31 maggio 2007

***AIUTIAMOLI A CHIUDERE L'ALLEVAMENTO MORINI


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Manda una e-mail a: chiuderemorini-subscribe@lists.riseup.net

Dopodichè riceverai una mail da confermare con istruzioni all'interno.

CHI E' MORINI E COSA FA:

L'allevamento Stefano Morini S.a.S. di S.Polo D'enza (Reggio Emilia) vende animali, mangimi, segatura e attrezzature ai laboratori (ditte farmaceutiche e università) dove si pratica vivisezione. Dal 1953 Morini è complice della tortura di animali nei laboratori, infatti il suo motto è "Dal 1953 al servizio della ricerca Bio-Medica".

Dentro Morini sono attualmente presenti più di 600 beagle e centinaia di topi, ratti, porcellini d'india, criceti e conigli. Questo allevamento esiste dal 1953 ed è da diversi anni di proprietà di Giovanna Soprani moglie del defunto Stefano Morini, gestito dai suoi figli: Marta, Rita e Paolo Morini

Tra i clienti di Morini figurano i maggiori centri di ricerca italiani, ma anche laboratori in Francia, Spagna, Ungheria ed Israele. Testimonianze su quello che avviene da Morini e sui centri di ricerca suoi clienti (Bristol Myers Squibb & Rtc) puoi leggerle qui:

"Essendo stata moglie, impiegata e socia dell'impresa familiare della ditta 'Perfetti Giuseppe', che lavorava con la ditta Morini come idraulico (oggi sono legalmente separata) ho potuto constatare personalmente le violenze e i maltrattamenti sugli animali all'interno dell'allevamento Morini.

Ai topi risultanti in eccesso venivano inferti colpi di martello e ammassati ancora vivi in sacchi per l'immondizia e quindi gettati nei forni inceneritori. Mi accorgevo che erano ancora vivi, in quanto rosicchiavano la plastica dei sacchi.
Alle mie obiezioni per quanto stavo vedendo, mi è stato risposto da un dipendente che lo stesso trattamento veniva riservato anche a tutti gli altri animali dell'allevamento, compresi i cani.

Per comprare il mio silenzio per quello a cui avevo assistito, la Sig.ra Soprani Giovanna in persona si è offerta di regalarmi un cane nel 1987. Al momento della scelta del primo avrei voluto accedere personalmente ai box, ma mi è stato impedito.
Dopo avere aspettato per qualche tempo che qualcuno arrivasse con il cane, ho deciso di recarmi personalmente verso i box e a questo punto ho potuto constatare le pessime e vergognose condizioni igieniche in cui vengono tenuti i cani: quelli di razza Yorkshire sono stipati in box di cemento a decine e costretti a vivere fra i loro escrementi in un fetore insopportabile.

Infatti il cucciolo che mi venne regalato era in condizioni talmente pietose tanto da non riconoscerlo come appartenente alla sua razza. L'anno successivo quando mi hanno regalato il secondo, come ho potuto constatare recava ugualmente le pessiome condizioni igienico-sanitarie-psichiche del primo.

Dato il mio libero accesso all'allevamento in quanto moglie di Perfetti Giuseppe, idraulico di fiducia della struttura, ho avuto modo di assistere alle varie fasi di caricamento sul camion dei beagles destinati ai laboratori di vivisezione in Italia e all'estero. Dapprima venivano stipati a forza di calci e pugni in gabbie strettissime e caricati su camion non adibiti al trasporto di animali. Inoltre sapevo che le bolle erano pressochè inesistenti o non in regola.

Questi cani beagles, viaggiando principalmente la notte, venivano lasciati per ore sotto il sole in attesa della partenza. Posso confermare che all'interno dell'allevamento i cuccioli di cane nati con qualche difetto, o deboli o ammalati, oppure in sovrannumnero, vengono buttati vivi nell'inceneritore. (Dalla Soprani vengono definiti cuccioli difettosi).

Qualche anno fa venivano allevate anche delle cocorite che l'allora titolare Stefano Morini aveva regalato al figlio come 'hobby' per uscire dalla tossicodipendenza.
Queste ultime venivano allevate e maltrattate al punto che erano costrette a nutrirsi dei loro escrementi, mangiandosi le zampine per tentare di uscire dalle gabbie.
Così morivano annegate nei loro escrementi. Ora mi pare non vengano più allevate.

Solo ora posso denunciare tutto questo, in quanto sono sempre stata ricattata e comprata dalla Sig.ra Soprani e figlia. Mia sorella può confermare tutto quanto è stato qui riportato.

In fede,
Onorati Paola".


e ancora:

Il Coordinamento Chiudere Morini ha ricevuto in formato anonimo questa comunicazione che riteniamo molto importante e che trascriviamo qui sotto.

"Buongiorno. Ho saputo dell'esistenza di questa campagna ed in maniera anonima voglio darvi qualche informazione. La Bristol Myers Squibb compra tutt'ora animali da Morini in quantità per esperimenti. Gli ultimi acquisti riguardano centinaia di roditori. Dopo la legge regionale ci sono stati problemi con l'acquisto di cani. Questi ultimi fino a poco tempo fa sono stati sacrificati per i vari esperimenti dei ricercatori.
Quello che vi interesserà di più sapere è che la Bristol Myers Squibb si è lamentata diverse volte con la ditta Morini per i problemi che accompagnavano gli animali. Questi problemi erano sia fisici che diciamo...d'igiene. Nell'ambiente si diceva che questi problemi erano dovuti al numero elevato di animali cresciuti in uno spazio ristretto. Ogni animale presentava e presenta un problema più o meno grave. Ai ricercatori questo può interessare solo se disturba i test e li fa innervosire ma non ha importanza per l'esito finale. Altre persone dell'ambiente che acquistano animali da Morini hanno parlato di animali morti ancor prima di giungere a destinazione con i corrieri. Questo capita spesso per le spedizioni nel sud italia".

Inoltre qui sotto proponiamo alcune dichiarazioni rilasciate da Soprani Giovanna nel Giugno del 2002 ad un giornalista:

«Ma secondo lei io spedisco un cane in pessime condizioni a un centro di ricerca? I clienti sono esigentissimi, gli animali devono arrivare in perfetta forma fisica. Altrimenti non me li pagano. E comunque non è solo per questo...».
Cioè?
«I cani li tratto bene nel mio allevamento, non li ho mai fatti soffrire».


e ancora:

Testimonianze dal Research Toxicology Centre
Ecco come vengono torturati i beagle dai clienti di Morini.

Il Research Toxicology Centre di Pomezia, Roma, è un importante laboratorio di sperimentazione animale per conto terzi. Ha 130 dipendenti e tra i suoi clienti figurano ditte come Angelini Farmaceutici, Menarini, Sigma-tau, Glaxxo Wellcome, Wella e L'Oreal.
L' RTC l'anno scorso ha acquistato 76 beagle sottobanco dalla Morini, nonostante la Legge Regionale che ne vieta la vendita fosse già in vigore. Quei beagle sono stati posti sotto sequestro temporaneo, ma poi grazie al disinteressato intervento del sindaco di San Polo d'Enza Ghielmi restituiti alla Soprani.

Quei 76 cani che dovevano essere sottoposti a torture sono stati purtroppo sostituiti da altri provenienti dall'allevamento Green Hill di Brescia, e al RTC continuano senza sosta gli inutili e sadici esperimenti su questi e altri animali.

Quella che segue è una testimonianza anonima pervenutaci da qualcuno
che ha avuto la possibilità di vedere dall'interno cosa avviene in quei luoghi dell'orrore:

"I cani vengono utilizzati per sperimentazione, sono tutti cuccioli di circa 6 mesi, razza beagle, vengono tenuti in uno stabulario, che a quanto ho visto dalle mappe del sistema antincendio, puo contenere un migliaio di cani.

Le celle sono di circa 90 cm di lato, ed in alcuno ci stanno dentro anche in due. Gli animali da soli, sono quasi sempre morenti o molto sofferenti, con tremiti e sintomi da intossicazione, tutti comunque, mostrano segni di malnutrizione e maltrattamenti.

Basta pensare a come viene fatto loro l'elettrocardiogramma, di solito si usano degli elettrodi adesivi indolore, nel caso specifico, invece, usano dei morsetti a "coccodrillo" per uso elettrico, i quali vengono fissati sul tendine di achille del cane, penetrando nella carne.

I cani vengono usati per test cardiaci di solito, gli vengono inseriti cateteri con dei palloni nel cuore, qui il pallone viene gonfiato, e si simula un infarto, non sto qui a dire i motivi per cui questa operazione è inutile, visto che le differenze tra noi animale uomo e loro, animali cani sono eclatanti.

I cani infartuati, vengono poi fatti correre su tapis roulant, con il dolore dell'infarto, e i coccodrilli alle caviglie. Spero possa bastare come atrocità! Ah, uno dei dipendenti, un "ricercatore", mi ha detto che usano i cuccioli di beagle perchè non si ribellano, e possono fargli un po' di tutto, senza essere morsi, altri cani invece si dibattono dal dolore e mordono."

Ecco alcuni recapiti per protestare contro le torture al RTC:

Research Toxicology Centre
Via Tito Speri 12
00040 Pomezia
Roma

Tel 06-91095213
Fax 06-9122233

Managing director
Steve Dean
sdean@rtc.it

Rappresentante legale
Luigi Valeri
lvaleri@rtc.it

Maria Mercede Brunetti
mbrunetti@rtc.it
Tel: 06-91095228

e ancora:
Questo cane beagle si chiama DL4 e il suo nome non è assolutamente "classico" per un animale, infatti si chiama così perchè ha fatto da cavia in un laboratorio per il test DL50, un test di tossicità che uccide ogni anno centinaia di migliaia di animali soltanto in italia.
Il test si interrompe quando muoiono la metà dei soggetti per asfissia, soffocamento, arresto cardiaco, paralisi progressive. Su 100, restano a terra 50 animali, su 400, 200 e così via. Numeri, calcoli, frazioni. rifiuti da smaltire. Negli occhi di DL4, le strette pareti di un laboratorio farmaceutico e il freddo colore verde dei camici degli sperimentatori. Fino al maggio del 1999, DL4 era una cavia da laboratorio. Mentre, oggi, a volte, DL4 si mostra, con timidezza, e, mostrandosi, fa vedere a tutti, al mondo, e al movimento antivivisezionista, come sono in fin dei conti, da vicino vicino, questi animali da laboratorio.

Questo cane è stato venduto dall'allevamento Stefano Morini di S.Polo d'Enza ai laboratori Zambon di Bresso (Mi) all'interno dei quali è stato costretto a subire inutili esperimenti. Grazie al lavoro di alcuni volontari, DL4 è riuscito a vedere la libertà ed ora è tornato a protestare davanti alla ditta che l'ha venduto per denaro condannandolo a subire atroci sofferenze per anni prima di morire avvelenato.
Nessuno meglio di lui conosce ciò che avviene all'interno del lager Morini e nei laboratori di tortura, le falsificazioni ed il sadismo degli assassini che prendono il nome di ricercatori..
DL4 vuole vedere definitivamente chiuso questo lager perchè da lì nessun animale deve più uscire diretto ai laboratori di università e industrie farmaceutiche.

Dl4 ha bisogno del tuo supporto per realizzare il suo sogno

La loro attività è stata nominata spesso dai media dopo che un camion carico di cani beagle era stato fermato per una casualità nel maggio 2002 dalla polizia stradale. Lo stesso era risultato inadatto al trasporto dei cuccioli e da quel momento volontari hanno iniziato a presidiare l'allevamento cercando di segnalare i numeri di targa dei furgoni in modo da fermarli. La precarietà dell'allevamento però non si è limitata solo ai camion per il trasporto di animali infatti sono state segnalate diverse irregolarità fra cui:

- la falsificazione dei libretti sanitari dei cuccioli (riguardo all'età e alle vaccinazioni - vedi a fondo pagina);
- la mancata iscrizione all'anagrafe dei cuccioli;
- l'inceneritore di carcasse inadatto e quindi sequestrato;
- l'assenza di licenza specifica per l'allevamento di cani, presente invece per gli altri animali.

Morini doveva pagare migliaia di euro di multe per le irregolarità. L'amministrazione di S.Polo d'Enza ha però deciso di non fare pagare nemmeno un centesimo all'allevamento.

Nonostante le irregolarità, le falsificazioni, le chiacchiere delle associazioni e le promesse mai mantenute dai politici l'allevamento non ha ancora chiuso, ma DEVE chiudere e lo farà SOLO grazie all'impegno e alla determinazione di tutti noi. Prendiamo in mano la situazione ed agiamo!

Dall'agosto 2002 all'11 Giugno 2004 è restata attiva la legge Regionale 20/02 sulla sperimentazione animale. I sei articoli prevedevano che nel territorio della Regione Emlia Romagna fossero vietati l'allevamento, l'utilizzo e la cesione a qualsiasi titolo di cani e gatti a fini di sperimentazione. Morini però non alleva soltanto cani, ma anche conigli, topi, criceti e porcellini d'india. Pur se questi animali riscuotono minor successo tra i media e anche tra molti zoofili, da chiunque lotti contro l'ottica specista non possono essere che considerati alla pari dei cani.
La legge regionale è stata impugnata dal Ministro La Loggia che ha dichiarato di condividerne la sostanza ma non la forma. Ma in realtà pare abbiano avuto molte influenze le pressioni di direttori universitari, aguzzini di altro calibro e di industrie farmaceutiche, a cui sicuramente non interessa la forma ma solo la sostanza.
La legge ha cessato di essere valida l'11 Giugno 2004 e da questa data Morini ha potuto ricominciare indistrubato a rivendere i cani ai laboratori.

L'allevamento Morini è tutt'ora coinvolto nel business della vivisezione dato che continua a vendere animali e attrezzature ai laboratori. E'importante non farsi commuovere e fare l'errore di comprare un cane da loro, maggiori informazioni le puoi trovare qui.

CHIUDERE MORINI:

Il Coordinamento Chiudere Morini è nato nell'Ottobre 2002 con lo scopo di far cessare l'attività di questo allevamento. Il Coordinamento è formato da attivisti riuniti in maniera informale e auto-organizzati, senza alcun legame con la realtà delle istituzioni. All'interno di questo sito potete trovare le motivazioni che ci spingono a chiudere l'allevamento Morini e le informazioni necessarie per poterci aiutare in questa lotta.

Nel coordinamento si ritrovano esclusivamente persone contrarie ad ogni forma di discriminazione, sia essa specista, razzista, sessista o omofobica.

Quelle che seguono sono alcune 'perle' di Giovanna Soprani durante le interviste ai quotidiani:

Una evidente ignoranza:

"Gli scienziati non li torturano"... "sui beagle non si effettua la vivisezione, ma la sperimentazione, gli scienziati fanno di tutto per non farli soffrire: non sono bestie che si divertono a torturare"

"la propaganda degli animalisti è un ostacolo alla crescita economica e allo sviluppo scientifico"...

"...Non mi sento minimamente in colpa...Facendo il mio lavoro mi sento utile per l'umanit?. Grazie agli esperimenti si riescono poi a realizzare medicine che spesso salvano le persone..."

"ho svolto un lavoro utile al progresso e non ho mai trattato male gli animali"

"...non darei mai un calcio ad un cane..." (nonostante assicuri agli stessi cani un futuro di torture ben peggio di un calcio!)

Un lavoro poco apprezzato:

"Avrei preferito gestire una pasticceria o un bar, le assicuro. Non ho avuto alternative"

"non sono un mostro lasciatemi stare"...

"Ho subito minacce di morte, sia telefoniche che scritte, preferisco non divulgare la mia immagine..."

"... riceviamo centinaia di fax, e-mail e telefonate di ingiurie e minacce..."

"C'è chi mi spedisce carrozzelle in contrassegno, chi bottiglie di vino, addirittura sono arrivate piscine. Mi sono trovata il mio numero di telefono addirittura tra gli annunci hard..."

"...mi stanno rovinando..."

"...l'obiettivo è chiarissimo: farmi chiudere bottega e ci stanno quasi riuscendo..."

Voglia di una vita migliore?

"Non ne posso più di quei dannati cani" (detto a degli attivisti durante una protesta)

- Giovanna Soprani -Titolare dell'allevamento Stefano Morini








Noi non chiediamo le vostre firme, né vi chiediamo una quota d'iscrizione, ma vi chiediamo di agire subito contro la vivisezione!
Per raggiungere il nostro obiettivo, chiudere l'allevamento Morini, necessita un'azione costante e variegata, fatta di determinazione e fantasia. Non sottovalutare ogni piccolo contributo quotidiano che puoi dare per la chiusura di questo lager! Per essere informato sui continui sviluppo e i nuovi obiettivi della campagna scrivici, richiedi il materiale gratuito, visita il sito ed iscriviti alla mailing list.


E' ORA DI AGIRE!

Guarda il calendario aggiornato e partecipa alle iniziative

Iscriviti alla mailing list per rimanere aggiornat*

Organizza proteste davanti ai clienti e ai fornitori di Morini e faccelo sapere

Scrivi in modo educato all'allevamento Morini:
Stefano Morini S.a.S.
Via S.Giovanni Bosco, 7
42020 S.Polo d'Enza (Re)
E-mail: info@stefanomorini.com

Telefona e scrivi FAX all'allevamento Morini:
(Attenzione: è altamente consigliato farlo da una cabina telefonica)
Tel. 0522/873424 (5,6,7) - Fax: 0522/874600

Telefona e scrivi in modo educato ai clienti e ai fornitori di Morini
(Attenzione: è altamente consigliato farlo da una cabina telefonica)

Alle proteste porta sempre con te tamburi, megafoni, fischietti etc. Lascia a casa amici quattrozampe, evita loro questo stress.

Fai conoscere la campagna:
- Richiedici materiale se organizzi banchetti informativi o serate nella tua città
- Organizza serate benefit (concerti, tombolate etc.) per aiutare la campagna a sostenere le numerose spese legali.
Richiedici adesivi e poster da esporre nella tua città (sul frigo di casa non servono a nulla!)

Se sei contro i test su animali non utilizzare prodotti testati su animali.
Un elenco di prodotti "Cruelty Free" puoi trovarlo qui

Utilizza sempre la fantasia e non aspettare che siano altri a fare i passi necessari per la chiusura di Morini! Continua a leggere...

30 maggio 2007

***PROTESTA CONGIUNTA CDA / COLLETTIVOANIMALISTA, CONTRO I COMBATTIMENTI

Voglio segnalare questa mail di protesta in modo che tutti voi possiate partecipare e far sì che venga impedito tutto questo:

Segnalazione del Collettivo Animalista -

PROTESTA CONGIUNTA CONTRO I COMBATTIMENTI FRA MUCCHE IN VALLESE


Svizzera

Anche nella nostra "civile" Svizzera avvengono dei fenomeni di vera e
propria crudeltà sugli animali.
Il Vallese possiede una razza bovina unica al mondo: la razza d'Herens.
Purtroppo da questa specie molto robusta è nata una vera e propria
tradizione: ogni anno in varie cittadine del vallese si organizzano
combattimenti fra mucche. Queste povere bestie sono costrette per
diversi minuti a combattere tra loro, facendosi male a colpi di corna,
ferendosi, circondate e incitate da una folla di esaltati.
In nome della civiltà e del rispetto della vita di questi animali vi
invitiamo a protestare e scrivere educatamente all'ente turistico
svizzero, vallesano e ai comuni dove, nei prossimi mesi, si terranno
ancora questi combattimenti.

Per vostra info ecco le date dei prossimi combattimenti:
Eischoll, 12.08.2007
Raron, 23.09.2007
Martigny, 30.09.2007

Anche in Italia:
http://www.amisdesreines.it/

Da:
CDA http://www.centroanimalista.ch
ATRA - http://www.atra.info
Collettivo Animalista - http://www.collettivoanimalista.org

----------------

Scriviamo a:
info@valaistourism.ch, info@eischoll.ch, info@martignytourism.ch,
info@raron-niedergesteln.ch, info@myswitzerland.com

oppure, col ";" come separatore:
info@valaistourism.ch; info@eischoll.ch; info@martignytourism.ch;
info@raron-niedergesteln.ch; info@myswitzerland.com

Messaggio-tipo, da personalizzare:

Egregi signori,

mi unisco alla protesta contro l'organizzazione di combattimenti tra
mucche. I combattimenti fra mucche non possono essere considerati parte
della nostra cultura, la violenza e la sofferenza di ogni essere vivente
NON PUO' e NON DEVE essere una tradizione ma solo una vergogna
intollerabile per il grado di civiltà del nostro paese. Come cittadino e
amante degli animali esprimo tutto il mio disgusto e dissenso per quanto
succede in Vallese. Inoltre questi sono solo spettacoli diseducativi per
i bambini, i quali percepiscono da questi combattimenti solo un
messaggio di prepotenza e violenza.

Quindi fino a quando non si porrà fine a questa tortura non visiterò più
la vostra regione e consiglierò ad amici e parenti a fare altrettanto.

Distinti saluti,
... nome cognome ...
citta'

non ci vuole davvero nulla se non avete voglia di personalizzarla basta che aggiungiate il vostro nome e il vostro cognome e la città nel quale risiedete e inviate le mail, è un piccolo gesto che però può fare tanto!
inoltre fatela girare a conoscenti e amici, fate sì che tutto quetso cessi!!! Continua a leggere...

28 maggio 2007

***Fasi lunari



"Gobba a levante Luna Calante, Goba a Ponente, Luna crescente"

Novilunio - Anziana:
Quando la luna appare nera, anche chiamata nuova; essa è indicata per la divinazione, per la pratica sulle vite precedenti o per rituali atti a conoscere verità celate o per recare danno

Luna Crescente - Vergine Luminosa:
Fase lunare in cui la Luna cresce, adatta a tutti i riti di attrazione e accresciento.

Luna Piena (tre notti) - Madre:
Qui l'energia lunare è al massimo della sua pienezza e potenza, la Luna appare perfettamente rotonda; è il periodo adatto per i rituali più complessi di potenziamento, per ottenere benefici, purificare e riti di rigraziamento

Luna Calante - Vergine Oscura:
Fase lunare in cui la Luna decresce, adatta a tutti i riti di bando o allontanamento, di difesa, attacco o liberazione dalla negativita o malocchio. Continua a leggere...

27 maggio 2007

JBH

Forse qualcuno se la ricorderà...qualcun'altro no ma il fatto è che è successo sul serio e credo che se qualcuno arriva a compiere un gesto così eclatante significa che forse, come si dice nei films, forse...beh...allora non tutto è perduto !!!
Lei è Julia , la ragazza della sequoia...ed ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare le cose o anche solo per cambiarle un pò ma la cosa importante è provarci e crederci...proprio come ha fatto lei...


Una farfalla scesa dalla luna
di Paolo Scopacasa

Julia Butterfly Hill è il nome di una donna di 27 anni diventata famosa in tutto il mondo dopo avere trascorso oltre due anni della sua vita su una sequoia millenaria nel nord della California, per evitare che fosse abbattuta e richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul disboscamento selvaggio. Un disboscamento che non risparmia nemmeno le ultime aree rimaste, che oggi rappresentano solo il 3% del territorio originariamente occupato da questi giganti.

Come racconta nel suo libro 'The Legacy of Luna', (pubblicato in Italia da Corbaccio con il titolo 'La ragazza sull'albero'), dopo quasi un anno di cure intensive per riprendersi da un terribile incidente d'auto, nell'estate 1997 Julia era partita dall'Arkansas con alcuni amici per un viaggio sulla costa occidentale.

Voleva viaggiare per trovare un nuovo senso alla sua esistenza, essendo ormai ben consapevole di quanto fosse prezioso ogni istante di vita. Una volta giunta nelle foreste di sequoie della 'Lost Coast' californiana venne immediatamente catturata dall'incredibile bellezza dei giganti millenari e dalla infinita ricchezza di vita di quei luoghi.

"Quando entrai per la prima volta nella maestosa foresta di sequoie che sembrava una cattedrale - racconta alla platea intervenuta alla presentazione del suo libro a Milano e Torino - il mio spirito capì di aver trovato quello che cercava. Mi inginocchiai e cominciai a pregare, sopraffatta dalla saggezza, dall'energia e dalla spiritualità presente in questo tempio naturale."

FONTE catpress Continua a leggere...

ESPORTANDO LA DEMOCRAZIA...

Continua a leggere...

***LAV-guida pratica NON TESTATO

Le aziende approvate

Le aziende elencate sono le prime imprese italiane che sono state approvate dalla LAV e che hanno sottoscritto l’impegno a rispettare lo standard, e quindi a non commissionare e a non effettuare test su animali sul proprio prodotto e sulle materie prime che lo compongono.
Scegliendo i prodotti e le marche commercializzate da queste aziende, potrete acquistare cosmetici, saponi, prodotti per l’igiene orale e detersivi, con la certezza di non contribuire alla sperimentazione animale.
Aziende Italiane

Derbe : Regenè; Speziali Fiorentini; Seres.
Cibe Laboratori: Fiori & Frutta; Mondo Naturale; Antica Provenza Ligure, Econatura, Antico Marsiglia, Samarcanda.
Helan
I Serafini
D’Aymons
Indica
Evan Bartholomew: Evan
Saponificio Gianasso : Floralia; i Provenzali.
Flora
SAN.ECO.VIT :Ecoland, Biobi, Ecor, Ecotan, Victor Philippe.
BioPet
Hawai
Coop
L'Erbolario
Argital
Aziende straniere distribuite in Italia
The Body Shop
Montagne Jeunesse
John Pal Mitchell System
Jason Natural Cosmetic
W.S.Badger

inoltre Lav consiglia cosa ognuno di noi può praticamente fare, cioè scegliere solo i prodotti delle aziende presenti nell lista, se il produttore dei propri cosmetici preferiti non ha ancora sottoscritto lo standard "Non testato su animali" bisogna invitarlo a non effettuare o commissionare test su animali e ad impegnarsi per rispettare lo standard LAV, maggiori saranno le aziende che aderiranno, minori saranno gli animali vittime degli esperimenti.

Suggerisce anche di adattare con i propri dati la seguente lettera:


Spett.le
Sono un vostro consumatore da tempo e apprezzo molto la qualità dei vostri prodotti; tuttavia vorrei conoscere il motivo per cui la vostra ditta non compare sulla Guida Pratica dei cosmetici della LAV (Lega Anti Vivisezione, www. Infolav.org), che so essere l'unica a basarsi su uno standard internazionale, così come ho saputo dalla stessa LAV e al cui questionario non avete risposto. La stessa associazione mi ha comunicato che il disciplinare dello standard cosmetici si basa sul fatto che una ditta si impegna, dalla data della sottoscrizione dello standard, a non effettuare ne' commissionare test su animali su prodotti ed ingredienti, seguendo tutta la filiera produttiva fino al produttore di materie prime. Inoltre dal 2004 la conformità allo standard ella LAV è controllata da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), cosa che rende lo standard serio e affidabile a mio avviso. L’adesione allo standard cosmetici permette di evitare l’incremento della sperimentazione animale a scopo cosmetico, poiché la il produttore di cosmetici utilizzerebbe solo le materie prime fino a quel momento in commercio e non le nuove che richiederebbero, per legge, nuovi test su animali.
Spero di trovare il vostro nome sulla nuova Guida della LAV, altrimenti rivolgerò i miei consumi altrove.
Cordiali saluti
Nome e Cognome Continua a leggere...

***Cosmetici & Sperimentazione animale

Scaricate il pieghevole a 3 ante a colori che descrive in sintesti la situazione "cosmetici e test su animali" e fornisce la lista aggiornata delle ditte "positive", leggetelo e se potete diffondetelo...amici, parenti, colleghi, amici di amici e amici di colleghi e magari anche sconosciuti, l'importante è diffonderlo!!!
AgireOra Edizioni è una casa editrice non-profit per la pubblicazione di materiali utili alla diffusione di una cultura rispettosa verso tutti gli animali.
Propongono diverse iniziative a seconda del tempo che si ha a disposizione o in base a cosa si desidera fare, andate sul sito e date un'occhiata!!! Continua a leggere...

25 maggio 2007

***L'affettalevatorsolomela...che invenzione!!!


piccolo post notturno di una che piuttosto che dormire scrive piccole piccole stronzate...
...qualche tempo fà ho comprato un'utensile alquanto bizzarro ed apparentemente inutile (spesa fatta in un momento di carenze affettive)...UN'AFFETTA MELA...cioè un affare fatto a cerchio con delle lame poste verticalmente (con la parte tagliente rivolta verso il basso) con due manici attaccati ai lati...non vi dico quanto sono stata derisa per quest'acquisto...io che le mele le mangio solo nella torta di mele della ricetta di mia nonna..beh...DA NON CREDERCI...è SPETTACOLARE...
In pratica, funziona così: si prende una mela , la si lava bene (dato che poi la si mangia con la buccia) la si posiziona dritta in piedi davanti a voi, si posiziona sopra ad essa l'affare ikea e... ZAC...si spinge verso il basso e.........VOILA'...
eccovi servita una mela affettata e senza torsolo...perchè mi sono dimenticata di dirvi che nel centro c'è un cerchio che becca perfettamente il torsolo...come fosse fatto a posta...ops...forse...beh...forse è fatto a posta....
Comunque quest'affarino davvero costa una cosa come 3 euro ma secondo me ne vale moooolto di più...io che piuttosto che tagliare una mela e levargli il torsolo...preferivo non mangiarla...con questo marchingegno potrei andare anche su un'isola deserta...un pò come Mac Gyver con il suo coltellino svizzero...beh...io con il mio affettalevatorsolomela...o come caspiterina si chiama... Continua a leggere...

***Avete mai pensato che il bicarbonato non serve solo quando il vostro stomaco fà i capricci ?

Oggi pensavo che forse è arrivato il momento di scrivere due paroline su una sostanza talmente versatile che è utilizzata dalla cucina alla pulizia personale alla pulizia della casa...no...non è l'acqua...è il bicarbonato di sodio...
e se lo citava pure Totò...
Tutto quello che ho trovato (di pubblicamente interessante) l'ho trovato un pò su wikipedia ed un pò sul sito del bicarbonato Solvey, che è poi quello che uso io...

Innanzitutto un pò di chimica base...



Bicarbonato di sodio
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nome IUPAC idrogenocarbonato di sodio, nomi alternativi bicarbonato.
Formula chimica NaHCO3 Aspetto solido cristallino bianco

Il bicarbonato di sodio è, come il carbonato di sodio, un sale di sodio dell'acido carbonico. A differenza di quest'ultimo, nel bicarbonato solo uno ione idrogeno dell'acido è stato sostituito da uno ione sodio.
Commercialmente, è noto anche semplicemente come bicarbonato.
A temperatura ambiente si presenta come una polvere cristallina bianca. Per riscaldamento oltre i 50°C tende a decomporsi convertendosi in carbonato e liberando anidride carbonica;
2 NaHCO3 → Na2CO3 + H2O + CO2
sciolto in acqua, produce una soluzione lievemente basica; una soluzione di 50 g in un litro di acqua a 25°C ha pH inferiore a 8,6.
Esposto a sostanze acide, si decompone liberando anidride carbonica e acqua
NaHCO3 + HCl → NaCl + H2O + CO2(g)
NaHCO3 + CH3COOH → CH3COONa + H2O + CO2(g)
questo fenomeno è sfruttato nei cosiddetti lieviti chimici e nei preparati per rendere frizzante l'acqua da tavola, che sono una miscela di bicarbonato di sodio e composti acidi.
La capacità di reagire con gli acidi fa sì che il bicarbonato di sodio venga usato in preparazioni farmaceutiche come antiacido e contro bruciori di stomaco, benché un consumo eccessivo sia da evitare perché può ripercuotersi sul pH del sangue. Viene inoltre aggiunto ai dentifrici per la sua azione lievemente abrasiva e sbiancante.
Il bicarbonato di sodio si trova anche in vendita nei negozi; viene usato in cucina per la pulizia di frutta e verdura.
È tra gli additivi alimentari codificati dall'Unione Europea, identificato dalla sigla E 500.

Osservando la formula di un bicarbonato (o più correttamente idrogenocarbonato), non c'è nulla che apparentemente giustifichi nel nome il prefisso bi-. L'origine del nome risale all'epoca di Lavoisier (XVIII secolo) quando i sali erano considerati la combinazione di un ossido metallico con un ossido non metallico e venivano scritti di conseguenza. Il carbonato di sodio, Na2CO3, ad esempio veniva scritto come Na2O · CO2. Per spiegare la presenza dell'idrogeno i bicarbonati erano considerati sali uniti a molecole d'acqua, il sodio idrogenocarbonato NaHCO3 era scritto Na2O · 2CO2 · H2O e coerentemente chiamato bicarbonato di soda.

Il bicarbonato ha centinaia di usi...provate se non ci credete...

*Lavello splendente... senza graffi!
Hai mai provato ad utilizzare il Bicarbonato per pulire il lavello?...
Prova una pasta con acqua e Bicarbonato (tre parti di prodotto e una d’acqua), usando una spugnetta, direttamente sulla superficie e ti accorgerai che è in grado di eliminare dal tuo lavello in acciaio o in ceramica residui e opacità, ridonando la luminosità iniziale.
Poi risciacqua con acqua e asciuga con un panno carta, se vuoi evitare la formazione di aloni.

*Niente più odori in lavastoviglie
Il Bicarbonato contrasta la formazione di cattivi odori e calcare: così la tua lavastoviglie vive di più!...
per prevenire gli odori sgradevoli, spargi direttamente sulle stoviglie sporche del Bicarbonato e avvia il ciclo di pre-lavaggio.
per deodorare e sgrassare la lavastoviglie, aggiungi periodicamente il Bicarbonato (100g una volta al mese) a vuoto nella fase di risciacquo della lavastoviglie, garantendo così un buon mantenimento dell'apparecchio.
Per completare l'opera, combina l'azione del Bicarbonato con la pulizia del filtro, almeno ogni 15 giorni.

*Frullatori & Co. a prova di igiene
una volta utilizzato l'apparecchio, basta versare nel contenitore mezza tazza d'acqua e un paio di cucchiai (50g circa) di Bicarbonato e azionare il motore per pochi secondi.
In questo modo i residui non si seccheranno, e grazie all’azione ammorbidente esercitata dal Bicarbonato sarà molto più semplice e rapido rimuoverli poi, durante il successivo lavaggio!
(dedicato alla frullatodipendente Vera : ) )

*Igiene e pulizia nel frigorifero
Cosa c'è di meglio che utilizzare una sostanza "ad uso alimentare"...
Ecco come procedere:
- per la pulizia delle superfici interne e prevenire i cattivi odori: utilizzalo in soluzione (2 cucchiai - 50g - di bicarbonato in 1/2 litro di acqua);
- per rimuovere tenaci residui di cibo o addirittura tracce di muffa: utilizzalo sotto forma di impasto (tre parti di bicarbonato e una d’acqua).

*Ma non solo: il Bicarbonato è anche un efficace anti-odore! Molti degli odori sgradevoli presenti nel nostro frigorifero nascono sia da sostanze acide che basiche, il Bicarbonato si lega con queste molecole presenti nell'aria e le neutralizza.
Ecco come procedere:

- per salvaguardre frigorifero e freezer da odori indesiderati e persistenti: riponi una scatola di Bicarbonato aperta, rimuovendone la parte frontale, cosicché la superficie più ampia possibile di prodotto venga a contatto con l'aria, oppure una ciotola colma direttamente nel frigorifero e nel freezer.
Ricordati di sostituire il contenuto almeno ogni tre mesi.
La ricomparsa degli odori può dipendere da un superlavoro del prodotto, che ha esaurito le sue proprietà. In tal caso il contenuto dovrà essere sostituito con maggiore frequenza.
Anche il cassetto della frutta e verdura può essere coperto con un panno carta cosparso da uno strato di Bicarbonato.
Il consiglio:
2 cucchiai (50g) di Bicarbonato Solvay® sciolti in ½ l d'acqua; oppure tre parti di Bicarbonato Solvay® e una d’acqua direttamente su una spugnetta.

*Forno e microonde: pulizia in tutta sicurezza
Residui di cibo e cattivi odori? Eliminali a fondo con il Bicarbonato!...
Grazie alla sua azione delicatamente abrasiva, e alla sua forza anti-odore, il Bicarbonato è un ottimo alleato per la pulizia regolare di forno e microonde i nostri preziosii elettrodomestici che vengono quotidianamente a contatto con cibi spesso ricchi di condimenti e di "sapore":
E' facile, quindi, che questi lascino odori residui dopo la cottura, oltre ad eventuali incrostazioni che, se non rimosse immediatamente, possono diventare difficili da eliminare al successivo intervento di pulizia.
Come procedere?

- per detergere e neutralizzare gli odori: un'ottima abitudine è utilizzare il Bicarbonato dopo ogni uso, sotto forma di soluzione (2 cucchiai - 50g di Bicarbonato Solvay in 1/2 litro di acqua);
- per eliminare tenaci tracce di cibo: forma un impasto (tre parti di Bicarbonato e una d'acqua ) da sfregare sulle superfici interne, sulle pareti e sulle griglie (queste ultime puoi anche metterle a bagno nella soluzione di acqua e Bicarbonato ) con l'aiuto di una spugnetta.
Quindi risciacqua e asciuga.

In questo modo terrai alla larga anche i cattivi odori: una delle proprietà del Bicarbonato è proprio la capacità di legarsi con le molecole responsabili dei cattivi odori e di neutralizzarle.

Non dimenticare poi, che l'utilizzo di prodotti troppo "aggressivi" e profumati per la pulizia di forno e microonde rischia di "alterare" il sapore dei cibi che andrai a cucinare! Il Bicarbonato, invece, è un prodotto atossico, di origine minerale e "ad uso alimentare" (lo puoi usare anche per la preparazione di molti piatti), e completamente inodore; e in più, una volta sciolto nell'acqua, non lascia residui nell'ambiente: è quindi perfettamente sicuro!
Basta fatica contro le incrostazioni di pentole e padelle!


*Hai mai provato ad usare il Bicarbonato per rimuovere i residui di bruciature di cibo e i cattivi odori da pentole e padelle?
Per rimuovere le incrostazioni leggere da pentole e padelle: una volta raffreddate, versa il Bicarbonato direttamente sulla loro superficie. Aggiungi acqua calda e lascia agire il prodotto per una quindicina di minuti. Quindi procedi al lavaggio, come d'abitudine.
Vedrai che non sarà più necessario grattare!
Per incrostazioni più resistenti, utilizza il Bicarbonato sotto forma d’impasto, unendo tre parti di bicarbonato e una d’acqua.
Sfregalo direttamente sui residui di cibo, con l’aiuto di una spugnetta, poi sciacqua e lava come d’abitudine, a mano o in lavastoviglie.
Hai poco tempo a disposizione?
Versa il Bicarbonato direttamente sui residui più tenaci, aggiungi acqua calda fino a coprirli e porta la soluzione ad ebollizione per 5 minuti circa. Vedrai formarsi una schiuma bianca: sarà proprio l'azione di questa schiuma a favorire la rimozione delle incrostazioni! Fai raffreddare, rimuovi i residui aiutandoti con una spugnetta (vedrai come si staccheranno facilmente...) e procedi quindi all’abituale lavaggio.
Risultato? Pentole e padelle torneranno a splendere e addio macchie e... cattivi odori!

*Piatti e stoviglie: più forza al tuo detersivo!
Cosa c'entra il Bicarbonato con piatti e stoviglie?...
Infatti, se aggiunto al normale detersivo liquido, ne aumenta l'efficacia e svolge un'efficace azione di rimozione degli odori residui.
Inoltre, puoi usarlo quotidianamente sotto forma d’impasto per eliminare residui di cibo e odori dal tagliere, da piatti e stoviglie (si pensi, ad esempio, ai residui tenaci sui coltelli).
Il Bicarbonato, oltre all'azione meccanica di rimozione svolta dai suoi cristalli, si lega alle sostanze volatili, sia acide che alcaline, alla base dei cattivi odori, e le neutralizza.
Ecco come procedere per rimuovere gli odori residui e facilitare la rimozione dello sporco : aggiungi 2 cucchiai (50g) di Bicarbonato al detersivo liquido abituale nell'acqua di lavaggio;
oppure sfrega un impasto composto da 3 parti di Bicarbonato e una d'acqua direttamente sulle stoviglie, i piatti o i taglieri, aiutandoti con una spugnetta;
sciacqua e procedi al lavaggio abituale, a mano o in lavastoviglie.
Cosa c'è di meglio di un prodotto d'origine minerale, "ad uso alimentare", come il Bicarbonato, per pulire le superfici che vengono a contatto quotidianamente con i cibi? Senza contare che le tue mani te ne saranno grate, visto che non saranno più a contatto con tensioattivi che possono irritarle o screpolarle!

*Via i residui da frutta e verdura!
Frutta e verdura sono alleate indispensabili della nostra salute, poiché ci forniscono vitamine, sali minerali e fibre in gran quantità. Per sfruttarne al massimo i benefici è importante consumarle, quando possibile ovviamente, con la buccia. Ma ciò significa cercare di rimuovere il più possibile impurità, cere ed eventuali altri residui presenti sulla loro superficie.
E non sono esenti neanche frutta e verdura "biologiche", in quanto possono pur sempre presentare residui di terra e sporco, che è bene rimuovere prima di consumarle.
E' dimostrato che, utilizzando il Bicarbonato nel lavaggio di frutta e verdura, si rimuove una maggiore quantità di residui rispetto al lavaggio con la sola acqua e si ottengono gli stessi risultati che si hanno utilizzando prodotti specifici contenenti tensioattivi.
Mica male per un prodotto di origine minerale, ad uso alimentare!
Ma come procedere?
Per frutta e verdura a buccia rigida (mele, pomodori, peperoni, pere, prugne, ecc.) puoi preparare (perché no? .. direttamente sul palmo della mano visto che il bicarbonato non è un prodotto irritante!) una pasta di acqua e Bicarbonato (una parte di acqua e 3 di polvere) da sfregare proprio sulla buccia; quindi risciacquare bene sotto acqua corrente. In questo modo perfino i bambini si divertiranno a lavare e a mangiare la frutta e ne gioveranno in salute!
Per lavare invece la frutta a grappolo o di piccole dimensioni (come ad esempio uva, fragole, ecc.) o tutti i tipi di insalata riempi un recipiente con acqua (1 cucchiaio per litro d'acqua) di Bicarbonato e lascia a bagno la frutta o l’insalata per almeno una decina di minuti. Quindi sciacqua bene sotto acqua corrente.

*Prepara il tuo lievito "casalingo"
Tieni sempre a portata di mano una confezione di Bicarbonato... in cucina: ti sarà utile per rendere soffici e fragranti i tuoi prodotti da forno. Infatti, quando viene riscaldato oppure quando viene a contatto con sostanze acide (come lo yogurt), il bicarbonato di sodio rilascia anidride carbonica: è così che si ottiene l'effetto "lievitante".

Ecco come ottenere un cucchiaino di lievito casalingo:

mescola ¼ di cucchiaino di Bicarbonato con 125 g di yogurt;
oppure ancora, ¼ di cucchiaino di Bicarbonato con ½ cucchiaino di aceto o succo di limone e 100 g di latte.
Questo tipo di lievito va consumato in breve tempo.

*Altri consigli in cucina? Un pizzico di Bicarbonato: aiuta a rendere più soffice la frittata (la punta di un cucchiaino ogni 3 uova);
rende più morbido il purè;
addolcisce la salsa di pomodoro, infatti la salsa di pomodoro, al termine della cottura, presenta spesso una marcata acidità. Per ovviare a questo problema, da più parti si consiglia di aggiungere un pizzico di zucchero durante la cottura.
Una valida alternativa, grazie alle sue proprietà di sostanza tampone, consiste nell’aggiungere la punta di 1 cucchiaino di Bicarbonato al termine della cottura.
Questa operazione è utile sia per le salse e i sughi in scatola (di solito questi ultimi sono però già trattati), che per le conserve fatte in casa.

*Altri consigli in cucina?
per mantenere il colore delle verdure, renderle tenere ed evitare che l’odore sgradevole del cavolfiore si sparga per casa: aggiungi 1 cucchiaino (5g) di Bicarbonato all’acqua di cottura.

*Un bucato che sa di primavera!
Il Bicarbonato neutralizza gli odori residui, dando freschezza al bucato...
Grazie alle sue proprietà anti-odore, il Bicarbonato è un ottimo alleato del tuo bucato, sia a mano, che in lavatrice.

Al contrario dei profumi, non copre gli odori, ma li neutralizza, lasciando i tuoi capi freschi e deodorati. Basta aggiungerlo nell'acqua del risciacquo. In questo modo eliminerai anche quegli odori che talvolta persistono anche dopo il lavaggio (pensa ad esempio agli indumenti in microfibra). Vedrai che risultati!

Senza dimenticare che il Bicarbonato è una sostanza d'origine minerale, completamente solubile; quindi, non lasciando residui, rispetta l'ambiente. Con una sola avvertenza però: non va mai usato con LANA e SETA in quanto queste ultime sono molto sensibili agli alcali e vanno lavate con detersivi appositi (che, solitamente, sono leggermente acidi anziché basici, proprio per rispettarne la delicatezza).

Il tuo top preferito è impregnato di fumo dopo una serata a casa di amici particolarmente amanti della sigaretta?
Prima del consueto lavaggio, immergilo in acqua e Bicarbonato (1 cucchiaio), e lascialo in ammollo per una quindicina di minuti;
Odore di benzina sugli indumenti? Mettili in un sacchetto e cospargili di Bicarbonato; lascia agire per qualche giorno, poi lava come d'abitudine.
Se non puoi procedere subito al lavaggio di un capo dall’odore "molesto", spargi abbondante Bicarbonato nel cesto del bucato.

*Potenzia il detersivo liquido
Quando lavi i tuoi capi delicati, aggiungi il Bicarbonato al detersivo liquido per aumentarne l'efficacia.
Il Bicarbonato, infatti, è una sostanza ideale nel lavaggio dei capi delicati in quanto stabilizza il pH del bagno di lavaggio (in chimica si definisce una "sostanza tampone") su valori debolmente alcalini.
In genere, un pH alcalino accresce la repulsione tra sporco e tessuti lavati ed è per questo motivo che nei detersivi in polvere è presente il carbonato di sodio. Nei detersivi liquidi ciò non è possibile e quindi, aggiungendo un "alcale" durante il lavaggio, se ne aumenta l'efficacia.
Solo che, quando si lavano tessuti delicati bisogna stare attenti a non utilizzare un "alcale" troppo aggressivo.
Ecco che il bicarbonato è il giusto compromesso!
Senza dimenticare che il Bicarbonato è una sostanza d'origine minerale, completamente solubile; quindi, non lasciando residui, rispetta l'ambiente.
Con una sola avvertenza però: non va mai usato con LANA e SETA in quanto queste ultime sono molto sensibili agli alcali e vanno lavate con detersivi appositi (che, solitamente, sono leggermente acidi anziché basici, proprio per rispettarne la delicatezza).

*Proteggi lavatrice e indumenti dal calcare!
Lavatrice sempre efficiente nel tempo? Usa regolarmente il Bicarbonato...Il bicarbonato di sodio, infatti, contrasta la formazione del calcare, sia sulle pareti della lavatrice che sui tessuti.
Come procedere?
Aggiungi 1 cucchiaio (25g) di Bicarbonato nella vaschetta insieme al detersivo liquido, ad ogni lavaggio. In questo modo otterrai anche un bucato a prova di odore.
Periodicamente (una volta al mese) procedi ad un lavaggio a vuoto, versando nella vaschetta del detersivo ½ tazza (150g) di Bicarbonato.
Questi semplici accorgimenti ti aiuteranno ad evitare frequenti interventi di riparazione, con un notevole risparmio economico. Senza contare l'inconveniente di una lavatrice "k.o." proprio quando il cesto del bucato inizia a straripare…

Qualche altro consiglio "a tutto risparmio" per il tuo bucato?

Non è necessario utilizzare temperature elevate per avere un bucato pulito: oggi molti detersivi funzionano anche alle basse temperature. Se poi utilizzi il Bicarbonato per potenziarne l'effetto, questo si traduce in un notevole risparmio di energia (e una bolletta meno salata!).
Cerca di far partire la lavatrice sempre a pieno carico: molti apparecchi consumano la stessa quantità d'acqua e corrente anche se sono pochi gli indumenti da lavare.

*Sport e microfibre: stop al sudore
Aggiungi il Bicarbonato al tuo detersivo abituale, e anche i tuoi indumenti sportivi saranno sempre perfettamente deodorati, e a lungo.
Per risolvere il problema sudore , il segreto è aggiungere l'equivalente di due cucchiai (50g) di Bicarbonato in lavatrice o nel bucato a mano, all'acqua del risciacquo.

*Il Bicarbonato è inoltre utile nel pre-trattamento delle macchie ostinate, come il grasso, il catrame o l'erba.
Basta applicare un impasto di acqua e Bicarbonato sulla macchia (3 parti di polvere e 1 d'acqua) e sfregare bene (provare prima la resistenza dei colori su una porzione di tessuto non visibile).
Se la macchia è particolarmente ostinata, l'impasto andrà lasciato agire per qualche tempo (2-3 ore) prima del lavaggio.

*Scarpe da ginnastica come nuove
L'uso frequente delle calzature sportive può portare alla formazione di cattivi odori, dovuti ai batteri che proliferano sui residui di sudore accumulatisi a causa della scarsa traspirazione. Prima di perdere la speranza e pensare ad un nuovo acquisto... prova a rinfrescarle con il Bicarbonato!
Grazie alle sue proprietà anti-odore, il Bicarbonato è in grado di neutralizzare gli odori sgradevoli da scarpe e calze. Al contrario dei prodotti "profumati" in commercio, non copre gli odori, ma li elimina definitivamente!
Ecco qualche consiglio per avere scarpe "come nuove":
dopo aver controllato la resistenza dei colori e rimosso le stringhe, lava le scarpe "incriminate" in lavatrice, e aggiungi 1 cucchiaio di Bicarbonato all'acqua del risciacquo. Se vuoi lavarle a mano, aggiungi la stessa dose nell'acqua del risciacquo, e lasciale in ammollo anche per una notte intera;
puoi procedere anche ad una pulizia "a secco", cospargendo l'interno delle scarpe con il Bicarbonato e lasciandolo agire anche per 24 ore. Poi scuotile per rimuovere la polvere;
per assorbire il sudore del piede, puoi cospargere l'interno delle scarpe o delle calze con un velo di polvere. In questo modo il piede starà più fresco e l'azione anti-odore sarà ancora più efficace;
per deodorare efficacemente le calze utilizzate per lo sport (ma anche le calze normali, perché no?), aggiungi in lavatrice 1 cucchiaio (25g) di Bicarbonato all'acqua del risciacquo.


*Via le macchie dalla A alla Z
Per rimuovere più facilmente le macchie dai tessuti, prima di lavarli forma un impasto di acqua e Bicarbonato (3 parti di bicarbonato e 1 di acqua): stendi l'impasto e lascia agire qualche minuto, poi passa al lavaggio abituale. In caso di macchie ostinate, puoi far agire l'impasto un paio d'ore prima di rimuoverlo.
In tutti i casi ricorda di fare sempre una prova sopra una piccola superficie dei tessuti da trattare per determinare la resistenza dei colori, e di non usare su LANA e SETA.


Acido

Intervieni il prima possibile, usando immediatamente acqua fredda, poi neutralizza spargendo del Bicarbonato sopra il capo da smacchiare. Se l'acido si è asciugato sull'indumento, neutralizza con Bicarbonato prima di metterlo nella lavatrice, altrimenti l'acqua farà reazione con l'acido che continuerà la sua azione corrosiva, danneggiando il capo macchiato.

Catrame

Sfrega la macchia con un impasto di acqua e Bicarbonato invece di un detergente. Se la macchia è particolarmente resistente pulisci con essenza di petrolio e guscio d'uovo, poi sciacqua abbondantemente con acqua aggiungendo all'ultimo risciacquo 1 cucchiaio (25g) di Bicarbonato.

Grasso sui tessuti sintetici

Strofina del Bicarbonato sulla macchia, poi spazzola.

Matita

Strofina leggermente con Bicarbonato sparso sopra un panno umido, poi risciacqua con cura.

Profumo

Applica un impasto di Bicarbonato ed ammoniaca, facendo ovviamente attenzione alla resistenza del colore dei tessuti. Lascia asciugare al sole, se possibile, poi lava come d'abitudine.

Sudore

Prima del lavaggio, strofina sulla macchia un impasto di Bicarbonato e acqua. Se le macchie sono molto resistenti, lascia agire l'impasto per 2-3 ore.



*Basta alito cattivo!
I residui di cibo, che si depositano tra i denti, vengono decomposti dall'azione dei batteri presenti nel cavo orale e, se non rimossi tramite un'accurata igiene orale, diventano una delle cause principali dell'alitosi (alito cattivo). In particolare, alcune sostanze come l'alcool o i residui della combustione del tabacco, o quelle presenti nell'aglio e la cipolla, sono eliminate per via respiratoria e conferiscono uno spiacevole odore caratteristico all'alito.

Il Bicarbonato, essendo una sostanza tampone, aiuta a neutralizzare proprio quegli odori che hanno origine acida, come aglio o cipolla (oltretutto particolarmente difficili da eliminare!)
Come?
Prova a sciogliere 1 cucchiaino (5g) di Bicarbonato in un bicchiere dacqua. Poi sciacqua la bocca come faresti con un normale collutorio: funziona, e ti lascerà un gusto fresco in bocca!


*Mani perfette: ecco come mantenerle sempre morbide e fresche...
Il Bicarbonato è una sostanza di origine minerale, non è irritante e non è un tensioattivo, rispetta quindi la pelle senza screpolarla: provalo per una manicure "da professionista".
Per ammorbidire la pelle, sciogli 2 cucchiai (50g) di Bicarbonato in un litro di acqua tiepida, immergi le mani per dieci minuti, poi asciuga accuratamente e passa alla manicure.
Per eliminare qualsiasi residuo di sporco, spargi un pizzico di Bicarbonato su uno spazzolino inumidito, poi sfrega delicatamente attorno alle unghie.
Per proteggerle, ricordati di indossare sempre un paio di guanti ogni volta che lavi i piatti o fai le pulizie.


*Suffumigi: un rimedio sempre attuale
Riscopri l'efficacia di un antico rimedio per decongestionare le vie respiratorie: le inalazioni di vapore, i cosiddetti suffumigi, che secondo gli esperti sono un vero toccasana per la mucosa nasale, poiché riducono la congestione delle vie respiratorie tipica delle malattie da raffreddamento.
Metti a bollire una pentola piena d'acqua; una volta raggiunto il bollore, toglila dal fuoco e versa il contenuto in un'ampia bacinella. Aggiungi 2 cucchiai (50g) di Bicarbonato (facendo attenzione alla reazione di dissoluzione, simile a quella provocata dal sale aggiunto all'acqua della pasta), e respira con il naso i vapori per circa dieci minuti, tenendo la testa coperta con un asciugamano per impedirne la dispersione. Fai attenzione a non scottarti! Cinque-dieci minuti di inalazione sono sufficienti per sentirti subito meglio!



*Benessere e sollievo per i piedi stanchi
Per un'immediata sensazione di benessere a piedi e caviglie, prova un pediluvio con il Bicarbonato.
Il gonfiore agli arti inferiori è un problema comune a moltissime donne. Tra le possibili cause:
predisposizione ereditaria;
scorretto stile di vita (sedentarietà, fumo, cattiva alimentazione, ecc.);
stress;
abitudine ad indossare scarpe troppo strette o alte, o pantaloni troppo aderenti, a danno della normale circolazione del sistema sanguigno e linfatico.
E magari, a fine giornata, ci ritroviamo con gambe e piedi gonfi e dolenti.
Che fare? Un'ottima soluzione consiste nel dedicare una decina di minuti ad un pediluvio di benessere immergendo i piedi in una acqua calda aggiungendoci 2 cucchiai (50g) di Bicarbonato. Ad una certa temperatura, infatti, il bicarbonato di sodio si decompone e libera anidride carbonica (è il noto "effetto effervescente") che a sua volta favorisce la microcircolazione venosa a livello dell'epidermide: l'effetto è un po’ simile a quello di un idromassaggio.

Per completare l'operazione "pedicure", forma un impasto con acqua e Bicarbonato (3 parti di polvere e 1 parte d'acqua), e sfregalo sulle callosità: in questo modo eliminerai le cellule morte e ridonerai morbidezza alla pelle.
Termina la pedicure con un bel massaggio, utilizzando olio di mandorle.


*Lo scrub: il segreto di una pelle radiosa
Trasforma al tua casa in una beauty farm e ridona splendore alla tua pelle grazie allo scrub con il Bicarbonato!
Talvolta la nostra pelle può apparire asfittica e priva di tono: sole, smog, trucco, stress, sbalzi di temperatura, alimentazione non sempre corretta mettono a dura prova la nostra epidermide, alterando il naturale ricambio cellulare.
Il segreto, in questo caso, è effettuare un delicato scrub (dall'inglese, letteralmente "strofinare"), un trattamento cosmetico che, eliminando impurità e cellule morte, rende la pelle più liscia e luminosa.
Ecco una ricetta tutta naturale che potrai realizzare da sola in casa e con ottimi risultati: mescola 4 cucchiai di olio di mandorle dolci con 2 cucchiai di Bicarbonato. Applica questa miscela, tramite un delicato massaggio circolare facendo attenzione a non esercitare un’eccessiva pressione, su tutto il corpo, meglio ancora se con un guanto in loofath, per potenziarne l'effetto purificante.
Poi sciacqua con acqua tiepida sotto la doccia, tampona con un asciugamano morbido e applica una dose abbondante di lozione idratante e lenitiva. Questo "scrub al bicarbonato", particolarmente delicato - al contrario di altre ricette "casalinghe" a base di zucchero o sale, la cui grana può rischiare di graffiare la pelle e irritarla - può essere effettuato anche sul viso, una volta alla settimana: la pelle così purificata sarà più ricettiva nei confronti dei trattamenti anti-età e delle maschere di bellezza. Dopo lo scrub la pelle potrebbe presentare un leggero arrossamento, destinato a scomparire in brevissimo tempo: pensaci prima, nel caso di un'occasione importante!
Ricordati inoltre che questa operazione va effettuata solo su pelle sana: è ovviamente da evitare in caso di pelle irritata, screpolata o che presenta patologie.
Un altro beneficio, utile soprattutto all’avvicinarsi della bella stagione? Una pelle libera da impurità e cellule morte è più reattiva nei confronti dei raggi solari e, adeguatamente protetta (per scongiurare ogni rischio di scottature), si abbronzerà più in fretta e in modo più uniforme.


*Igiene garantita per spazzolini da denti
Conserva sempre nell'armadietto del bagno una confezione di Bicarbonato ti sarà utile per completare l'igiene orale e per la perfetta pulizia di protesi dentarie e spazzolini: per pulire le setole dello spazzolino da denti immergilo per una notte intera in una soluzione con acqua calda e Bicarbonato;


*Rinfresca e deodora tappeti e tessuti
Aria di fresco in casa? Cospargi moquette, tappeti e divani con Bicarbonato!...Il Bicarbonato è un ottimo alleato per mantenere puliti e senza odori nel tempo tappeti, moquette e il rivestimento di poltrone e divani: grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche, infatti, crea un ambiente sfavorevole al proliferare di acari e muffe, e neutralizza e previene la formazione degli odori sgradevoli.
Ecco come procedere: cospargi la superficie di tappeti, moquette e poltrone in stoffa con uno strato uniforme di Bicarbonato; lascia agire per almeno 15 minuti, poi aspira con l'aspirapolvere.
In caso di odori persistenti (tessuti non utilizzati da tempo, forte odore di fumo o di muffa, ecc.) puoi lasciare agire il prodotto anche fino a 24 ore. Questo stesso sistema è molto utile per ravvivare i colori dei tessuti d’arredamento, che talvolta con il passare degli anni tendono a sbiadire.

IMPORTANTE: in tutti i casi ricorda di fare sempre una prova in un angolo nascosto del tessuto, per testare la resistenza dei colori.


*Cassetti e scarpiere: via l'umidità, via gli odori!
Vuoi eliminare gli odori sgradevoli dagli ambienti chiusi della casa?...
Tieni sempre a portata di mano una confezione di Bicarbonato.
Ecco qualche consiglio pratico: per neutralizzare e prevenire la formazione di cattivi odori negli armadietti, nei cassetti e nelle scarpiere, prendi una confezione di Bicarbonato , rimuovine la parte frontale (in modo che l'aria sia a contatto con la maggior superficie possibile di prodotto) e riponila nei cassetti o negli armadietti; puoi anche utilizzare un diverso contenitore e riempirlo con ½ tazza (150g) di prodotto.
per profumare, aggiungi al Bicarbonato qualche goccia della tua essenza preferita (balsamica come rosmarino o lavanda, rilassante come ylang-ylang o fiori d'arancio).
Proprio per queste sue proprietà antiodore, il Bicarbonato è utile anche in molte altre situazioni, dal bucato all'igiene personale, e non solo...



*Per la pulizia delle superfici lavabili
Il Bicarbonato è utile per rimuovere efficacemente macchie o segni dalle superfici lavabili, grazie all’azione delicatamente abrasiva dei suoi cristalli. Ecco come procedere: rimuovi macchie e segni (di matita, grasso, ecc.) da piastrelle e superfici lavabili passando, con l'aiuto di una spugna umida, un impasto di acqua e Bicarbonato (1 parte d'acqua, 3 parti di polvere); quindi risciacqua e asciuga.
Pulisci gli infissi delle finestre, cospargendo una spugna umida con del Bicarbonato, poi sfregala energicamente su tutte la superfici. Quindi sciacqua e asciuga con cura, per evitare la formazione di aloni.
I cristalli del Bicarbonato sono sufficientemente resistenti per eliminare i residui ma non abbastanza per graffiare le superfici lavabili perché, essendo completamente solubili, si dissolvono prima di danneggiarle; e non lasciano residui: ecco perché è il Bicarbonato è amico dell'ambiente!



*Piccoli guai da cuccioli su tappeti e divani
Sono adorabili ma a volte in casa combinano guai! Stiamo parlando dei nostri amati cuccioli e dei bisognini che ogni tanto lasciano su pavimenti, tappeti e moquette ...
Grazie alle sue proprietà chimico-fisiche, il Bicarbonato è un'ottima soluzione per neutralizzare i cattivi odori provocati dall'urina degli animali domestici, fastidiosi e difficili da eliminare completamente.
Le hai già provate tutte, alcool, sapone, spray deodoranti?
È importante sapere che molti dei prodotti in commercio si limitano a coprire gli odori, grazie al loro "profumo": il Bicarbonato Solvay, invece, va oltre perché li neutralizza.
Ecco come procedere: dopo aver lavato il tessuto (rivestimento, moquette, tappeto) come suggerito dal produttore (occhio all'etichetta!), cospargi l'area della macchia "incriminata" con uno strato uniforme di Bicarbonato , e lascialo agire per tutta la notte, meglio ancora per 24 ore. Poi passa l'aspirapolvere per eliminare i residui.

ATTENZIONE: ricordati di testare la resistenza dei colori dei tessuti facendo prima una prova su una piccola superficie nascosta.


*Doccia: igiene garantita!
Come rimuovere le tracce di calcare e far risplendere la propria doccia: il bicarbonato di sodio è, dal punto di vista chimico, un composto alcalino (ovvero ha un pH basico): questa sua caratteristica lo rende efficace nel contrastare la formazione di muffe e funghi, che possono formarsi in ambienti umidi come il bagno.
i suoi cristalli, se sfregato sotto forma di pasta acquosa, esercitano una delicata azione meccanica, che rimuove i residui dalle superfici.
Le sue proprietà antiodore, permettono di eliminare anche gli dori persistenti.
Ecco come procedere: per pulire le superfici del box doccia cospargi una spugna umida con del Bicarbonato e , poi sciacqua e asciuga.
Utilizza lo stesso metodo per detergere le tende-doccia in plastica; in alternativa, lavale in lavatrice aggiungendo 3 cucchiai (75g) di prodotto al detersivo abituale e utilizzando un ciclo di lavaggio delicato.
elimina le tracce di muffa che il tappetino antiscivolo può lasciare sul piatto doccia, spargendo del Bicarbonato direttamente sulle macchie; lascia agire qualche minuto, poi sfrega e risciacqua.

Utilizza il Bicarbonato anche per rimuovere le tracce di calcare dai rubinetti e dai sanitari in porcellana: forma un impasto con acqua e Bicarbonato (3 parti di polvere, 1 di acqua) e sfregalo sull'area da pulire con una spugna umida.



*Cuccia e toletta: Fido ringrazia!
Una sostanza efficace e del tutto sicura per l'igiene di Fido? Il Bicarbonato ! Grazie alla sua azione anti-odore, infatti, è indicato non solo per la toletta, ma anche per la pulizia regolare di cuccia, copertine e giocattoli.

Per il bagnetto:aggiungi all'acqua del bagno qualche cucchiaio di Bicarbonato: in questo modo il pelo del tuo cane sarà sempre lucido e soffice. Puoi anche procedere alla pulizia "a secco", cospargendolo direttamente sul pelo. Friziona e poi spazzola per eliminare tracce di prodotto residuo.

Per la cuccia e i giocattoli
Per pulire ed eliminare in modo efficace odori persistenti dalle coperte della cuccia, lavale, come d'abitudine, a mano o in lavatrice, aggiungendo 2 cucchiai di Bicarbonato all'acqua del risciacquo. Per rinfrescare la cuccia puoi anche cospargerla di prodotto, ricordandoti di lasciarlo agire per una mezz'ora prima di aspirarlo... Usalo in tutta sicurezza, perché il Bicarbonato è un prodotto atossico e non irritante, tanto che viene impiegato come ingrediente in numerosissime ricette!
Per garantire l'igiene dei giocattoli in plastica, immergili in una soluzione composta da un litro d'acqua e 2 cucchiai di Bicarbonato. Strofina con una spazzola e poi sciacqua sotto acqua corrente. Per i giocattoli in pezza, puoi usare il "metodo a secco": cospargili di prodotto e lascialo agire per un paio d'ore, poi elimina i residui aiutandoti con una spazzola.



*Piante e fiori belli più a lungo
Il Bicarbonato è un ottimo alleato anche per i piccoli lavori di giardinaggio. Non hai il pollice verde? Non dimenticare che piante e fiori fanno bene anche alla psiche, oltre a rendere più bella la nostra casa e il balcone!
Numerose piante d'appartamento purificano l'aria – ficus, dracena, cactus, orchidea - mentre è scientificamente provato che la vista del verde diminuisce il livello di stress, migliorando l'umore.
Insomma, basta un po' di passione e qualche suggerimento per veder "fiorire" un piccolo spazio anche a casa tua.
Ricordati di tenere sempre ben puliti i vasi, per far respirare meglio le piante. Puoi utilizzare una soluzione a base d'acqua calda e Bicarbonato per pulirli, sia all'interno che all'esterno. Nessun residuo pericoloso sarà assorbito dalla pianta, perché si tratta di un prodotto atossico, tanto da essere impiegato come ingrediente in numerosissime ricette!
Le foglie delle piante devono sempre essere pulite, perché rappresentano una sorta di polmone, per loro, necessario per "respirare" e vivere a lungo. Per pulirle, passale con una spugnetta morbida imbevuta in una soluzione di acqua e Bicarbonato.
Per eliminare i parassiti dalle piante, mescola 1 cucchiaino (5g) di Bicarbonato e 3 cucchiai di olio d'oliva. Versa 2 cucchiaini di questa miscela in una tazza d'acqua (l'equivalente di 0,3 litri), riempi uno spruzzatore con questa soluzione e spruzzala sulla pianta, evitando il getto diretto sui fiori. Ripeti quest’operazione ogni 20 giorni.



*Tenda e sacco a pelo: umidità addio
Prima di riporli dopo l'estate, cospargili di Bicarbonato: terrai alla larga muffa e umidità....
Devi partire per il week-end e hai scoperto macchie di muffa su tenda e sacco a pelo? Oppure l'odore d'umidità è talmente penetrante che il solo pensiero di dormirci ti leva il sonno? Sono inconvenienti frequenti se non li hai asciugati perfettamente prima di riporli. Per eliminare completamente l'odore d'umido, cospargili a secco con del Bicarbonato lasciandolo agire per almeno 12 e fino a 24 ore. Poi scuoti bene per eliminare i residui di prodotto (anche se, essendo atossico, è completamente sicuro).
Per rimuovere eventuali tracce di muffa, ripeti l'operazione, lascia agire qualche minuto e poi sfrega in modo energico in corrispondenza delle macchie con una spugna umida. Quindi sciacqua e asciuga bene.
Prima di riporre nuovamente tenda e sacco a pelo in cantina o nel ripostiglio, cospargili con un abbondante strato di Bicarbonato: in questo modo terrai alla larga muffa e odore d’umidità fino alla prossima stagione.


*Tante idee per un magico natale
Stanca dei soliti pacchetti dono e dei biglietti d'auguri fatti in serie? Vorresti finalmente dare un'aria nuova alla tavola del pranzo natalizio?
Con il Bicarbonato puoi realizzare tante idee originali per la casa e i regali; senza dimenticare che, non essendo irritante, è perfettamente sicuro anche per i bambini, che si divertiranno a creare composizioni e bigliettini con le proprie mani.
E allora... via libera alle idee!
Biglietti d'auguri: realizzarli in casa è semplice, economico e molto chic. Procurati del cartoncino colorato, piegalo in due e divertiti ad impreziosirne la "copertina" stendendoci uno strato di colla stick e spolverandola con una manciata di Bicarbonato , polvere dorata o argentata (si trova facilmente in colorificio) e ogni altro elemento che la fantasia ti suggerisce: bacche, foglie secche, bastoncini di cannella. Puoi anche disegnare il viso di Babbo Natale "colorando" il berretto con del bicarbonato e delle paillettes rosse.
Presepe: con uno strato di Bicarbonato puoi "ammantare" di neve artificiale montagne (da realizzare con grandi pezzi di corteccia), casette, prati di muschio.
Decorazioni per la tavola: per dare un'atmosfera calda e "natalizia" al cenone, crea un centrotavola riempiendo un cesto o una ciotola di legno grezzo con alcune pigne, da spruzzare con una colla spray e ricoprire con una manciata di Bicarbonato. Puoi poi aggiungere alcune fettine di arancia (da far seccare almeno cinque giorni prima), oppure dei rametti di pungitopo. Per un tocco in più, aggiungi un paio di candele, scegliendole di un colore abbinato alla tovaglia e ai piatti. Con la stessa colla in spray, puoi "spruzzare" del Bicarbonato anche sulle estremità dei nastri di rafia che utilizzerai per decorare i tovaglioli per gli ospiti. Continua a leggere...

***9 giugno tutti a Roma No Bush-No War Day



Mi sembrava giusto ricordare a chi se ne fosse dimenticato che il 9 giugno è vicino...


tratto dal qui

Adesione: 9giugnonobush@libero.it

Il presidente Usa, George Bush verrà in Italia il 9 giugno, su invito del governo Prodi per ribadire in questo modo la convinta alleanza militare e politica dell’Italia con gli Stati Uniti. Oggi il presidente Bush ha contro la maggioranza del popolo degli Stati Uniti ma mantiene l’appoggio delle lobbies militari, petrolifere e dell’industria delle armi. Bush è l’estremo interprete della volontà di egemonia mondiale delle classi dominanti statunitensi, volontà che porta da decenni gli USA, indipendentemente dall’alternanza dei governi, ad intervenire militarmente ovunque, con truppe, colpi di stato, stragi e attentati.
Questa volontà di dominio, che fa della guerra una vera e propria strategia politica con la capacità di esportare conflitti dall’Africa all’Asia, dall’America latina alla stessa Europa (Balcani), produce sudditanza politica e culturale.
In Italia la destra considera Bush il proprio punto di riferimento ma anche il governo Prodi, eletto grazie anche ai voti del movimento no-war "senza se e senza ma", è orgoglioso dell’alleanza con tale amministrazione e si prepara a ricevere in pompa magna il presidente Usa a Roma. Questa subordinazione caratterizza anche l’organica politica di intervento militare che il governo Prodi sta praticando, sia pure nella versione "multilaterale", cioè "concertata" con le altre potenze. Un’internità alla logica della guerra che spinge a mantenere le truppe in Afghanistan, che ha aumentato vistosamente le spese militari (+13% nella Finanziaria), che vuole imporre a popolazioni unite nell’opposizione, nuove basi militari come a Vicenza (ma anche a Cameri e in altri luoghi in via di ampliamento), che partecipa alla costruzione di micidiali armi come l’aereo da guerra F35 o lo Scudo missilistico, e conserva le bombe atomiche disseminate nel nostro territorio, come a Ghedi e Aviano.
E’ questa subordinazione, politica e culturale, che ha abbandonato una delle esperienza più limpide del pacifismo italiano, quella di Emergency, tradita e sacrificata al governo Kharzai e ai suoi servizi segreti che detengono illecitamente Rahmatullah Hanefi.
Ma la guerra è guerra indipendentemente dalle bandiere usate per condurla e va ripudiata, come il militarismo governativo, che ha riconfermato o promosso le missioni belliche.
Per questo, come tanti e tante in tutto il pianeta e in mille forme, ci prepariamo ad accogliere Bush come si accoglie un vero e proprio guerrafondaio.
Lo facciamo per i torturati di Guantanamo, per i bruciati vivi di Falluja, per i deportati, per quelli rinchiusi nei campi di concentramento in mezzo mondo. Ma lo facciamo anche per dire che esiste un’altra Italia.
Un’Italia che vive già in un altro mondo possibile e concreto. E’ quella dei movimenti che si battono contro le basi militari, contro la devastazione ambientale, per i diritti sociali, contro i cpt. Che si batte contro la privatizzazione dell’acqua e la rapina dei beni comuni, contro le spese militari e il riarmo globale.
Il 9 giugno quindi è un giorno importante per la ripresa del cammino del movimento no war nel nostro paese.
Vogliamo il ritiro delle truppe italiane da tutti i fronti di guerra, Afghanistan in primis, la chiusura delle basi militari USA e NATO, la restituzione di quei luoghi alle popolazioni per usi civili, per giungere all’uscita dell’Italia dalle alleanze militari.
Esigiamo la rimozione dal territorio nazionale degli ordigni nucleari e delle armi di distruzione di massa. Diciamo basta alle spese militari, rifiutando lo Scudo missilistico e i nuovi aerei da guerra, affinchè le decine di miliardi di euro vengano usati per la scuola e la sanità pubblica, per i servizi sociali, per il miglioramento ambientale, per il lavoro e il sistema previdenziale pubblico.
Pretendiamo che il governo Prodi ottenga l’immediata liberazione di Hanefi e restituisca ad Emergency il suo ruolo meritorio in Afghanistan.
Proponiamo che la mobilitazione del movimento no-war - che ha già tre tappe importanti: la manifestazione contro la progettata base militare a Novara il 19 maggio oltre a quelle di Aviano e Sigonella; le Carovane contro la guerra, che arriveranno a Roma il 2 giugno per protestare contro la parata militare sui Fori Imperiali; la mobilitazione europea contro il G8 di Rostock-Heiligendamm - culmini il 9 giugno una grande mobilitazione popolare a Roma che faccia sentire a Bush e Prodi l’avversione nei confronti delle guerre e delle corse agli armamenti, che dichiari il Presidente USA ospite non gradito e faccia sentire a Prodi il ripudio della guerra e del militarismo. Così come recita l’articolo 11 della Costituzione.
Ci uniamo alla popolazione di Vicenza per ribadire a Bush la più chiara determinazione e la più netta opposizione possibile a non consentire la costruzione della base Dal Molin.
Inoltre lanciamo fin da subito la campagna perchè sia garantita la possibilità a tutti coloro che vorranno manifestare di raggiungere Roma in treno. Invitiamo tutti a Roma, il 18 maggio alle ore 16.30 presso la facoltà di Lettere dell’Università di Roma per discutere di questo appello e preparare insieme una mobilitazione e un grande corteo popolare per il 9 giugno.

Associazioni, reti
Action-diritti in movimento, Associazione Sinistra Critica, Bastaguerra-Roma, Circolo Arci Agorà-Pisa, Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, Coordinamento Collettivi universitari La Sapienza, Collettivi universitari Roma 3, Collettivo studentesco T. Muntzer-To, Comunità Resistenti delle Marche, Disarmiamoli, Donne in Nero-Tuscia, Forum Palestina, Global Meeting Network (cso pedro – padova, CopyRiot Café - padova, cso rivolta – marghera, cso morion – venezia, capannone sociale – vicenza, s.o.a. arcadia – schio, cantieri di montecioRock – vicenza, ubik lab– treviso, cso bruno – trento, rete studenti – trento, cso crocevia alessandria, csoa gabrio - torino, cso terra di nessuno – genova, cso cantiere – milano, casa loca – milano, cs tpo – bologna, lab.occ. paz – rimini, cs fuoricontrollo – monselice, s.p.a.m. – parma, lab. aq16 – reggio emilia, rete degli spazi sociali – venezia giulia, esc atelier occupato – roma, astra19 – roma, lab. insurgencia – napoli, lab. diana – salerno, Movimento antagonista toscano, Ass. difesa lavoratori, tutte le sedi di YaBasta ) I Corvi, Laboratorio di resistenza alla guerra, Laboratorio studentesco di Salerno, Mondo senza guerre, Officina comunista, Partito comunista dei lavoratori, Partito Umanista, Rivista Erre, Rete dei Comunisti, UniRiot (Roma, Napoli, Bologna, Torino)

Firme individuali:
Cinzia Bottene, Olol Jackson (Presidio permanente No Dal Molin), Sandro Bianchi, Giorgio Cremaschi, Mimmo Rizzuti (Rete28Aprile), Mauro Bulgarelli, Franco Turigliatto, Fernando Rossi (senatori), Vauro, Tommaso Di Francesco, Luigia Pasi, Margherita Recaldini (Sdl Intercategoriale), Piero Maestri (Guerre&Pace), Norma Bertullacelli (Centro ligure documentazione pace), Nella Ginatempo, Melo Franchina, Doretta Cocchi (Bastaguerra Firenze)

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24 maggio 2007

forse è quello che si vuole ottenere?





Oggi,guardando il telegiornale mi sono accorta che soprattutto negli ultimi tempi i media stanno dando spazio a notizie tipo "fuga dallo zoo...poveri visitatori nel panico...terrore..." oppure "...cane aggredisce bambina indifesa...terrore..."
...insomma, quando qualche povero animale reagisce come "non dovrebbe" a soprusi o anche solo in seguito a comportamenti imprintati nel modo errato oppure quando ha ancora le forze e la voglia di tentare di fuggire da quello che altro non è che un carcere, e cioè lo zoo, l'unica cosa che i mass-media riescono a fare è, ironizzare o terrorizzare- e tendo a sottolineare questi termini- sulla situazione senza non prendere minimamente in considerazione il fatto che questi poveri animali sono ridotti in gabbia per puro sfizio dell'uomo che non li considera come esseri viventi capaci di provare emozioni, dolore, paura, ma solo come oggetti da mettere in mostra per poterci ricavare un guadagno...ma in più oltre il danno la beffa, sono anche "usati" come protagonisti da giornalisti che non sanno una beneamata H nè di etologia, nemmeno quella spicciola, nè tantomeno di etica (e per saper quella non bisogna studiarla!) e che arrivano ad affermare cose tipo..."lo scimmione è stato catturato al bar...come in una pubblicità di un aperitivo..."...o..."...il cane è impazzito e l'ha aggredita inspiegabilmente..."...
...mentre invece se questi sedicenti bravi giornalisti si prendessero la briga anche solo di contattare un comportamentista o anche più semplicemente un addestratore qualunque, la prima cosa che verrebbe detto loro è che gli animali, tutti gli animali, non reagiscono in modo violento perchè di tanto in tanto impazziscono bensì se reagiscono violentemente lo fanno in seguito a qualcosa considerato da loro come un pericolo, solo l'uomo fà la guerra preventiva, gli animali che fortunatamente hanno ancora quella splendida cosa chiamata "istinto",che il così tanto superiore homo sapiens ha "sostituito con il raziocinio" attuano comportamenti violenti che potrebbero ledere anche loro stessi solo in casi estremamente necessari, un esempio per tutti è infatti rappresentato dalle lotte per l'accoppiamento tra i maschi di un branco...nella maggior parte dei casi le cosidette lotte sono costituite da semplici atteggiamenti posturali o fisici oppure vengono messi in mostra i caratteri sessuali secondari senza arrivare allo scontro vero e proprio perchè anche gli animali, considerati inferiori dall'uomo, capiscono che se non è proprio necessario è meglio evitare lo scontro fisico...meglio far vedere di essere potenzialmente pericolosi che mettere in pratica la lotta...e se questo atteggiamento l'hanno in situazioni come l'accoppiamento (in pratica il fine ultimo di ogni vivente), immaginiamoci in cas meno "importanti"...
... la cosa che mi terrorizza di più è che se si pensa che la tv è vista anche dai bambini, nella maggior parte dei casi senza adulti, e c'è da dire che molto spesso, purtroppo, è meglio così dato che a volte gli adulti non mostrano il minimo interesse nel capire il perchè delle cose e quindi nel cercare di andare oltre le apparenze, come ci si può aspettare che i bambini di oggi, che saranno gli adulti del futuro, abbiano una sensibilità anche solo minima nei riguardi degli altri esseri viventi e quindi non escluso l'uomo...o forse è quello che si vuole ottenere...?... Continua a leggere...

23 maggio 2007

i miei 2 Amori: Stringa e Liu : )



Lui è il terribile stringa...il più piccolo di 8 cuccioli ma il più temerario...(forse abbiamo deciso di tenere lui anche per questo...)






Lei invece è LiuLiu o AmoreLiu...cagnolina dolce dolce che ne ha passate di tutti i colori ma che da quando ci siamo incontrate ci siamo innamorate l'una dell'altra ed ora ci amiamo alla follia...e forse piano piano sta di nuovo avendo un pò di fiducia in noi uomini... Continua a leggere...

***ACQUISTI etici

Buongiorno a tutti... oggi voglio scrivere qualcosa di poco impegnativo dato che ho pochissimo tempo...
...sapete, ieri, prima di andare al lavoro avevo una decina di minuti liberi allora ho pensato di fare un giro alla coop per vedere le famose t-shirt del mercato equo e solidale...innanzitutto ho scoperto che in questo periodo sono scontate (è non è poca cosa) ma soprattutto ho scoperto che oltre ad essere del mercato equo e solidale, ed oltre ad essere davvero carinissime (soprattutto quelle da uomo) sono di cotone biologico...allora diciamo beh...che mi sono fatta un pò prendere dall'euforia e ne ho comprate 3.Poi mi sono fermata perchè diciamo che forse le mie finanze ne risentirebbero visto l'acquisto che sto per fare nei prox giorni, e cioè la famosa macchina per autoprodursi il latte di soia e il tofù, della quale ho trovato la descrizione dettagliata sul sito www.okara.it...davvero un sito interessante e sfiziosissimo...
...per chi ancora non avesse provato alcun tipo di abbigliamento in cotone bio consiglio vivamente di acquistare anche solo un t-shirt e provarne i benefici , è proprio il caso di dirlo, sulla propria pelle...0 irritazioni e 0 allergie...
inoltre voglio ricordare a tutti (per chi ancora non lo sapesse) come "controllare" in modo semplice e sbrigativo l'etica delle marche che scegliete durante i vostri acquisti, il libro GUIDA AL CONSUMO CRITICO-centro nuovo modello di sviluppo-ed. EMI. Lo trovate in tutte le botteghe.

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21 maggio 2007

***Gel per capelli ai semi di lino




Stamattina dovevo uscire per andare a comprare il gel per i miei capelli che, vista la lunghezza se non ci metto il gel sembra che ho messo le dita nella presa della corrente...dovete sapere che io ODIO i parrucchieri perciò ormai da anni mi taglio i capelli da sola ma, ovviamente posso tagliarli solo scalati...posso variare lunghezza e "forma" ma sullo scalato non si scappa...perciò dato che questa volta li ho tagliati davvero corti...diciamo un pò più lunghi di Soldato Jane, devo necessariamente ricorrere al tanto odiato gel...ma ieri sera, durante una navigazione tranquilla della mia domenica di relax ho scovato questa ricetta che mi ha incuriosito e perciò ho deciso di riportarvela qui...
...e mi sembra giusto, insomma per dovere di cronaca dirvi che l'ho trovato sul blog di Vera...

C'è un'alternativa, interamente naturale, vegetale e sicuramente non testata su animali, che potete utilizzare. Nutre i capelli, non appiccica, non lascia residui e fa pure l'effetto bagnato. E' economica, si può aromatizzare come meglio credete e la preparazione è semplicissima.

Procuratevi dei semi di lino (io li ho trovati in erboristeria).
Versate 4 cucchiai (40g) di semi in un colino di acciaio, adagiatelo in una piccola pentola, e coprite con 250ml di acqua (assicurandovi che i semi non fuoriescano, e tuttavia restino sommersi). Lasciate riposare per una notte. Il giorno dopo, portate a ebollizione e cuocete per 10 minuti. Spegnete il fuoco, scolate i semi (vanno buttati, non credo che si possa utilizzarli per l'alimentazione) ed aggiungete al composto gelatinoso un cucchiaino di sale. Mescolate e lasciate raffreddare. Si conserva in frigo (da 10 giorni a un mese), ma qualcuno suggerisce di versarlo nei sacchetti del ghiaccio, scongelandone all'occorrenza un cubetto tra le mani.
Si usa come una comune gelatina, riempitevene bene le mani. Non è necessario spazzolare per eliminarla e non lascia residui. Se la volete più forte, fatela cuocere più a lungo; viceversa, allungatela con acqua o utilizzate meno semi in cottura.

Queste "Note e impressioni" sono di Vera (le mie le aggiungerò una volta provato il gel) : ho letto che a qualcuno, più che gel, questa roba ricorda la bava di cane... in effetti, durante la cottura, sembra un incrocio tra bava di San Bernardo idrofobo, colla per parati extraforte e albume d'uovo. Ha anche un odore piuttosto marcato, dunque non impressionatevi mentre lo preparate!
L'odore sparisce dopo un giorno, rimane solo un vago sentore (che il mio ragazzo accosta a quello della camomilla), e si può eventualmente correggere con un paio di gocce di olio essenziale a scelta; e la consistenza, sparita la schiuma, diventa meno ripugnante.


Allora...i miei commenti...oggi (22/05/07)...ho sperimentato il gel e ne sono assolutamente entusiasta...
C'è da dire, in effetti, che durante la preparazione è davvero vomitoso...sembra un misto tra catarro e bava di cane mastino ma...se si riesce a by passare quest'ostacolo un pò disgustoso...beh...si ottiene una pappetta marrone/caramello che...è vero..sà vagamente di camomilla e funziona !!! cioè funziona davvero!!! Continua a leggere...

20 maggio 2007

***merita una riflessione...

Mi sembrava importante portare alla visione di tutti quest’articolo...
da qui
Tratto da Vita da marionette:
Pochi giorni fa, sul blog di Beppe Grillo, appaiono sconcertanti frasi che sembrano metterlo sulla difensiva per quanto riguarda la sua golosa alimentazione onnivora (l'articolo di Grillo). Ma tali frasi non hanno fatto altro che scatenare accese polemiche in tutti i suoi sostenitori e collaboratori vegetariani e vegani che, coerenti nelle proprie idee etiche, sociali e di salvaguardia ambientale, si sono sentiti in dovere di informarlo su cosa si nasconda dietro tali evitabili affermazioni.
Riportiamo alcune illustri lettere di protesta.

Lettera scritta da Marco Alfano (Milano), sostenitore e responsabile del Meetup di Milano:


"Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l'osso buco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella da sette etti netti più l'osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa.
Mangiare carne fa parte della mia natura.

Caro Beppe,
sono uno dei tuoi amici del meetup di Milano.
C'ero anch'io a Piacenza, anzi sono anche salito sul palco a raccontare del ricorso contro Albertini e Formigoni.
Ti scrivo perchè l'introduzione al post contro la caccia alle foche mi ha molto deluso.
Sai, quando uno trova una persona con cui condivide così tante idee inizia a credere di conoscerla, di poterne percorrere i ragionamenti che portano a una conclusione.
Sai Beppe, io credo di conoscerti. Io credo che tu sia dotato di una intelligenza spregiudicata che ti permette di bypassare i preconcetti e le false verità dell'opinione comune.
Ti confesso senza falsa modestia, che anche io credo di riuscire spesso a vedere oltre.
Com'è possibile allora che tu abbia una opinione così distante dalla mia riguardo all'uccisione degli animali per l'alimentazione umana?
Se abbiamo idee simili e principi simili, come possiamo sviluppare conclusioni tanto diverse?
L'unica risposta che mi viene in mente è che abbiamo informazioni di partenza molto diverse.
Io seguo una alimentazione vegana e questo significa che non mangio prodotti derivati dall'uccisione e dallo sfruttamento di animali.
Perchè?
Per lo stesso motivo per cui non compro Nike e non ho l'adsl Telecom (merito tuo, questo...).
E' una scelta etica.
Migliaia di vegani e vegetariani sono la prova vivente che la carne animale non sia un ingrediente essenziale per una dieta equilibrata.
Questo è un fatto provato. Direi scientifico. L'ho provato sulla mia pelle. Mi hai visto barcollare a Piacenza?
Mangiare carne animale è di conseguenza una questione di gusto personale, non una necessità per la sopravvivenza.
Concordi?
Non è indispensabile.
C'è un però: si tratta di un gusto personale, uno sfizio, che implica la morte di un altro essere vivente.
Un altro essere vivente che fino a prova contraria sente vero affetto, vero dolore e vera paura .
Un essere del tutto simile alle foche canadese e ucciso in un modo non molto diverso.
Io non credo che gli uomini abbiano diritto a una vita felice più che gli altri animali, per questo sono vegano.
Non credo che gli uomini abbiano il diritto di uccidere gli altri animali per soddisfare il loro palato (e non la fame).
Credo che chi mangia carne dovrebbe almeno essere consapevole di cosa questa scelta comporta.
Anche questo è consumo critico, è boicottaggio, è schierarsi contro una barbarie.
Credo sia encomiabile condannare il massacro delle foche, ma quanto puoi essere credibile se esordisci elogiando il massacro delle vacche, dei suini, dei polli, dei cavalli...?
Gli animali da allevamento non vengono certo uccisi con l'anestesia.
Mangiare carne soddisfa un non-bisogno esattamente come indossare una pelliccia per scaldarsi.
Oltretutto l'allevamento è, se possibile, ancor più crudele della caccia: esso priva gli animali della libertà fin dalla nascita, separando i cuccioli dai genitori.
Pensaci.
Le donne fanno forse il latte automaticamente 365 gg all'anno?
No.
E perchè le vacche dovrebbero?
Sai che le vacche da latte vengono ingravidate di continuo e separate dai vitellini dopo il parto?
Sai che i pulcini maschi della galline ovaiole diventerebbero galli non-ovaioli inutili e quindi vengono uccisi appena nati?
Sai che ai polli viene tagliato il becco per evitare che stando tutti ammassati si feriscano a vicenda?
Perchè questi animali non ci ispirano la compassione che ci ispirerebbero dei cani o dei gatti nelle stesse condizioni?
Perchè siamo europei.
Se fossimo indiani ci scandalizzerebbe il maltrattamento di una mucca.
Se fossimo cinesi mangeremmo tranquillamente cani, gatti e insetti.
E' solo una questione di geografia.
Come per la religione.
Devi poi sapere che una mucca, nel diventare carne per pochi, mangia molta più vegetazione di quanta ne servirebbe per sfamare molti uomini affamati.
Circa 12 kg d'erba per produrre ogni kg di carne. E l'economia sostenibile?
La fattoria che cresce le mucche felici al pascolo è un'altra menzogna della fabbrica di illusioni che tanto combattiamo.
La verità è fatta di allevamenti che se fossero umani chiameremmo lager.
Ogni uomo che mangia carne animale DECIDE che assaporare una bistecca al sangue ha più valore della vita di un altro animale.
Esattamente come chi compra Nike DECIDE che la moda ha più valore dei diritti di altri uomini.
E' una scelta etica, non di alimentazione.
Pensa a come ti sentiresti se un tuo amico scrivesse che la tratta degli schiavi in fondo è una buona cosa perchè gli schiavi ci alleviano la fatica dei lavori di casa e non c'è da sentirsi in colpa.
Come lo chiami?
RAZZISMO.
Dirai che non è la stessa cosa.
Per me è la stessa cosa.
Per me, che non vedo differenza tra il diritto alla vita di un uomo e di un altro animale, è la stessa cosa.
Così come un uomo bianco è uguale a un uomo nero, una mucca è uguale a un maiale, a un cavallo, a un cane, a un gatto, a un uomo.
Come vogliamo chiamarlo altrimenti?
SPECISMO?
Nel '700 essere razzisti era una cosa normale. I bambini venivano cresciuti nella convinzione che i negri fossero inferiori, che non avessero sentimenti, che fossero come oggetti sacrificabili.
Nel '700 i negri erano considerati esattamente come oggi gli animali da allevamento.
Oggi la coscienza comune considera il razzismo una barbarie.
Oggi i bambini vengono cresciuti nella convinzione che gli animali da allevamento in fondo non soffrono così tanto, che crescono nei prati al pascolo accanto alla loro mamma, che ci sono già tanti problemi figurati se dovessimo pensare anche ai diritti degli animali.
Tra 300 anni, chissà... Forse anche gli animali saranno considerati esseri viventi con sentimenti e diritti al pari di uomini bianchi e neri.
Non ti chiedo di diventare vegano.
Ma tu mi insegni che bisogna essere consumatori consapevoli.
Bene Beppe, sii consapevole ogni volta che mangi una fiorentina, così come lo sei quando compri le scarpe o scegli la banca su cui aprire il conto corrente.
C'è un detto che fa più o meno così: "Elogia l'amico in pubblico e criticalo in privato."
Caro Beppe, tutti gli uomini commettono errori, ma solo i Grandi Uomini, quando sbagliano, lo ammettono e chiedono scusa.
Tu sei un Grande Uomo. Lo hai dimostrato infinite volte.
Fallo una volta di più.
Non lasciare che tutti i tuoi sostenitori vegani e vegetariani (e sono tanti) si sentano così distanti da te come io mi sono sentito oggi.

Marco Alfano" Continua a leggere...

17 maggio 2007

***BIODIZIONARIO di officinanaturae


Questa descrizione degli ingredienti dei detergenti convenzionali e naturali credo vi potrà aiutare come ha aiutato me nella scelta quotidiana di prodotti da utilizzare oppure da evitare decisamente.Il biodizionario di Officana Naturae è impostato così:

DESCRIZIONE
(nome ingrediente)

FUNZIONE

VALUTAZIONE ECOLOGICA


Acido citrico
Regolatore di pH,
anticalcare
Ottima

Acido cloridrico
Acidificante
Buona se neutralizzato, pessima sescaricato in forma acida

Acido fosforico
Acidificante,
tampone Eutrofizzante delle acque superficiali

Acido ortofosforico
Acidificante,
tampone Eutrofizzante delle acque superficiali

Acqua ossigenata (Perossido d'idrogeno)
Sbiancante, igienizzante
Ottima

Alchil ammina di cocco quaternaria etossilata
Tensioattivo brillantante per superfici metalliche
Pessima, non biodegradabile, moltotossica per gli organismi acquatici

Alchil polietossisolfato sodico
Tensioattivo anionico sintetico
Medio - buona

Alchilpoliglucoside
Tensioattivo nonionico composto da acido grasso da cocco e amido da patata o mais
Ottima, biodegradabile e pochissimoittiotossico

Alchilamidopropilbetaina
Tensioattivo dolce e con buone capacità solventi e lavanti, non specificata l' origine, molto probabilmente di sintesi.
Medio - buona


Alchilbenzensolfato di sodio
Tensioattivo anionico petrolifero,
tutto sintetico
Pessima, nonbiodegradabile anaerobicamente

Alchilbenzensolfonato sodico
Tensioattivo anionico petrolifero,
tutto sintetico
Pessima, nonbiodegradabile anaerobicamente

Alcol etilico
Conservante, solvente dei grassi
Ottima

Alcol etossilato
Tensioattivo nonionico con una grossa quantità diderivato petrolifero Buona

Alcol etossisolfato
Tensioattivo anionico sintetico
Medio - buona

Alcoli alcossilati
Tensioattivo nonionico con una grossa quantità diderivato petrolifero Buona
Spesso usati nei brillantanti, quando rimane sui piatti pericoloso per
ingestione

Alcoli grassi polietossilati
Tensioattivo nonionico con una grossa quantità diderivato petrolifero Buona
Antischiuma Regolano lo sviluppo di schiuma,
è una emulsione siliconica Pessima

APG (alchilpoliglucoside)
Tensioattivo non ionico composto da acido grasso da cocco e amido da patata o mais
Ottima, biodegradabile e pochissimo ittiotossico

Benzalconio cloruro
Disinfettante
Pessima, non biodegradabile, uccide microrganismi acquatici

Betaina
Tensioattivo dolce e con buone capacit solventi elavanti: non specificata l'origine,moltoprobabilmente di sintesi
Medio - buona
--------------------------------------------------------------------------------
Bicarbonato di sodio
Tampone pH
Ottima, si decompone in sostanze presenti in natura

BitrexDenatonium benzoate,
denaturante amarissimo
Ottima la sicurezzeintrinseca,pessima quella ecologica.

C9-C11 alcol etossilato
Tensioattivo nonionico con una grossa quantità di derivato petrolifero Buona

Carbonato di sodio
Alcalinizzante,
Ottima, si decompone in sostanze presenti in natura

Carbopol (carbomer)
Addensante, gelificante sintetico il cui componenteprincipale è acido acrilico
Pessima,non biodegradabilie dall ergizzanti

Citrato di sodio
Sequestrante la durezza dell’acqua
Buona

CMC (Carbossimetilcellulosa)
Antiridepositante, ammorbidente di derivazione vegetale
Media

Coccoamidopropilbetaina
Tensioattivo dolce e con buone capacità solventi e lavanti, sicuramente di origine vegetale da cocco
Medio - buona

Coccoil solfato di sodio
Tensioattivo anionico di origine vegetale
Ottima

Dietanolammide di cocco
Addensante, viscosizzante, surgrassante
Pessima, molto pericolosa, in determinate condizioni può liberare nitrosammine (cancerogene)

EDTA (Trisodium, Disodium o Tetrasodium) Acido Etilendiammino tetracetico
Sequestrante dei metalli
Pessima

Enzimi Servono a depolimerizzare lo sporco vecchio
Biodegradabilissimi,
sono peròottenuti da ceppi batterici ogm

Estere quaternizzato
Quaternario biodegradabile
Buona

Esterquat di origine vegetale
Quaternario biodegradabile
Buona

Formaldeide
Conservante, tossico
Pessima, indicata come cancerogena.

Fosfonati
Sequestranti, stabilizzanti
Buona, sono fotodegradabili

Isopropanolo Alcool sintetico
Buona

Lauramidopropilbetaina
Tensioattivo dolce e con buone capacità solventi e lavanti
Medio - buona

Lauril etere solfato di sodio
Tensioattivo anionico di origine vegetale con una parte petrolifera
Buona

Lauril solfato
Tensioattivo anionico di origine vegetale
Ottima

Magnesio solfato
Addensante, stabilizzante
Buona

Methyl paraben
Conservante di grado farmaceutico
Media

Parabeni
Conservante di grado farmaceutico
Media

Perborato di sodio
Sbiancante a base di ossigeno
Pessima, il boro è eutrofizzante, ilperborato è indicatocome
teratogeno

Percarbonato di sodio
Sbiancante a base di ossigeno
Ottima, si decompone in sostanze presenti in natura



Perossido d' idrogeno (acqua ossigenata)
Sbiancante, igienizzante
Ottima, si decompone in sostanze presenti in natura

Poliacrilati
Antiridepositanti
Mediocre

Policarbossilati
Antiridepositanti
Mediocre

Polietilenglicole (PEG)
Addensante, totalmente sintetico
Mediocre/buona

Propyl paraben
Conservante di grado farmaceutico
Media
--------------------------------------------------------------------------------
Sapone
Tensioattivo anionico, abbatte la schiuma
Ottima

Sapone : Cocoato di Sodio (Sodium Cocoate)
Tensioattivo anionico, abbatte la schiuma. L' olio di partenza è di origine vegetale
Ottima

Sapone sodico
Tensioattivo anionico, abbatte la schiuma
Ottima

Sapone: Sodium Tallowate
Tensioattivo anionico, abbatte la schiuma.
Il grasso di partenza è di origine animale
Ottima

Saponi: Cocoato di Potassio (Potassium Cocoate)
Tensioattivo anionico, abbatte la schiuma. L’olio di partenza è vegetale Ottima

Sbiancanti ottici Triazinici o Bisfenolici,
cambiano la lunghezzad'onda dei raggi UV e li trasformano in visibili fornendo il bianco che più bianco non si può.
Pessima,non biodegradabilie dall ergizzanti

Silicato alcalino di sodio
Alcalinizzante, corrosivo
Mediocre

Silicato di sodio
Alcalinizzante, corrosivo
Mediocre

Silicato lamellare
Sequestrante solubile non corrosivo
Buona

Siliconi Regolatori di schiuma, totalmente di sintesi
Pessima

Sodio citrato tribasico
Sequestrante la durezza dell'acqua
Buona

Sodio cloruro
Addensante, è il normale sale da cucina
Ottima

Sodio lauril etere
solfato

Tensioattivo anionico
sintetico
Medio - buona

Sodio metasilicato
Alcalinizzante
Media

Sodio solfato anidro
Riempitivo inerte
Buona

Sodium coceth sulfate
Tensioattivo anionico
sintetico
Medio - buona

Sodium C12 C15 pareth sulfate
Tensioattivo anionico
sintetico
Medio - buona

Sodium Hydroxymethylglicinate
Conservante liberatore di formaldeide
Pessima

Solfato di sodio
Riempitivo inerte
Buona


Tetra acetiletilendiammina (TAED)
Abbassa la temperatura di decomposizione degli sbiancanti a base di
ossigeno
Mediocre

TKKP (Tetra potassio pirofosfato)
Sequestrante della durezza dell'acqua
Pessima, eutrofizzante delle acquesuperficiali

Zeolite A
Sequestrante della durezza dell'acqua, insolubile.
Pessima, non si scioglie e rimane neifondali dei laghi, mari, fiumi.

--------------------------------------------------------------------------------
CLASSI DI TENSIOATTIVI

Tensioattivi anfoteri:

alchilamidopropilbetaina, coccoamidopropilbetaina, betaina,
lauramidopropilbetaina

Tensioattivi anionici :

coccoil solfato di sodio, alchilbenzensolfonato sodico, alchil polietossisolfato sodico, alchilbenzensolfato di sodio,alchilbenzensolfonatosodico, alcol etossisolfato, cocoil solfato di sodio, coccoato di potassio,coccoato di sodio, lauril etere solfato di sodio, lauril solfato di sodio, sapone, sapone sodico, sodium C12 C15 pareth sulfate,sodium coceth sulfate, sodium lauril etere solfato, sodium tallowate

Tensioattivi cationici:

estere quaternizzato, esterquat di origine vegetale, alchilammina di cocco quaternaria etossilata

Tensioattivi non ionici:

alchil poliglucoside, alcol etossilato, alcoli grassi polietossilati, alcoli alcossilati, C9-C11 alcoletossilato

Nelle etichette di alcuni detergenti, sia convenzionali che naturali, si possono trovare alcune descrizioni MOLTO GENERICHE che possono "nascondere" componenti diversi.
La legge italiana lo permette, per il momento, ma Officina Naturae
desidera fornire più informazioni possibili, affinchè ognuno di noi
possa comportarsi da CONSUMATORE CRITICO.
Alcuni componenti possono essere quasi indispensabili, per ottenere un prodotto che oltre ad essere ecologico sia anche efficace, ma è comunque importante verificare quanto realmente siano indispensabili e quanto possano essere poco rispettosi della salute della persona e dell’ambiente.

Sono qui riportati alcuni esempi di ingredienti generici, utilizzando il
Biodizionario è possibile estrapolare la loro valutazione ecologica.

DESCRIZIONE-
FUNZIONE
COSA POSSONO NASCONDERE


Addensanti
Sodio cloruro, polimeri vinilici, carbopol, polietilenglicoleAdditivi
Impossibile fare degli esempi, tutto e nulla

Antiridepositanti
Policarbossilati, CMC Carbossimetilcellulosa

Coloranti alimentari
Non è detto che tutti siano buoni anche se alimentari

Coloranti
Non è detto che tutti siano buoni

Conservanti
C’è di tutto, dalla formaldeide al fenossietanolo

Fragranza
Profumo sintetico

Opacizzanti
Dispersioni di polietilene, acrilati, maleati, in pratica plastica liquida

Profumo
Profumo sintetico

Profumo a norma IFRA
Profumo sintetico

Regolatori di schiuma
Siliconi

Sequestranti
EDTA

Stabilizzanti
Impossibile fare degli esempi, tutto e nulla

Viscosizzanti
Vedi addensanti

La presente guida è frutto della esperienza e ricerca di Officina Naturae Le indicazioni riportate corrispondono alle attuali conoscenze scientifiche, quindi soggette a possibili future variazioni.

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***la guerra occulta del Rum Bacardí

di Hernando Calvo Ospina
Prologo di James Petras
Professore d'Etica Politica dell'Università di Binghamton - New York

Questa è la storia delle strette relazioni esistenti tra i principali dirigenti e gli azionisti della società "Rum Bacardí", l'organizzazione d' estrema destra Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) e l'Agenzia Centrale di Spionaggio (CIA). In questa storia troviamo una quantità di dettagli che spiegano come la Bacardí è servita da condotto per i fondi della CIA che erano destinati ai mercenari paramilitari in Nicaragua, in Angola e ai controrivoluzionari cubani. Questo lavoro è molto più di una successione di notizie su una compagnia multinazionale, che aziona in assoluta impunità contro popoli che lottano disperatamente per conquistare una vita migliore. Nel libro si pongono sul tavolo le questioni fondamentali sulle relazioni tra le multinazionali e le politiche imperialiste e l'utilizzo strumentale dello stato da parte di queste imprese private per servire il terrorismo diretto dallo Stato stesso.
Lo studio di Hernando Calvo sostiene che le multinazionali non sono semplicemente entità economiche che operano per la propria espansione commerciale, ma divengono entità politiche utilizzate dallo Stato che così si garantisce attività illegali. La Bacardí dimostra che, assieme alla Fondazione cubano - americana, impone la propria influenza diretta sulla politica degli Stati Uniti verso Cuba e l 'autore chiede tra l'altro: com'è possibile che funzionari di imprese straniere non statunitensi - che agiscono per le proprie sante ideologie - possono fare politica alle spalle dei cittadini statunitensi e contro gli interessi di costoro? Perché la Bacardí realmente non è un'impresa statunitense, ma, nonostante ciò, controlla legislatori degli Stati Uniti, compra il voto dei candidati alla Casa Bianca, e consegna fondi per promuovere attività paramilitari che violano le leggi di questo paese. La Fondazione Nazionale Cubano-Americana e la Bacardí sono strettamente vincolate poiché, come rappresentanti chiave della multinazionale del rum, fanno parte della giunta amministrativa della FNCA. Le politiche Bacardí - FNCA sono un ostacolo centrale per qualsiasi genere d'avvicinamento tra gli Stati Uniti e Cuba. Il fatto che il Presidente della Camera del Commercio statunitense, che è la più importante associazione degli U.S.A. a questo livello, abbia richiesto che si ristabiliscano le relazioni economiche con Cuba, come una priorità indispensabile, ci dimostra che la Bacardí e la FNCA rappresentano in questa nazione interessi commerciali sempre più isolati.
Quindi perché a Washington si seguono le politiche estremiste della coppia Bacardí - FNCA? Calvo Ospina ci offre la lettura di piste molto chiare che aiutano a scoprire perché un gruppo numericamente insignificante di esiliati cubani, concentrati nella città di Miami in Florida, può esercitare un'influenza così forte. Questi potenti estremisti di destra apportano il quindici per cento dei fondi per la campagna elettorale del Congresso. Un fatto ancora più importante: i terroristi cubani, che hanno vincoli con la FNCA e la Bacardí, hanno svolto un ruolo di prim'ordine nelle operazioni clandestine di guerra sporca nelle zone scelte da Washington per la loro importanza strategica. Washington non è disposta a rinnegare gli esiliati terroristi che hanno fondato e diretto i Contras, in Nicaragua, che hanno appoggiato i mercenari dell'UNITA in Angola, che hanno addestrato gli squadroni della morte in El Salvador o che hanno preparato la terribile polizia politica in Cile.
Gli esiliati cubani, come i terroristi clandestini, hanno rappresentato e rappresentano una forza strategica. Mentre giorno dopo giorno aumenta il numero di imprese e di agricoltori statunitensi che esigono, gridando, che Washington tolga la barriera commerciale con Cuba, le amministrazioni statunitensi si sforzano di evitare di inimicarsi il figliolo prodigo, appartenente all'ala dell'estrema destra degli esiliati cubani. L'autore di questo libro sottolinea l'elemento ideologico terrorista della politica statunitense e il ruolo chiave che gli esiliati cubani e la Bacardí giocano nel praticarlo. Resta da vedere, in questo nuovo periodo di post - guerra fredda, un periodo nel quale si sta intensificando la battaglia economica, se Washington opterà per la Bacardí o per la Camera del Commercio degli Stati Uniti.

Dalla rivista Isla Grande

e se VOLETE SAPERNE DI PIù ANDATE QUI. Continua a leggere...

riflettiamo un po'



da qui . Continua a leggere...

16 maggio 2007

birdwathing da casa ?

L'idea di poter fare il famoso birdwathing durante i miei break da studio me l'ha data il mio prof di etologia in università l'anno scorso, un giorno a lezione infatti aveva detto che sua figlia aveva trovato un nuova passione del quale lui finalmente condivideva sia i modi che i contenuti...in pratica aveva acquistato delle piccole casette per uccellini e delle mangiatoie e le aveva disseminate in giardino e sui davanzali di tutte le finestre di casa, passando poi ore e ore non più in chat o davanti la playstation ma bensì ad osservare estasiata pettirossi, merli o piccoli passeri rifocillarsi e scorazzare da un nido ad un altro.
Allora mi sono detta, non male come idea...ma dato che la mia casa direi che molto probabilmente è più piccola di quella del mio prof di etologia mi sono "adattata" (termine che a lui piacerebbe molto) ed ho risolto il problema...anche se in quantità più contenuta...ho costruito una piccola mangiatoia ed un piccolo nido per gli uccellini che "abitano" o "transitano"nei dintorni dei miei balconi...direi che qualche avvistamento l'ho fatto anch'io...piccoli passeri e qualche pettirosso...con pochissima fatica (ed altrettanta spesa...dato che amo il bricolage il nido e la mangiatoia ma la sono fatta da me)...ed ho compreso a pieno il nuovo amore della figlia del mio prof!!!

ecco allora qualche idea che potrebbe servire anche a voi!
da questo sito



Ecco come potete costruire facilmente e con le vostre mani una cassetta nido aperta, essa è poco utilizzata in ambienti forestali poiché l’apertura anteriore non limita l’accesso ai predatori, come per esempio le gazze ladre. Per questo motivo l’utilizzo di questo nido artificiale è più adeguato in quegli ambienti, come i parchi delle città o i giardini privati, dove la presenza di predatori è ridotta al minimo. La cassetta nido aperta è molto utilizzata per la nidificazione del pettirosso, della ballerina, dello scricciolo e per il codirosso spazzacamino, in merito allo scricciolo e il pettirosso, la cassetta nido dovrà essere installata fra la vegetazione o fra le radici di un albero, in ogni caso a poca distanza dal terreno e ben celata tra la vegetazione. Per quanto riguarda la ballerina, essa predilige le zone fluviali molto ricche d’acqua, per tale motivo è consigliabile installare la cassetta nido in prossimità dei corsi d’acqua ben nascosta tra le rocce e la vegetazione. Il nido che costruiremo sarà fatto interamente di legno poiché, a mio modesto giudizio, ritengo che il legno offra agli uccelli un ambiente più naturale rispetto alla plastica o altri materiali. Il legno da utilizzare sarà esclusivamente di pino o di castagno, poiché la resistenza all’acqua piovana e, più in generale alle condizioni climatiche offerta da questi legni è nettamente superiore alla resistenza offerta dai multistrati o dai truciolati. Dopo questa piccola, ma necessaria, premessa passiamo ad analizzare le varie fasi costruttive.La prima cosa da fare è quella di procurasi del legno di spessore di circa 2 cm, è preferibile non utilizzare legno dallo spessore maggiore poiché ciò non comporterebbe nessun beneficio agli uccelli, ma contribuirebbe soltanto a far aumentare il peso della cassetta-nido.La seconda fase consiste nel tagliare il legno in vari parti, che poi assemblati costituiranno il nido. Per facilitare quest’operazione, vi riporto di seguito lo schema di taglio da seguire:




L’elemento A, costituirà la parete posteriore del nido.
L’elemento B, costituirà la parete anteriore del nido.
L’elemento C, costituirà il tetto del nido.
L’elemento D, costituirà la base del nido.
Gli elementi E, costituiranno le pareti laterali.


e...tratto da qui
Le mangiatoie sono dei semplici attrezzi per offrire cibo agli uccelli, selvatici e del giardino.
Nutrire gli uccelli nella stagione invernale è un reale contributo alla sopravvivenza di quelle specie che si trattengono nelle nostre zone per tutto l'anno. Infatti gli uccelli migrano non tanto per le mutate condizioni climatiche, quanto per la difficoltà a trovare da mangiare nella cattiva stagione.
In particolare il numero degli esemplari che riesce a superare l'inverno è strettamente dipendente dal cibo disponibile, perciò un inverno molto nevoso o con frequenti gelate può decimare le popolazioni selvatiche.
Il freddo però coincide in inverno con una scarsità di cibo; è per questo che è molto apprezzato dagli uccelli un servizio di offerta di cibo adeguato alle loro diete.

Per attirare il maggior numero di specie è bene diversificare il cibo e separare le mangiatoie. Una mangiatoia può poggiare anche sul davanzale di una finestra affacciata sul giardino. Con il tempo, imparerete a riconoscere gli alimenti più apprezzati dagli uccelli e li vedrete compiere buffe acrobazie oppure competere o minacciarsi tra membri della stessa specie o di specie diverse per l'accesso alla mangiatoia. Osserverete che mentre alcune specie tra loro diverse formano delle "bande", altre, socievoli tra loro sono aggressive verso le altre. Altre specie, come il pettirosso, sono invece solitarie e territoriali.

Il luogo dell'istallazione della mangiatoia deve avere come requisito principale la tranquillità, soprattutto il mattino e il primo pomeriggio. Ideali sono luoghi non battuti dal vento o dalla pioggia, non facilmente accessibile ai gatti o altri animali domestici. Esistono inoltre degli accorgimenti da adottare per proteggere le istallazioni dai predatori. Il lato della mangiatoia con la via di fuga più ampia deve essere rivolto possibilmente verso la siepe più vicina, in modo che gli uccelli possano ripararvisi in caso di pericolo.

La mangiatoia deve essere controllata regolarmente, pulita e liberata dai resti di cibo. Questo perché il cibo sporco di escrementi o umido può trasmettere ai volatili agenti patogeni come la salmonella e portare gli uccelli alla morte. Gli appassionati che cominciano a dare da mangiare agli uccelli devono anche continuare a farlo fintanto che la stagione non volge al bello, con la scomparsa di neve e gelo.
Ma attenzione: gli avanzi di cucina come pane, croste di formaggio, resti di dolci e tutto ciò che è salato o cotto non devono essere usati come cibo per gli uccelli.

COME REALIZZARE UNA MANGIATOIA
Fai da te.
Realizzare una mangiatoia non è difficile. Si parte dalla più semplici , come la catenella di arachidi o la noce di cocco, entrambe da appendere (vedere foto 2), fino ai modelli in legno aperte (per le misurazioni vedere foto 3) o le più "classiche" chiuse con tetto (per le misurazioni vedere foto 4 e foto 5).
Una mangiatoia tradizionale può essere modificata incorporando una mangiatoia automatica (foto 6 e 7). Il vantaggio consiste nel fatto che il dispensatore di cibo non viene sporcato dagli escrementi degli uccelli. Non lasciare mai troppo cibo nel dispensatore per evitare che l'umidità possa covare in esso germi.

I modelli.
Esistono fondamentalmente due tipi di mangiatoie, una aperta e una con tetto. Ciascuna di essa a sua volta può essere appesa o con un supporto.
Appesa o appoggiate a un supporto piantato a terra non fa differenza per le specie ospiti, in quanto l'attrazione per il cibo è molto forte. Importante può essere l'altezza a cui sono posizionate. Quelle coperte, invece disincentivano molti ospiti di grande dimensioni quale taccole, gazze, piccioni e tortore che, dove queste specie sono molto abbondanti, possono accaparrarsi tutto il rifornimento della mangiatoia e lasciare poco o niente per le altre specie.

Cosa dare da mangiare.
In inverno, proprio perché il cibo scarseggia, molte specie allargano lo spettro della loro dieta che diventa, per necessità, onnivora. Per questo una mangiatoia può attirare molte specie diverse e molto dipenderà dal tipo di cibo offerto. E' poiché lo scopo dell'impiego di mangiatoie è di aiutare il maggior numero di specie è utile diversificare il cibo per attirare più specie.

Per capire il genere di alimentazione basterà osservare la forma del becco:
- gli insettivori come il pettirosso, la cinciarella, lo scricciolo, lo hanno lungo morbido e sottile, perfetto per cercare e catturare larve, bruchi e insetti.
- i granivori come cardellini, fringuelli, ciuffolotti, lo possiedono grosso, duro e forte, in grado di spezzare e sgusciare i semi.
- gli uccelli ad alimentazione mista come il merlo, lo storno, il corvo, riassumono le due esigenze di un becco appuntito, ma piuttosto grosso.

Quindi, ecco cosa dare da mangiare specie per specie:
Semi di mais, canapa e mais tritato: Fringuelli, verdoni, cardellini
Semi di girasole: Fringuelli, verdoni, cince, picchio muratore
Briciole di dolci: Pettirossi, cince, regoli, picchio muratore, fringuelli, merli, storni, capinere
Frutta secca: Cince, picchio muratore
Frutta fresca: Merli, tordi, storni, capinere, pettirossi, cinciarelle
Croste di formaggio: Regoli, scriccioli, merli, pettirossi
Grasso e carne: Cince, stormi, pettirossi, merli, tordi

Si ricordi comunque che la distribuzione del cibo durante l'inverno è un impegno costante, che non può essere sospeso per pigrizia; ne va della vita di quegli uccelli che quotidianamente frequentano la mangiatoia. Va detto invece che questa non verrà quasi mai utilizzata d'estate.






qui info Continua a leggere...

Pesca sostenibile?



da qui

Gli abitanti del mare stanno scomparendo. Le reti e le nostre mandibole li stanno consumando uno alla volta. Un articolo della rivista ‘Science’ dello scorso novembre (*) prevede il collasso della pesca commerciale entro il 2048. Un evento già annunciato dalla diminuzione dei banchi di merluzzi.
I nostri nipoti vedranno molti pesci solo negli acquari e nei documentari storici.
Per risolvere il problema bisognerebbe mettere d’accordo troppi Paesi, troppi interessi e anche troppi farabutti. E definire un ecosistema sostenibile e quote di pesca per Nazione. Improbabile.
Esiste un’alternativa. Che parte dal nostro comportamento. Dai soldi che spendiamo e da come li spendiamo.
Il Monterey Bay Acquarium ha lanciato nel 1999 l’iniziativa Seafoodwatch. Le specie in estinzione sono presenti in una guida tascabile già distribuita in otto milioni di copie. Tra queste: la rana pescatrice, lo scorfano, lo squalo, lo storione, il pescespada. Nella guida sono riportate anche scelte alternative di specie che non corrono il rischio di estinzione. Molti ristoranti californiani hanno aderito alla pesca sostenibile eliminando le specie a rischio dal menù.

Per lanciare l’iniziativa in Italia tradurrò la guida con il permesso del Monterey Bay Acquarium, la renderò disponibile in formato pdf e inserirò in una lista nel blog tutti i ristoranti italiani che aderiranno.

(*) Global Loss of Biodiversity Harming Ocean Bounty Science

se andate sul sito e cliccate su guida tascabile nel testo dell'articolo qui riportato vi scarica direttamente la guida in inglese in pdf. Continua a leggere...

L'ape OGM



da qui

Le api che si nutrono di prodotti OGM non li apprezzano. Sono rimaste indietro. Non si sono evolute. E’ difficile stare al passo con la razza umana. Il loro scarso apprezzamento è tale che, dopo un po’, muoiono. Ma prima passano il messaggio. E sui campi OGM non si vede più un’ape.
Le api, prima di morire, producono miele OGM. Noi mangiamo miele OGM senza saperlo. Ci farà bene? Lo scopriremo solo morendo. E’ il bello dell’OGM. Stupisce sempre.
Come fanno gli apicoltori a sapere che le loro api sconfinano in campi OGM? Le api si muovono senza precauzioni. Vanno di fiore in fiore. Di coltivazione OGM in coltivazione OGM. Anche in quelle sperimentali. Di prodotti OGM non ancora approvati. Le api sono contro il progresso. Chi non si adegua è perduto. E non va in Borsa. Le api sono una risorsa economica, ma non producono bond. Un alveare può contenere fino a 50.000 api. In Europa ci sono miliardi di api. Ogni volta che un’ape esce dall’alveare impollina cento fiori. Il culo che si fanno le api a impollinare vale nell’ Unione Europea alcuni miliardi di euro di stipendio. Ma il valore dell’impollinazione è incommensurabile. Senza le api centinaia di piante scomparirebbero. Qualcuno pensa di essere in grado di fare il loro lavoro? Forse con nuovi prodotti di multinazionali OGM che ci rassicurano sempre sul nostro futuro e sul valore delle loro azioni?
Siamo diventati cavie inconsapevoli di derivati di prodotti OGM. Una soluzione c’è: Buttiglione. E’ l’apone italiano. Lo si dipinge di giallo e nero. Gli si mette il pungiglione dove deve stare. E lo si riproduce nei campi OGM su cartelli per api. Alla sua vista capirebbero l’entità del pericolo.
Gli Stati Uniti hanno più della metà di tutte le coltivazioni OGM mondiali. Quasi 50 milioni di ettari su 90 milioni. Per vincere la fame nel mondo. Dicono. O forse per esportarla, come la democrazia.

Ps: Negli Stati Uniti per cause legate ai pesticidi, ai cambiamenti ambientali e all’OGM, le api selvatiche native sono diminuite del 90% negli ultimi 50 anni. Gli alveari sono diminuiti di due terzi. Continua a leggere...

15 maggio 2007

Per il bene degli animali (e nostro)!



I fornitori di carni a marchio Coop dovranno adeguare gli allevamenti a un codice etico sul benessere del bestiame.
Previsti controlli e verifiche.
PER QUANTO IO SIA CONTRARIA ALLA CARNE: MEGLIO IN MODO COSIDETTO ETICO...anche se volendo ben guardare non esiste un modo "etico" per uccidere un essere vivente...quindi la cosa migliore sarebbe smettere...ma...ci sarà sempre qualcuno che non smetterà mai...

di Silvia Fabbri
tratto da "Consumatori-il mensile dei soci coop"
maggio-n°4 - 2007

Non infliggere agli animali inutili sofferenze. Consentire loro - così come sancito anche dalla Convenzione europea sulla protezione degli animali da allevamento - di poter praticare le cinque libertà: dalla fame, dalla sete, dalla paura, dalla malattia, dal dolore. Devono anche essere liberi di esprimere il loro comportamento naturale. Principi che la Coop intende far rispettare, per una questione etica, soprattutto. Ma non solo: "Un animale allevato rispettando il suo benessere - spiega Maurizio Zucchi, direttore qualità Coop Italia - è anche un animale più sicuro dal punto di vista della salute del consumatore. Per questo Coop intende proporre ai suoi fornitori una serie di disciplinari - diversi per ciascuna specie - che hanno come obiettivo il rispetto della biologia degli animali, proprio a partire dalla messa in pratica delle cinque libertà. Ce lo chiedono i nostri soci che sempre più, oltre alla convenienza, vogliono anche la qualità del prodotto". I disciplinari - presentati ai fomitori nel corso di un convegno dal titolo" Il codice etico sul benessere animale" - faranno parte dei capitolati Coop. Ma cosa chiedono i disciplinari e come si concretizzano le cinque libertà? Gli animali devono poter stare in spazi adeguati, non in sovrannumero. Le stalle devono essere ventilate e pulite. Devono potersi muovere secondo le esigenze della loro specie e dunque non possono essere costretti in gabbie o stabulari troppo piccoli. Devono poter mangiare cibi adatti alla loro specie. Se si ammalano, devono poter stare in spazi dedicati solo a loro - una sorta di quarantena - in cui verranno curati da medici veterinari. Le stalle devono essere ventilate e pulite, Il personale degli allevamenti deve essere qualificato. Inoltre, devono essere trasportati evitando loro sofferenze. Questi elementi che - tutti insieme contribuiscono al benessere animale, verranno periodicamente verificati da Coop attraverso una serie di analisi: sul personale e sul management, sulle strutture, sul comportamento degli animali e sul loro stato di salute in generale (per controllare l'assenza di ferite o lesioni, e che le estremità siano sane). Procedure che verranno poi certificate da un soggetto terzo, per dare le massime garanzie a soci e consumatori.
Ma trattare bene gli animali è anche vantaggioso per le aziende. "L'obiettivo del benessere animale - spiega Valentina Ferrante dell'istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna - può diventare elemento riqualificante dell'impresa zoo tecnica, Gli investimenti che un allevatore fa in questo senso possono essere ripagati da un consumatore cosciente", E l'Italia sembra pronta a questo scatto in avanti, visto che - come ricorda Andrea Gavinelli (Unità benessere e nutrizione animali della Ue) - il 5l% degli europei è disposto a spendere di più per carne prodotta rispettando il benessere degli anirnali. Ma addirittura il 73% degli italiani è disposto a cambiare negozio pur di poter acquistare un prodotto rispettoso. Anche perchè ormai i consumatori sanno che l'animale che sta bene non solo ha una carne più salubre, ma è anche più buona", Zucchi, ricorda inoltre che più l'animale in salute è più produttivo. L:applicazione dei nostri disciplinari non è vantaggiosa solo per il consumatore, ma anche per l'allevatore. In una situazione di stasi dei consumi, riteniamo che aumentare la qualità del prodotto attraverso l'investimento sul benessere animale, possa migliorare la produttività degli allevamenti e anche il loro conto economico generale". Una filosofia che Coop pratica già dagli anni '80, ovvero dall'introduzione del marchio "Prodotti con amore". ma anche coi marchi per la pesca sostenibile Dolphin Safe e Friend of the Sea; con diverse modalità di allevamento delle galline ovaiole che escludono le gabbie e con l'esclusione dei test sugli animali sui cosmetici a marchio Coop. Continua a leggere...

13 maggio 2007

SPAZIO: libro splendido!



tratto da qui

Un libro toccante, ma rigorosamente scientifico e logico: d'altra parte e' proprio sulla logica, e sul senso di giustizia che ciascuno di noi dovrebbe avere dentro, che si fonda la considerazione che tutti gli animali sono uguali, senzienti, e che non c'e' alcuna giustificazione a tenerli prigionieri e ucciderli per i piaceri del nostro palato.


Il libro esamina approfonditamente i comportamenti, la "storia", le abitudini delle varie specie animali che vengono normalmente allevate al fine di essere macellate (o di produrre latte e uova, e poi essere comunque macellate). E fa capire, ai tanti che ancora non l'hanno capito, come ciascuno di questi animali sia un essere sensibile, intelligente, la cui specie ha maturato nel corso dell'evoluzione comportamenti e modi di gestire la propria "societa'".

La posizione del libro, come l'autore stesso sostiene, e' "radicale", nel senso che egli non ammette giustificazioni di sorta all'uccisione degli animali, giustificazioni che tanti cercano, pronti ad arrampicarsi sugli specchi e a sostenere tesi assolutamente illogiche e ben poco oneste, pur di potersi mangiare un panino al prosciutto "con la coscienza a posto".

L'autore afferma infatti nell'introduzione:

E' sbagliato che un animale da fattoria viva bene, che la sua esistenza si concluda con una morte indolore e che venga poi usato per nutrire degli esseri umani? Molte persone risponderebbero che non lo e'. Io invece ritengo che valga la pena di chiedersi, per prima cosa, con che criterio si stabilisce che cosa significhi vivere bene per un animale da fattoria. Naturalmente abbiamo tutti una certa idea di che cosa potrebbe significare. Tuttavia, a parte i difensori dell'industria, pochi sarebbero pronti a sostenere che una comune mucca da latte conduca una vita felice. Pensiamo a una mucca a cui sono sotratti i vitelli alla nascita, e che poi viene munta intensivamente per alcuni anni. E' mantenuta costantemente gravida per garantire una produzione continua di latte, ma non le viene permesso di tenere il suo vitellino. Alla fine, invecchiata prima del tempo, quando la sua utilita' e' in declino, viene uccisa, ben prima di aver raggiunto il termine naturale della sua esistenza. Si puo' dire che questa mucca ha condotto una vita felice?".

L'esempio della mucca e' particolarmente toccante, perche' va a colpire un aspetto primario del mondo emotivo degli animali: l'amore, l'attaccamento di un animale, di qualsiasi specie sia, per il suo cucciolo.

Aggiunge infatti l'autore:

Se credete che una mucca non ripensi mai al proprio vitello, chiedete a qualsiasi allevatore per quanto tempo un vitellino appena nato e sua madre si chiamano a vicenda. Un allevatore mi ha detto che finche' possono vedersi gridano fino a perdere la voce, senza sosta.

Altra riflessione importante e' quella sull'animale considerato come "merce" e sul fatto che far "vivere bene" gli animali sia solo una scusa che accampa chi antepone le sue papille gustative all'etica e al senso di giustizia. Egli scrive infatti:

Sono convinto che sia sbagliato allevare animali per mangiarli. Credo che non interessi a nessuno far "vivere bene" un animale se l'obiettivo finale e' farlo finire in tavola come pietanza. E' troppo facile barare, e' troppo invitante fingere di ignorare che cosa determini il benessere di ciascun animale.

Altre riflessioni, che troviamo sempre nell'introduzione, riguardano il rispetto verso la sofferenza di esseri senzienti che quasi tutti si ostinano a non riconoscere che sono proprio "come noi" sotto questo aspetto, e anzi, non riconoscono nemmeno che siano come il cane o il gatto che hanno in casa. A tanto puo' arrivare l'illogicita' e la cecita' di chi non vuole guardare la realta' dei fatti ma vuole solo continuare imperterrito con le proprie abitudini e fare "come fanno tutti". Scrive l'autore:

Ho constatato che, a tavola, quando dico che sto scrivendo un libro sulla vita emotiva degli animali d'allevamento, i miei commensali mi guardano con un sorriso strano, come se avessi detto qualcosa di ridicolo. [...] La questione non e' "che cosa", ma "chi" state mangiando. Una sofferenza su cosi' vasta scala puo' essere forse considerata un argomento ridicolo? [...] Perche' in genere si considera ridicolo sottolineare che ognuno di questi animali uccisi ha avuto una madre, presumibilmente dei fratelli e, di certo, alcuni sono stati compianti da un genitore, oppure un amico che ne ha sentito la mancanza? Anche se erano stati allevati per essere uccisi, questo non ha modificato la loro capacita' emotiva. Avevano ricordi, soffrivano e provavano dolore. Non ha alcun senso fare una graduatoria comparata della sofferenza dando molto peso all'"essere umano" e poco agli animali. Preoccuparsi di un tipo di sofferenza non significa che non si debba avere alcun interesse per le altre, o che una sia piu' significativa e terribile di un'altra.

Un altro punto interessante e' quello in cui si fa l'immancabile e dovuto confronto della prigionia degli animali con la schiavitu' umana. Interessante il confronto con le parole di Aristotele, che considerava la schiavitu' umana una cosa normale e opportuna, e con lui molti suoi contemporanei, cosi' come oggi molti - quasi tutti - considerano normale e opportuna la schiavitu' degli animali.

Fa notare l'autore:

L'analogia tra schiavitu' e addomesticamento animale non e' una novita'. Risale come buona parte del pensiero occidentale, ad Aristotele, che nella "Politica" scrisse: "[...] gli animali domestici sono per natura migliori dei selvatici e a questi tutti e' giovevole essere soggetti all'uomo, perche' in tal modo hanno la loro sicurezza. [...] ed e' necessario che tra tutti gli uomini sia proprio in questo modo [...] costoro sono per natura schiavi, e il meglio per essi e' star soggetti a questa forma di autorita', proprio come nei casi citati."

L'autore risponde poi anche alla domanda ricorrente "ma se noi non li allevassimo per mangiarli, questi animali non esisterebbero" che sembra, per motivi misteriosi, essere per molti una giustificazione al massacro:

E' opinione comune che gli animali da fattoria non esisterebbero neppure, se noi non li allevassimo: quindi per loro e' meglio condurre una vita da reclusi piuttosto che non vivere affatto. Spesso si afferma che animali come mucche, maiali, pecore, capre, polli, anatre e oche traggono vantaggio dal semplice fatto che gli e' permesso di esistere. Roger Scruton, filosofo britannico e appassionato di caccia alla volpe, fa, per esempio, una curiosa constatazione: "Gli animali giovani vengono macellati senza alcun rimorso fin dalle origini della storia", come se la schiavitu', il razzismo e i maltrattamenti sulle donne non risalissero anch'essi alle origini della storia. Da quando il protrarsi nel tempo di una pratica le conferisce dignita' morale?

"Gran parte degli animali che pascolano nei nostri campi" prosegue Scruton "sono li' perche' noi li mangiamo". Potrebbero essere li' comunque, a pascolare nei campi di un rifugio, se non li mangiassimo; soltanto, sarebbero molti meno. Da un punto di vista filosofico, non puo' essere valido affermare che qualcuno o qualcosa deve la propria esistenza alla nostra brama di sfruttamento, come se questo ci conferisse uno speciale diritto morale.

Infine, sulla questione della nostra grande generosita' umana che consente di far nascere cosi' tanti animali che altrimenti non nascerebbero affatto, l'autore scrive:

Quando pensiamo agli animali da fattoria, e' importante ricordare che lo scopo della loro esistenza e' quasi interamente determinato dalla loro morte o dallo sfruttamento. Esistono per morire o per essere usati. Li alleviamo per ucciderli o per trarne vantaggio, non per dargli la possibilita' di condurre la vita felice cui sarebbero destinati. Nessuna chiacchiera filosofica puo' fraci superare questo scoglio inamovibile: possiamo chiamarla slealta' umana?

Per concludere: un libro assolutamente consigliato, perche' l'autore e' davvero "dalla nostra parte" - cioe' da quella degli animali - senza se e senza ma. Senza dubbi. Un libro consigliato a chi e' ancora convinto che gli animali non sono tutti uguali (o che alcuni "sono piu' uguali di altri"...), per mettersi alla prova - se siete sicuri della vostra posizione, se siete convinti che le cose stiano come dite voi, leggetelo, mettetevi alla prova! E un libro consigliato anche a tutti noi che sappiamo che gli animali sono tutti uguali, perche' ricco di informazioni, dati e fonti utilissime nel nostro attivismo di tutti i giorni.

Marina Berati

Il libro e' disponibile in libreria oppure puo' essere ordinato dal sito di AgireOra Edizioni
Fonte:www.agireora.org Continua a leggere...

Nuovo prodotto in arrivo: ATTENZIONE!



tratto da qui

DALLA COCA-COLA IL SOFT DRINK CHE FA DIMAGRIRE...PER FINTA
La Coca-Cola vorrebbe rivoluzionare il mondo dei soft-drink immettendo a breve nel mercato una nuova bibita, Enviga, dalle proprietà dimagranti. La multinazionale punta su questo nuovo prodotto e dai pronostici esso dovrebbe portare ad un vero e proprio boom di vendite.



A contrastare i sogni di gloria della Coca-Cola è intervenuto il Center for Science in the Public Interest degli USA che ha contestato vigorosamente le proprietà dimagranti di Enviga. Le parole chiave dei soft drink di ultima generazione sono sempre le stesse: naturale, salutare, rinfrescante, ipocalorico, energetico. Si gioca molto su questi termini per convincere il consumatore che ormai si beve una bibita non solo per il gusto di berla, ma per molto di più, infatti quella stessa bevanda è in grado di fornire vitamine, elementi nutritivi naturali, purificanti, tonificanti e quant’altro.

Fino ad ora sugli scaffali dei supermercati e nei locali c’è stato un profluvio di succhi, bibite gassate e non, analcoliche, leggermente alcoliche. Gli ingredienti che le compongono sono i più disparati, si va dalla caffeina, per parlare della più comune, per poi passare a componenti più ricercate come la borragine, oppure erbe esotiche con proprietà antibatteriche o antinfiammatorie, profumazioni che vanno dalla comune menta al più ricercato sambuco o ginestro.

La macchina infernale delle grandi multinazionali è iperattiva e pronta a sfornare nuovi prodotti sempre più appetibili dal mercato famelico e insaziabile e guarda sempre con maggiore attenzione all’ ossessione maniacale che la nostra società ha nei confronti della forma fisica e del dimagrimento, cercando di plasmare nuovi prodotti che vadano incontro proprio a queste esigenze.

Detto, fatto. La Coca-Cola è pronta a immettere sul mercato un nuovo prodotto che sbarcherà a breve nei supermercati; il prodotto che ha un nome altisonante, Enviga, quasi a rimandare a energia e vigoria, ha in più un’altra caratteristica fondamentale per la vendita: fa perdere chili.

Enviga, non si limita ad essere solo ipocalorica, vitaminica, rinfrescante, ma è anche dimagrante, così assicura la multinazionale. La “miracolosa” bevanda è composta da estratti di tè verde, caffeina e niente di meno che piante micronutrienti. Le analisi effettuate dalla Coca-Cola dimostrano che una persona di peso normale può bruciare da sessanta a cento calorie, bevendo tre lattine di Enviga nell’arco di ventiquattr’ore.

La multinazionale punta sul suo cavallo Enviga, secondo i pronostici farà un boom di vendite soprattutto per la sua azione brucia calorie.

C’è qualcuno che potrebbe ostacolare i sogni di gloria della Coca-Cola. Si tratta di un organismo di controllo dell’interesse pubblico, il Center for Science in the Public Interest degli USA, che lo scorso mese ha minacciato di far causa alla Coca-Cola contestando il fatto che la loro Enviga sia un prodotto dimagrante.

A questo punto sorge una riflessione: che non esistono pozioni magiche, dai tempi della tisana della dottoressa Tirone in poi bisognerebbe aver capito che per dimagrire non basta bersi qualche bicchiere di bibite miracolose, che più i prodotti assicurano miracoli immediati più risultano ingannevoli e subdoli e che anche il consumatore, dal canto suo, non può più permettersi certe ingenuità e abboccare acriticamente alle mille false promesse della pubblicità.

di Claudia Garano
Fonte:www.ccsnews.it Continua a leggere...

Un ex-vivisettore racconta...



tratto da questo sito

Riportiamo un articolo pubblicato il 31 marzo 2007 dal quotidiano inglese "The Guardian". Dalla voce di un ex-vivisettore, tutto l'orrore di questa pratica, e il perche' continua a esistere e a essere insegnata nelle universita' come fosse cosa dovuta e normale.


Iniziò tutto quando ero uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente; iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in quegli esperimenti. Così sembrava ne valesse la pena. Quando iniziai il dottorato, dovetti frequentare un corso che insegnava a occuparsi degli animali sotto anestesia e ucciderli con umanità. Gli esperimenti sugli animali sono rigidamente normati in Gran Bretagna; è necessaria una licenza dal Ministero degli Interni e si devono fare esami e test pratici per dimostrare la propria competenza. Il corso fu spaventoso. Guardavamo un video su come uccidere gli animali - gente con maschere e camici da laboratorio che sbattevano gli animali sul lato di un tavolo o gli spezzavano il collo - e poi discutevamo tranquillamente di etica, come se tutto avesse senso. Il problema è che non ce l'aveva - ma devo essermi perso il pezzo in cui ci incoraggiarono a metterlo in dubbio.

Quando iniziai a lavorare nel laboratorio di ricerca, venne il mio turno. Eravamo attentamente supervisionati e non ci veniva fatta fretta di uccidere animali prima che fossimo sicuri di poterlo fare in modo appropriato. Ma non mi sembrava giusto fare gli esperimenti senza compiere anche l'uccisione. Riuscivo a sentire il battito frenetico del cuore della cavia quando la presi in mano; non era l'unica ad essere nervosa. E poi lo feci. Le sbattei la testa sul lato del tavolo per tramortirla, poi le tagliai la gola e morì dissanguata. Il rumore del cranio che sbatte contro il tavolo non mi lascerà mai; 10 anni dopo sobbalzo ancora quando sento un suono simile.

In alcuni laboratori, il danno psicologico che questa tecnica infligge sullo staff è ben noto e agli animali viene perciò iniettata una dose mortale di anestetico. Ma questo è molto più doloroso per l'animale e può danneggiare il tessuto sul quale si vuole sperimentare. Così li colpivamo sulla testa e vivevamo con il suono di crani rotti.

Presto divenne più facile. Ciò che all'inizio mi aveva scioccato fu all'improvviso molto normale e banale. Sbattere la nuca delle cavie e poi tagliare loro la gola non mi faceva davvero più effetto. E sembrava non fare alcun effetto a nessun altro. I colleghi mi dissero che era una strategia del tutto naturale per farcela, che semplicemente non lo avresti potuto fare senza razionalizzarlo nella tua testa. Gli amici immaginavano che stavo facendo sicuramente della ricerca medica che valeva disperatamente la pena per giustificare un tale comportamento, che stavo per scoprire la cura per l'AIDS o per le malattie cardiache. La verità è che il lavoro di ricerca procede spesso per tentativi ed è solo il senno di poi che ci permette di giudicare quali erano le scoperte utili.

Nel frattempo il palazzo nel quale lavoravo era sotto assedio da parte degli antivivisezionisti. Un importante leader per i diritti degli animali stava facendo lo sciopero della fame in prigione. I suoi sostemitori avevano fatto circolare una lista di accademici che avrebbero ucciso per vendetta se il leader fosse morto.

Eravamo circondati da barriere di acciaio e da poliziotti a cavallo dalle facce severe. L'auto del dipartimento aveva uno specchietto su un'asta, così da poter controllare se sotto c'erano bombe. Ma a volte avere un nemico contro il quale unirsi rende più facile non mettere in dubbio ciò che si sta facendo. E una volta che ci sei dentro è difficile uscirne.

Quando ebbi terminato il mio dottorato triennale, me ne andai. Ero diventato un uomo che pensava fosse normale uccidere animali quotidianamente e non soffrirne, il che non era esattamente ciò che volevo essere.

Un anno dopo che avevo terminato presi in mano di nuovo una cavia. Era una di quelle molto pelose, la cui testa e coda erano difficilmente distinguibili. Non dissi al suo proprietario cosa facevo una volta. Avevo un irrazionale timore di andare fuori di testa all'improvviso e colpire il povero animale. Non lo feci, ma dovetti nascondermi le mani, che tremavano quando lo rimisi giù.

Ora mi considero riabilitato. Ho ucciso solo due animali da allora: un uccello selvatico senza una zampa e brulicante di vermi e un coniglio mezzo morto con una mixomatosi. Entrambe le volte poi ho vomitato di puro orrore. Ma questa è una reazione naturale e ne sono felice.

Fonte:The Guardian, I was a vivisectionist
Da AgireOra Network Continua a leggere...

L'albero del sapone




Sapete...esiste un prodotto molto efficace, per altro certificato dal commercio equo, alternativo al detersivo tradizionale, completamente biodegradabile e a ph neutro, rispettoso quindi sia del corpo che dell’ambiente, in grado anche di farci risparmiare... le «noci del sapone» .... basta inserirne quattro in un sacchettino di cotone, quelli riutilizzabili, e poi metterlo tra la biancheria nel cestello della lavatrice. A quel punto scegliere il programma di lavaggio e via...Il detergente biologico si dimostrerà efficace per tutta la biancheria e quello che è rimasto delle noci lo si getta tra i residui organici, sentendosi fieri di aver inquinato un po’ meno.

Insomma, la noce di sapone è davvero in grado di produrre una pulizia delicata, senza l’uso di coloranti o conservanti, ed evitando anche il ricorso all’ammorbidente. Solo le macchie molto resistenti non vengono completamente eliminate, così come accade anche con i detergenti tradizionali ed ecologici: in quei casi può bastare un veloce prelavaggio della macchia con del sapone di Marsiglia.

Le piccole aziende che distribuiscono in Europa le noci del sapone suggeriscono di utilizzarle in particolare per capi di bambini e per persone con allergie o problemi cutanei, ma anche per le pulizie in cucina e in bagno, o addirittura come decotto per la pulizia degli animali domestici.

Le noci del sapone [sapindus mukorossi] sono usate come detergenti in alcune regioni dell’Asia da secoli. L’«albero del sapone» è molto diffuso nel sud dell’India e in Nepal, dove raggiunge quindici metri di altezza. In primavera è ornato da spelindidi fiori bianchi, e in autunno, raggiunta la maturazione che dona al frutto un bel colore dorato, avviene la raccolta delle noci. Dopo essere state essicate, perdono la loro naturale collosità e vengono aperte. Il seme rotondo e nero viene utilizzato per la riproduzione della pianta, ideale per i progetti di riforestazione, e per i lavaggi. Le noci contengono infatti la saponina, elemento naturale che svolge una funzione di antiparassitario e che a contatto con l’acqua si scioglie mostrando sorpredenti proprietà detergenti.

Qualche grande azienda occidentale utilizza quei gusci per produrre saponi, ma la lavorazione prevede l’aggiunta di grandi quantità di additivi chimici, che in realtà non ne aumentano in modo significativo le proprietà lavanti.

I costi? Un chilogrammo di noci del sapone costa venti euro ed è sufficiente per un nucleo di quattro persone per un anno circa [le noci possono essere riutilizzate per un paio di lavaggi], eseguendo due o tre lavaggi a settimana. Considerando che non occorre prendere neanche l’ammorbidente, arriviamo a risparmiare circa il cinquanta per cento rispetto ai detersivi tradizionali, quelli per i quali paghiamo anche la pubblicità «più bianco non si può».


di Gianluca Carmosino fonte qui. Continua a leggere...

OGM: se li conosci li eviti

...ma soprattutto se li riesci a riconoscere...

Cosa sono gli ogm?

Gli OGM - Organismi Geneticamente Manipolati - sono organismi artificiali, spesso brevettati e dunque di proprietà privata di una azienda. Sono ottenuti inserendo nel patrimonio genetico dell'organismo "ospite" pezzi di DNA di organismi diversi.

Cosa hanno gli Ogm di diverso rispetto ai normali incroci?

La tecnica di incrocio, tuttora utilizzata in agricoltura nel miglioramento delle varietà vegetali e delle razze animali, si adotta per riprodurre piante e animali migliorandone le caratteristiche attraverso accoppiamenti selettivi fra individui tra loro fertili, generalmente appartenenti alla stessa specie. Al contrario, la manipolazione genetica "combina" organismi che in natura non possono fecondarsi: batteri con cereali, pesci con fragole, scorpioni con piante, ecc.

Ma non abbiamo sempre ottenuto Ogm con gli incroci delle piante?

L'agricoltura è di per sè un'attività in cui l'uomo interagisce con gli ecosistemi e molte colture attuali sono il risultato di incroci tesi a concentrare le caratteristiche positive di varietà diverse. Per fare ciò è però necessario che le piante che si incrociano siano compatibili, altrimenti entrano in gioco le barriere naturali che impediscono, nella maggior parte dei casi, la fecondazione tra individui di specie diverse. Al contrario, gli OGM sono il frutto di ricombinazioni artificiali del materiale ereditario ottenute mediante l'inclusione di frammenti di DNA di un organismo donatore in un organismo ospite che in natura non potrebbero in alcun modo scambiarsi il materiale ereditario. L'inclusione della caratteristica di resistenza al freddo indotta nelle fragole attraverso l'inclusione della sequenza di DNA che nei pesci artici determina una maggior tolleranza alle basse temperature non sarebbe mai stata possibile con le tecniche di incrocio finora utilizzate in agricoltura. Per questo motivo sostenere che gli OGM sono sempre stati creati non ha alcun fondamento.

Perchè Greenpeace è contro gli ogm?

Il rilascio in natura di OGM tramite coltivazione e allevamento o contaminazione accidentale può produrre effetti irreversibili sugli ecosistemi. Diversamente da un inquinante chimico, gli OGM sono organismi viventi e possono riprodursi e moltiplicarsi, estendendo la propria presenza sia nello spazio che nel tempo, sfuggendo a qualsiasi controllo.

Greenpeace è contro ogni forma di ingegneria o di manipolazione genetica?

No. Greenpeace è contraria al rilascio nell'ambiente degli OGM, ma non esiste un'opposizione preconcetta di Greenpeace contro l'intero spettro di manipolazioni genetiche; in special modo non è contraria alle applicazioni bio-mediche esenti da rischi sanitari e ambientali a breve e a lungo termine. In ogni caso, Greenpeace si oppone ad ogni forma di brevettabilità degli esseri viventi.
Gli OGM in campo agroalimentare non sono in alcun modo un "progresso", così come non lo è lo sviluppo di centrali nucleari per produrre energia. Un reale progresso è quello orientato verso un'agricoltura e produzione alimentare in armonia con l'ambiente e privi di residui chimici. Con gli OGM non si hanno nè vantaggi ambientali nè sanitari, al contrario si orienta la ricerca verso la direzione opposta adattando gli organismi viventi alle esigenze della chimica (per esempio, rendendo alcune colture agrarie tolleranti a particolari erbicidi).

Cos'è la Monsanto?

La Monsanto è una industria che ha costruito parte del suo successo aziendale sulla chimica oggi ‘valorizzata’ grazie alle biotecnologie, le quali naturalmente vengono presentate come tecnologie rispettose dell'ambiente e capaci di lenire gli impatti negativi dei pesticidi. Monsanto è la multinazionale diventata famosa per aver prodotto l'Agente Arancio, il defoliante tossico e cancerogeno usato nella guerra del Vietnam; successivamente si è concentrata sui PCB, i pericolosi composti organoclorurati più nocivi del DDT ora vietati pressoché ovunque, ma che continueranno per millenni ad inquinare fiumi e mari, a causa della loro persistenza. Il grande business della Monsanto è oggi quello biotecnologico, per il quale ha sostenuto grandi investimenti finanziari legati ad esempio all'acquisizione di numerose società di ricerca titolari di brevetti o che devono entro breve termine assicurare la remunerazione del capitale impegnato per evitare la bancarotta. Una tale scommessa spiega l'arroganza che contraddistingue questa multinazionale nel sostenere la promozione delle colture transgeniche. Il processo di concentrazione oligopolistica dell'industria biotecnologica interessa anche altre multinazionali impegnate in fusioni societarie fra giganti o nell'assorbimento di piccole aziende di ricerca. Il controllo in poche mani dei brevetti biotecnologici e delle sementi che ne derivano, mette in serio pericolo quell'agricoltura plurale, sostenibile e ‘bio-diversa’ che tutt'ora occupa il 50% della forza lavoro mondiale, per la quale l'accesso alla terra e alle risorse genetiche è letteralmente fonte di sopravvivenza. Ecco perchè l a Monsanto viene portata ad esempio di una politica commerciale sensibile alle sole logiche del mercato e indifferente alle molteplici conseguenze negative di carattere ambientale e socio-economico.

Ma perchè quando si parla di OGM si parla così tanto di soia e di mais?

Circa il 60% dei prodotti trasformati presenti sugli scaffali dei nostri supermercati contiene almeno un ingrediente originato da una di queste due colture. Si tratta di piante che danno un prodotto e il seme, per quanto vi siano utilizzazioni agricole anche delle altre parti del vegetale, è estremamente duttile e poliedrico, capace di dar luogo a numerose applicazioni sia nell'industria agroalimentare che mangimistica. Queste virtù rendono inoltre il mais e la soia particolarmente vocate al commercio internazionale e si può dire che svolgano un ruolo da apripista per la globalizzazione agricola, ancora lontana dall'imporsi essendo i flussi di import/export di derrate limitati intorno al 10% della produzione agricola mondiale.
La soia viene gergalmente chiamata una proteoleaginosa in quanto il suo seme è ricco sia di grassi che di proteine; l'iniziale estrazione delle sostanze oleose utilizzate principalmente nei prodotti alimentari umani lascia un sottoprodotto particolarmente ricco di proteine molto ricercate per l'alimentazione del bestiame. A differenza del mais, la distinzione tra alimenti e mangimi è meno importante per la soia, per la quale sia la farina che l'olio provengono dallo stesso processo di lavorazione. Da questo si evince che se l'intero mercato dell'olio di soia si orientasse verso l'esclusione degli OGM, si otterrebbe lo stesso risultato anche per la farina di soia (prodotta dalla stessa pianta non-OGM). Una tale scelta è però limitata dal fatto che l'olio - in particolare se sottoposto a processi di raffinazione intensi - non contiene né proteine, né DNA (entrambi invece presenti nella farina). È quindi impossibile sapere se un olio derivi da una fonte geneticamente modificata, a meno di monitorare la filiera nella sua interezza attraverso un adeguato sistema di tracciabilità.
Il mais rappresenta una importante fonte mangimistica somministrata al bestiame sia ‘tale e quale’ che dopo un processo di trasformazione. Per quel che riguarda altre modalità di utilizzazione, il mais interessa l'industria alimentare per molteplici prodotti di consumo, sotto forma di dolcificante (come sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio) o amido, oppure quale fonte di etanolo (usato nella produzione delle bevande oltre che dall'industria meccanica). Un sottoprodotto di molte delle lavorazioni menzionate è il glutine di mais impiegato come alimento degli animali allevati.



In quali alimenti si trova la soia?

La soia si trova in una grande quantità di alimenti trasformati in quanto i suoi derivati sono di uso comune sotto forma di farina, olio e lecitina. La lecitina è un emulsionante di provenienza quasi esclusiva dalla soia, mentre la dicitura "grassi vegetali" e "grassi vegetali idrogenati" corrisponde in circa l'80% dei casi ad olio di soia.


Ho sentito parlare di "mais Bt". Di cosa si tratta?

Il Mais Bt è un prodotto transgenico della Ciba Geigy che contiene un gene per la produzione della tossina Bt del Bacillus thuringensis ad azione insetticida, principalmente contro le larve dei lepidotteri (farfalle). Questo mais è stato inoltre ingegnerizzato integrando un fattore per la resistenza al Basta (un erbicida della Hoechst, affiliata alla Ciba), ed un gene per la resistenza all'antibiotico ampicillina quale marcatore.

Perchè le coltivazioni Bt rappresentano un pericolo per l'agricoltura biologica?

Il Bacillus thuringensis ancor prima di trovare impiego nelle colture transgeniche rappresentava un efficace ed ‘ecologico' insetticida naturale spesso usato in agricoltura biologica, spargendo le spore del batterio. Quando la spora viene inghiottita da una larva essa si attiva nello stomaco e produce una tossina che normalmente la uccide. Le piante Bt, invece, producono costantemente la tossina, con tre principali conseguenze: 1. gli insetti nocivi che cominciano ad attaccare il mais non sempre muoiono, nel qual caso possono riuscire a spostarsi in un campo limitrofo esercitando l'attività parassitaria; 2. la tossina passa al suolo attraverso le radici o con l'interramento delle stoppie, dove si caratterizza per una notevole persistenza e per la nocività verso molti organismi terricoli utili; 3. la diffusione della tossina su larga scala aumenta la probabilità di insorgenza di forme di resistenza da parte delle popolazioni di insetti target, innescando un processo di selezione che favorisce gli insetti resistenti. L'acquisizione progressiva di resistenza rende fatalmente inefficace l'applicazione di Bt, oltre che nelle colture ingegnerizzate, anche da parte degli agricoltori biologici per i quali il Bacillus thuringensis rappresenta una delle non numerose soluzioni valide nel contenere gli attachi parassitari.

Gli OGM sono tra gli alimenti più controllati, come i farmaci?

Il processo che porta al rilascio di permessi di commercializzazione di nuovi farmaci prevede una prima fase di studio di laboratorio cui segue il test sull'uomo che è normalmente diviso in tre fasi ciascuna delle quali può durare fino a quattro anni. Nonostante ciò, non è infrequente che possibili danni sfuggano alla valutazione preventiva e sia necessario ritirare i farmaci anche alcuni anni dopo la loro commercializzazione. Anche per alcuni additivi alimentari alle aziende produttrici viene richiesto di presentare i risultati delle ricerche condotte che possono durare anche alcuni anni. Per l'approvazione degli OGM in campo alimentare, al contrario, si è fatto ricorso ad un concetto pseudoscientifico, la sostanziale equivalenza. La tesi è che modificando piccole porzioni di DNA le caratteristiche dell'organismo non sarebbero comunque differenti da quelle degli organismi non manipolati. In realtà, studi tossicologici condotti su animali alimentati con soia resistente all'erbicida Roundup Ready (semi ed erbicida entrambi prodotti dalla Monsanto), dimostrano differenze significative nella composizione biochimica tali da portare a ritardi nell'accrescimento e ad alterazioni delle cellule pancreatiche. L'inesistenza di un valido processo di tracciabilità dai campi al piatto delle colture transgeniche impedisce, infine, qualsiasi intervento di controllo. Per questo è pura demagogia dire che gli OGM sono controllati come i farmaci.

Se gli OGM non sono sicuri, come mai gli americani li mangiano da dieci anni senza problemi?

Negli Stati Uniti, i cibi transgenici sono ben più numerosi di quelli presenti nel vecchio continente e sono sul mercato da oltre un decennio, senza che ai consumatori statunitensi sia stato concesso il diritto a sapere di cosa si nutrivano attraverso un'adeguata etichettatura dei prodotti. Per questo, è praticamente impossibile sapere chi consuma alimenti geneticamente modificati, di quale tipo, in che quantità e per quanto tempo, tutte informazioni essenziali per poter valutare correttamente i possibili effetti indotti sulla salute dal consumo di cibi transgenici. Ciò che rende impraticabile una valutazione accurata degli impatti sanitari degli OGM è il fatto che tutta la popolazione è indistintamente esposta, impedendo qualsiasi analisi di tipo epidemiologico per la quale è necessario poter comparare i dati della popolazione esposta all'agente che si vuole studiare, in questo caso gli OGM, con una porzione di popolazione quanto più simile a quella di studio per le caratteristiche considerate (area di residenza, esposizione ad inquinanti, distribuzione dell'età, comportamenti ed abitudini alimentari, stili di vita ecc.) non alimentata con alimenti transgenici. Solo attraverso uno studio così preparato si può forse riuscire a definire i cambiamenti indotti dal consumo di OGM in campo alimentare.
L'impatto sanitario degli OGM deve essere necessariamente valutato sulla base di studi di lunga durata, contrariamente a quanto viene richiesto dalla normativa relativa al rilascio dell'autorizzazione alla commercializzazione che si ‘accontenta' di più limitate verifiche sperimentali e deve essere inoltre tenuto in considerazione che sempre maggiori evidenze scientifiche correlano il consumo di OGM e l'insorgenza di ipersensibilizzazioni o di allergie. Queste patologie sono già in netto aumento nelle popolazioni dei paesi industrializzati come conseguenza dell'abbassamento delle difese immunitarie e l'esposizione ad agenti allergenici ambientali, e rischiano di aggravarsi e moltipicarsi a causa degli OGM. Quindi chi sostiene che basta volgere lo sguardo verso gli USA per rassicurarsi sull'innocuità per la salute degli OGM sottovaluta grossolanamente la complessità della questione oppure mente di proposito all'opinione pubblica.

Perchè greenpeace è contraria ai brevetti sugli OGM quando servono a migliorare la qualità della vita?

Nel 1998, in risposta alle pressioni provenienti dalle industrie biotecnologiche, l'Unione Europea ha emanato una Direttiva che consente esplicitamente di brevettare organismi viventi come piante ed animali o parti di essi. La domanda di brevetti su organismi viventi e sulle tecnologie sviluppate per la loro manipolazione ha subito una impennata negli ultimi anni con il moltiplicarsi di ricerche su piante transgeniche e animali ‘nuovi' come la chimera uomo-maiale, le cui applicazioni risultano ancora oscure. Ad oggi sono state presentate all'EPO di Monaco (l'Ufficio Europeo per i Brevetti) più di 15.000 richieste di brevetti nel campo dell'ingegneria genetica ed oltre 2.000 sui geni umani di cui circa 300 già concesse prima del 1998. Le domande di brevetti che riguardano specie animali sono oltre 600 e una dozzina circa sono già state approvate mentre per le piante le richieste sono 1.500 di cui 100 già accolte. La concessione del brevetto è subordinata alla presentazione dettagliata dell'invenzione, che nel caso di organismi viventi transgenici riguarda anche la sequenza genica. I sostenitori della brevettabilità degli organismi viventi sostengono che la concessione del brevetto consente al mondo scientifico ed industriale di coprire i costi di ricerca e sviluppo delle tecnologie.
Secondo una ricerca commissionata dal quotidiano britannico The Guardian, sono circa 127.000 i geni umani o sequenze parziali di geni umani brevettati da aziende farmaceutiche, aziende biotecnologiche, istituti di ricerca privati ed università. Un'azienda francese, la Genset, detiene circa il 29% del totale dei brevetti di geni umani, "possedendone" oltre 36.000. L'azienda Myriad Genetics dello Utah, che possiede i diritti intellettuali di due geni mutanti, il BRCA1 ed il BRCA2, considerati indicatori della predisposizione al tumore alle ovaie ed alle mammelle, ha inviato lettere di diffida a molti laboratori di ricerca chiedendo di interrompere l'uso diagnostico dei due geni in assenza del pagamento dei diritti brevettuali. Molti istituti di ricerca hanno ricevuto una simile lettera dalla compagnia Athena Diagnostic che rivendicava il possesso di diritti esclusivi di alcuni test diagnostici per il morbo di Alzheimer e ricordava che il loro uso da parte di qualsiasi altro istituto rappresentava una violazione della legge. L'Athena offriva di condurre i test al prezzo di circa 450.000 lire per ogni campione, un prezzo circa il doppio rispetto a quello offerto da molte strutture sanitarie attrezzate. Non credere, quindi, a chi dice che la brevettabilità degli organismi viventi favorisce lo sviluppo e l'applicazione terapeutica dell'ingegneria genetica.




DOMANDE E RISPOSTE A CURA DEL MINISTERO DELLA SANITA'
tratte dal sito http://digilander.libero.it/erflai/er10.htm

Che cos'è un organismo?
Un'entità biologica capace di riprodursi o di trasferire materiale genetico.

Cos'è un organismo geneticamente modificato (OGM)?
E' un organismo il cui materiale genetico è stato modificato, in modo diverso da quanto si verifica in natura, mediante incrocio o con la ricombinazione genetica naturale.

Che cos'è l'ingegneria genetica?
E' l'insieme delle tecniche che consentono di modificare le caratteristiche genetiche degli organismi.

Che cosa sono le biotecnologie?
Sono tecnologie che consistono nell'uso di organismi viventi allo scopo di produrre quantità commerciali di prodotti utili, oppure di migliorare alcune caratteristiche di piante ed animali.

Cos'è la bioetica?
E' una disciplina sviluppata per studiare i problemi morali, giuridici e sociali relativi allo sviluppo delle "scienze della vita".

Quali sono i principali farmaci di origine biotecnologica oggi disponibili?
Insulina umana (diabete); Ormone della crescita (deficienza della crescita); Interferon-alfa-2a (cancro, infezioni virali); Interferon-alfa-2b (cancro); OKT3anti CD3 (rigetto dei trapianti); IPA (malattie cardiovascolari); Eritropoietyna (anemia); Interferon-alfa-n3 (verruche); G-CSF (chemioterapia tumorale); GM-CSF (trapianto midollo); Interleuchina (cancro); Fattore VIII (emofilia); Vaccino epatite B (epatite B); Vaccino influenzale (influenza); Vaccino pertosse (pertosse); Fattore IX (antivirale); Pulmozina (fibrosi cistica); Cedrasi (malattia di Gaucher)

Che cos'è la biodiversità?
E' l'insieme di tutte le possibili combinazioni di geni che si trovano nelle specie animali e vegetali. Essa rappresenta un indispensabile "serbatoio genetico" che consente il mantenimento della vita sulla terra.

La biodiversità può essere influenzata negativamente dall'impiego di prodotti derivanti da procedimenti biotecnologici?
Si, se le biotecnologie vengono utilizzate al di fuori di qualsiasi forma di controllo. In Italia l'Autorità competente per le biotecnologie è il Ministero della sanità che valuta le domande di autorizzazione alla sperimentazione o all'immissione in commercio di prodotti contenenti o derivanti da OGM attaverso la Commissione Interministeriale per le biotecnologie (C.I.B.) che comprende esperti oltreché del Ministero della sanità e dei suoi organi tecnici (Istituto superiore di sanità e Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) anche dei Ministeri dell'ambiente, delle politiche agricole, dell'industria, commercio e artigianato, del lavoro e previdenza sociale, dell'università e della ricerca scientifica e dell'interno. La C.I.B. opera anche in stretto contatto con l'Unione Europea (U.E.) attraverso i Comitati dell'alimentazione umana, dell'alimentazione veterinaria, dei pesticidi e delle piante (quest'ultimo istituito in seno alla Direzione Generale XXIV dell'U.E., responsabile per la protezione dei consumatori).

Le colture transgeniche sono diffuse nel mondo?
Si, e sono anche in rapida crescita. Nel 1996 gli ettari coltivati con colture geneticamente modificate ammontavano, nel mondo, a meno di 3 milioni; nel 1998 hanno raggiunto i 28 milioni e si prevede che nel 2000 superino i 60 milioni.

Quali sono i prodotti transgenici piu' coltivati?
Piante transgeniche di colza, tabacco, soia, riso, cotone, patata, mais, zucca, pomodoro, sono autorizzate in Canada, USA, Giappone. La Cina coltiva da circa dieci anni pomodoro, tabacco, riso, angurie. Anche i Paesi africani e la bulgaria hanno avviato colture transgeniche. La pianta transgenica piu' coltivata è la soia, con 15 milioni di ettari, sefuono il mais (8 milioni di ettari), cotone e colza (2 milioni di ettari) e colture orticole (0,5 milioni di ettari). In Italia, al momento, nessuna coltura transgenica è autorizzata per la coltivazione, se non a titolo sperimentale. Per ottenere l'autorizzazione alla libera coltivazione è necessario che la pianta sia iscritta al registro delle varietà vegetali e ciò può avvenire solo dopo specifica autorizzazione rilasciata dal Ministero delle politiche agricole.



da http://www.europarl.europa.eu/highlights/it/709.html
Il Parlamento europeo
in azione
Avvenimenti principali 1999-2004

Un'etichettatura chiara per gli OGM

Gli organismi geneticamente modificati sono circondati da notevole scetticismo in Europa, contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti, dove gli alimenti GM sono considerati perfettamente normali. L'UE ha risposto alle preoccupazioni del pubblico varando una legislazione rigorosa in materia di OGM, alla quale il Parlamento europeo ha contribuito insistendo innanzitutto sulla necessità di una chiara etichettatura che consenta ai consumatori europei di scegliere se acquistare o meno tali prodotti, con cognizione di causa.

Gli organismi geneticamente modificati, e in particolare il loro utilizzo nelle colture alimentari, sono stati oggetto di un intenso dibattito pubblico in tutta l'Unione europea. L'industria sostiene che le colture geneticamente modificate comportano rischi esigui ed enormi benefici potenziali. Dall'altra parte gli ambientalisti segnalano una percepita mancanza di conoscenza e comprensione dei rischi, mentre i consumatori lamentano che i prodotti GM siano stati loro imposti, che il sistema di etichettatura non sia trasparente e non consenta una scelta consapevole.

Dopo aver imposto nel 1998 una moratoria sulle vendite di alimenti geneticamente modificati e sul ricorso a colture geneticamente modificate, l'UE si è impegnata a rispondere alle preoccupazioni dei consumatori introducendo una serie di testi legislativi in materia di OGM basati sul principio di precauzione: in caso di dubbio, è preferibile proibire. L'intera legislazione ha richiesto l'approvazione del Parlamento europeo.

In primo luogo la Commissione ha elaborato una direttiva sulla vendita al pubblico di prodotti alimentari geneticamente modificati e sull'emissione nell'ambiente di organismi geneticamente modificati da parte degli agricoltori. Durante i negoziati con i governi nazionali è stata accettata la posizione del Parlamento secondo cui ogni OGM autorizzato per un periodo di prova in Europa debba essere inserito in un registro accessibile al pubblico. Pertanto, quando gli OGM sono utilizzati in agricoltura, a fini commerciali, la loro localizzazione deve essere notificata alle autorità e resa pubblica. In detta direttiva, entrata in vigore nel 2001, i deputati europei chiedevano altresì alla Commissione di presentare una legislazione specifica relativa all'etichettatura e alla tracciabilità degli OGM e al protocollo di Cartagena sulla biosicurezza per quanto concerne gli OGM.

La decisione spetta ai consumatori

La legislazione in materia di tracciabilità ed etichettatura è stata elaborata rapidamente dalla Commissione, ma il Parlamento, non soddisfatto delle disposizioni in materia di etichettatura ivi contenute, ne ha ottenuto la modifica in senso più rigoroso. I deputati europei si sono opposti alla volontà del Consiglio di consentire che le descrizioni dettagliate delle miscele di OGM in un singolo prodotto fossero sostituite da una vaga "dichiarazione relativa all'uso" del prodotto da parte dell'operatore. I deputati hanno insistito affinché i prodotti contenenti OGM fossero descritti come tali, con la menzione "Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati" o "Questo prodotto contiene [nome dell'organismo] geneticamente modificato" sull'etichetta e in ogni altra presentazione o pubblicità relativa al prodotto. Il regolamento in questione è entrato in vigore nel novembre 2003.

Le procedure di autorizzazione e controllo degli alimenti e dei mangimi contenenti OGM sono state oggetto di un altro regolamento entrato in vigore alla fine del 2003. In questo caso, il Parlamento è riuscito a inserire un importante emendamento che consente agli Stati membri di proteggere dalla contaminazione le colture convenzionali non geneticamente modificate e le colture biologiche, imponendo restrizioni alla coltivazione di colture geneticamente modificate. La Commissione dovrà elaborare delle linee guida per gli Stati membri sulle modalità di esecuzione di detta disposizione.

La Commissione ha altresì presentato un regolamento per l'attuazione, per quanto riguarda gli OGM, del protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, per consentire ai paesi di valutare i rischi e i benefici degli organismi geneticamente modificati. Il regolamento, approvato nel giugno 2003, istituisce un sistema comune di notifica e informazione per i movimenti transfrontalieri di OGM. Il Parlamento ha reso il regolamento più rigoroso ottenendo che tutti gli esportatori debbano attendere un'autorizzazione scritta preventiva prima di effettuare il primo movimento transfrontaliero di un OGM destinato all'emissione nell'ambiente.

L'esistenza di tutta questa nuova legislazione comunitaria non rimuove automaticamente la moratoria sugli OGM, che alcuni Stati membri desiderano in ogni caso mantenere, ma in termini politici ne rende più facile la cessazione. Alla data di redazione di questa nota, la Commissione sembra decisa ad approvare la vendita di mais geneticamente modificato, in mancanza di accordo tra gli Stati membri sul mantenimento del divieto. Continua a leggere...

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MAIS OGM della Monsanto TOSSICO

redazione ECplanet

Per la prima volta, un prodotto transgenico, autorizzato per il consumo umano e animale, mostra segni di tossicità. È il mais OGM MON863, prodotto dalla Monsanto e autorizzato dalla Commissione Europea, ad alto rischio per reni e fegato. A rivelarlo è una ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica “Archives of Environmental Contamination and Toxicology”, condotta su cavie da laboratorio nutrite con il mais transgenico in questione. Lo studio ha anche analizzato i risultati dei test sulla sicurezza, sottoposti dalla Monsanto alla Commissione Europea per ricevere l'autorizzazione per la commercializzazione del proprio mais nell'UE. La ricerca conclude che il MON863 non si può considerare un prodotto sicuro.




La Commissione Europea ha autorizzato la commercializzazione del MON863 Il 13 gennaio 2006, sia per il consumo umano che per uso mangimistico, contro la volontà della maggioranza degli stati membri, nonostante Greenpeace sosteneva da tempo che i dati forniti dalla Monsanto non fossero affatto rassicuranti. Invece, le autorità competenti, e tra queste l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare [European Food Safe Authority - EFSA], hanno sempre minimizzato, considerando le scoperte fatte nel tempo dai ricercatori indipendenti “non biologicamente rilevanti”.

Cosa diranno ora che differenze significative sono state identificate nel sangue degli animali nutriti con il MON863 ?

I dati sono stati ottenuti da Greenpeace in seguito a una vicenda giudiziaria, e trasmessi, per una adeguata valutazione, a un gruppo di scienziati indipendenti diretti dal professor Gilles Eric Séralini, un esperto governativo in ingegneria genetica dell'Università di Caen (Francia). In una conferenza stampa, tenuta da Séralini insieme a Greenpeace, il professore ha dichiarato: “Le analisi della Monsanto non superano un controllo minuzioso. Per cominciare, i loro protocolli statistici sono altamente discutibili. Peggio, l'azienda non ha effettuato una sufficiente analisi delle differenze nel peso degli animali studiati. Dati cruciali dei test delle urine sono stati cancellati dal dossier dall'azienda stessa”.

Dopo questo grave scandalo, l'attuale sistema autorizzativo per gli OGM ha perso ogni credibilità (se mai l'ha avuta). Greenpeace chiede: il totale e immediato ritiro dal mercato del mais Monsanto MON863; una nuova valutazione di tutte le altre autorizzazioni concesse ai prodotti OGM; una precisa revisione dei metodi analitici utilizzati.

BAN MONSANTO 2

Quando la Monsanto decise di portare in tribunale l'agricoltore canadese Percy Schmeiser, accusato di usare illegalmente i semi della multinazionale, il gigante biotech americano non immaginava di stare creando un vero e proprio “folk-hero”, un eroe popolare diventato simbolo del movimento anti-OGM. Seppure Schmeiser abbia perso tutte le battaglie legali contro la Monsanto, non si è perso d'animo, e oggi gira per il mondo portando avanti la crociata contro gli OGM e i monopoli delle corporations sui semi. La vicenda inizia nel 1997, quando Percy Schmeiser scopre che alcune delle sue piante di colza sono resistenti all'erbicida perché contaminate dal polline della colza biotech di proprietà della Monsanto. Nel '98, ispettori della Monsanto vanno nei suoi campi, senza permesso, per prelevare campioni del raccolto quasi pronto: la Monsanto denuncia Schmeiser per aver piantato sementi senza avere la licenza.



Nel maggio del 2004, con 5 voti a favore e 4 contrari, la Corte Suprema canadese, con una sentenza scandalosa, dà ragione alla Monsanto, decretando che Percy Schmeiser ha violato il brevetto della multinazionale americana seminando nel 1998 la colza Roundup Ready (modificata geneticamente per essere resistente all'erbicida Roundup della stessa Monsanto) senza aver legalmente acquistato i semi dalla ditta proprietaria del brevetto. Eppure, Percy Schmeiser non ha mai piantato colza Roundup Ready nella sua fattoria nel Saskatchewan. Ha dichiarato che se il suo raccolto del 1998 è risultato in gran parte resistente all'erbicida è perché le sue piante sono state impollinate dai campi circostanti, coltivati a colza transgenica (circa il 40% degli agricoltori del Canada occidentale coltivano colza geneticamente modificata), e che lui non avrebbe mai voluto varietà transgeniche. “La colza della Monsanto ha contaminato per anni i campi del Canada - dichiarò dopo la sentenza Federica Ferrario di Greenpeace Italia - e non vi è alcun modo per bloccare la contaminazione genetica. Paradossalmente, la Corte ha concluso che la Monsanto può continuare a contaminare i campi degli agricoltori e a minacciarli mediante costose azioni legali”.

[...] Va sempre ricordato che non è possibile “trattenere” gli OGM. Una volta che introduci una nuova forma di vita nell'ambiente non c'è più modo di richiamarla indietro. Non è possibile trattenere il vento. Non è possibile trattenere il trasporto dei semi da parte di uccelli, api e altri animali. Non è possibile trattenere gli OGM, che si diffonderanno ovunque con la stessa facilità. Non può esserci la “co-esistenza”. Credetemi, dalla mia esperienza di mezzo secolo da agricoltore, so che se viene introdotto un gene modificato in un qualsiasi organismo, questo gene sarà dominante. Alla fine il gene modificato prevarrà. Non è possibile avere allo stesso tempo in un paese coltivazioni OGM e biologiche o convenzionali. Il rischio è che alla fine tutto diventerà OGM. E non ci sarà più scelta. Credetemi, gli agricoltori biologici nelle non possono più coltivare la soia o la colza. Tutti I nostri semi adesso sono contaminati da OGM [...] (Estratto da una conferenza di Percy Schmeiser tenuta a Vancouver prima del terzogrado di giudizio).

Alla fine, Percy Schmeiser è stato condannato dai giudici canadesi a pagare 170.000 dollari a Monsanto, e ha speso 300.000 dollari in spese legali, trovandosi costretto a ipotecare casa e terreni.




A Jocotitlan, in Messico, attivisti di Greenpeace hanno tracciato un enorme NO per protestare contro la Monsanto, il colosso del biotech, © Greenpeace

Oggi, le sementi geneticamente modificate sono diffuse in centinaia di diverse coltivazioni, vendute sotto licenza. Sono pochissime compagnie, europee e americane, a controllare in tutto il mondo la maggior parte della fornitura dei semi OGM certificati, e tra queste la Monsanto è la più grande. Molti agricoltori dichiarano di conseguire raccolti più ingenti, facendo un minor uso di pesticidi, con i semi geneticamente modificati. Mentre le compagnie sostengono che il cibo ricavato da queste coltivazioni ha un valore nutrizionale superiore e potrà servire a combattere la fame nel mondo.

Il Primo Ministro indiano, Manmohan Singh, ha detto che occorre “trovare un equilibrio tra il potenziale delle biotecnologie e i bisogni della povera gente affamata, senza tralasciare però le questioni etiche che sorgono quando si interferisce con la natura”. Per il momento, il governo indiano non ha ancora dato il permesso di coltivare semi geneticamente modificati per il consumo umano, l'unica commercializzazione OGM avvenuta in India ha riguardato il cotone. II movimento anti-GM sostiene invece che non esiste ancora alcuna garanzia sulla sicurezza degli alimenti a base di OGM, e che i rischi per l'ambiente sono tali da sconsigliare qualsiasi coltivazione.

“È il più grande attacco alla vita a cui abbiamo mai assistito sulla faccia di questo pianeta”, dice Schmeiser.

Data articolo: marzo 2007
Fonti: Greenpeace, Agence France Presse Continua a leggere...

12 maggio 2007

50 disastri della sperimentazione animale




Traduzione della pagina: "Fifty Disasters of Animal Testing", a cura di Monica Gallina.

In questa pagina vengono riportati solo alcuni esempi di casi in cui il risultato ottenuto sugli animali e quello ottenuto sugli esseri umani è stato discordante, e ha provocato gravi danni: malattie e morti. Si possono senz'altro trovare casi in cui il risultato su una data specie animale, o su più specie, è stato lo stesso ottenuto nell'uomo.

Ma lo si è saputo solo dopo. Per saperlo, si è dovuto provare sull'uomo. Sempre e comunque. E perciò i test su animali in ogni caso non sono serviti a niente, perchè non hanno saputo dare un risultato affidabile a priori.

1. Il benzene non venne ritirato dal mercato, e si è continuato a utilizzarlo come componente chimico industriale nonostante prove cliniche ed epidemiologiche avessero dimostrato che l'esposizione ad esso provoca la leucemia negli esseri umani, perché esperimenti finanziati dai produttori non sono riusciti a riprodurre la leucemia nei topi. [1]

2. Fumare veniva considerato non cancerogeno in quanto il cancro causato dal fumo è difficile da riprodurre in animali da laboratorio. Di conseguenza in molti continuarono a fumare e morire di cancro. [2]

3. Esperimenti effettuati su ratti, criceti, cavie, topi, scimmie e babbuini non rilevarono alcun legame tra fibra di vetro e cancro. Non fino al 1991 quando, grazie a studi compiuti su esseri umani, l'OSHA lo classificò come cancerogeno. [3][4][5]

4. Nonostante l'arsenico sia considerato cancerogeno per gli esseri umani già da decenni, gli scienziati hanno trovato pochissime prove negli animali a supporto di questa conclusione fino al 1977. [6] Questa è stata la posizione ufficialmente accettata finché non fu possibile alla fine riprodurre il cancro negli animali. [7][8][9]

5. Molti esseri umani hanno continuato ad essere esposti all'amianto ed a morire perché gli scienziati non riuscivano riprodurre il cancro negli animali in laboratorio.

6. Lo sviluppo di pacemakers e valvole cardiache è stato ritardato a causa delle differenze fisiologiche tra gli animali, sui quali furono progettati, e gli esseri umani cui erano destinati.

7. Modelli animali di malattie cardiache non sono riusciti a dimostrare che una dieta ricca di grassi e colesterolo aumenta il rischio di malattie coronariche ed arteriose. Invece di cambiare le proprie abitudini alimentari per prevenire questi disturbi, la gente ha continuato il proprio stile di vita con un falso senso di sicurezza.

8. I pazienti ricevevano farmaci dannosi od inefficaci a causa di modelli animali di ictus.

9. Studi sugli animali avevano previsto che i beta-bloccanti non avrebbero abbassato la pressione sanguigna. Come conseguenza di ciò il loro sviluppo fu bloccato. [10][11][12] Persino i ricercatori che praticano esperimenti su animali hanno dovuto ammettere il fallimento di modelli animali di ipertensione al riguardo, ma nel frattempo ci sono state migliaia di vittime di ictus.

10. I chirurghi ritenevano di aver perfezionato la cheratotomia radiale, un tipo di chirurgia che permette di migliorare la vista senza l'ausilio degli occhiali, sui conigli, ma la procedura ha reso ciechi i primi pazienti umani (la cornea del coniglio è in grado di rigenerarsi nella parte inferiore mentre quella umana solo in superficie). L'intervento chirurgico viene oggi praticato solo sulla superficie.

11. Si supponeva che trapianti combinati di cuore e polmoni fossero stati "perfezionati" sugli animali, ma i primi 3 pazienti umani sono deceduti nei primi 23 giorni dopo il trapianto. [13] Su 28 pazienti operati tra il 1981 ed il 1985, 8 sono deceduti durante l'intervento e 10 hanno sviluppato la bronchiolite obliterante, una complicazione polmonare che i cani sui quali furono condotti gli esperimenti non avevano sviluppato. Dei 10 pazienti che avevano sviluppato la bronchiolite obliterante, 4 morirono e 3 non hanno mai più potuto respirare senza l'ausilio di un respiratore. La bronchiolite obliterante, si è poi rivelata essere il maggior rischio legato all'operazione. [14]

12. La Ciclosporina A inibisce il rigetto degli organi, ed il suo sviluppo fu uno spartiacque per il successo nei trapianti di organi. Se le prove su esseri umani non avessero superato i risultati poco promettenti ottenuti sugli animali, il farmaco non sarebbe mai stato rilasciato. [15]

13. Gli esperimenti su animali hanno fallito nel prevedere la tossicità renale causata dall'anestetico generale metoxyiflurano. Molta gente ha perso tutte le funzioni renali.

14. Gli esperimenti su animali hanno ritardato l'uso di rilassanti muscolari durante l'anestesia generale.

15. Le ricerche su animali hanno fallito nel rivelare i batteri come causa di ulcere ed hanno ritardato il loro trattamento con antibiotici.

16. Più della metà dei 198 nuovi farmaci rilasciati tra il 1976 ed il 1985 furono o ritirati o riclassificati in seguito a gravi ed imprevisti effetti collaterali. [16] Questi effetti collaterali, tra gli altri, includevano complicazioni quali disritmia letale, attacchi cardiaci, insufficienza renale, crisi epilettiche, arresto respiratorio, insufficienza epatica ed ictus.

17. Il Flosint, un farmaco contro l'artrite, venne testato su topi, scimmie e cani; tutti tollerarono il farmaco molto bene. Invece, negli esseri umani ha provocato dei decessi.

18. Lo Zelmid, un antidepressivo, fu testato su topi e cani senza incidenti ma causò gravi problemi neurologici negli esseri umani.

19. Il Nomifensine, un altro antidepressivo, fu associato ad insufficienza epatica e renale, anemia e decessi negli esseri umani. Eppure i test sugli animali avevano indicato che il farmaco si potesse usare senza alcun effetto collaterale.

20. L'Amrinone, un farmaco usato contro l'insufficienza cardiaca, fu testato su numerosi animali e rilasciato senza alcun problema. Negli esseri umani però sviluppò la trombocitopenia, cioè la mancanza di cellule ematiche necessarie per la coagulazione del sangue.

21. Il Fialuridine, un farmaco antivirale, causò danni al fegato in 7 pazienti su 15. Cinque di loro morirono e due dovettero ricorrere ad un trapianto di fegato. [17] Eppure il farmaco aveva funzionato bene sulle marmotte [18][19]

22. Il Clioquinol, un farmaco antidiarroico, ebbe risultati positivi nei test effettuati su topi, gatti, cani e conigli. Nel 1982 però dovette essere ritirato in tutto il mondo perché responsabile di cecità e paralisi negli esseri umani.

23. L'Eraldin, un farmaco contro le malattie cardiache, causò morte e cecità negli esseri umani nonostante non avesse provocato alcun effetto indesiderato negli animali. Quando immesso sul mercato, i ricercatori affermarono che si fosse distinto per la completezza degli studi di tossicità effettuati su animali. Successivamente i ricercatori non furono in grado di riprodurre questi risultati su animali. [20]

24. L'Opren, un farmaco contro l'artrite, uccise ben 61 persone. Sono stati inoltre documentati più di 3.500 casi di reazioni gravi ad esso. L'Opren era stato testato su scimmie ed altri animali senza causare problemi.

25. Lo Zomax, un'altra medicina contro l'artrite, fu responsabile della morte di 14 persone e causa di sofferenze per molte altre.

26. Le dosi dell'Isoprotenerol, un farmaco usato nel trattamento dell'asma, furono calcolate utilizzando animali. Sfortunatamente si è dimostrato essere troppo tossico negli esseri umani. 3.500 persone sofferenti d'asma morirono nella sola Gran Bretagna a causa di sovradosaggio. E' ancora difficile riprodurre questi risultati negli animali. [21][22][23][24][25][26]

27. Il Methysergide, un farmaco usato nel trattamento del mal di testa, ha portato a fibrosi retroperitoneale, o gravi cicatrci del cuore, dei reni e dei vasi sanguigni nell'addome. [27] I ricercatori non sono stati in grado di riprodurre questi effetti negli animali. [28]

28. Il Suprofen, una medicina contro l'artrite, fu ritirata dal mercato quando i pazienti cominciarono a soffrire di tossicità renale. Prima del suo rilascio, i ricercatori dissero questo al riguardo: "Eccellente profilo di sicurezza. Nessun effetto a livello cardiaco, renale o del sistema nervoso centrale in nessuna specie." [29][30]

29. Il Surgam, un altro farmaco contro l'artrite, fu studiato per avere un fattore di protezione dello stomaco che prevenisse ulcere nello stomaco, un effetto collaterale comune a parecchi farmaci contro l'artrite. Nonostante risultati promettenti nei test su animali provocò ulcere in pazienti umani. [31][32]

30.Il Selacryn, un diuretico, fu ampiamente sperimentato sugli animali ma dovette essere ritirato dal mercato nel 1979 dopo che 24 persone morirono a causa di un'insufficienza epatica indotto dal farmaco. [33][34]

31. Il Perhexiline, un farmaco per il cuore, fu ritirato dal mercato quando si scoprì che produceva un'insufficienza epatica che non si era riscontrata nei test su animali. Anche dopo che fu individuato quel particolare tipo di insufficienza epatica, non la si poté riprodurre negli animali. [35]

32. Il Domperidone, progettato per curare nausea e vomito, produceva nell'uomo un battito cardiaco irregolare e dovette essere ritirato dal mercato. I ricercatori non furono in grado di riprodurre questo effetto nei cani nemmeno con un dosaggio di 70 volte superiore rispetto la dose normale. [36][37]

33. Il Mitoxantrone, una cura contro il cancro, produceva scompenso cardiaco negli esseri umani. Fu ampiamente testato su cani senza che si riscontrasse questo effetto. [38][39]

34. Il Carbenoxalone sarebbe dovuto servire nella prevenzione delle ulcere gastriche ma nei pazienti causava ritenzione idrica al punto da provocare scompenso cardiaco. Dopo che i vivisettori scoprirono ciò che causava negli esseri umani lo testarono su topi, ratti, scimmie e conigli ma non riuscirono mai a riprodurre questo effetto su di essi. [40][41]

35. Il Clindamycin, un antibiotico, causa una condizione nell'intestino detta colite pseudomembranosa. Eppure fu testato per un anno intero ogni giorno su cani e topi; non solo, essi furono anche in grado di tollerare dosi dieci volte maggiori di quelle tollerate dagli esseri umani. [42][43][44]

36. Gli esperimenti su animali non suffragarono mai l'efficacia di farmaci simili al valium durante il loro sviluppo od in seguito. [45][46]

37. Le compagnie farmaceutiche Pharmacia ed Upjohn interruppero i test clinici sulle loro compresse Linomide (roquinimex) per il trattamento della sclerosi multipla dopo che diversi pazienti soffrirono di attacchi cardiaci. Su 1.200 pazienti, 8 soffrirono di attacchi cardiaci legati alla somministrazione del farmaco. Gli esperimenti su animali non avevano in alcun modo previsto questo.

38. Il Cylert (pemoline), un farmaco usato nel trattamento delle malattie da carenza di attenzione e iperattività, causò insufficienza epatica in 13 bambini. Di essi, undici o morirono o necessitarono di un trapianto di fegato.

39. L'Eldepryl (selegiline), un farmaco usato nel trattamento del morbo di Parkinson si scoprì essere causa di pressione sanguigna molto alta. Quest'effetto collaterale non fu riscontrato negli animali.

40. La combinazione di due farmaci utilizzati nelle diete dimagranti, fenfluramine e dexfenfluramine, si scoprì essere legata ad anomalie delle valvole cardiache e ritirata dal mercato nonostante studi compiuti su animali non mostrarono mai alcuna anomalia cardiaca. [47]

41. Il farmaco contro il diabete "troglitazone", meglio conosciuto come Rezulin, fu testato su animali senza causare problemi significativi ma causò danni al fegato negli esseri umani. I produttori ammisero che almeno un paziente era deceduto ed un altro dovette essere sottoposto a trapianto del fegato come risultato della somministrazione del farmaco. [48]

42. La digitale è stata usata per secoli per curare malattie cardiache. Eppure, gli esperimenti su farmaci derivati dalla digitale furono ritardati perché essa causava pressione alta negli animali. Fortunatamente le prove sugli esseri umani ebbero la meglio e come risultato, il digoxin, una sostanza analoga alla digitale ha salvato innumerevoli vite. Molte più persone sarebbero potute sopravvivere se i test sugli animali fossero stati ignorati e la digitale fosse stata rilasciata prima. [49][50][51][52]

43. L'FK 506, ora chiamato Tacrolimus, è un agente anti-rigetto il cui uso fu quasi completamente abbandonato prima di effettuare analisi cliniche, a causa di grave tossicità negli animali. [53][54] Studi sugli animali suggerirono che la combinazione di FK 506 con cyclosporin si sarebbe potuta rivelare più efficace. [55] In realtà negli esseri umani si è rivelato essere esattamente l'opposto. [56]

44. Esperimenti su animali suggerirono che l'uso dei corticosteroidi sarebbe stato di aiuto nel caso di shock settico, una grave infezione batterica del sangue. [57][58] Gli esseri umani invece reagirono in modo differente. Questo trattamento aumentò i decessi causati da shock settico. [59]

45. Nonostante l'inefficacia della penicillina nei conigli, Alexander Fleming usò l'antibiotico su di un paziente molto grave dal momento che non aveva altro con cui provare. Per fortuna i primi test Fleming non li fece su cavie o criceti perché la penicillina li uccide. Howard Florey, il premio Nobel a cui si co-attribuisce la scoperta della penicillina disse: "Cohe fortuna che non avessimo questi esperimenti su animali, negli anni '40 perché altrimenti la penicillina non avrebbe mai ottenuto una licenza e, probabilmente, l'intera gamma degli antibiotici non sarebbe mai stata realizzata."

46. Il rilascio del Fluoride, un farmaco che previene la carie, fu posticipato perché causava cancro nei topi. [60][61][62]

47. I due farmaci notoriamente pericolosi, il thalidomide ed il DES furono testati su animali e rilasciati per essere usati su esseri umani. Il risultato fu la sofferenza e la morte di migliaia di persone.

48. Esperimenti effettuati su animali trassero in inganno i ricercatori sulla rapidità con cui l'HIV si replica. A causa di queste false informazioni, i pazienti non ricevettero terapie immediate e le loro vite vennero accorciate.

49. Ricerche condotte su animali ritardarono lo sviluppo del vaccino anti-polio, secondo il dottor Albert Sabin, il suo inventore. I primi vaccini contro la rabbia e la polio funzionarono bene sugli animali ma storpiarono o uccisero i pazienti a cui furono somministrati.

50. I ricercatori che lavoravano con animali si sono ammalati o sono deceduti a causa dell'esposizione a malattie che, anche se innocue per gli animali ospiti (come l'epatite B), sono potenzialmente o effettivamente mortali per gli uomini.

Riferimenti

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[20]Nature, 1982, April 1, pp387-90. and British Medical Journal, 1983, Jan 15, pp199-202, and Drug Monitoring, 1977 and Pharmacologist, 1964, vol. 6, pp12-26, and Pharmacology: Drug Actions and Reac. and Advances in Pharm, 1963, vol. 2, pp1-112, and Nature, 1982, April 1, pp387-390.
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[22]Br. J. of Pharm., 1969, Vol. 36, pp35-45.
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[50]T. Lewis, Clinical Science, Shaw and Sons Ltd., 1934.
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[58]Anesthesiology: Proceedings of the VI World Congress of Anesthesiology, Mexico City 1977.
[59]NEJM, 1987, Sep. 10, pp653-658.
[60]The Causes of Cancer, 1981, Oxford Press.
[61]J. NIH. Res., 1991, vol.3, p46.
[62]Nature, 1991, Feb 28, p732.

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CACCIA ALLE BALENE: diciamo no.




Sovrasfruttamento, imbrogli ed estinzione: è questo il circolo vizioso di ingordigia che si nasconde dietro la caccia industriale alle balene e che spazza via una popolazione di balene dietro l'altra. Anche dopo decenni di protezione, non si è certi della possibilità di recuperare alcune specie.

Le statistiche parlano chiaro. Le balenottere azzurre, in Antartide, sono l'1 per cento della popolazione originaria, nonostante quaranta anni di protezione totale. Alcune popolazioni di balene si stanno espandendo, ma altre no. Si stima che solo una popolazione di balene, le balene grigie del Pacifico Orientale, abbia recuperato appieno la propria condizione originale. Le balene grigie del Pacifico Occidentale, invece, sono le più minacciate in assoluto: i circa cento esemplari rimasti sono ormai sull'orlo dell'estinzione.

Un po' di statistiche
Recenti analisi condotte sul dna delle balene suggeriscono che gli effetti della caccia commerciale sono molto più dannosi di quanto non si pensi. La maggior parte delle stime sulle dimensioni delle popolazioni di balene si basava sull'analisi di vecchie fotografie di caccia. Secondo il biologo marino Steve Palumbi della Stanford University, questo metodo è in molti casi approssimativo e non consente stime attendibili. Nel 2003 Palumbi si è basato sulle analisi di campioni di dna per analizzare la numerosità delle popolazioni di balene. Ha concluso che nell'Ottocento, prima dell'inizio della caccia commerciale, c'erano circa un milione e mezzo di megattere. Questa stima smentisce la stima ufficiale di 100mila esemplari, considerata attendibile dalla Commissione Baleniera Internazionale [ IWC ]. Gli esemplari rimasti oggi sono solo 20mila.

I delegati giapponesi alla IWC ricordano sempre una stima del 1990, secondo cui ci sarebbero 760mila esemplari di balenottera minore. Ma questo dato è stato smentito dalla stessa IWC nel 2000, perché da un recente censimento risulta un numero di balenottere di molto inferiore a quello indicato dai giapponesi.

Non solo caccia
La caccia commerciale non è l'unico pericolo che le balene devono fronteggiare. L'impatto delle attività dell'uomo sugli ecosistemi marini è profondamente cambiato negli ultimi cinquant'anni, da quando cioè si è cominciato a proteggere le balene. Il cambiamento climatico, il buco dell'ozono, l'inquinamento chimico e quello acustico, legato ai sonar e ai motori delle imbarcazioni, lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche mettono a repentaglio la sopravvivenza delle popolazioni di balene rimaste. La pesca industriale sottrae alle balene preziose risorse alimentari e le espone al rischio delle catture accidentali.

E se volessi toglierti la curiosità di mangiare carne di balena, pensaci bene: molte volte il grasso di balena è così contaminato da pesticidi e PCB - sostanze chimiche che incidono negativamente sullo sviluppo dei bambini e sulla capacità riproduttiva - da poter essere considerato un vero e proprio rifiuto tossico.

Incuranti delle tante minacce esistenti, sono sempre più le nazioni che all'interno della Commissione Baleniera Internazionale - organismo istituito per tutelare le popolazioni di cetacei - si schierano a favore di una riapertura della caccia commerciale alle balene. Dal 1986 è in vigore una moratoria sulla caccia commerciale, e le nazioni baleniere ricorrono al pretesto della caccia effettuato a fini scientifici.

In realtà, il rafforzamento all'interno della IWC del fronte a favore della caccia commerciale non riflette un cambiamento nell'opinione pubblica, ma è solo il frutto di una politica di acquisto di voti che da anni l'agenzia di pesca giapponese con invidiabile perseveranza porta avanti, reclutando nuove e piccole nazioni e offrendo appetitosi finanziamenti in cambio di un voto allineato.

Aspettative eccessive
Le aspettative troppo ottimistiche sul recupero delle popolazioni di balene si basano sull'assunto che, ad eccezione della caccia commerciale, le balene sono al sicuro esattamente come poteva esserlo centinaia di anni fa. Purtroppo questa premessa non è più valida. Ed è per questo che noi di Greenpeace crediamo sia necessario fermare la caccia alle balene in ogni sua forma.


da qui. Continua a leggere...

NO ALLA CACCIA



IO SCELGO DI DIRE NO ALLA CACCIA DI QUALUNQUE GENERE ESSA SIA
SEMPRE E COMUNQUE NO ALLA CACCIA !!! Continua a leggere...

11 maggio 2007

AIUTIAMOLI A VIVERE UNA VITA VERA!!!

...se vuoi un cane o un gatto non andare in un negozio o in un allevamento ma vai in un gattile o in un canile della tua zona e dai una famiglia a chi ne ha bisogno...in cambio avrai AMORE VERO ED INCONDIZIONATO!!! Continua a leggere...

stop cruelty

Ma l'avete vista anche voi la nuova pubblicità della simmenthal dove una felice e gioiosa famigliola canta e balla immersa nella natura che si sprigiona una volta che la simmenthal è stata aperta, cantando un'allegra canzoncina che fà più o meno così..."...star bene con...star bene con...star bene con..."...ma qualcuno di loro si è chiesto se le mucche,dal quale fanno la simmenthal (che tanto fa stare bene questi signori) stanno bene quando vengono portate al mattatoio per finire dentro la splendida scatoletta di CARNE IN SCATOLA SIMMENTHAL...???...ma pensano che manco sappiamo più cos'è la carne in scatola?...pensano sul serio che con una canzoncina e qualche bella immagine possano imbambolare via i consumatori...mi auguro di no!!! FORZA ALLA CONSAPEVOLEZZA!!!

PRIMA...ma non negli allevamenti intensivi della simmenthal OVVIAMENTE!!!




POI...morte,sminuzzate e condite come piace a quelli che la mangiano!!! Continua a leggere...

proviamo a pensare



Provate a pensare ad una sola giornata della vostra vita senza avere a disposizione tutta la quantità d'acqua di cui credete di aver bisogno ma solo avendone a disposizione 10 litri...
davvero...
provate a pensare come sarebbe la vostra giornata...

e ora...
provate a pensare se ogni giorno della vostra vita fosse così...

pensate che per tantissime persone le cose stanno così nella realtà...

e allora forse se uno si ferma a riflettere...
...forse non è il caso di far tesoro di ciò che abbiamo...senza sprechi e pensando al valore delle cose che noi diamo per scontate...quelle stesse cose che per molti non solo non sono scontate ma sono un'utopia!!!

ATTENZIONE in ciò che facciamo e riguardo per quel che abbiamo sono le basi per un mondo migliore !!! Continua a leggere...

ALWAYS VAURO!!!

Continua a leggere...

BOICOTTIAMOLI



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Rispetto



Rispetto per il mondo, rispetto per gli animali, rispetto per la natura, rispetto per gli uomini, rispetto per la vita, rispetto per le idee, rispetto per noi stessi...RISPETTO per tutto e tutti e sempre!!!
  Continua a leggere...

***DILEMMI


...ovvero quello che la mia testolina si chiede ed al quale ancora nessuno ha dato risposta!

• 1) Perchè i negozi che vendono animali non sono illegali?
• 2) Perchè Mister B e soci non sono in galera?
• 3) Perchè esistono ancora i contratti cocococcococ.....anche se adesso si chiamano in un'altro modo?
• 4) Perchè le donne (ma purtroppo anche gli uomini) si fanno le liposuzioni quando basterebbe fare attività fisica e smettere di mangiare da MC Donald's ?
• 5) a) Perchè vendono le piante finte ?....
• 5) b) ....e questo mi si deve...anche solo per giustizia....LE PIANTE FINTE SONO ORRENDE PER 1000 MOTIVI:a)sono di plastica b)si vede che sono finte...e allora che senso ha??? c)...se non ami le piante quando sono vere...perchè comprarne...e pure finte? d)quando sono in stoffa scoloriscono a mò di maglietta stinta...e sono un'orrore ancor più di prima...
• 5) c)...QUINDI...piuttosto che comprare delle piante finte...(che tra l'altro uno che vede che avete una tale pianta si chiede:"...ma se questa non è in grado neanche di curare una pianta come fà con il resto???" )...dicevo...procedete in questo modo: 1-acquistate un libro basic sulla cura delle piante 2-leggetelo 3-acquistate una pianta 4-mettetelo in pratica!!!...avrà il suo effetto!!!
• 6) Perchè i libri di M.Travaglio non vengono istituiti come libri di storia contemporanea all'interno delle scuole???
• 7) Perchè esistono trasmissioni tipo uomini e donne? o i reality?...a che servono???...cioè se qualcuno me lo spiega io sono anche disposta a cercare di comprendere...
• 8) Perchè quando dici che sei vegetariana tutti ti chiedono : "...ma allora cosa mangi???"...MA CHE è...ESISTONO SOLO ANIMALI MORTI NEL MENù ITALIANO!!!
• 9) a) Perchè Luttazzi, Vauro e Travaglio non collaborano in una nuova trasmissione telavisiva?...
• 10) Perchè ...beh...attendo i vostri di perchè... Continua a leggere...

NEWS LAV LOMBARDIA

CILAVEGNA (PV): LAV DIFFIDA SINDACO E ORGANIZZATORI, PALIO DEI MAIALI SOSPESO
10/05/2007
10/05/07 Cilavegna (PV): Il Palio dei maiali in programma a Cilavegna (Pavia) il 13 maggio pv è stato sospeso su Ordinanza del Comune - in seguito all’atto di diffida inviato dall’Ufficio legale della LAV al Sindaco e agli organizzatori
Continua...
VIGEVANO (PV): CANI TROVATI MORTI. CONDANNATO A 5 MESI DI RECLUSIONE
10/05/2007
10/05/07 - Vigevano (PV): Il tribunale di Vigevano (Pavia) ha pronunciato sentenza di condanna a cinque mesi di reclusione a carico di Giorgio Chiappa per simulazione di reato, ovvero per aver simulato e denunciato falsamente che ignoti avrebbero gettato carcasse di cane nella proprietà dello stesso.
Continua...
PRODI ACCOGLIE LA LAV PER RICEVERE LE 150.000 FIRME
08/05/2007
08/05/2007- “Corri Prodi, corri a pagina 153”. Lo slogan della campagna della LAV per l’attuazione degli impegni scritti dalla Coalizione di Governo a pagina 153 del proprio Programma, a tutela degli animali, è stato consegnato oggi pomeriggio, con oltre 150mila cartoline firmate, a Palazzo Chigi nelle mani del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Continua...
SONDRIO: CUCCIOLO CANE BRUCIATO VIVO
08/05/2007
07/05/07 - Teglio (SO): Un cucciolo di cane, al quale ignoti hanno dato fuoco, è morto dopo alcune ore di agonia e nonostante le cure prestate dalla veterinaria Daniela Pedrucci di Tirano, chiamata nella notte dal proprietario, a sua volta svegliato dalle urla di dolore dell' animale che si rotolava nel prato antistante l'abitazione, avvolto dalle fiamme.
Continua...
METODI ALTERNATIVI: CONVALIDATI CINQUE NUOVI TEST
04/05/2007
02/05/07 - La LAV accoglie con soddisfazione la notizia diffusa pochi giorni fa dall’ECVAM, il Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi che opera per conto dell’Unione Europea, relativa alla validazione di cinque nuovi test di irritazione cutanea,
Continua...
dal sito lav Continua a leggere...

e tutto iniziò qui...





...ed eccomi qua anch'io ingoiata da questo mondo fantastico detto internet...ora mi chiedo...non è che questo mondo è più bello di quell'altro?...insomma qui si può vedere solo chi si vuole e quello che si vuole...attendo commenti...ma è bene partire dall'inizio...infatti...tutto è iniziato oggi...quando...mi sono decisa a scrivere questo blog un pò per sperimentare ed un pò per cercare di trasmettere qualcosa...magari qualcosa di sostenibile e che faccia riflettere un pò tutti... onnivori e non...
...e data una tale premessa mi è di dovere dire qualcosa su di me...
...io sono Kia, sono vegetariana da 6 anni in procinto di trasformarmi come una farfalla ...finalmente in vegana...cerco di vivere la mia vita in modo equo ed eco...appunto...perciò boicotto moltissime cose su questo "splendido pianeta"...ma soprattutto cerco di essere sempre consapevole in quello che faccio...
...sono animalista...se così si può definire una persona che ritiene ingiusto trasformare degli esseri viventi in merce...sotto tutti i punti di vista...e pur con tali premesse ancora sogno un mondo dove vi sia giustizia per gli uomini e gli animali...sogno un mondo dove tutta la gente possa avere ciò che oggi solo i paesi più ricchi hanno...ecco magari con una "piccola" modifica sui metodi usati...in questo infatti mi risparmierei volentieri sui metodi attenti solo al guadagno economico e a null'altro...
...sogno un mondo dove tutti possano avere una possibilità di migliorare la propria esistenza...ed ecco perchè sono arrivata a crecedere che noi, GENTE COMUNE possiamo fare tanto con ogni scelta quotidiana che facciamo...l'importante è esserne consapevoli!!!
...da qui EQUO, ECO E VEGAN !!! Continua a leggere...

PERCHE'?

..io mi chiedo...ma perchè l'uomo pensa di essere al centro di tutto...non è forse proprio questo l'errore più grande? Continua a leggere...

***Clienti-comparse da Mc Donald's per nascondere il boicottaggio


e dopo aver visto size me non resto sicuramente più sconvolta quando si parla di MC Killer...

Il Cairo
Che cosa ci fa lo stesso sacerdote azharita, con tonaca grigia e cappello biancorosso, giorno dopo giorno, seduto all'identico tavolo del McDonald's di piazza Tahir? E chi sono queste decine di clienti che improvvisamente affollano il locale? Perché hanno le stesse facce di quelli che c'erano a pranzo, e ieri?
La risposta è: perché sono comparse ingaggiate per rispondere al boicottaggio contro l'America, che parte dai suoi simboli: hamburger, Coca-Cola e patatine. [...] E' accaduto che un amico del proprietario, tale Mahmoud Wagdi, ha proposto di rilanciare l'immagine del locale affittando un centinaio di comparse a 20 lire egizie (circa tre euro) al giorno, più vitto. [...] Ma è scoppiata la protesta sindacale, quando gli "attori" hanno scoperto che il loro vitto era una fetta di pane e un cartoccio di patatine. [...] Il più arrabbiato ha raccontato tutto al giornale "Al Quds Al-arabi" e smascherato la finzione. [...]

(Aprile 2003)

Se ti c hiedi perchè dovresti boicottare Mc Donald's, beh la McDonald’s si è eretta in questi anni a simbolo di quelle compagnie che per il profitto passano sopra a tutto e tutti.
Dietro la splendente facciata della maggiore multinazionale di fast food, in pochi sanno che si cela una potente organizzazione volta ad ottenere il massimo del profitto, con azioni a dir poco criminali. La Mc Donald's spende ben 4000 miliardi di lire all'anno per farsi pubblicita' in tutto il globo e per nascondere il vero volto. Vuole dare a bere al mondo intero che essa e' una multinazionale onesta e magnanima. Ecco spiegati i regali per i bambini, i volantini che certificano l'ottima qualita' del cibo, le martellanti pubblicita' televisive con testimonial del mondo dello spettacolo, i tentativi di far apparire Mc Donald's una multinazionale attenta ai problemi sociali e ambientali. Non c'e' nulla di piu' falso. Il vero motivo per cui Mc Donald's sta incrementando sempre di piu' le proprie promozioni e' perche' ha capito che qualcuno si e' accorto degli abusi e delle nefandezze che essa sta commettendo.
Qui e Qui trovi molte e molte informaazioni utili! Continua a leggere...