sulla clonazione animale per scopi alimentari ci mostra un possibile futuro scenario ancora piu' terribile per gli animali d'allevamento.
Riportiamo qui per intero la traduzione della Dichiarazione dell'Europgroup for Animals Welfare per il forum riguardante la clonazione animale per scopi alimentari, all'interno del convegno sulle Biotecnologie, del 14 settembre 2007. Questa dichiarazione ci mostra uno scenario futuro possibile ancora piu' terribile di quello attuale - gia' infernale - che potrebbe scaturire dall'utilizzo della clonazione per gli animali allevati per l'alimentazione umana. Riportiamo il testo cosi' come sta, perche' e' abbastanza esplicativo gia' da solo, e non crediamo servano ulteriori parole a commentare l'orrore.
L'Eurogroup for Animals è una federazione di organizzazioni europee che si occupano del benessere animale rappresentata in tutti i 27 Stati Membri. L'Eurogroup rappresenta una importante parte dell'opinione pubblica Europea e ha sia esperienza scientifica che tecnica per fornire consigli autorevoli sulle problematiche delle biotecnologie relative al benessere animale.
Questa dichiarazione riassume le preoccupazioni dell'Eurogroup riguardo la clonazione di animali per scopi alimentari.
L'Eurogroup ritiene che:
Sia completamente inaccettabile clonare animali per scopi alimentari. Il processo di clonazione è inefficiente, porta ad un notevole spreco di vite animali e con molte probabilità provocherebbe dolore, sofferenza e stress non necessario agli animali. (FAWC, 1998, Pew Iniziative, 2002).
Gli animali d'allevamento sono già considerati come semplici prodotti piuttosto che esseri senzienti, ed è molto probabile che la clonazione di qualsiasi animale per scopi alimentari andrà a rafforzare questa visione.
La clonazione darà luogo ad una maggiore standardizzazione degli animali e aumenterà le probabilità che questi siano visti come unità identiche piuttosto che individui. Questo, insieme alla aumentata standardizzazione dei sistemi agricoli, potrebbe provocare una minore interazione umana con i singoli animali aumentando la gia' insufficiente comprensione e preoccupazione per il benessere animale.
L'uso della clonazione per scopi alimentari ridurrebbe significativamente la diversità genetica all'interno delle popolazioni degli animali d'allevamento (Banner Committee Report, 1995; FAWC, 1998). Questa situazione aumenta la probabilità di problemi come la scomparsa di popolazioni di animali per una malattia o infezione a cui sono suscettibili (FAWC,1998).
L'applicazione delle tecnologie di clonazione sta progredendo a una velocità che supera di gran lunga il dibattito pubblico sulla tutela degli animali e le considerazioni etiche (Pew Iniziative, 2005). Se la vendita di prodotti che derivano da animali clonati andrà avanti, è assolutamente necessario che questi siano chiaramente etichettati cosicché i consumatori siano consapevoli del metodo di produzione e possano fare una scelta informata quando acquistano latte o carne.

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***Sei ancora nel paese di Alice?

Se pensi che il latte sia così e che ti faccia bene...

...se pensi che le mucche del quale bevi il latte stiano in posti così...

...e che il produttore del latte che tu bevi le munga così...



Beh forse è il caso che ti svegli !!!




Non stare nel paese di ...




...ALICE...

La realtà è questa

questa

questa

e questa



La realtà è...

che


negli animali si concentrano i pesticidi usati per la coltivazione dei vegetali che formano il loro mangime: si è stimato che negli USA l'80% dei pesticidi e fertilizzanti viene utilizzato per la coltivazione dei vegetali (cereali, semi oleosi e proteaginose) destinati all'alimentazione degli animali d'allevamento.


Se l'uomo consumasse direttamente gli stessi vegetali, coltivati nello stesso modo, ne mangerebbe molti meno: per incamerare la stessa quantità di proteine, da alimenti vegetali e dalla carne degli animali che consumano cibi vegetali, il rapporto è di circa 1 a 16 (nel caso di carne bovina).

Infatti, per un grammo di proteine che l'animale "produce", esso deve mangiare 16 grammi di proteine vegetali (perché ovviamente, la maggior parte delle sostanze nutritive viene usata nei processi metabolici dell'animale).


Questo implica che i pesticidi e i fertilizzanti si ritrovino "concentrati" nella carne degli animali, e quindi chi si ciba di carne è costretto a ingerirne molti di più rispetto a quanto accadrebbe se consumasse direttamente i vegetali.


Quando i mangimi contengono panelli di olii esausti, o sostanze ancora più tossiche, il rischio è maggiore, come è accaduto, ad esempio, nella vicenda dei polli alla diossina, in cui questa sostanza era contenuta nei mangimi degli animali.


Inoltre, negli allevamenti intensivi gli animali vengono imbottiti di farmaci, per cercare di scongiurare le malattie causate dallo stress da sovraffollamento e dalla debolezza congenita di questi animali, frutto di manipolazioni genetiche che danno luogo ad animali "iperproduttivi", ma che si ammalano molto facilmente.


Ad esempio, negli allevamenti di maiali, quando gli animali sono mantenuti sul grigliato, l'aria dei capannoni è caratterizzata da un eccesso di ammoniaca ed altri gas, che rappresenta un fattore irritante per le mucose delle vie respiratorie, che determina uno stato di continua irritazione e a volte porta a forme polmonari o bronchiali più gravi, per cui la somministrazione di farmaci deve essere continua.


In Europa vengono consumate 5000 tonnellate di antibiotici LEGALI, di cui 1500 per favorire la crescita artificiale di polli, suini, tacchini e vitelli. A queste vanno aggiunte tutte le sostanza illegali largamente impiegate, che molto difficilmente vengono scoperte nei controlli veterinari (che sono comunque pochissimi, viene controllato un animale ogni 7000), perché sono sempre diverse e se non si conosce a priori la sostanza cercata non si possono eseguire test per scoprirne la presenza.


L'abuso di antibiotici è pericoloso perché è all'origine del fenomeno della resistenza dei batteri a un numero sempre maggiore di antibiotici, cosa che preoccupa molto gli scienziati di tutto il mondo. Viene infatti in questo modo favorito lo sviluppo di batteri, che, "allenati" da questa continua esposizione agli antibiotici, si adattano, diventando resistenti a questi farmaci, che su di essi non hanno più effetto.


L'altro pericolo legato all'ingestione di farmaci dalle carni degli animali è quello di cancerogenicità: in Gran Bretagna un pollo su cinque e un uovo su dieci contengono tracce di farmaci che possono far aumentare nell'uomo il rischio di cancro.


La sindrome di "mucca pazza" ha scatenato nei consumatori la corsa ad altri tipi di carne, nella speranza di una maggior "sicurezza", mentre invece si verifica il contrario: se contrarre il morbo di "mucca pazza" è comunque ad oggi piuttosto improbabile, subire dei danni alla salute per il consumo di carni ancora più "a rischio", come quelle di vitelli, maiali, pollame conigli e pesci, è praticamente certo, dato che per questi animali le condizioni di allevamento sono ancora peggiori e i farmaci usati, di conseguenza, sono molti di più.


Gli estrogeni sempre presenti in ogni tipo di carne provocano anche diverse disfunzioni a livello ormonale negli esseri umani. Ad esempio, nel Centro di ginecologia dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Università di Torino è stato verificato un aumento dei casi di telarca (sviluppo delle ghiandole mammarie prima della pubertà) nelle bambine, e come terapia è stata consigliata l'esclusione dalla dieta di ogni genere di carne.


E' del luglio 2002 la notizia che gli allevatori olandesi hanno voluto distruggere 50 mila maiali perché i test per controllare se i mangimi sono stati contaminati da un ormone vietato sarebbero costati troppo. Molti allevamenti olandesi hanno ricevuto partite di carne contaminata con medrossi-progesterone-acetato (Mpa), un ormone che mette a rischio la fertilità dell'uomo e che in Europa viene usato solo a scopi terapeutici.

Questa volta le sostanze illegali sono state scoperte (e chi ne fa le spese sono sempre gli animali), quante altre volte invece non si scoprono (e ne fanno quindi le spese gli animali, e i consumatori)?

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molte persone sono estremamente preoccupate dalle possibili infezioni da animali a uomo, e sostengono che "gli animali portano malattie", sempre riferendosi ad animali vivi, che danno loro fastidio, come i piccioni, o anche cani e gatti.

Questa credenza è del tutto infondata, è solo un preconcetto, perché è praticamente impossibile contrarre malattie dal contatto con questi animali, quando si rispettano le normali norme igieniche.

Sono molto rare (e mai gravi, tranne nel caso della rabbia, ormai praticamente assente in Italia) le malattie che si possono trasmettere da animali vivi a uomini, è molto più probabile contrarre le stesse infezioni per altre vie (da oggetti, o, più facilmente, da altri esseri umani).


Le stesse persone non si preoccupano invece di una forma di contagio molto più pericolosa e probabile, quella che può aver luogo cibandosi di animali. In questo caso non è più vero, secondo loro, che "gli animali portano malattie": toccarli, o vivere nel loro stesso ambiente, è pericoloso, mangiarli no!


In realtà, la quasi totalità delle infezioni che si contraggono dagli animali sono proprio quelle derivanti dal consumo di cibi di origine animale. Si va dalla comune salmonella, che nella stragrande maggioranza dei casi si contrae in seguito al consumo di uova infette, a malattie molto più pericolose, anche ad esito letale, come il morbo di Creutzfeld-Jacob, con ogni probabilità la variante umana della BSE, l'encefalopatia spongiforme bovina, comunemente detta "morbo della mucca pazza".

In quest'ultimo caso, un'infezione che colpisce gli animali salta la barriera di specie e colpisce anche gli esseri umani.


Un altro esempio di questo genere è costituito dall'influenza aviaria, che periodicamente colpisce polli e tacchini negli allevamenti intensivi.

Questi vengono abbattuti in massa, per non rischiare un contagio all'uomo a causa di una possibile mutazione del virus in grado di saltare la barriera di specie e colpire anche gli esseri umani. Infatti questa malattia è molto vicina al ceppo virale H5NI che qualche anno fa a Hong Kong uccise alcune persone.


Anche la tubercolosi bovina è trasmissibile all'uomo (anche se nell'uomo assume una forma molto blanda), e da tempo si sospetta che il virus della leucemia bovina, il Blv, che infetta il 20% delle vacche negli USA, possa avere dei legami con alcune forme di leucemia umana.


Le ispezioni compiute nell'ambito dei controlli sulla BSE hanno portato alla luce un fiorente mercato clandestino: animali importati illegalmente da paesi in cui i controlli veterinari sono meno stringenti, bovini macellati senza autorizzazione, allevamenti di animali per carni "alternative" che usano mangimi proibiti, anche contenenti diossina.

INOLTRE

Sul numero di maggio 2007 della rivista scientifica Am J Epidemiol. e' stato pubblicato un interessante studio che collega il consumo di latticini all'insorgenza della Malattia di Parkinson.


Gli autori hanno condotto uno studio prospettico sull'associazione tra il consumo di latticini e il rischio di Malattia di Parkinson tra 57.689 uomini e 73.175 donne dello studio sulla prevenzione del cancro della Società Americana del Cancro.

250 uomini e 138 donne nel corso del follow-up (dal 1992 al 2001) hanno sviluppato la Malattia di Parkinson.

Il consumo di latticini è risultato associato positivamente con il rischio di Malattia di Parkinson, vale a dire, maggiore è il consumo di latticini, maggiore è il rischio di ammalarsi di questa malattia.


Per questo ampio studio dell'Università di Harvard, oltre 130 mila soggetti sono stati seguiti per 9 anni. In questo periodo è stato registrato il loro consumo di latticini; a 388 di loro, è stato diagnosticato il Malattia di Parkinson.

Lo studio aveva il fine di analizzare la possibile associazione tra il consumo di latticini e la malattia. I risultati mostrano che un maggiore consumo di latticini aumenta il rischio di Malattia di Parkinson in modo proporzionale con le quantità consumate.


Il rischio derivante da tali prodotti è risultato maggiore negli uomini che nelle donne. Nel caso peggiore, ovvero di un uomo che faccia un consumo molto elevato di latticini, il rischio di contrarre la malattia è 1,8 volte superiore rispetto a un uomo che ne faccia un consumo minimo.


Questo studio conferma i risultati di altre ricerche sull'argomento che sono giunti a conclusioni analoghe; tuttavia il meccanismo fisiopatologico di questa associazione non è noto.


MA


Anche supponendo per assurdo che gli animali non possano trasmetterci alcuna infezione e non siano infarciti di farmaci, anabolizzanti e sostanze tossiche, rimane comunque il fatto che una dieta a base di alimenti di origine animale è inadatta all'organismo umano.


Il complesso degli studi nutrizionali dimostra che per prevenire e curare le più comuni e gravi patologie degenerative tipiche dei paesi industrializzati occorre cambiare dieta, limitando di molto, o escludendo del tutto, i prodotti di origine animale.


Secondo un rapporto del Surgeon General degli Stati Uniti, più di 1,5 dei 2,1 milioni di decessi riscontrati nel 1987 possono essere messi in relazione a fattori alimentari, soprattutto al consumo di grassi saturi e colesterolo.


Non a caso, l'associazione dei nutrizionisti americani (ADA) promuove un'alimentazione che esclude i prodotti animali, oggi largamente consumati, per uomini, donne, donne incinte, donne che allattano, bambini e sportivi. Negli ultimi anni il mito delle proteine animali è stato abbandonato anche dai nutrizionisti che in passato lo sostenevano.


E' stato ampiamente dimostrato che molti vegetali possiedono il medesimo contenuto proteico delle carni e che possono soddisfare il nostro fabbisogno di aminoacidi essenziali e non essenziali: legumi, cereali integrali, verdure, semi e noci contengono tutti gli aminoacidi; non è neppure necessario combinare questi alimenti in un unico pasto, come anni fa consigliava erroneamente la teoria della complementarità delle proteine.

Le proteine di soia, inoltre, equivalgono nutrizionalmente a quelle animali e, se lo si desidera, possono costituire quasi l'unica fonte di assunzione proteica.


Le patologie cardiovascolari, neoplastiche e l'obesità sono in diretta relazione con l'eccessivo consumo di grassi, in particolare di grassi saturi, che fanno depositare il colesterolo nei vasi arteriosi, causando danni irreparabili all'organismo umano.

I prodotti di origine animale sono ricchi di questi grassi, mentre i vegetali ne sono poverissimi.

Un cospicuo numero di studi epidemiologici dimostra che un'alimentazione priva di alimenti di origine animale è la più confacente alle esigenze dell'organismo umano e numerose pubblicazioni hanno accertato come - grazie all'abbondante introduzione di vitamine, minerali, fibre, carboidrati complessi, oligoelementi, biostimoline e molte altre sostanze sinergiche - nelle persone che si alimentano in questo modo sia considerevolmente minore l'incidenza di gravi patologie quali tumori, ipertensione, arteriosclerosi, infarto, ictus, diabete, obesità, osteoporosi, calcoli e altre patologie che costituiscono le principali cause di malattia e mortalità nei paesi industrializzati.

INOLTRE

le mucche "da latte" sono selezionate geneticamente ed inseminate artificialmente per produrre quanto più latte possibile.

Dall'età di circa due anni, trascorrono in gravidanza nove mesi ogni anno.

Poco dopo la nascita, i vitelli sono strappati alle madri (provocando in entrambi un trauma), perché non ne bevano il latte, e rinchiusi in minuscoli box larghi poche decine di cm, in cui non hanno nemmeno lo spazio per coricarsi, e quindi neanche la possibilità di dormire profondamente.

Sono alimentati con una dieta inadeguata apposta per renderli anemici e far sì che la loro carne sia bianca e tenera (come piace ai consumatori) e infine sono mandati al macello.

La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l'ammontare di quello che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il vitello.

Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di mastite (una dolorosa infiammazione delle mammelle).


Per aumentare la produzione di latte, la mucca è alimentata con proteine molto concentrate, ma neppure queste spesso sono sufficienti, tanto da provocare lacerazione dei tessuti per soddisfare la continua richiesta di latte (in Inghilterra hanno coniato un termine per definire questa pratica: "milking off the cow's back", ossia mungitura del posteriore della mucca).

Ciò provoca una condizione chiamata acidosi, che può rendere zoppo l'animale e ciò ogni anno al 25% delle mucche sfruttate nei caseifici.

A circa cinque o sei anni d'età, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata.

La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 20 anni.




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***Di tutto e di più...è così bello essere consapevole!!!

Eccomi qua a parlare finalmente delle innumerevoli cose belle che ho scoperto da quando sono vegana (oltre al rispetto di TUTTI gli animali):dall'autoproduzione (senza necessariamente arrivare a ciò che viene descritto nel post MAKE-DO AND MEND) consumo critico (cosa che però già da tempo conoscevo e praticavo), dal riciclo al riutilizzo....e tante tante altre cose...!

Questo perchè, al contrario di quello che tutti i giorni ci viene propinato da qualunque fonte di informazione (e di disinformazione), tutti noi possiamo farci da soli molte delle cose che utilizziamo nel quotidiano...magari non tutte...ma davvero una buona parte!
Quindi mi sembra ovvio iniziare dai fondamentali che io stessa ho appreso da tanti vegani-autoproduttori e dai loro blog/siti come Vera, Erbaviola, Beavegan, Riboeri, Daniele, Tippitappi e ancora La saponaria, Memole, Pleiadi, e tanti tanti altri...sul bellissimo Forum Etici, o anche siti come Sai Cosa Ti Spalmi.org , l'angolo di Lola , "Il mio sapone"...

Esempi...dentifricio autoprodotto da Camminarelento :...Cercando di qua e di là mi sono reso conto che molte persone usano autoprodursi il dentifricio, allora ho provato anche io e devo dire che i risultati sono ottimi.basterà acquistare in qualsiasi erboristeria un po' di argilla bianca (ce l'hanno tutte le erboristerie, direi che per provare 100 grammi saranno più che sufficienti), ed un flaconcino di olio essenziale. Io l'ho comprato alla menta, tanto per vedere come mi sarei trovato con un gusto classico. Molti si lavano i denti solo con l'argilla, ma a me è sembrato opportuno aromatizzare un po' il prodotto per non trasformare la mia bocca in una betoniera.Quindi mettete in un vasetto l'argilla, poi metteteci dentro un po' di gocce di olio essenziale (per 100 grammi 10-20 di gocce saranno sufficienti), ed il dentifricio è pronto all'uso: bagnate lo spazzolino con l'acqua, immergete la punta dello spazzolino nell'argilla in modo che questa si attacchi alle setole (mi raccomando non esagerate, di argilla ne va messa poca poca sennò l'effetto cemento è assicurato) e poi vi lavate i denti....

E ancora detersivo per i piatti di pane decrescita e contorni:
200gr sale grosso, 100 gr aceto bianco, 400 gr acqua, 3 limoni interi con buccia.Mettere i limoni e il sale nel frullatore per 20 sec. Mettere sul fuoco e aggiungere l’acqua e l’aceto, far bollire per circa 15 min. sbattendo con una frusta. Conservare in barattolo di vetro.

E ancora Gel ai semi di lino, burro cacao autoprodotto, e ancora Seitan fatto in casa, tofu

autoprodotto, yogurt di soia , germogli,

forno solare, e tanto tanto ...tanto altro!!!

...oppure ci sono siti come Promiseland, Vegan Home, Life Gate, VegFacile, VeganzettaBlog, SaiCosaMangi, Altreconomia, Rete Lilliput, Vegan Pyramid, Cnms, peacelink, ( e molti molti altri che trovate nei vari link del mio blog) che vi possono essere molto utili...(a me lo sono stati)...
...beh, vi assicuro che mi si è aperto un mondo...

...cioè io ho da tempo abbracciato il concetto di consumo critico e di boicottaggio grazie al mio ragazzo che mi ha regalato "Guida al Consumo Critico"...qualche anno fà...ma anche l'autoproduzone è qualcosa di davvero fantastico!!!

...insomma non solo da tempo avevo capito che ormai l'anima consumistica della società in cui viviamo in fondo in fondo è dentro di noi-anche se ci professiamo anticonsumistici -ma in più mi è stato confermato dal fatto che quando le cose te le fai tu, ti chiedi se una cosa ti è davvero utile o è solo la foga del momento che ti fà desiderare di averla...e...beh l'80% delle volte è solo la foga del momento!!!- ma soprattutto mi sono davvero resa conto da cosa sono costituite molte delle cose che utilizziamo tutti i giorni (sotto ogni forma e sotto ogni punto di vista)...dal cibo ai cosmetici, ai prodotti da toilette agli oggetti che ognuno di noi ha in casa...
..inoltre è così bello scoprire che non bisogna essere un chimico per capire finalmente quei perfidi nomignoli dietro qualunque confezione di detersivo che sembra quasi quasi che sono stati messi lì per calmarci l'animo ma che in fondo poi alla fine non ci aiutano poi tanto (l'INCI)...e invece ecco il biodizionario di Fabrizio Zago che ci spiega tutto (o quasi )...
...o ancora...
... capire che non basta fare la raccolta differenziata per essere Riciclatori o ecologisti ma che è anche così bello dare una nuova vita alle cose utilizzando creatività fantasia e un pò di folli (o chiamiamolo pure new design) e trasformando quindi cose che apparentemente sembrerebbero rifiuti e che invece non sono altro che supporti per la fantasia e tutto questo un pò grazie alla creatività che madre natura mi ha dato e grazie al sito Ricicla, Riciclando, Riciclarte, Blogeko, Ri-creazione, ed a tanti tanti altri!!!
...o ancora se proprio prorio uno non può fare a meno di acquistare ...e allora almeno che uno acquisti pensando anche se l'acquisto può aiutare qualcuno oltre che far piacere a noi o al destinatatrio del regalo e allora...ecco...le Botteghe Solidali , Buy Organic, Green Apple o Altromercato, Associazione Progetto Gaia....

...o ancora...magari acquistando degli oggetti che aiutino associazioni come AgireOra, Vita da Cani, Lipu, Lav, La Collina dei Conigli, Enpa, o magari fare dello shopping on line ma da "negozi" che assicurino le fonti dal quale il negozio acquisti le cose come La Scelta, Raggio Verde, Tippitappi.com, Life Gate Jeans...
...o ancora scegliere un'alternativa ai soliti cosmetici&Co....e se prorio non vogliamo o non possiamo autoprodurli... evitiamo cosmetici o creme zeppe di derivati dal petrolio (che devo dire io stessa non sospettavo che ce ne fosse un così largo uso!!!) quetso rivolgendosi magari a Sai Cosa Ti Spalmi.com , Ma Allora Cosa Usi, Fitocose , Tea Natura o Bjobi...e ancora per i vostri cosmetici Alienor, Fyrinnae o Lilylolo , o ancora per scoprire come smettere di inquinare con migliaia di assorbenti usati nella nostra vita (nostra di noi donnine) visita il sito de La Bottega Della Luna...

...potete poi fare come me e se proprio ancora non siete pronti a convertire al veganismo totale i vostri dolci compagni cani e gatti allora o ciclicamente variate la dieta tra vegetariano e non vegetariano (io personalmente compro Amì e Almo Nature) o almeno evitate le marche che fanno sperimentazione animale o che finanziano progetti tutt'altro che ammirevoli...andate per esempio sul sito di Antba e sceglere un cibo per i vostri amici cani e gatti etico e salutare...

...e poi che dire dell'emozione che si prova a mangiare un pesto Veg fatto con il basilico coltivato da sè o condire la pastasciutta con del buon peperoncino del vaso sul nostro balcone o coltivare delle piccole piante orticole nane...insomma se si possiede un piccolo pollice verde buon divertimento!!!


...ed infine come poter non nominare tutti quegl'eco-equo cultori che provano ogni giorno, come me, attraverso i loro blog o i loro siti a spiegare al resto del mondo cosa significa consapevolezza e cambiamento!!!





Grazie a ...

...oltre a tutti quelli che sono già stati nominati nel resto del post e a quelli che per motivi di spazio non sono stati citati/linkati...
...Se siamo così tanti mi viene da pensare che forse chi ha detto che ormai in base al naturale processo delle cose sarà tutto un declino...beh forse si sbagliava...Non credete?

Alla fine mi viene in mente una cosa che mi diceva sempre un caro amico...più le cose sono difficili e più quando le si ottengono è bello goderne!!!
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21 ottobre 2007

***Saponi naturali, come riconoscerli?


Sempre più spesso ci capita di incontrare negozietti o bancarelle di “saponi naturali”. Tranne alcuni eccellenti casi si tratta per lo più di franchising o grosse catene.

Quello che mi indispone è che l’imbonitore di turno, con fare carismatico e persuasivo, inizia a raccontare storie di tradizioni e qualche termine pseudo-scientifico naturale per magnificare le proprietà dei propri saponi.
“ I nostri saponi sono tutti con oli essenziali, scelti accuratamente secondo la tradizione dai più grandi nasi.”. Bhe, sfido io a distillare l’aroma “brezza marina” o fare un olio essenziale dal melone o dalla fragola o che mio nonno facesse il sapone all’ “acqua di giò”.
“I nostri saponi contengono più del 20% di oli essenziali”. Insisti?? Gli oli essenziali nel sapone possono essere aggiunti in ragione del 2-4%, in quanto concentrati della natura e irritanti.
Ma queste sono solo le cose più palesi, che, per chi il sapone lo fa, irrita pelle e spirito!

Ma come fare a riconscere un sapone naturale da uno che non lo è? Ecco alcuni piccoli accorgimenti.

diffidare, sempre diffidare. Chiedere informazioni sugli ingredienti, controllare la veridicità sull’etichetta.

gli oli essenziali sono distillati in corrente di vapore delle piante, non esistono oli essenziali della frutta (tranne gli agrumi che si ottengono per spremitura). Il sapone al mango, state pur certi non può che essere con profumazione sintetica.

i colori: fucsia, blu elettrico, giallo fluo… non esistono in natura. I colori naturali sono tenui e delicati, sono i colori e le nuances della natura.

i saponi trasparenti: molto, molto difficile trovare un sapone naturale trasparente. Il preocedimento è lungo e complicato, bisogna aggiungere la glicerina. La glicerina poi può essere di origine petrolchimica o vegetale, con notevoli differenze di prezzo. Secondo voi, quale sarà la più utilizzata in cosmetica?

fonte: http://www.lasaponaria.com/blog/ Continua a leggere...

17 ottobre 2007

***L'incredibile Vegan!!!

Stamattina ho consciuto delle nuove persone al mio corso in università ed ovviamente come sempre tra una chiacchera e l'altra è venuto fuori il discorso vegan e come sempre mi sono trovata davanti alla domanda ..."...ok x la carne ed il pesce...ma perchè non mangi latte e uova?"...beh, voi non ci crederete ma sapete che questa domanda mi dà un fastidio assurdo...molto di più di affermazioni tipo..."la carne si mangia perchè l'uomo è per natura carnivoro!", questo perchè l'affermare che l'uomo è carnivoro è di per sè già lampante che è una stupidaggine e perciò credo che chi lo sotenga in fondo sappia che è tutta una scusa per far sì che le sue abitudini ed il suo palato stiano scollegate dal cervello e dall'etica...

...ma quando mi sento dire certe cose con riferimento a latte e uova...forse proprio perchè sono vegana solo da poco...


...beh a dir poco esplodo...
...in pratica inizio a parlare come un fiume in piena e non mi fermo più...e più mi viene detto che mangiare latte fa bene perchè i dottori lo dicono fin da quando si è bambini e più io inizio a cambiare colore e lo so che una volta o l'altra mi trasformerò nell'incredibile vegan...
...e allora a qual punto per evitare ogni sorta di trasformazione...come al solito...interviene il mio ragazzo e placa la situazione calmando(mi) gli animi....insomma per farla breve molto spesso mi piacerebbe iniziare un discorso dicendo "ma perchè mangi latte e uova?"...

Credo che per spiegare il mio e il punto di vista di tutte le persone vegan come mesia ad hoc lo splendido post di tippitappi "perchè ho scelto di non mangiare latticini?"ed "Latte e formaggio, rischi ed allergie per adulti e bambini"...leggeteli e rifletteteci sù...


Io l'ho già fatto e ho scelto...e voi?

Ahh...a rigor di cronaca annuncio in via ufficiale che finalmente il mio ragazzo, mia mamma, ed i miei cani (anche se loro sono ancora in fase di transizione) sono finalemte diventati vegetariani...e...anche se la strada è lunga verso il veganismo sono sicura che anche loro piano piano capiranno qual'è la scelta giusta per la loro salute e per la salute di tutti gli esseri viventi!!!

yuppy!!!
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16 ottobre 2007

***Fino a che punto ci si può spingere per dirsi ambientalisti?

Greenpeace invita a mangiare carne di canguro

Apprendiamo con gran dispiacere dai giornali australiani che Greenpeace invita a consumare carne di canguro per limitare l'effetto serra...
Greenpeace, in tutte le nazioni e a tutti i livelli, ha sempre cercato di evitare di parlare del legame tra lo smodato consumo di alimenti animali e il conseguente, devastante, impatto ambientale.
Ora che evidentemente non può più tener gli occhi chiusi su questo, ammette il legame, in un dossier intitolato "Paths to a Low-Carbon Future", ma anziché dare l'unico consiglio sensato e realistico, cioè "diminuite il più possibile il consumo di alimenti animali", suggerisce semplicemente di cambiare la specie animale di cui ci si ingozza. E, visto che il lavoro è stato svolto e pubblicato in Australia, suggerisce la carne di canguro come ottima alternativa!
Secondo il responsabile di Greenpeace per le campagne sul consumo di energia, Mark Wakeham, gli autraliani dovrebbero al più presto sostituire parte della carne rossa che consumano con carne di canguro, per ridurre la deforestazione e l'emissione di metano dovuta alle faltulenze di bovini e ovini.
Secondo l'autore del dosser commissionato da Greenpeace, il dott. Mark Diesendorf, la carne di canguro è molto "salutare e a basso contenuto di grassi". Attualmente, ogni anno in Australia vengono uccisi circa tre milioni di canguri, le cui carni - 30 milioni di kg - vengono consumate sia in Australia (per circa un terzo) sia in altre nazioni in cui vengono esportate, come Germania, Francia, Belgio.
I canguri vengono uccisi con fucili ad alta potenza, colpendoli in mezzo agli occhi, di notte.
Secondo le normative australiane, dal 10 al 12 per cento dei canguri che popolano la nazione possono essere uccisi (per produrre carne e pellame), e nello stato di Victoria e' proibito ucciderli, ma Greenpeace, secondo quanto riportato dall'Herald Sun, rinnova l'invito ad abolire questa limitazione.
Questi i fatti riportati dai giornali.

Alcune considerazioni, a cura della redazione di AgireOra Network, sono a questo punto d'obbligo.


La miopia sull'aspetto ecologista


Suggerire - come fanno in molti, non certo solo Greenpeace - di cambiare specie animale anziché ridurre i consumi punto e basta è una visione decisamente miope.
Miope perché tiene conto solo di uno o di pochi aspetti del problema - in questo caso le emissioni di gas serra - mentre ne esistono molti altri, e perché guardano sempre a breve scadenza, mentre bisogna guardare più lontano.
Il problema della trasformazione di alimenti vegetali direttamente consumabili da parte dell'uomo (cereali, legumi) in alimenti animali (carne, pesce, latte, uova) causa un gran numero di impatti negativi sull'ambiente, in quanto si tratta di un processo produttivo totalmente inefficiente - per produrre un kg di carne si devono impiegare da 4 ai 33 kg di vegetali, a seconda della specie animale usata.
L'impatto si ha sullo spreco di cibo vegetale (coltivato appositamente e dato agli animali anziché agli umani), di terre (usate per allevare gli animali a pascolo, o per coltivare mangimi per animali), di acqua, di energia; si ha sull'uso di pesticidi, erbicidi, antibiotici e altri farmaci negli allevamenti, e sullo smaltimento dell'enorme quantità di deiezioni prodotte dagli animali. E sulla produzione di gas serra, certo, ma questo è solo uno degli aspetti, tutti gli altri aspetti negativi esistono qualunque sia la specie animale allevata.
Certo, il canguro non è allevato, è un animale che vive allo stato selvatico. Ma se non si fa passare alle persone il messaggio che l'attuale consumo di alimenti animali è insostenibile - e lo è, nessuno dotato di razioncinio e onestà intellettuale può dubitarne, dopo i numerosi articoli, dossier, report della FAO e di varie università sull'argomento - e gli si dà la comoda scappatoia di "usare" un'altra specie al posto di quella "abituale", non si risolverà mai il problema. Una volta che i canguri saranno stati sterminati tutti, cosa si farà, si suggerirà agli australiani di mangiarsi tra loro? Suvvia, un po' di serietà...


La miopia sull'aspetto etico


Ma la miopia che a una persona che rispetta gli animali risulta ancora più agghiacciante è quella sul piano etico.
Sul piano etico, consigliare di ammazzare animali diversi da quelli "abituali" anziché ammarne di meno, e addirittura affermare che il governo dovrebbe eliminare le restrizioni sul massimo numero di canguri che si possono ammazzare ogni anno... è orrendo.
In Australia ci sono i canguri, ma qui che non abbiamo i canguri, cosa consiglierebbero, allora, di mangiarci cani e gatti, visto che ci sono un sacco di randagi che non si sa dove mettere e come accudire? Certo, in Australia mangiare canguri è normale, ma anche mangiare cani lo è, in diversi paesi asiatici. E rimane comunque un orrore, come lo è mangiare i maiali, i polli, le mucche, i conigli e ogni altro essere senziente.
Greenpeace cosa vuole fare, essere quella che salva le balene e fa ammazzare i canguri?

Ma in realtà non salva nemmeno le balene, va solo a filmare la loro morte per impietosire i suoi sostenitori, e poi diffonde pure filmati "pubblicitari" in cui i suoi attivisti mangiano carne di balena per far vedere che loro non sono contro le "tradizioni del popolo giapponese"....


Greenpeace, ci deludi sempre di più...


Fonti: Herald Sun, Greenpeace urges kangaroo consumption to fight global warming, 10 ottobre 2007 Greenpeace, Paths to a Low-Carbon Future, Settembre 2007


tratto da AgireOra » Sezione "Informazioni
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14 ottobre 2007

***premi nobel...ma siamo sicuri che sta volta abbia davvero portato contributi eccezionali alla società???



Su tutti i telegiornali, radiogiornali, quotidiani, ecc. tra ieri e oggi si e' sentito dare gran risalto alla notizia che il Premio Nobel per la Medicina 2007 e' stato assegnato tra gli altri anche a Mario Capecchi italiano di nascita, statunitense di cittadinanza.


Peccato che questo signore, anziche' portare avanti una ricerca incruenta e davvero utile per l'uomo, sia invece tra gli "inventori" dei topi geneticamente modificati oggi sempre piu' usati nei laboratori di vivisezione.



Leggiamo su uno dei tanti articoli:-





[...]Mario Capecchi, fra i vincitori del premio Nobel per la medicina di quest'anno, è il pioniere dello sviluppo di topi geneticamente modificati, con una tecnologia che permette non solo di decidere quale gene mutare, ma anche come farlo. Questa tecnologia 'regala' agli scienziati la libertà di manipolare, a proprio piacimento, le sequenze di Dna in roditori vivi.[...]





Ora non è che ormai possimo fare granchè ma almeno possimo far sentire la nostra voce...il network AgireOra consiglia:





Possiamo far vedere come la pensiamo e mostrare che non siamo per niente contenti di questo premio, e che non pensiamo affatto che la manipolazione genetica degli animali usati come "modello" per le malattie umane sia utile, tantomeno accettabile eticamente.

Qui gli indirizzi delle rubriche delle lettere di alcuni giornali, scegliete voi a quali scrivere, o scrivete a tutti (meglio in copia nascosta o un indirizzo per volta in mail separate), come preferite.
I messaggi devono essere brevi e sempre educati.
Gli indirizzi a disposizione sono:


letterealsole@ilsole24ore.com; lettere@ilfoglio.it; lettere@lastampa.it; lettere@corriere.it; lettere@libero-news.it; rubrica.lettere@repubblica.it; lettere@metroitaly.it; leggo@leggoposta.it; city@rcs.it; tg1_direzione@rai.it; posta.tg5@mediaset.it; direttoretg2@gmail.com; direttoretg3@rai.it


GRAZIE A TUTTI !!!
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***Grazie Pecoraro! un ministro come te ci voleva proprio!!!

PECORARO AUTORIZZA ABBATTIMENTO SELETTIVO DEI CINGHIALI IN PARCO




Con via libera dell'Infs nel Pollino.


Macellazione o uccisi in aziende10 ottobre 2007 -
Il Ministero dell'Ambiente ha approvato il Piano sperimentale di prelievo selettivo del cinghiale, elaborato dall'EnteParco Nazionale del Pollino per lenire il grave problema della sovrappopolazione degli ungulati nell'area protetta calabro-lucana.


Neiprossimi giorni saranno convocate dal presidente Domenico Pappaterra leProvince di Cosenza, Potenza e Matera, le Aziende sanitarie, il Cta delCorpo Forestale dello Stato e le Polizie provinciali per dare concretaattuazione.


La sovrappopolazione crea indatti danni all'agricoltura.


Il piano sperimentale di prelievo selettivo del cinghiale nel Parco eragia' passato al vaglio dell'Istituto nazionale di Fauna Selvatica.


LeRegioni Calabria e Basilicata hanno inoltre individuato due Zone diprotezione speciale che ricoprono interamente il territorio del Parco.


L'Ente Parco ha cosi' realizzato un apposito studio di incidenza.


Ilpiano prevede il controllo della presenza del cinghiale ('sus scrofa') sul territorio con l'intento di ridurre l'impatto sulle attivita' umane quello di sperimentare tecniche per il controllo numerico dellaspecie.


I sistemi adottati saranno quelli di cattura e di abbattimento selettivo.


La cattura degli animali mediante metodi incruenti, quali irecinti di cattura, prevede il loro trasferimento in aziende di macellazione per essere trasformati e commercializzati come prodotti tipici del Parco o la vendita degli animali vivi ad aziendeagrituristiche-venatorie recintate.
fonte: AgireOra Network


Il Ministero dell’Ambiente ha approvato il Piano sperimentale di prelievo selettivo del cinghiale, elaborato dall’Ente Parco Nazionale del Pollino per lenire il grave problema della sovrappopolazione degli ungulati.
Che riveste, ormai, carattere d’emergenza in molte aree del Parco calabro-lucano.
Ne dà notizia il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra, secondo il quale «così il problema che attanaglia da anni diverse comunità sarà sicuramente ridimensionato».
«Nei prossimi giorni – annuncia Pappaterra - saranno convocate le Province di Cosenza, Potenza e Matera, le Aziende sanitarie, il CTA del Corpo Forestale dello Stato e le Polizie Provinciali per dare concreta attuazione al Piano».
«Il problema dei cinghiali –prosegue Pappaterra - è stato il primo prospettatomi da molti sindaci delle aree più interne del Parco.
In maniera concreta – dichiara Pappaterra – ho cercato di far arrivare al capolinea un procedimento lungo e tortuoso la cui mancata conclusione rischiava di irritare ancor più i già provati agricoltori del Parco. L’approvazione da parte del Ministero ci permette di partire con le prime azioni previste dal Piano e di ristabilire un clima di serenità e di fiducia nei coltivatori che giustamente vogliono godere dei frutti del loro insostituibile lavoro.
Peraltro – conclude Pappaterra - il Parco, in questi anni, sta sopportando elevati costi per l’indennizzo dei danni agli agricoltori che alla distanza rischiano di essere incompatibili con le disponibilità finanziare dell’Ente».

Il Piano Sperimentale di prelievo selettivo del Cinghiale nel Parco Nazionale del Pollino prima di ricevere l’ok dal Ministro dell’Ambiente è passato al vaglio dell’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica secondo le cui indicazioni è stato approvato dal Consiglio direttivo dell’Ente Parco un anno fa, il 27 ottobre 2006.
strong>L’intento è quello di cercare di attuare tutte le possibili tecniche che hanno come finalità quella di ridurre l’impatto sulle attività umane e quella di sperimentare tecniche per il controllo numerico della specie. Tutto ciò allo scopo di diminuire il “conflitto” con le attività produttive (soprattutto alle coltivazioni) presenti nel territorio del Parco che, specie negli ultimi periodi, si sta presentando come un vero e proprio problema sociale.
I sistemi adottati saranno quelli di cattura e di abbattimento selettivo, entrambi previsti nelle normative di riferimento e da attuare nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’Ambiente.
La cattura degli animali mediante metodi incruenti (recinti di cattura) prevede il loro trasferimento in aziende di macellazione per essere trasformati e commercializzati come prodotti tipici del Parco o la vendita degli animali vivi ad aziende agrituristiche-venatorie recintate.
L’attuazione del piano sperimentale di abbattimento con operatori di selezione qualificati sarà effettuato con la tecnica del tiro con la carabina all’aspetto.
Fondamentale per l’attuazione del Piano è stata l’opera delle Amministrazioni provinciali di Cosenza, Matera e Potenza che nel frattempo hanno formato i selecontrollori.
Le Province, infatti, gestiscono per competenza le attività venatorie e pertanto, oltre ad essere molto utili nella fase di formazione e qualificazione degli “operatori di selezione”, divengono partner essenziali affinché l’attività di controllo della popolazione di cinghiale avvenga fuori Parco, soprattutto fermando qualunque azione di ripopolamento della specie.
Nel frattempo si stanno esaminando tutte le problematiche legate agli aspetti sanitari da un punto di vista normativo e si stanno concordando le azioni da svolgere per il conferimento ai mattatoi ed il controllo da svolgere in quelle sedi da parte dei veterinari delle Aziende Sanitarie Localii.
fonte : http://infoparco.wordpress.com/


Non credio sia necessario suggerire cosa scrivere al ministero e al ministro dell'Ambiente, ciascuno sapra' trovare le parole adatte, ma ne basta anche solo una : VERGOGNA!

Scriviamo a:

segr.ufficiostampa@minambiente.it,

PECORARO_A@camera.itoppuresegr.ufficiostampa@minambiente.it;

PECORARO_A@camera.itGrazie per la partecipazione.


FONTE: AgireOra Network

IMPEDIAMO CHE AVVENGA QUESTO MASSACRO!!!
ESPRIMIAMO TUTTO IL NOSTRO DISGUSTO!!!
SCRIVIAMO !!!
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***Vivisezione vietata a San Marino !

Non e' piu' possibile a San Marino compiere alcun tipo di esperimento sugli animali: San Marino è il primo stato al mondo in cui la vivisezione è vietata per legge!
L'Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS), esprime grande soddisfazione per l'approvazione avvenuta il 20 settembre da parte del Consiglio Grande e Generale della Proposta di Legge di iniziativa popolare "Disposizioni sul divieto di sperimentazione animale nella Repubblica di San Marino".
Come riporta l'associazione nel suo comunicato, le istituzioni sanmarinesi hanno saputo capire "quanto la sperimentazione animale sia eticamente inaccettabile a causa delle atroci sofferenze cui sono sottoposti gli animali da laboratorio, considerati come 'oggetti viventi', quanto sia inutile e dannosa per l'uomo, poiché come erroneamente si crede, non è l'antitesi alla sperimentazione sull'uomo, ma l'anticamera, dal momento che ogni sostanza o farmaco sperimentato sull'animale dovrà sempre e comunque essere testato sull'uomo per poter essere commercializzato. Inoltre, come si basi su un presupposto del tutto sbagliato, cioè quello di applicare all'uomo i risultati ottenuti sull'animale, che però variano da specie a specie."
Riportiamo qui di seguito il testo completo della legge, pubblicata ufficialmente il 3 ottobre 2007, che è stata elaborata nel 2006 e poi presentata al pubblico e alle istituzioni nel corso del 2007, ed ora è diventata realtà!
"Siamo molto felici di questo esito così positivo e così veloce" dichiarano Marina Berati di NoVivisezione.org e Massimo Tettamanti, responsabile per l'Europa di I-CARE (Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica), che, assieme anche al dott. Stefano Cagno, hanno partecipato alle varie fasi dell'iniziativa come consulenti e collaboratori "e possiamo dire che i volontari dell'associaziona APAS sono stati davvero molto bravi e tenaci nel portare avanti il proprio lavoro, infine coronato da successo. D'ora in poi San Marino sarà zona off-limits per le industrie chimico-farmaceutiche che conducono test su animali e anche per tutti quegli istituti di ricerca pubblici e privati, spesso finanziati da cittadini inconsapevoli, che basano le loro ricerche sulla vivisezione".
"D'altra parte", continuano "i tempi sono maturi per una evoluzione o forse rivoluzione della cultura, scientifica ed etica, sull'argomento. Sono sempre più numerosi gli articoli, pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali, di seria critica alla sperimentazione animale".
Alla conclusione dell'associazione APAS si associano certamente anche I-CARE e il portale italiano antivivisezionista NoVivisezione.org: "La scelta di San Marino di non accettare la vivisezione sarà di grande esempio per tutto il mondo, esempio che si auspica venga seguito ben presto da altri paesi, affinché si possano salvare da atroci sofferenze milioni di animali e perché ci si avvii verso una ricerca al passo con i tempi e più attenta alla salute dell'uomo."

Fonte: Associazione Sammarinese Protezione Animali, http://www.apasrsm.org/ Continua a leggere...

***Dall'Ue stop alla pesca del tonno. Era ora!

Roma, Italia — Nel Mediterraneo e nell'Atlantico orientale il tonno non potrà più essere pescato per tutto il 2007. Lo ha deciso la Commissione Europea. Finalmente. È da sempre che Greenpeace denuncia la situazione fuori controllo della pesca del tonno. Italia e Francia avevano già imposto il blocco a luglio. E la decisione dell'Ue arriva soltanto a metà settembre.
Non si tratta di un risultato inatteso, dopo l'esito delle varie riunioni dell'Iccat, la Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno rosso. Nel 2006 il Comitato Scientifico dell'Iccat era stato chiaro: lo stock di tonni è a rischio collasso, solo una serie di misure di protezione – tra cui la riduzione delle catture a 15.000 tonnellate/anno e una rete di riserve marine - potrà salvarlo.
Greenpeace ha scoperto attività illegali di pescherecci Ue - anche italiani - che sono stati visti imbarcare i tonni su cargo frigo con bandiera ombra. Greenpeace ha inoltre verificato che molte gabbie di ingrasso presenti in Italia sono vuote. Eppure si chiedono nuovi impianti, come in Costiera Amalfitana: è evidente che c'è in ballo un grande interesse per i ghiotti finanziamenti dell'Ue.
Agli inizi di settembre Greenpeace ha denunciato lo sbarco illegale di 96 tonnellate di tonni nel porto di La Valletta (Malta). Tonni provenienti da due pescherecci libici che dovevano essere fermi da metà giugno. Le autorità maltesi hanno risposto che i pescherecci avevano i certificati di sbarco dell'Iccat. Autentici forse.
Insieme al divieto di pesca, la Commissione europea ha affermato che verranno sottratte alle future quote di pesca tutti i quantitativi pescati in eccesso e verranno garantiti più controlli. Ma non basta controllare di più. Anche le sanzioni devono essere più severe. In Italia chi pesca illegalmente pesci che valgono centinaia di migliaia di euro rischia una sanzione di 2.000 euro. L'unica soluzione è diminuire la flotta di pesca e prevedere vere sanzioni per chi pesca al di là della quota o – addirittura - senza alcuna quota.
Oltre alla riduzione della pesca e a maggiori controlli Greenpeace chiede che, in linea con le norme del Regolamento Comunitario sulla Pesca in Mediterraneo, le aree di riproduzione del tonno rosso siano incluse in una rete di riserve marine d'altura. Inoltre alla prossima riunione Iccat in Turchia, l'Ue dovrebbe promuovere una revisione del "piano di gestione" del tonno con una riduzione delle quote verso i valori suggeriti dal Comitato Scientifico dell'Iccat. Continua a leggere...

13 ottobre 2007

***Al Gore vince il Nobel per la pace...?...?...

L'ex vice presidente americano e candidato alla presidenza 2000 Al Gore vince il Nobel per la pace
Il premio diviso con il Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell'Onu (Ipcc)
Al Gore (Reuters)OSLO - L'ex vice presidente americano Al Gore ha vinto il premio Nobel per la pace 2007 insieme al Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici (Ipcc) dell'Onu. La motivazione del comitato per il Nobel per la pace riporta «gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall'uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti».OPERE - Gore, candidato democratico alla presidenza Usa sconfitto nel 2000 da George W. Bush, ha girato il film-documentario «Una scomoda verità» sul riscaldamento terrestre. L’Ipcc ha diffuso rapporti ed è in procinto di riprendere la discussione sul Protocollo di Kyoto per sostituirlo con un nuovo documento. L'Ipcc, presieduto dall'indiano Rajendra Pachauri, è una commissione Onu di cui fanno parte circa 3 mila scienziati tra oceanografi, studiosi dell'atmosfera, glaciologi, economisti; l'organismo è considerato la massima autorità scientifica sull'effetto-serra e il suo impatto ambientale. «L'Ipcc ha creato un sempre più ampio consenso informato sulla connessione che esiste tra le attività umane e il riscaldamento climatico», ha aggiunto il comitato Nobel. «Migliaia di scienziati di oltre cento Paesi hanno collaborato per accertare la certezza del riscaldamento in corso». Invece Gore «da lungo tempo è un ambientalista e politico che si è reso conto conto delle sfide climatiche che la Terra affronta, e il suo lavoro di divulgazione ha rafforzato la lotta contro i mutamenti climatici».
NOBEL - È il secondo premio Nobel per la pace che in pochi anni va a chi si è occupato di tematiche ambientaliste, come non è mai avvenuto in oltre cento anni di vita del prestigioso premio e a dimostrazione di una grande attenzione ai temi dell'ambiente. Infatti nel 2004 il Nobel venne assegnato all'ambientalista e pacifista keniana Wangari Maathai.
PRECEDENTI - È la nona volta che un premio Nobel per la pace va a un personaggio politico americano. In precedenza l'avevano vinto nel 1906 il presidente Theodore Roosevelt, nel 1912 l'ex segretario di Stato Elihu Root, nel 1919 il presidente Woodrow Wilson, nel 1925 il vice presidente Charles Gates Dawes, nel 1945 l'ex segretario di Stato Cordell Hull, nel 1953 l'ex segretario di Stato George Marshall, nel 1973 il segretario di Stato Henry Kissinger e nel 2002 l'ex presidente Jimmy Carter.Anche per le Nazioni Unite si tratta del nono premio. Nel 1954 e nel 1981 vinse l'agenzia per i Rifugiati, nel 1961 fu assegnato postumo al segretario generale Dag Hammarskjold, nel 1965 l'Unicef, nel 1969 l'Organizzazione internazionale del lavoro, nel 1988 i Caschi blu, nel 2001 l'Onu e il segretario generale Kofi Annan, e nel 2005 l'Agenzia internazionale per l'energia atomica.
Bene, ora avendo riportato la notizia tale e quale mi sento necessariamente di aggiungere un mio commento personale....
...sempre partendo dal presupposto che come una volta mi ha detto qualcuno, noi animalisti, no global, ecologisti e vegan siamo talebani ed invasati...
...ma non è che magari questo nobel c'entra qualcosina col fatto che il sig. Gore sia il rivale politico del fantastico presidente americano odierno...
...e non è che magari proprio ora che più che mai il sig. Bush è un tantinello in ribasso nel suo paese (ma non solo nel suo...e non solo adesso...) ...
...magari dando un pò di luce al vecchio rivale si da anche una nuova aria alla situazione che ora è incentrata soprattutto sul potere a l'assoggettamento travestita da esportazione di democrazia incentrandola invece sull'attuale pensiero di massa verso il fattore climatico...che mi viene da dire...benchè sia un'ottima cosa magari era il caso di farlo un ventina di anni fà...(anche se meglio tardi che mai!!!)
...e nel frattempo la storia della Birmania e degli Stati Uniti esportatori di pace che però certo esportano la pace solo in certe regioni... possibilmente regioni che hanno qualcosa che poi può essere usato per avere ancora più potere su tutti gli altri stati magari è meglio...
...caspita sta volta ( e nota bene non è che mi lamento...meglio che non facciano nulla visto cosa di solito fanno!!!) non si sono mossi di un millimtro...sarà mica perchè c'era di mezzo la Cina in Birmania...
...insomma se io avessi dovuto asegnare un nobel , benchè per qualsiasi motivo l'abbia fatto bisogna riconoscere il merito al sig. Gore d'aver finalmente dato agli onori della cronaca il problema ecologico...magari l'avrei dato alla sig.Maria Kavallaris del Children's Cancer Institute Australia ed al suo staff che in associazione con l'università del nuovo Galles del sud ha sviluppato efficaci tecniche che identificano i meccanismi di resistenza delle cellule tumorali chemioterapici anticancro senza l'ausilio di modelli animali (LE SCIENZE-ottobre 2007).
Alla Kavallaris è stato invece assegnato il premio australiano Voiceless Eureka che viene assegnato ogni anno alla ricerca più significativa che riduca o elimini l'uso di animali...quale migliore PACE ivece sarebbe quella tra le specie al mondo..ma forse credo che tale concetto di pace sia ancora troppo lontana dal pensiero antropocentrico umano...visto che non concepiamo neanche quella tra gli individui di uhna stessa specie: la nostra!
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09 ottobre 2007

INCHIESTA DI REPORT SULLA VIVISEZIONE

VI PROPONGO IN FORMATO TESTO LA PUNTATA DI REPORT SULLA VIVISEZIONE ANDATA IN ONDA QUALCHE TEMPO FA.

Per chi di voi l'ha persa sappiate che la potete visionare QUI.

Nel nostro paese ogni anno circa 1 milione di animali vengono utilizzati per lo studio delle malattie per imparare a fare i medici e operare e per sperimentare la tossicità di farmaci o altre sostanze da immettere sul mercato.


Succede così in tutto il mondo.

E in tutto il mondo ci sono associazioni di medici e attivisti che invece sostengono l’inutilità della sperimentazione animale e la crudeltà con cui gli esperimenti vengono condotti, solo in italia queste associazioni sono almeno una ventina.


Giovanna Boursier e Chiara Baldassari hanno cercato di capire.

Centro ricerche di Nerviano, vicino a Milano.

Qui ogni anno arrivano 240 macachi, specie protetta e importata dalle Mauritius.

Prima questo stabilimento era di Pharmacia, una multinazionale farmaceutica che li usava per ricerche sul cancro. Poi hanno venduto a Pfizer che a sua volta ha ceduto ai frati della Sacra congregazione dei figli dell’immacolata. Cosa ne facciano delle scimmie non si sa.

Perché qui nessuno vuole parlarne e all’ingresso, protetto da telecamere e filo spinato, non ci lasciano nemmeno avvicinare.



ROBERTO CAVALLO - coordinamento anti Pharmacia

L’ultimo carico di 120 macachi è arrivato all’aeroporto della Malpensa non più tardi di una diecina di giorni fa..


San Polo d’Enza, Reggio Emilia, qui c’è un grande allevamento di animali da laboratorio, Morini.

Allevano soprattutto cani beagles destinati alla ricerca. Qui chiamano i carabinieri.



AUTRICE Sono una giornalista che vuole suonare un citofono!


CARABINIERE Non ci metta in difficoltà, voi mi mettete in difficoltà!


AUTRICE Ma perché non possiamo vedere il vostro allevamento?


ALLEVAMENTO MORINI Per questioni igieniche, per altri motivi, anche perché non è una cosa pubblica. Per altri motivi, ma perché dobbiamo andare sulla stampa solo noi.

O no?! Noi sulla stampa ci siamo andati diversi anni, cominci un po’ con gli altri.


Qui al policlinico Gemelli il professor Picciocchi ha l’autorizzazione per utilizzare 250 maiali per esercitazioni chirurgiche.

Questo è lo stabulario dove dovrebbero esserci i maiali.

Ma non ci sono!

Quindi quando diceva vi faccio vedere lo stabulario era lo stabulario vuoto?



AURELIO PICCIOCCHI - primario chirurgia sperimentale policlinico Gemelli, Roma

Ma mettevamo le comparse come Mussolini? Qui ne vengono quei due, tre, quattro che servono all’occorrenza quando c’è un corso.



AUTRICE Possiamo vedere gli esperimenti quando ci sarà il corso?


AURELIO PICCIOCCHI - primario chirurgia sperimentale Policlinico Gemelli, Roma

Ma perché? È una cosa…è ricerca di sensazionalismo e basta, perché non serve a niente.



ISTITUTO M. NEGRI Utilizziamo circa 20 mila animali all’anno



RODOLFO LORENZINI - Direttore Gestione sperimentazione animale ISS

Negli ultimi anni siamo sui 29 mila animali, 28 mila 27 mila, è variabile.



AUTRICE Dopo che li avete sperimentati, cosa ne fate di questi animali?



ISTITUTO M. NEGRI Li sacrifichiamo con metodo umanitario, cioè portati a morte con anestesia.



SERGIO PAPALIA - responsabile ufficio protocolli Ministero della Salute

Di questi animali praticamente il 95,63% sono topi, ratti, cavie, altri roditori e conigli, quindi tutti animali da laboratorio per intendersi.

La restante parte sono cani, gatti, pecore, suini, cavalli, animali anche da reddito per intendersi.



AUTRICE Scimmie?



SERGIO PAPALIA - responsabile ufficio protocolli Ministero della Salute

Esatto.



RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS

Le scimmie le potete vedere, scafandrati, dovete tornare,anche con le telecamere, non c’è problema. Come no? Molto volentieri, per me non c’è problema…è una questione di trasparenza.

Io mi rivolgo al telespettatore e non abbiamo niente da nascondere.



Ma poi alla fine l’autorizzazione non arriva e le scimmie non riusciamo a vederle.

Come gli esperimenti sui maiali al policlinico.

Ma perché?




AURELIO PICCIOCCHI - primario di medicina sperimentale Policlinico Gemelli



Se io voglio fare una ripresa sull’umano, noi facciamo anche film scientifici, io devo chiedere l’autorizzazione, e al maiale poi proprio non glielo posso chiedere.






Al policlinico rispettano la privacy del maiale.

Allora ritentiamo a Pharmindustria, che raggruppa tutte le aziende farmaceutiche.

Chi fa una pillola deve passare da qui.



TELEFONATA PHARMINDUSTRIA

Non è che me l’hanno detto ma io personalmente mi faccio un pensiero: Report spara contro le aziende, punto. Non è che hanno paura di parlare sulla sperimentazione animale, hanno forse un pochino più paura sul fatto che la trasmissione possa mettere in mezzo l’industria, che viene a parlare di queste cose.



Si parla solo con i giornalisti amici. Questi sono documenti riservati, con i quali un’industria farmaceutica addestra i dipendenti ad affrontare i giornalisti.



Esercizio 1, intervista singola, quarto scenario: un ricercatore ha dichiarato a “primo piano” la rubrica di approfondimento del tg3, che nel centro si fa sperimentazione sugli animali.


Lei viene contattato dal giornalista della trasmissione per un confronto Con l’organizzazione internazionale protezione animali.



Esercizio 2, conferenza stampa, secondo scenario: gli animalisti hanno bloccato l’autostrada per protestare contro le sperimentazioni sugli animali, chiedono un incontro con i rappresentanti dell’azienda. Avete 10 minuti per concordare i messaggi e definire il ruolo dei relatori.


Nulla di sorprendente, succede spesso che un’azienda addestri il suo staff alle perfidie dei giornalisti, ma chiudere le porte è un’altra cosa.

Report non spara sulle aziende per partito preso, facciamo il nostro mestiere e cioè domande che le aziende spesso conoscono in anticipo.

Non rispondere è un loro diritto, riferirne è nostro dovere.

Sappiamo che chi si occupa di sperimentazione è spesso minacciato dagli attivisti, ma procedere al buio è veramente complicato, e la questione come vedremo è molto dibattuta.



Siamo all’università di Torino. Il professor Strata sperimenta sui topi la possibilità di rimuovere la memoria di un trauma.



PIERGIORGIO STRATA - dipartimento di neuroscienze Università di Torino Si mette l’animale dentro la gabbia e lui cammina tranquillamente nella gabbia.

Ad un certo momento noi emettiamo un suono associato associato ad una debole scossa sul pavimento della gabbia. Facendolo per parecchie volte questo accoppiamento, arriviamo al punto in cui la scossa non si da più, l’animale appena sente il suono si blocca, è quello che si chiama freazing. Questo lo fanno in tutto il Mondo, è il test ufficiale per studiare l’ansia, per studiare la paura.

Quindi lui ricorda e questa è la memoria della paura, quindi ci chiediamo: se lui ricorda c’è rimasta una traccia da qualche parte del cervello, la traccia fisica dov’è?

Noi preleviamo questo pezzetto di cervello, mettiamo dentro questa cameretta, questo pezzettino, andiamo a registrare da queste cellule. Basta dargli quello di cui ha bisogno, il cervello isolato, il topo non esiste più, è stato sacrificato.



AUTRICE Qual è la scoperta?




PIERGIORGIO STRATA - dipartimento di neuroscienze Università di Torino



Esiste una proteina, rimuovendo la quale non si memorizza, quindi si dimentica il trauma.

Siamo lontanissimi dall’uomo, voglio precisarlo, prima dobbiamo studiare ancora molto sugli animali questa molecola, ma la somministrazione di una molecola che blocca questa proteina dovrebbe portare a non ricordare.

Sul campo degli ansiolitici e dei farmaci anti ansia si stanno investendo dei capitali enormi.



CARLA RAMACCIOTTI - Dipartimento Psichiatria Università di Pisa

Mi chiedo se possa esistere una molecola così specifica da andare agire selettivamente sul trauma sull’aspetto negativo sulla memoria negativa del trauma e lasci intatto tutto il resto.

Voglio dire se uno ha perso la moglie in un incidente potrebbe anche voler dimenticare il trauma e l’incidente ma non so se sarebbe contento di perdere insieme altri ricordi collegati alla moglie.



Al Cnr di Parigi da tempo sostengono che l’animale è troppo diverso dall’uomo per essere preso a modello.




CLAUDE REISS - biologo

Centre National Recherches Paris

È dimostrato in modo assolutamente rigoroso che i cromosomi sono caratteristici di ogni specie tanto che non si possono sposare con quelli di un’altra. Allora se testiamo un prodotto su due specie differenti il risultato può essere lo stesso, ma anche opposto. Perciò è inutile fare un esperimento su una specie presa a modello, come un topo o un ratto, perché non è detto che il risultato si possa trasferire sull’uomo. Farlo è un po’ come giocare alla roulette russa con la salute. Il che non è accettabile.


AUTRICE

Cioè uomo e animale sono così differenti che è sbagliato sperimentare sugli animali?


STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

Il problema è che proprio per le differenze che esistono ci possono essere sostanze tossiche negli animali ma che invece sono terapeutiche per gli esseri umani e sostanze terapeutiche negli animali e che poi si dimostrano tossiche negli esseri umani.



40 anni fa tutto il mondo inorridiva nell’apprendere che l’effetto di un sedativo, il talidomide, somministrato a donne nei primi mesi di gravidanza, aveva fatto nascere qualcosa come 10 mila bambini malformati



PIERGIORGIO STRATA - Università Torino

Un momento.

Se si parla del talidomide bisogna dire che qui bisognava sperimentare di più sugli animali, se si fosse sperimentato di più sugli animali si sarebbe visto anche sugli animali.



MARCO MAMONE – Dipartimento scienze Università Perugia

Il talidomide non dimostrò di avere effetti in dieci ceppi di ratti, quindici ceppi di topi, undici ceppi di conigli, due razze di cani, tre ceppi di criceti, otto specie di primati, gatti, furetti.

In una sola razza di conigli, il coniglio bianco della Nuova Zelanda, si ebbe un riscontro classificato come adeguato.



Il talidomide è un caso drammatico che risale agli anni ‘60, ma la lista di incompatibilità è lunga.



STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

L’acidoacetilsalicilico, la comune aspirina è teratogena, cioè produce malformazioni congenite, nella quasi totalità degli animali e non nell’uomo.




MARCO MAMONE - Università Perugia

La vitamina C è molto diffusa è teratogena nel topo e non nell’uomo.



STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

Il 51% dei farmaci commercializzati negli Stati Uniti presentano gravi reazioni avverse che non erano manifestate all’interno di sperimentazione sugli animali.



Porto Marghera, vicino a Venezia.

Qua il cloruro di vinile ha ucciso tanta gente per angiosarcoma del fegato.

E furono i topi di Maltoni a costringere l’industria chimica a prendere provvedimenti.



BENEDETTO TERRACINI - epidemiologo Università Torino

Maltoni secondo me ha avuto anche un altro merito, che in questa enorme sperimentazione che lui ha fatto ha visto che anche concentrazioni anche molto basse di cloruro di vinile nell’ambiente di lavoro nei topi producono angiosarcoma del fegato.

Voglio soprattutto sottolineare il fatto che possiamo criticare la legge e dire che il limite che viene imposto oggi non è sicuro grazie agli esperimenti che ha fatto Maltoni sui topi.



Il cloruro di vinile è cancerogeno sia sul topo che sull’uomo.

Ma la ricerca fu fatta dopo decine di morti.

Ad ogni modo ogni farmaco, ogni malattia, ogni ricerca sono casi a se.



ISTITUTO M. NEGRI

È un topo modificato geneticamente che ha un gene umano mutato che determina l’insorgenza di una malattia degenerativa che porta alla paralisi delle zampette posteriori.

Noi stiamo cercando di capire come questa malattia si sviluppa in questi topi e quale molecola possa essere utilizzata come bersaglio per lo sviluppo di farmaci nuovi che siano efficaci per bloccarla, per curarla.

Camminando così non si nota, ma se io lo sollevo per la coda e guardo l’estensione delle zampe posteriori vedo che questa zampina ha più difficoltà a muoverla rispetto a un topino sano e quindi mi accorgo che sta sviluppando questa malattia.





Per curare la paralisi progressiva al Mario Negri di Milano ricercano sui topi mentre a Roma, per la sclerosi multipla, dicono che il topo è inutile.



LUCA BATTISTINI - Fondazione S. Lucia, Roma

Il problema è molto semplice: il sistema immunitario del topo è molto diverso da quello dell’uomo.Per questa malattia, e forse anche per altre malattie autoimmuni, verosimilmente il modello animale non è molto affidabile.



ANGELO VESCOVI - Fondazione San Raffaele, Milano

Eh, ma le affermazioni devono essere provate.

Ora fondare un’affermazione così ampia, cioè la sperimentazione animale in questo contesto non ha più significato, su una frase banale come il sistema immunitario è diverso, anche da un punto di vista scientifico e logico razionale è difficile da sostenere.

Quello noi che siamo riusciti a fare è curare nel topo quello che l’analogo della sclerosi multipla nell’uomo.



È difficile per noi sapere chi ha torto o ragione. Andiamo per gradi. In base a quale criterio si sceglie un topo al posto di un gatto?



CLAUDE REISS - biologo, Centre National Recherches Paris

Si può scegliere la specie da testare e all’interno di questa anche il ceppo animale che conviene.

C’è un esempio classico: c’è un tipo di ratto che è molto più ricettivo al tumore di un altro che invece è molto più stabile e risponde meno al tumore.

Allora, a seconda di chi mi commissiona la ricerca, e quindi di quello che conviene alla mia carriera, io seleziono la specie e il ceppo animale da testare per ottenere qualsiasi cosa o il suo contrario.



ANGELO VESCOVI - Fondazione San Raffaele Milano

Quello che adesso stiamo facendo è una sperimentazione con cellule umane, questa volta, nelle scimmie.La scimmia è molto più simile all’uomo e soprattutto sviluppa la malattia in modo più simile all’uomo.



AUTRICE Perché non avete usato subito la scimmia visto che è più simile all’uomo?



ANGELO VESCOVI - Fondazione San Raffaele, Milano

Inizialmente? Beh, a parte che i costi sono assolutamente improponibili, il costo su una singola scimmia è enorme.



MARCO MAMONE - Università Perugia

Io mi sono procurato manuale “ Modelli sperimentali nella ricerca biomedica” la scelta animale è ovviamente una scelta di praticità.

Sarà quasi necessariamente un roditore anche se non è detto che sia l’animale più adatto.



Ma se sperimentando su un topo, un cane, una scimmia si hanno risultati diversi alla fine come si fa?




SILVIO GARATTINI - direttore istituto M. Negri, Milano

Siccome i farmaci vengono trasformati in altri prodotti chimici io vedo per esempio che nel topo si forma una specie chimica che non si forma nella scimmia.

Allora mi domando: questa specie chimica ha qualcosa a che fare con l’effetto o no?

E devo costruire le cose in questo modo.

È complicato, cioè sono anni e anni di studi per arrivare a dire porto questo farmaco nell’uomo.



E in mezzo bisogna fare i conti con i soldi: la scimmia costa di più e gli animali alla fine si scelgono in economia.

All’estero, per esempio, dove ci sono i soldi per la ricerca, si usano più scimmie.





STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

È interessante andare a vedere dove si utilizzano i primati non umani.





AUTRICE Dove?



STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

In Giappone e negli Usa perché i soldi che hanno a disposizione i laboratori non sono paragonabili ai soldi che abbiamo a disposizione in Europa.



AUTRICE Che esperimento è stato fatto su questo gattino?



ROBERTA CATTANI - veterinaria

È un esperimento di neurofisiologia, gli venivano messi elettrodi negli occhi, gli venivano messi delle scosse nel cervello per simulare l’epilessia,ma tutti sappiamo che l’epilessia non viene con gli elettrodi messi nel cervello.



STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

Nella ricerca sulle patologie io induco artificialmente le patologie. Quindi induco una condizione che ha ben poco a che fare con la condizione spontanea con cui si è manifestata una patologia. Se io attraverso una pinza chiudo un arteria per indurgli un ictus io induco qualcosa che grossolanamente è simile a quello che succede negli esseri umani ma nella realtà è differente.




ISTITUTO M. NEGRI

Noi occludiamo una piccola arteria cerebrale



AUTRICE Cioè come se gli faceste venire un ictus?



ISTITUTO M. NEGRI Esatto. E poi facciamo una valutazione del deficit che provoca l’occlusione dell’arteria e per esempio vediamo se è in grado di salire su un piano inclinato di 45°.

Per vedere l’effetto che fa



AUTRICE Questo non ha niente? Cioè è un topo sano. Dovrebbe salire…



ISTITUTO M. NEGRI Non vuole collaborare.



Il topo sano non vuole collaborare. E questo invece è il topo con ictus. Dovrebbe star fermo…invece è più vispo di quello sano!


AUTRICE Ci fa vedere un altro esperimento?



ISTITUTO M. NEGRI Eh, io adesso devo andare.



SILVIO GARATTINI - direttore istituto M. Negri, Milano

È ragionevole pensare che gli animali ci diano delle informazioni utili per l’uomo.

Però bisogna insistere sul fatto che sono un modello, non sono l’uomo.


AUTRICE Insomma qualcuno sostiene che usare gli animali per la ricerca è essenziale e qualcun altro che il modello non funziona.

Perché i risultati non sempre sono riproducibili nell’uomo, perché a volte si sceglie l’animale che costa meno o perché nelle cavie la malattia non si sviluppa in modo naturale.

Poi ci dicono che persino lo stress influisce sui risultati.



ISTITUTO M. NEGRI

L’animale se viene male accudito e male manipolato potrebbe dare dei risultati falsati



MARCO MAMONE – dipartimento scienze Università Perugia

Sono stati resi pubblici i risultati di una ricerca che aveva osservato che i ratti allevati nelle gabbie standard risultavano avere cervelli gravemente anormali.



RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS

No. Non è vero questo, qui stiamo parlando di casi di cattiva gestione.

Cioè noi dobbiamo pensare che un topo nasce in gabbia, lui può rimanere in una gabbia tutta la sua vita fino alla morte, quindi quell’animale non è stressato.



Qua siamo a Londra e in questa azienda si testa cibo per cani, “per la felicità dei vostri cuccioli”, dice la pubblicità.




SEAN GIFFORD - People for the ethical treatment of animals

Quando siamo riusciti ad entrare in incognita in questo laboratorio quello che abbiamo trovato era pura crudeltà. Per fare i test ai cani beagles venivano asportati pezzi di muscolo dalle cosce, poi venivano lasciati sul pavimento e alcuni avevano le corde vocali tagliate perché i ricercatori erano stufi di sentirli abbaiare.






Questi invece sono i cani beagles filmati di nascosto in un laboratorio americano.

Li usavano per la ricerca sul cancro e infatti hanno la schiena piena di tumori.

Molti animali furono rinvenuti congelati in sacchi di plastica con le zampe legate.

Nel 1960 il direttore di una commissione australiana sul cancro, Kenneth Starr dice: “È Impossibile applicare alla specie umana informazioni ottenute provocando il cancro negli animali” Nel 1981, Dulbecco:”l’alterazione della funzione dei geni è diversa nell’animale e nell’uomo”. Il professore Burr della California:” Possiamo fidarci solo delle sperimentazioni compiute sull’uomo”.

C’è qualcuno che recentemente ha denunciato gli abusi nella sperimentazione animale.

È il premio Nobel Rita Levi Montalcini, destando stupore sulle pagine di alcuni giornali.



RITA LEVI MONTALCINI

Non sono animalista. Sono per il controllo e la dignità dell’animale.

Tanto è che giovane, ancora adolescente, ho rifiutato qualunque esperimento che potesse comportare sofferenza al cucciolo, poniamo.

Quindi io ho mai cambiato, sono sempre stata per il rispetto dell’animale, ho rifiutato la carriera di sperimentazione che non accettavo.

Quando io ero in America ho visto tagliare le corde vocali agli animali domestici per non sentir le loro urla. Questo è atroce: non soltanto si fa soffrire l’animale ma gli si impedisce di dimostrarlo.

Ho fatto un esperimento su un primate, un piccolo, e si è ribellato, era semplicemente un’iniezione innocua, ma la sofferenza che io vedevo mi ha impedito di lavorare anche a livello dei primati subumani.



AUTRICE Serve o non serve allo scienziato?



RITA LEVI MONTALCINI

Si, Oddio bisogna che sia controllata, purtroppo non possiamo farne a meno, però lo si deve fare con il massimo rispetto dell’animale stesso e senza farlo soffrire.



Tutti sappiamo che oggi si vive più a lungo e che la medicina è progredita ed ha sempre utilizzato gli animali. Sappiamo che certe sostanze ci fanno male pur essendo state testate sui ratti, conigli e così via. Che la scimmia è più simile all’uomo ma costa tanto e si usa poco, sappiamo anche che animali diversi possono dare risposte diverse, e che lo stress condiziona i risultati.

Di certo è che, indipendentemente da come la si pensa l’animale deve essere trattato bene.

Per questo c’è un decreto legge, che regolamenta la materia e per quanto possibile tutela gli animali e cerca di evitare sofferenze inutili è il decreto 116 del 1992.

C’è scritto che l’animale va usato solo se non esiste “valida alternativa”. E per l’utilizzo di animali domestici o di specie protette o per sperimentazioni che implicano grande sofferenza, come quelle senza anestesia, l’autorizzazione la da’ il Ministero ma dopo aver sentito il parere dell’Istituto superiore di sanità.



RODOLFO LORENZINI – direttore gestione sperimentazione animale ISS

Noi esprimiamo un parere consultivo per il Ministro.



GIANLUCA FELICETTI - responsabile rapporti istituzionali Lav

Va notato che l’Istituto, che è uno dei più grandi utilizzatori di animali, in questo caso nello stesso tempo è controllore e controllato.



Il dottor Lorenzini per esempio ha presentato una ricerca serviva il parere ed essendo lui la persona preposta se lo è dato.



RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS

Io credo che questo attacco, cioè non un attacco ma proposta di revisione, debba essere fatto al Parlamento.



AUTRICE Ma lo chiediamo a lei perché qui per esempio è lei che firma il parere addirittura per una sua ricerca?



RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS

Certo, però non posso mica nascondermi, io sono anche ricercatore, e allora non ho il diritto come qualsiasi cittadino che ha i requisiti per fare una ricerca.



La sperimentazione senza anestesia si fa quando l’anestetico potrebbe interferire coi risultati, per esempio quando si inietta una sostanza nella pancia di una cavia per vedere cosa gli fa. Ma se gli buca lo stomaco o gli provoca emorragie l’animale soffre tanto! Come in certi test ortopedici nei quali, per misurare i traumi, si spezzano gambe di topi e conigli senza addormentarli.Invece gli animali protetti, come le scimmie, si usano, ad esempio, negli studi sull’aids. Le infettano col virus per provare a vaccinarle. E anche le scimmie con l’aids soffrono molto. Per questo il parere dell’istituto su tutte queste ricerche, fatte in prima persona o da altri, è fondamentale.






VETERINARIO ISS

Io ho lavorato allo stabulario primati non umani della virologia dell’Iss. Gli animali vengono tenuti in gabbie non adeguate alle dimensioni degli animali stessi.


RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS

Io ho fatto il permesso di soggiorno per due rumeni e per legge gli devo dare 14 metri quadrati a testa e fortunatamente sono in grado di dargli 14 metri a testa. Queste scimmie stanno in queste gabbie secondo la legge, ed è così in tutto il Mondo.


VETERINARIO ISS

Essendo macaca fascicularis arrivano anche a 10 chili di peso.


RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS

Il cinomongus non cresce più di due chili e mezzo.


VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE

La specie di scimmia di cui stiamo parlando normalmente arriva fino a un massimo di 8 chili.


VETERINARIO ISS

Era una regola del servizio qualità e benessere far sacrificare gli animali che secondo loro diventavano troppo grandi per le gabbie.


ANTONIO SCARDINO - immunologo

I topi venivano marcati tramite taglio delle dita delle zampe,due topi nella stessa gabbia venivano differenziati tramite l’asportazione di dita differenti delle zampette, cosa che io non avevo mai visto e quindi pretesi altre regole di uso corrente che non fanno soffrire l’animale.


AUTRICE Cioè cosa si fa normalmente?


ANTONIO SCARDINO Normalmente si punzonano, si fanno dei piccoli forellini sulla membrana delle orecchie che non provocano sofferenza animale.


VETERINARIA ISS

Ho visto scimmie con gravi turbe psichiche, girano nella gabbia, si mordono a sangue, e le ho viste automutilarsi, cioè staccarsi brandelli di carne! Ho visto veterinari entrare a ricucirle un giorno si e uno no.


RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS

L’automutilazione è un fenomeno segnalato come elemento di stress che noi fortunatamente non abbiamo mai avuto. Noi non abbiamo mai avuto casi di automutilazione.


AUTRICE Ma questo foglio dove c’è scritto “automutilazione” l’ha firmato lei!



RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
Si, io vede, in questa lettera rispondo ad una lettera. Se lei mi fa vedere la lettera a cui rispondo siamo più precisi. Comunque qui non c’è scritto né che ci sono mutilazioni né che ci sono pesi corporei che inducono all’uccisione degli animali.


AUTRICE No, qui c’è scritto! Lo vede anche il dottor Lorenzini e non si capisce perché neghi. Per quel che riguarda la lettera precedente l’abbiamo chiesta all’istituto ma nessuno ce l’ha data.



RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
Sentite noi domattina se rispettiamo le procedure entriamo nello stabulario con la telecamera e voi registrate tutte le anomalie che volete. Mi impegno qui davanti ai telespettatori a farvi entrare dentro lo stabulario.


Il dottor Lorenzini promette sempre di farci entrare ma poi le autorizzazioni non arrivano mai. Però ieri ci è arrivata una lettera da uno studio legale, con la quale si diffida a trasmettere i documenti mostrati al dottor Lorenzini perché sono risultati falsi. Questi documenti ci sono stati forniti dal veterinario che lavorava all’Istituto.


AUTRICE Senta qua il professor Lorenzini dice che è un falso?


VETERINARIO ISS

Non è vero, questa lettera è vera, io ho visto gli originali e mi è stata consegnata per fotocopia e si parla di sacrificare gli animali per la comparsa di problemi comportamentali, in particolare la spiccata tendenza alla mutilazione e per il raggiungimento di pesi corporei superiori a quelli consentiti. Ed è firmata dal dottor Rodolfo Lorenzini, il direttore del servizio qualità e sicurezza della sperimentazione animale.


Le indagini sono in corso, a noi invece per quel che succede nei laboratori non resta che credere a tutti.

All’Istituto superiore di sanità utilizzano le scimmie perché stanno sperimentando un vaccino antiaids, e questi studi sono un punto di riferimento per la ricerca mondiale che da ovviamente grandi aspettative. Ma dopo tante promesse di veder come vengono fatti gli esperimenti e spiegarci come funziona, alla fine porte chiuse. Parla solo chi all’Istituto non ci lavora più. Informiamo i telespettatori che nel pezzo che seguirà verranno anche mostrate immagini di come vengono trattati gli animali in alcuni laboratori inglesi e tedeschi. Le immagini sono tate girate da persone che hanno lavorato appunto in questi laboratori.



AUTRICE La trattativa con l’Istituto superiore di sanità per capire come funziona il vaccino è durata almeno tre mesi. Purtroppo ce ne parla solo il dottor Scardino che doveva pronunciarsi sui risultati di quelle ricerche.

ANTONIO SCARDINO - immunologo

Per me quei risultati non c’erano, la formulazione vaccinale non aveva funzionato, le scimmie stavano male, non erano dei buoni risultati, ma non c’è niente di male, può succedere. Invece mi pareva, questa è una sensazione, che ci fosse una ricerca assoluta del risultato a tutti i costi. Io non ho mai dato parere favorevole a quei risultati perché non vedevo risultati.


AUTRICE

Non sarà che tutto questo lo fanno perché una scimmia costa tanto ed è difficile stabularla, cioè tenerla in gabbia?


ANTONIO SCARDINO - immunologo

Si, una scimmia costa tanto ed è difficile stabularla ma ci sono delle regole e vanno rispettate. La formulazione vaccinale deve rimanere la stessa e la risposta è monitorabile. Quindi insomma dopo anni se non c’è una risposta qualcosa vorrà anche dire, insomma.


AUTRICE Quando invece l’uso di animali non riguarda quelli domestici o sperimentazioni particolari senza anestesia basta compilare un protocollo e la valutazione è solo del ministero della salute.


ANONIMO Quello che noi abbiamo fatto è creare un finto protocollo. Nella prima pagina che è stata mandata si diceva che non si utilizzavano cani, gatti e scimmie, ma poi bastava girare pagina e subito dopo venivano descritti gli esperimenti sui cani. Quello che ci aspettavamo noi era una lettera del Ministero che diceva assolutamente no, questo esperimento non potete iniziare a farlo perché dovete aspettare l’autorizzazione in quanto utilizzate cani. Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione dal Ministero di chiarimenti. Questo vuol dIre che nessuno legge tutti quei protocolli di sperimentazione che fanno uso di animali che non sono cani, gatti, scimmie.


Ma di solito sui protocolli cosa ci deve essere scritto?


ROBERTA BARTOCCI - biologa Lav

Il decreto 116 del 92 che regola la materia prevede che si possa ricorrere all’animale solo in assenza di metodo alternativo e che questo debba essere argomentato, giustificato.


Controlliamo: su questo protocollo c’è una crocetta sul no senza spiegare perchè, qui invece la giustificazione è la seguente: la scelta del topo quale animale da utilizzare per il prelievo di organi e tessuti per la successiva sperimentazione è determinata dal fatto che il topo insieme al ratto è la specie più utilizzata ed accettata dalla comunità scientifica internazionale vista la relativa semplicità di allevamento.



SERGIO PAPALIA - responsabile Ufficio protocolli Ministero della SaluteNon è che è soltanto quel foglio di carta lì, il protocollo sono molto molto più consistenti. Prendiamo un protocollo così. Allora questo è un protocollo.


MASSIMO ERMINI - Direttore del Centro di Bioetica Università di Pisa No, assolutamente no, da quello che posso ricostruire a memoria il protocollo consta di 6 pagine.


AUTRICE Lei quanti progetti avrà mandato al Ministero?


MARIA GRAZIA GIOVANNINI - stabulario Università Firenze

Circa 20


AUTRICE Dalle 5 alle 10 pagine?



MARIA GRAZIA GIOVANNINI - stabulario Università Firenze

Si, si, si, certo, si, si.



SERGIO PAPALIA - responsabile Ufficio protocolli Ministero della SaluteNoi insomma abbiamo documenti di questa dimensione. Lei voleva sapere la dimensione e questa è la dimensione. Prego. Peraltro voglio dire, peraltro lei mi aveva detto che mi faceva queste domande e adesso sta facendo un’inchiesta.



Ma i protocolli servono proprio a evitare gli abusi e bisogna conoscerli bene. Perché altrimenti non si può sapere se esiste, come dice la legge, la “valida alternativa” . Che a volte si trova. E si usa



ROBERTA GELMINI - Università Modena Reggio Emilia

Vedete una scatola chiusa con dei fori dove inserire cannule operative che si usano in laparoscopia per inserire gli strumenti in addome, è possibile assolutamente fare didattica senza animali.

AURELIO PICCIOCCHI - primario chirurgia sperimentale Policlinico Gemelli, RomaEcco guardi queste sono delle cucitrici automatiche che tagliano e cuciono. Questa macchina che ora si usa a migliaia al giorno non si sarebbe mai potuta inventare se non sperimentando sull’animale.


La regola resta quella di evitare gli abusi attraverso i controlli. Ma non ci fanno mai entrare in un laboratorio dove si sperimenta. Quando però le telecamere nascoste entrano portano fuori queste situazioni. Questa è la sede tedesca della Covance, una società a cui varie multinazionali del farmaco danno in appalto le loro ricerche…ma questa è ricerca o abuso?
E qui siamo in Inghilterra in un altro laboratorio.
Non possiamo sapere se questa è la regola oppure l’eccezione perché nei laboratori non si entra. È chiaro che: nulla giustifica questo sadismo e che questi animali stanno male.
Qui fanno test di tossicità sulle scimmie, qui sui cani beagles e lo stress, dicono tutti gli esperti, cambia i risultati. Allora quali certezze usciranno da questi laboratori? E vale per tutti dato che, per i farmaci, dopo i test animali vengono quelli sull’uomo. Il cronassial è un farmaco che adesso non si usa più. Veniva venduto come la panacea per i problemi neurologici. Ma è stato ritirato dal commercio dopo qualche morto e quando si è capito che poteva provocare effetti devastanti su fegato e muscoli. La professoressa Rita Levi Montalcini ha collaborato con l’azienda produttrice.



RITA LEVI MONTALCINI

Certo il Cronassial l’ho conosciuto ai suoi tempi.


AUTRICE E perché la sperimentazione ha dato risultati che poi non erano?


RITA LEVI MONTALCINI A chi, dove e quando?


AUTRICE Beh, è stato messo in commercio e poi ritirato perché produceva effetti collaterali molto gravi?


RITA LEVI MONTALCINI

Non mi risulta. Non commento su cose che non conosco! Non mi fate tutte queste domande perché trovo un po’ perdita di tempo.



AUTRICE Ma esistono dei farmaci che sono stati sperimentati sugli animali e poi sull’uomo hanno dato risultati completamente diversi.



RITA LEVI MONTALCINI No, non mi risulta! Io ritengo che l’esperimento sull’animale è valido, naturalmente con il controllo. Scusi: ma sono domande che non mi vanno tanto.



AUTRICE Ma se il farmaco è stato testato dov’è l’errore se poi ci sono stati dei morti?



SILVIO GARATTINI - direttore Istituto Mario Negri

Beh perché è un problema di numeri. Se la mia tossicità è di un caso ogni 10 mila lo vedrò soltanto nella pratica clinica quando avrò trattato centinaia di migliaia di pazienti.



A chi soffre di epilessia i neurologi prescrivono il tolep, un farmaco che sia nei ratti che nei topi provoca tumore al fegato. La casa farmaceutica che lo produce, la Novartis, dichiara però che questo non vale per altre specie, e quindi è specie specifico. Ma nelle informazioni per i medici non c’è scritto è specie specifico ma sembrerebbe specie specifico. Perché? Novartis delega a risponderci il presidente della società italiana di farmacologia.



GIANLUIGI GESSA - presidente Società Italiana FarmacologiaNei ratti c’è un enzima che trasforma questa sostanza in una sostanza potenzialmente cancerogena. Dire sembrerebbe specie specifica significa probabilmente che non è escluso che esistano altre specie che hanno questa caratteristica, poi non è neanche escluso che qualche uomo abbia anche la possibilità di avere questo enzima…ma, secondo me, questa parte che ho detto può essere fastidiosa per loro, lei non me l’ha chiesto, che qualche uomo potrebbe…



AUTRICE Abbiamo capito che anche qualche uomo potrebbe avere questo enzima che nei topi sicuramente provoca il tumore se prendono il tolep. Leggiamo ancora: “Non vi sono dati per stabile la sicurezza di tolep nella gravidanza umana”. Ma se lo hanno sperimentato sui topi perché non sono sicuri?



GIANLUIGI GESSA - presidente Società Italiana Farmacologia Università di CagliariÈ un atteggiamento di estrema cautela ed è anche condivisibile. Quando l’animale ci dice è teratogenico a questo punto noi abbiamo la garanzia che lo è, se non ce lo dice abbiamo ancora un punto interrogativo.



AUTRICE A dire il vero non è sempre così perché aspirina e vitamina c causavano malformazioni nei topi ma non sull’uomo. Tanto che ce le ingoiamo tranquillamente e il punto interrogativo qua non c’é. Ma sulla vitamina c però bisogna andare cauti. Se andiamo a comprarla in farmacia cosa c’è scritto sul foglietto illustrativo?



La stessa vitamina c della stessa ditta farmaceutica ma comprata a Parigi: qui c’è scritto che è sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento. Perché in Francia lo scrivono e in Italia no?La Roche non ci concede interviste ma ci scrive che adesso i foglietti illustrativi italiani sono stati modificati e c’è scritto di sentire il medico. Solo che 10 giorni fa in farmacia c’era ancora il vecchio foglietto dove non c’è scritto né di consultare il medico né di non usarla in gravidanza.



RENATO GALLI -neurologoRitengo, non solo io, che capitolo su effetti collaterali sia in fieri perché alcuni effetti collaterali possono emergere solo dopo commercializzazione, anche dopo anni della stessa.



STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionistaUn esempio molto interessante è quello della clozapina, un antipsicotico che inizialmente è stato messo in commercio, funzionava bene, ma ha provocato un effetto che ha portato alla morte di diversi pazienti. Ritirato dal commercio è stato nuovamente sperimentato e si è scoperto che questo effetto poteva essere prevenuto con esami del sangue tutte le settimane.


Prelievi che adesso i pazienti devono fare quando cominciano a utilizzare questo farmaco per verificare che non gli provochi danni.


STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

Quindi le conoscenze che abbiamo sono state tratte tutte dalla sperimentazione umana e non da quella animale. Perché l’effetto collaterale si è verificato su umani e la soluzione l’abbiamo trovata sugli esseri umani.


Spesso succede che gli effetti collaterali si vedono dopo che un farmaco è stato messo in commercio. Ma la prassi per i nuovi farmaci dice che dall’animale si passa all’uomo, per questo vengono coinvolti prima i volontari sani, anche a pagamento e successivamente si passa aL malato. Occorre sempre firmare un consenso informato nel quale si dichiara di sapere che cosa viene somministrato e di accettare liberamente. La Glaxo da 10 anni opera nel campo della sperimentazione clinica.



SEGRETERIA TEL GLASKO SMITH KLINE Lei ha raggiunto l’Unità di farmacologia clinica di Gsk Verona. Il volontario ideale è una persona sana che non assume regolarmente farmaci, iscritto al servizio sanitario nazionale, uomo o donna e di età compresa tra i 18 e i 65 anni.



Il centro è a Verona. Volevamo andarci ma dopo due mesi di fax, promesse e telefonate, la Glaxo si tira indietro. Ci dicono che sono sotto inchiesta e il momento non è più opportuno. Le inchieste sono due. Quella che ci interessa riguarda un componente del Seroxat, un antidepressivo ancora in commercio prescritto con molta facilità anche ai bambini. Sui quali però può avere effetti collaterali come l’autolesionismo o l’induzione al suicidio. Oggi per fortuna c’è scritto “non somministrare in età pediatrica.”



MASSIMO ERMINI - Direttore del Centro di Bioetica Università di Pisa

È una cosa di estrema gravità. Perché arrivare a verificare la dannosità di un prodotto che viene propagandato per essere un prodotto terapeutico veramente indica il fallimento di tutta la procedura.



IAN ROBERTS - epidemiologo Università di Londra

Quando noi abbiamo fatto una revisione sistematica degli esperimenti sugli uomini e di quelli sugli animali abbiamo visto che, mettendo insieme tutti i dati, non c’era alcuna prova che i test sugli animali fossero efficaci ma si è comunque passati alla fase clinica, cioè all’uomo.



STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista

Diciamolo chiaramente. Il problema è che molto spesso chi usa gli animali dice che lo fa per non sperimentare sull’uomo. In realtà pochi sanno che si sperimenta sempre sull’uomo.



Quando i farmaci sono troppo tossici, come nel caso delle cure per il cancro, ovviamente non possono essere testati sui volontari sani. Allora si sperimentano sui malati, persone, spesso disperate, che provano gli ultimi ritrovati della scienza. È quello che si fa, ad esempio, qui al centro oncologico di Aviano



AUTRICE Glielo dite quando la ricerca non ha funzionato?



UMBERTO TIRELLI - direttore oncologia Istituto Tumori Aviano

Beh, purtroppo spesso non c’è bisogno di dirlo a loro perché sono già morti.



Per valutare la legittimità della sperimentazione, ci sono i comitati etici. E poi il paziente deve sempre firmare il consenso informato.



UMBERTO TIRELLI - direttore oncologia Istituto Tumori Aviano

Chiaramente anche tutto questo processo deve tener conto inevitabilmente di chi abbiamo di fronte. È ovvio, se abbiamo un professore universitario di legge o uno con la terza media o uno che non vuole sapere. Le ho portato una paziente interessante, una leucemia acuta di 65 anni che abbiamo guarito, abbiamo trattato con molta paura di provocarle chissà che e poi invece.



LUIGIA PIOVESANA Sono stata ricoverata qua e incominciato la terapia, sempre mi hanno informato di tutto, io ho accettato e ho firmato, perché sono venuta qui è per curarmi ovviamente.



ALESSANDRO DEGANO Nell’ottobre del 2002 abbiamo scoperto delle metastasi polmoni e fegato e a questo punto il professor Tirelli e i suoi medici mi hanno proposto di fare questo farmaco sperimentale che si chiama Interloquina 2 con effetti collaterali abbastanza pesanti, era il farmaco che loro ritenevano più adeguato alla mia situazione, e io con piena fiducia nei loro confronti ho acconsentito a fare questa cura.



LUIGIA PIOVESANA Mi hanno detto che dovevano farlo e io ho acconsentito, fatemi tutto quello che dovete farmi.



A questi pazienti che accettano di sperimentare su di loro farmaci di cui non si conosce l’effetto siamo tutti riconoscenti. A Firenze invece le cose sono andate in un altro modo.



ANTONELLA TRIOLO

Il 18 giugno del 1999 porto la mia bimba presso la dottoressa per problemi di obesità. Ha prescritto due farmaci, Fevarin e Topomax, mia figlia prendendo questi farmaci sbavava aveva formicolii alla gambe e alle braccia, aveva mal di testa, dormiva sempre. Ecco lì ho smesso la cura. E là ho scoperto che l’avevano usata per fare la cavia.



AUTRICE Allora le hanno fatto firmare il consenso informato?



ANTONELLA TRIOLO

No, la dottoressa ame non mi ha detto né di sperimentazione né di consenso informato. No, io non sapevo nulla, non sapevo che il topiramato era in sperimentazione.



AUTRICE Quanti anni aveva sua figlia?


ANTONELLA TRIOLO 11, non era ancora signorina


AUTRICE Ma quanto ne prendeva?


ANTONELLA TRIOLO All’inizio 200 mg. Poi per telefono mi ha raddoppiato la dose. Perché per lei era normale, era la cura che stava facendo.



La mamma di Veronica ha denunciato il caso di sua figlia e adesso si è aperto il processo. La dottoressa che ha prescritto il farmaco è accusata di lesioni aggravate nei confronti della bambina per averle prescritto un farmaco che era in commercio perché indicato per l’epilessia e ammesso solo in via sperimentale per l’obesità ma con il consenso informato.


Il processo stabilirà come sono andate le cose. Noi vorremmo un rimedio per tutto e velocemente e il mercato del farmaco velocemente si adegua come se si trattasse di un qualunque altro prodotto. Ma anche tanti altri prodotti devono essere testati, per esempio le tante sostanze chimiche con cui siamo quotidianamente in contatto e i test di tossicità si fanno su topi o conigli perché questo dice la legge . In realtà da molti anni per quel che riguarda la tossicità ci sarebbe un’alternativa, che darebbe anche migliori risultati.


La dottoressa Stammati dell’Istituto superiore di sanità ha partecipato al progetto Meic nel quale, 15 anni fa, hanno testato in vitro una cinquantina di sostanze delle quali si conosceva già la tossicità sull’uomo. Con quali risultati?



ANNALAURA STAMMATI – Istituto superiore di sanità

Una maggiore predittività delle cellule umane rispetto a quelle animali, Cosa che del resto ci si aspettava, ma il vantaggio più importante di lavorare in vitro è quello di poter usare cellule di origine umana.



Senza usare organismi vivi ma solo provette e cellule, umane e animali, hanno ritestato la tossicità di 50 sostanze, farmaci, pesticidi, caffeina, nicotina e altro, e hanno visto che le cellule umane erano molto più predittive di quelle animali.



MASSIMO TETTAMANTI - tossicologo

I risultati hanno dato per la prima volta in assoluto a livello internazionale il fatto che i metodi alternativi che fanno uso di materiale umano risultano più predittivi del 20% delle prove su animali e sempre del 20% rispetto alle cellule animali.



Quindi non solo le cellule umane funzionano meglio di quelle animali ma anche degli stessi animali vivi.



ANNALAURA STAMMATI – Istituto superiore di sanità

La ricerca di nuovi metodi non è soltanto legata al problema etico dell’uso di animali ma anche a cercare di trovare nuovi metodi più affidabili.



Questo significa che invece di mettere una sostanza irritante dentro all’occhio di un coniglio si può usare un modellino di pelle umana. L’animale non soffre e l’eventuale collirio è più sicuro.Anche a Parigi sono andati avanti e c’è un altro metodo che sostituisce gli animali detto plus rna



CLAUDE REISS - biologo, Centre National Recherches Paris

Questi puntini sono i geni di una cellula. Mettendoli a contatto con una sostanza noi possiamo capire con precisione se è tossica o meno a seconda del colore che si attiva. E oltretutto questi sistemi sono molto rapidi, bastano tra le 24 e le 48 ore, e sono anche molto economici rispetto a quelli che utilizzano gli animali.



Ma allora perché non li usiamo? Anche perché un progetto europeo che si chiama reach, impone di testare circa 30 mila sostanze chimiche già in commercio. Si useranno milioni di animali, costerà circa 6 miliardi di euro e, nella migliore delle ipotesi, durerà almeno 13 anni. Ma quali sono queste sostanze?



YVON SLINGENBERG - commissione ambiente comunità europea

Possono essere di tutto e possono essere ovunque perché stiamo parlando di singole sostanze chimiche e ogni prodotto ne contiene molte. Perciò possono essere nelle nostre case, nei mobili, per esempio, o nelle pitture delle pareti, nelle automobili, dal cruscotto alla vernice... Ma anche nei chip o nelle schede dei nostri computer. O negli imballaggi o confezioni che usiamo ogni giorno.



AUTRICE Lei sa che la maggior parte delle sostanze con cui siamo in contatto non sono mai state testate?



UOMO 1

No.



AUTRICE E si sente tranquillo?



UOMO 2

Adesso che me l’ha detto no.



UOMO 3

Ci affidiamo alla sorte.



YVON SLINGENBERG - commissione ambiente Comunità europea

Delle tante sostanze chimiche che sono oggi sul mercato solo il 14% è stato testato. E comunque non abbiamo dati sufficienti sulla salute umana.



E per testarle si useranno moltissimi animali. Ma allora se i test che abbiamo visto a Parigi o quelli da noi in vitro danno risultati più attendibili rispetto agli animali, costano meno e sono anche più veloci perché dobbiamo continuare a sacrificare animali?



YVON SLINGENBERG - commissione ambiente Comunità europea

Purtroppo bisogna validarli e non è ancora stato fatto.





Chi deve validare è l’istituto europeo Ecvam. È a Ispra, sul lago Maggiore. Perché non avete fatto nulla in tutti questi anni?



THOMAS HARTUNG - Ecvam

Validare significa anche confrontare i nuovi metodi con quelli vecchi per vedere se danno risultati uguali o, come ci auguriamo, migliori. E il confronto noi lo dobbiamo fare con gli esperimenti sugli animali, cioè con un metodo che non è mai stato validato. Anche se si è visto dall’esperienza che dava buoni risultati.



Per essere validato un nuovo sistema va confrontato con quello precedente, cioè quello sugli animali, che però non è mai stato considerato formalmente valido. E così è tutto fermo, in attesa, qui ad Ispra, sul lago Maggiore, di non si sa cosa… intanto per testare le 30 mila sostanze si continueranno ad usare gli animali. Anche se sappiamo che da 15 anni si potrebbe sperimentare in vitro con risultati più precisi, minori costi e tempi più rapidi.



YVON SLINGENBERG - commissione ambiente Comunità europea

Non sappiamo con certezza se i prodotti chimici che sono sul mercato possono farci venire il cancro, le allergie o darci problemi di sterilità.



CLAUDE REISS - biologo, Centre National Recherches Paris

Questa è la curva della mortalità per cancro in funzione del tempo. Qui vediamo che aumenta di 7 volte per la classe di età tra i 40 e i 44 anni. E proprio a partire dagli anni ’60 quando la maggior parte dei prodotti chimici sono stati introdotti sul mercato. Noi crediamo che il 90-95% dei tumori sia di origine ambientale.



Origine ambientale significa tutto quello che mangiamo, beviamo e respiriamo, pertanto questi test sarebbe meglio farli in fretta e invece li stanno rimandando da almeno 30 anni.



CLAUDE REISS - biologo, Centre National Recherches Paris

Ho l’impressione che sia stato fatto un gran polverone che scontenta tutti, politici, economisti, industriali e quelli che si occupano della salute. Gli industriali non saranno certo contenti perché non solo devono pagarsi i test, ma sanno perfettamente che quasi la metà dei loro prodotti potrebbe essere ritirata dal mercato perché sono pericolosi per la salute umana.





E infatti Confindustria insorge perché l’applicazione di questo progetto europeo prevede che i test li dovrebbero fare le aziende, le stesse che poi magari rischiano di vedere alcuni loro prodotti ritirati dal mercato. E allora minaccia perdita di posti di lavoro e calo del prodotto interno lordo. Alla fine non sempre quel che conta è la salute.



Tutti li usiamo tutti, più volte al giorno li passiamo sulla nostra pelle con tale frequenza che occorre eliminare ogni rischio di irritazione, allergia, corrosività, per questo si spalmano prima su decine di migliaia di animali.



AUTRICE Secondo te potrebbe essere tossico?



DONNA

No, se sono in commercio dovrebbero essere testati, mi auguro non sugli animali.



DONNA 2

Non so niente guardi, io vado alla cieca.



AUTRICE E se le dicessi che ogni volta che si spalma una crema idratante ci sono decine di animali morti?



DONNA 2 Non li comprerei più.



UOMO 1 Fanno bene da una parte, per vedere se possono essere nocivi o non nocivi all’uomo.



UOMO 2 Cerco di non comprare quello testato su animali.



DONNA 3 Certamente non userei un prodotto che può causare la morte di animali.



Consumiamo migliaia di questi tubetti ogni anno. Qui c’è scritto “testato in vitro”, qui “clinicamente”, qui “testato dermatologicamente



AUTRICE Se per esempio c’è scritto testato in vitro, o testato dermatologicamente, cosa vuol dire?


DONNA 1

Significa che è stato in laboratorio.



DONNA 2

Significa che non ha effetti sulla pelle, che non da allergie, questi problemi qua.



AUTRICE Ma che è stato testato dermatologicamente?



DONNA 2

Questo non lo so



UOMO 1

Provato sulla pelle proprio? Di loro, sulla mia no certo.



DONNA 3

Che per la pelle va bene.



“Clinicamente” significa che sono stati fatti i test sugli animali ma anche quelli sull’uomo, “in vitro” quelli in provetta, “dermatologicamente” vuol dire sulla pelle. Qui invece c’è scritto “il prodotto finito non è stato testato su animali.”



ROBERTA BARTOCCI - biologa Lav

Non testato su animali vuol dire solo sul prodotto finito



Vuol dire che tutti gli ingredienti di ogni crema, rossetto, profumo, bagno schiuma deodorante sono stati comunque testati su animali. Le aziende che vogliono limitare il numero delle cavie possono usare ingredienti già testati in passato. Tanto, gira e rigira, cambiano le marche ma la sostanza meno.



ROBERTA BARTOCCI - biologa Lav

Ci sono aziende che già lo fanno, si impegnano a non usare nuove materie prime.



Da qualche settimana testare il prodotto finito sugli animali è vietato per legge. E dal 2009 sarà vietato testare anche i componenti. Quindi per creme, rossetti, profumi e bagno schiuma non si useranno più gli animali.



ROBERTA BARTOCCI - biologa Lav

Dovranno essere utilizzati metodi alternativi rispetto al test sugli animali. La campagna sui cosmetici ha avuto una premessa diversa rispetto al resto delle campagne contro i test sugli animali,e ha avuto presupposti di tipo etico, per cui l’opinione pubblica ha manifestato un suo interesse ritenendo ingiustificabile l’impiego di animali per test sui prodotti di bellezza e dunque velleitari.


AUTRICE

Questo coniglietto da gennaio permetterà di riconoscere i cosmetici che hanno utilizzato ingredienti già testati senza fare nuovi test sugli animali.


Qual era il senso di questa puntata? Capire l’utilità della sperimentazione animale, e come viene fatta. Un metodo che viene usato da sempre. Sappiamo che in alcuni casi esistono alternative all’animale e anche più precise, ma non sono mai state validate. Abbiamo capito anche che la storia è più complessa e si intreccia con il valore che ha sul mercato la nostra salute. E quindi la sperimentazione sull’animale è inutile? è tutto sbagliato? Chi è del mestiere ha teorie e opinioni opposte, ma sono tutti d’accordo che la sperimentazione finale si fa sull’uomo. E alla fine uomo e animale potremmo considerali compagni di laboratorio. A dicembre verrà presentata alla camera una proposta di revisione del decreto che regolamenta la sperimentazione animale.

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01 ottobre 2007

***WORLD VEGETARIAN DAY !!!

Oggi 1 ottobre è il World Vegetarian Day !!!
Dal 1977, quando la North American Vegetarian Society ha fissato la data del World Vegetarian Day, le comunità vegetariane di tutto il mondo celebrano la Giornata Mondiale del Vegetarismo ogni anno.
La giornata è dedicata in particolare a promuovere la gioia, l'empatia e i tanti aspetti del vegetarismo!


… considerazioni sulla salute della scelta vegetariana:


* "… le diete vegetariane equilibrate sono salutari e nutrizionalmente adeguate, e hanno benefici effetti nella prevenzione e nel trattamento di alcune malattie." (Position of the American Dietetic Association and Dietitians of Canada -June 2003)
… rispetto per gli animali
* "800 milioni di galline, 15 milioni di pecore, 9 milioni di maiali e 3 milioni di bovini sono macellati ogni anno in Gran Bretagna". (Compassion in World Farming)
* "La questione non è 'Possono ragionare?' né 'Possono parlare?' ma 'Possono soffrire?'" (Jeremy Bentham)
… coscienza ecologica
* Esempio la scarsità d'acqua: sono necessari 100.000 litri d'acqua per produrre un solo chilogrammo di carne bovina e appena 500 litri per un chilogrammo di patate. (da Compassion in World Farming Trust, 2002). Gli esperti dicono che la crescita della domanda di carne e latticini non è sostenibile.
… il problema della fame nel mondo
* Circa tre quinti del consumo mondiale di cereali comuni è utilizzato per l'alimentazione degli animali.
* Una porzione crescente di grano è utilizzato per l'alimentazione animale nei paesi industrializzati – il 45 % dell'uso complessivo nell'Unione Europea.
* Si prevede che "persino fino al 2030 restino circa 440 milioni di persone in condizioni di denutrizione" (Fonte: FAO – World agriculture 2015/2030)
Ecco alcune idee per fare della Giornata Mondiale del Vegetarismo un successo:
* Invitare la famiglia e gli amici per una cena speciale
* Organizzare un pasto vegetariano ed invitare celebrità e persone in vista a parteciparvi
* Installare degli stand o dei gazebo in luoghi pubblici e distribuire materiale informativo
* Vendere libri di cucina
* Pianificare programmi speciali nelle scuole, nei college e nelle università
* Preparare e realizzare spettacoli radio o TV
* Pubblicare annunci sui giornali locali
* Richiedere al vostro giornale di pubblicare articoli sul vegetarismo
* Organizzare veglie e marce
* Tenere saggi e concorsi artistici per ragazzi su temi legati al vegetarismo
* Richiedere cibo vegetariano nelle aziende pubbliche
* Offrire solidarietà raccogliendo cibo vegetariano e predisporre un pasto gratuito
* Inviare cartoline ed e-cards
ecc….
L'Unione Vegetariana Europea augura a tutti un felice World Vegetarian Day!


...ed auguri da perte mia a tutti i vegetariani del mondo!!!
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