Un grupo de ecologistas denuncia en Nueva York el sufrimiento al que son sometidos los toros en los populares encierros de Pamplona
giovedì 25 giugno 2009
segnalazioni da altri luoghi...
Un grupo de ecologistas denuncia en Nueva York el sufrimiento al que son sometidos los toros en los populares encierros de Pamplona
lunedì 22 giugno 2009
mmm...il pane che si fà da solo!

Ho trovato per caso questa ricetta di cui il titolo è già allettante "No-knead bread: il pane che si fa da solo!" in questo sito molto interessante ( asua volta tratto dall'autorevole nytimes!), l'ho letto e apportando qualche modifica mi son detta: "questo week-end provo e vediamo!"...intanto vi posto la ricetta originale e poi vi dirò come andrà la mia rivisitazione!
RICETTA:
- una tazza da tè di “pasta madre”
- un chilo di farina
- acqua quanto basta per ottenere un impasto morbidissimo ed appiccicoso lavorabile con un cucchiaio
- un cucchiaino di malto
- una pentola con coperchio di terracotta
- due cucchiai di olio EXTRAV.
- un cucchiaio di sale integr. marino
Il trucco di questo tipo di pane è la lunghissima lievitazione che va a sostituire “meccanicamente” le numerose lavorazioni a cui si deve sottoporre l'impasto nella lievitazione naturale classica.
Io preparo l'impasto la sera dopo cena per poi cuocerlo verso mezzogiorno del giorno dopo ma sarà sufficiente adattarlo ai propri orari per rendere il processo “sostenibile” con gli impegni della giornata, siano questi andare al lavoro o semplicemente fare una passeggiata al parco.
Le prime "panificazioni" non avranno risultati eccezionali!
In una terrina abbastanza capiente (il volume dell'impasto raddoppierà durante la lievitazione formando un'impressionante Blob molliccio) mescolo la tazza di “pasta madre”, un cucchiaino di malto, la farina e l'acqua fino ad ottenere un impasto molto morbido lavorabile solo con un cucchiaio (10 minuti).
Copro la terrina con un telo e la lascio in una zona calda e non esposta a correnti d'aria per almeno 18 ore (io uso il forno spento).
E qui sta il primo trucco: nelle 18 ore l'impasto fa il lavoro che altrimenti avrei dovuto fare io con successive lavorazioni ed impastature.
Terminata questa prima lievitazione prelevo un cucchiaio di impasto che mescolo alla stessa quantità di farina per “ricreare” la “pasta madre” per la successiva panificazione, richiudo la “mamma” nel suo barattolo e la metto in frigo.
Nel frattempo metto la pentola completa di coperchio nel forno e porto il tutto a 220°-240°.
Al resto dell'impasto aggiungo i due cucchiai d'olio, il sale, mescolo il tutto per 5 minuti (l'impasto dovrebbe essere molto morbido e “gommoso”), aggiungo semi, spezie o altro.
Quando la pentola è alla temperatura giusta, la estraggo dal forno e ci verso dentro il “pastellone”. Incredibile ma vero, l'alta temperatura delle pareti fa si che si crei quasi immediatamente una croccante crosticina che impedisce all'impasto di attaccare. Copro la pentola con il coperchio e rimetto in forno per circa 30 minuti alla fine dei quali tolgo il coperchio e lascio dorare per 5-10 minuti... e voilà! Il pane è fatto!!
sullo stesso sito poi, mi sono imbattuta in quest'articolo che mi ha reso felice e tristissima contemporaneamente....andando solo a confermare quello di cui ormai molti di noi sono consapevoli da tempo: guidare la classifica europea dei paesi dell'UE meritevoli sono Germania, Spagna e Danimarca mentre per l’Italia i numeri parlano chiaro...le cose non stanno in egual modo e qui si parla ancora di nucleare e incenertori mentre il resto del mondo và avanti!
RICETTA:
- una tazza da tè di “pasta madre”
- un chilo di farina
- acqua quanto basta per ottenere un impasto morbidissimo ed appiccicoso lavorabile con un cucchiaio
- un cucchiaino di malto
- una pentola con coperchio di terracotta
- due cucchiai di olio EXTRAV.
- un cucchiaio di sale integr. marino
Il trucco di questo tipo di pane è la lunghissima lievitazione che va a sostituire “meccanicamente” le numerose lavorazioni a cui si deve sottoporre l'impasto nella lievitazione naturale classica.
Io preparo l'impasto la sera dopo cena per poi cuocerlo verso mezzogiorno del giorno dopo ma sarà sufficiente adattarlo ai propri orari per rendere il processo “sostenibile” con gli impegni della giornata, siano questi andare al lavoro o semplicemente fare una passeggiata al parco.
Le prime "panificazioni" non avranno risultati eccezionali!
In una terrina abbastanza capiente (il volume dell'impasto raddoppierà durante la lievitazione formando un'impressionante Blob molliccio) mescolo la tazza di “pasta madre”, un cucchiaino di malto, la farina e l'acqua fino ad ottenere un impasto molto morbido lavorabile solo con un cucchiaio (10 minuti).
Copro la terrina con un telo e la lascio in una zona calda e non esposta a correnti d'aria per almeno 18 ore (io uso il forno spento).
E qui sta il primo trucco: nelle 18 ore l'impasto fa il lavoro che altrimenti avrei dovuto fare io con successive lavorazioni ed impastature.
Terminata questa prima lievitazione prelevo un cucchiaio di impasto che mescolo alla stessa quantità di farina per “ricreare” la “pasta madre” per la successiva panificazione, richiudo la “mamma” nel suo barattolo e la metto in frigo.
Nel frattempo metto la pentola completa di coperchio nel forno e porto il tutto a 220°-240°.
Al resto dell'impasto aggiungo i due cucchiai d'olio, il sale, mescolo il tutto per 5 minuti (l'impasto dovrebbe essere molto morbido e “gommoso”), aggiungo semi, spezie o altro.
Quando la pentola è alla temperatura giusta, la estraggo dal forno e ci verso dentro il “pastellone”. Incredibile ma vero, l'alta temperatura delle pareti fa si che si crei quasi immediatamente una croccante crosticina che impedisce all'impasto di attaccare. Copro la pentola con il coperchio e rimetto in forno per circa 30 minuti alla fine dei quali tolgo il coperchio e lascio dorare per 5-10 minuti... e voilà! Il pane è fatto!!
sullo stesso sito poi, mi sono imbattuta in quest'articolo che mi ha reso felice e tristissima contemporaneamente....andando solo a confermare quello di cui ormai molti di noi sono consapevoli da tempo: guidare la classifica europea dei paesi dell'UE meritevoli sono Germania, Spagna e Danimarca mentre per l’Italia i numeri parlano chiaro...le cose non stanno in egual modo e qui si parla ancora di nucleare e incenertori mentre il resto del mondo và avanti!
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Ricette Vegan,
Tutorial panificazione
sabato 20 giugno 2009
No plastic bag, please!
Questo video l'ho visto sul blog di Tippitappi e non posso far a meno di rigirarlo qui...molto molto carino ma soprattutto non ha bisogno di parole!
Per quel che mi riguarda, ho sempre una borsetta di tela perfettamente ripiegata in borsa -per ogni evenienza- e poi in cooperativa dove faccio la spesa ci sono a disposizione dei cartoni per chi non ha le borsette in stoffa.
Poi riutilizzo i sacchetti in carta o per panini e frutta o per l'umido visto che quelli in mat bio spesso mi finiscono all'improvviso!
Da me, inoltre, ci sono pasta, riso, legumi, cereali e frutta secca sfusa perciò riutilizzo i sacchetti messi a disposizione dal negozio più volte, così da dargli un po' più di vita! Per il resto, beh riutilizzo i sacchetti di plastica della frutta e quelli in eccedenza li uso per la pupù dei cagnoni piuttosto che comprare quelli fatti a posta per pupù (cosa avranno di particolare poi!?)
I detersivi sfusi purtroppo non li prendo perchè pur essendoci non sono ecologici perciò preferisco farli da me (o al max compro quelli della ecor in bottiglia....).
Inoltre da un po' ho acquistato una borraccia in modo da smettere di utilizzare le bottigliette di plastica per l'acqua (che anche se è del rubinetto mica posso portarmi una bottiglietta in vetro quando sono fuori casa !

Per saperne di più comunque qui trovate la campagna e se avete dimestichezza con la macchina da cucire qui ci sono alcuni semplici cartamodelli per confezionare le vostre borse anche ultralight o per il pane .....

Inoltre vi invito ad andare sul sito di morsbag, sicuramente lo trovere molto molto interessante!!!!

Infine, colgo l'occasione per ricordarvi che come ogni anno questo week-end ci sarà il Veganch'io a Brugherio (prov.di Mi)....e vi consiglio la visione del documentario qui di seguito, un documentario basato sul libro "Il maiale che cantava alla luna" dello scrittore di fama internazionale Jeffrey Masson. Adatto a tutte le età, questo video mostra gli animali "da fattoria" per quello che sono realmente, esseri senzienti e non "macchine" come sono oggi considerati negli allevamenti intensivi.
Per quel che mi riguarda, ho sempre una borsetta di tela perfettamente ripiegata in borsa -per ogni evenienza- e poi in cooperativa dove faccio la spesa ci sono a disposizione dei cartoni per chi non ha le borsette in stoffa.
Poi riutilizzo i sacchetti in carta o per panini e frutta o per l'umido visto che quelli in mat bio spesso mi finiscono all'improvviso!
Da me, inoltre, ci sono pasta, riso, legumi, cereali e frutta secca sfusa perciò riutilizzo i sacchetti messi a disposizione dal negozio più volte, così da dargli un po' più di vita! Per il resto, beh riutilizzo i sacchetti di plastica della frutta e quelli in eccedenza li uso per la pupù dei cagnoni piuttosto che comprare quelli fatti a posta per pupù (cosa avranno di particolare poi!?)
I detersivi sfusi purtroppo non li prendo perchè pur essendoci non sono ecologici perciò preferisco farli da me (o al max compro quelli della ecor in bottiglia....).
Inoltre da un po' ho acquistato una borraccia in modo da smettere di utilizzare le bottigliette di plastica per l'acqua (che anche se è del rubinetto mica posso portarmi una bottiglietta in vetro quando sono fuori casa !

Per saperne di più comunque qui trovate la campagna e se avete dimestichezza con la macchina da cucire qui ci sono alcuni semplici cartamodelli per confezionare le vostre borse anche ultralight o per il pane .....

Inoltre vi invito ad andare sul sito di morsbag, sicuramente lo trovere molto molto interessante!!!!

Infine, colgo l'occasione per ricordarvi che come ogni anno questo week-end ci sarà il Veganch'io a Brugherio (prov.di Mi)....e vi consiglio la visione del documentario qui di seguito, un documentario basato sul libro "Il maiale che cantava alla luna" dello scrittore di fama internazionale Jeffrey Masson. Adatto a tutte le età, questo video mostra gli animali "da fattoria" per quello che sono realmente, esseri senzienti e non "macchine" come sono oggi considerati negli allevamenti intensivi.
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Ecosostenibilità
mercoledì 3 giugno 2009
5 giugno 2009 :GIORNATA MONDIALE PER L'AMBIENTE
La7 ha aperto questa pagina web con link utili,un forum, video&news ed una lista di buoni propositi al quale ognuno di noi può partecipare! facciamoci sentire!!!!A Milano invece si terrà l'evento organizzato da Lifegate Radio intitolato "Eco Park".
All'interno di parco Sempione, verranno create otto "oasi" con piccoli palchi sui quali si esibiranno contemporaneamente artisti sia emergenti che noti.
L'evento giunge a conclusione di "Talenti per natura", iniziativa partita il 22 aprile che ha concesso a moltissimi giovani musicisti (selezionati dal Centro Professione Musica) l'opportunità di esibirsi nelle principali stazioni sotterranee della metropolitana milanese.
Poi, perchè non rivedersi (o vedersi peer quelli che ancora non l'hanno fatto!)"una scomoda verità" magari proiettandolo insieme ad alcuni amici per poi parlarne tutti insieme e cercare di trovare qualcosa che ognuno di noi può fare per migliorare le cose (consiglio il libricino "io lo so' fare" dove ci sono ottimi spunti e poi compost,tofù-seitan-pane-pasta madre, sapone,deodorante, dentifricio,...).
E ancora perchè non iniziare a diffondere messaggi reali con magari dimostrazioni pratiche su sostenibilità quotidiana e autoproduzione, per far vedere quanto sia più facile a farsi che a dirsi....usiamo questa giornata come riflettore su tutto quello a cui teniamo di più!
L' UNEP (da vedere il loro link sulla giornata mondiale per l'ambiente!) , poi, suggerisce 77 modi di celebrare la giornata mondiale dell'ambiente come per esempio usare trasporti sostenibili (camminare, bicicletta, car pooling), partecipare a campagne di pulizia (ad esempio delle spiagge o delle rive dei fiumi),coltivare un orto (da potersi fare anche su balcone!) fare escursioni in siti naturali (per chi non lavora!, diventare soci di un gruppo ambientale, fare marce per l'ambiente, comprare prodotti biologici ed ecosostenibili,RiciclareRiparareRi-usare, Non sprecare la carta (ma tutto in generale!imparare il risparmio di risorse!)e ancora, piantare alberi e iniziare a riflettere sul fatto che tutto quello che facciamo produce un impatto più o meno grande sull'ambiente nel quale noi viviamo ( e non che possediamo ma di cui anche noi facciamo parte!)
All'interno di parco Sempione, verranno create otto "oasi" con piccoli palchi sui quali si esibiranno contemporaneamente artisti sia emergenti che noti.
L'evento giunge a conclusione di "Talenti per natura", iniziativa partita il 22 aprile che ha concesso a moltissimi giovani musicisti (selezionati dal Centro Professione Musica) l'opportunità di esibirsi nelle principali stazioni sotterranee della metropolitana milanese.
Poi, perchè non rivedersi (o vedersi peer quelli che ancora non l'hanno fatto!)"una scomoda verità" magari proiettandolo insieme ad alcuni amici per poi parlarne tutti insieme e cercare di trovare qualcosa che ognuno di noi può fare per migliorare le cose (consiglio il libricino "io lo so' fare" dove ci sono ottimi spunti e poi compost,tofù-seitan-pane-pasta madre, sapone,deodorante, dentifricio,...).
E ancora perchè non iniziare a diffondere messaggi reali con magari dimostrazioni pratiche su sostenibilità quotidiana e autoproduzione, per far vedere quanto sia più facile a farsi che a dirsi....usiamo questa giornata come riflettore su tutto quello a cui teniamo di più!
L' UNEP (da vedere il loro link sulla giornata mondiale per l'ambiente!) , poi, suggerisce 77 modi di celebrare la giornata mondiale dell'ambiente come per esempio usare trasporti sostenibili (camminare, bicicletta, car pooling), partecipare a campagne di pulizia (ad esempio delle spiagge o delle rive dei fiumi),coltivare un orto (da potersi fare anche su balcone!) fare escursioni in siti naturali (per chi non lavora!, diventare soci di un gruppo ambientale, fare marce per l'ambiente, comprare prodotti biologici ed ecosostenibili,RiciclareRiparareRi-usare, Non sprecare la carta (ma tutto in generale!imparare il risparmio di risorse!)e ancora, piantare alberi e iniziare a riflettere sul fatto che tutto quello che facciamo produce un impatto più o meno grande sull'ambiente nel quale noi viviamo ( e non che possediamo ma di cui anche noi facciamo parte!)

LIBRI CONSIGLIATI:
mercoledì 27 maggio 2009
Recensione taccuino QuoVadis...

Curiosando in rete trovo l’annuncio di una ditta di agende, la Quo Vadis (http://www.quovadis.eu/) che propone come indagine di mercato il ricevimento di una agenda a scelta e la conseguente recensione su blog o via mail….
…decido di farlo…
…dopo qualche tempo ricevo il taccuino Memoriae da me scelto in una busta contenente il taccuino , un cd che illustra l’intera gamma e un lettera di accompagnamento…
il taccuino è carino, azzurro,in ecopelle e in carta ricilata ( per attestarlo sul retro della prima pagina c’è un logo che dice “RECYCLABLE PAPER” e un ‘altro “ IMPRIM’ VERT” …
Trovo sul loro sito che “Quo Vadis ha ricevuto il marchio Imprim'vert dimostrando la capacità dell'impresa di limitare il suo impatto sull'ambiente.”e che 2007 - La protezione dell'ambiente al centro della strategia di Quo Vadis
ha conseguito la certificazione ISO 14001 che garantisce il rispetto della regolamentazione ambientale applicabile, l'impegno di miglioramento continuo e la prevenzione dell'inquinamento, inoltre ha conseguito la certificazione PEFC per la sua catena di tracciabilità della carta che permette di garantire che il legno è originato delle foreste gestite per durare.
Ha ottenuto anche il 2° premio del Trofeo dello Sviluppo Sostenibile delle Industrie Grafiche. (per conferire questo premio, una giuria independente analizza le azioni concrete delle imprese su 3 temi : il sociale, la protezione dell'ambiente e l'economia).
Una cosa che però mi lascia male è che la dittà lanciò i primi articoli di cancelleria e di pelleteria scolastici (raccoglitori, quaderni, astucci...) e qui tremo….non è che non è in ecopelle???????….mando una mail per chiedere al servizio consumatori…
mi rispondono che è simil pelle e assolutamente cruelty-free ed eco-friendly! :)
…nel frattempo però cerco il maledetto simbolo della pelle che non trovo da nessuna parte e non c’è nemmeno scritto nelle caratteristiche…quindi suppongo che se lo fosse sarebbe scritto a caratteri cubitali…
Ha un bell’elastico in tinta per tenerla chiusa in borsa e ha davvero un ottimo formato compact, ha una tasca in fondo per riporre foto, bigliettini, etc…ha anche un logo molto carino che contraddistingue la tipologia scelta, nel mio caso “il taccuino Memoriae I Miei Sogni”, e ha delle piccole etichette utilizzabili per suddividere il taccuino stesso….
Alcune caratteristiche che invece secondo me potrebbero essere migliorate sono la copertina troppo rigida, le sezioni interne che potrebbero essere rimosse così da rendere l’interno omogeneo e utilizzabile in maniera continua, le pagine troppo spesse (riducendone lo spessore ce ne starebbero di più) e le etichette, che potrebbero essere colorate piuttosto che bianche…
In ogni caso apprezzo molto che l’agenda sia in carta riciclata, spero che sia realizzata con colori atossici o comunque naturali e completamente biodegradabili, e comunque mai su carta patinata o simil patinata…magari sarebbe bello che l’azienda fosse a impatto zero e che eliminasse in maniera completa l’utilizzo di pellame animale ricorrendo invece a materiali ecocompatibile e eticamente corretti….…insomma che rispettasse tutti quelle norme che fanno di un'azienda un'azienda sostenibile al 100%.
…decido di farlo…
…dopo qualche tempo ricevo il taccuino Memoriae da me scelto in una busta contenente il taccuino , un cd che illustra l’intera gamma e un lettera di accompagnamento…
il taccuino è carino, azzurro,in ecopelle e in carta ricilata ( per attestarlo sul retro della prima pagina c’è un logo che dice “RECYCLABLE PAPER” e un ‘altro “ IMPRIM’ VERT” …
Trovo sul loro sito che “Quo Vadis ha ricevuto il marchio Imprim'vert dimostrando la capacità dell'impresa di limitare il suo impatto sull'ambiente.”e che 2007 - La protezione dell'ambiente al centro della strategia di Quo Vadis
ha conseguito la certificazione ISO 14001 che garantisce il rispetto della regolamentazione ambientale applicabile, l'impegno di miglioramento continuo e la prevenzione dell'inquinamento, inoltre ha conseguito la certificazione PEFC per la sua catena di tracciabilità della carta che permette di garantire che il legno è originato delle foreste gestite per durare.
Ha ottenuto anche il 2° premio del Trofeo dello Sviluppo Sostenibile delle Industrie Grafiche. (per conferire questo premio, una giuria independente analizza le azioni concrete delle imprese su 3 temi : il sociale, la protezione dell'ambiente e l'economia).
Una cosa che però mi lascia male è che la dittà lanciò i primi articoli di cancelleria e di pelleteria scolastici (raccoglitori, quaderni, astucci...) e qui tremo….non è che non è in ecopelle???????….mando una mail per chiedere al servizio consumatori…
mi rispondono che è simil pelle e assolutamente cruelty-free ed eco-friendly! :)
…nel frattempo però cerco il maledetto simbolo della pelle che non trovo da nessuna parte e non c’è nemmeno scritto nelle caratteristiche…quindi suppongo che se lo fosse sarebbe scritto a caratteri cubitali…
Ha un bell’elastico in tinta per tenerla chiusa in borsa e ha davvero un ottimo formato compact, ha una tasca in fondo per riporre foto, bigliettini, etc…ha anche un logo molto carino che contraddistingue la tipologia scelta, nel mio caso “il taccuino Memoriae I Miei Sogni”, e ha delle piccole etichette utilizzabili per suddividere il taccuino stesso….
Alcune caratteristiche che invece secondo me potrebbero essere migliorate sono la copertina troppo rigida, le sezioni interne che potrebbero essere rimosse così da rendere l’interno omogeneo e utilizzabile in maniera continua, le pagine troppo spesse (riducendone lo spessore ce ne starebbero di più) e le etichette, che potrebbero essere colorate piuttosto che bianche…
In ogni caso apprezzo molto che l’agenda sia in carta riciclata, spero che sia realizzata con colori atossici o comunque naturali e completamente biodegradabili, e comunque mai su carta patinata o simil patinata…magari sarebbe bello che l’azienda fosse a impatto zero e che eliminasse in maniera completa l’utilizzo di pellame animale ricorrendo invece a materiali ecocompatibile e eticamente corretti….…insomma che rispettasse tutti quelle norme che fanno di un'azienda un'azienda sostenibile al 100%.
giovedì 30 aprile 2009
Yes, web can: denuclearizziamoci!
Possiamo riempire la rete di siti denuclearizzati per manifestare contro l'ipotesi di tornare all'energia atomica in Italia. Si tratta di una campagna informale, un'onda trasversale, che punta a far fiorire migliaia di home page no-nuke. Un'operazione semplice – si tratta solo di scaricare i banner qui a fianco e di inserirli sul proprio sito – che sarà tanto più efficace, quanto più sarà diffusa. Dire no al nucleare è anche un modo per dire sì alle fonti energetiche rinnovabili, all'energia pulita. E' utile sapere che il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare, con l'obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell'energia elettrica dall'atomo. Se l'Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell'efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori. Anche denuclearizzare il web è importante, per cercare di far passare il messaggio della dannosità del nucleare e della sua inutilità per il raggiungimento degli obiettivi di contenimento delle emissioni di gas serra.
Treviglio: allarmanti dati sul cromo esavalente
La Regione sblocchi la bonifica e si attivi presso il GovernoMarcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi - Patrizio Dolcini, direttivo regionale Legambiente
E' stato reso noto un nuovo studio tossicologico del National Toxicology Program del governo degli Stati Uniti sul cromo esavalente assunto per ingestione di acqua contaminata che evidenzia attività carcinogenica per la cavità orale e per l'intestino anche in seguito all'assunzione di acqua contenente concentrazioni elevate di cromo esavalente.
Più elevate sono le concentrazioni, più elevate sono le possibilità di contrarre un tumore.“Non ci sono più spazi per tergiversare – dice Patrizio Dolcini del direttivo regionale di Legambiente - occorre riaprire e portare a termine la bonifica della falda di Treviglio, senza ulteriori polemiche a sfondo elettorale e senza suscitare allarmismi. Abbiamo intanto chiesto una riunione urgente della Consulta per l'Ambiente di Treviglio; i comuni interessati si sono fino ad ora dimostrati sempre disponibili e attenti alla salute dei cittadini. E’ importante che continuino a sollecitare alla Regione Lombardia, anche sulla base di questi nuovi dati, lo sblocco della bonifica”.Il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro ha depositato un’interpellanza in cui chiede che la Regione finanzi la bonifica ulteriore delle falde di Treviglio e che si attivi nei confronti del Governo affinchè questo rivolga all’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) una richiesta di adeguata e aggiornata valutazione del rischio e di nuovi limiti massimi accettabili di cromo esavalente nelle acque potabili e nelle falde: “Il potenziale di rischio da assunzione di acqua con cromo esavalente – dice Saponaro - non può lasciar dormire sonni tranquilli a nessuno, tantomeno agli amministratori di Regione Lombardia ai quali più volte è stata segnalata la situazione delle falde di Treviglio. Non si capisce perché la Regione abbia sospeso la bonifica accontantandosi dei livelli raggiunti di potabilità (25 microgrammi litro), nonostante la normativa italiana (legge nazionale in materia di bonifiche DM 471/1999 e D.Lgs 152/2006) stabilisca che la bonifica deve riportare i valori di cromo VI entro i 5 microgrammi. La Lombardia invece che invitare il Governo a sanare queste incongruenze, continua a farsi forza di una normativa lacunosa in materia anche in presenza di una minaccia per la salute dei cittadini”.
Fonte verdi treviglio
"La falda ha subito negli ultimi decenni la contaminazione da parte di varie sostanze. In particolare vi è stato a partire del 2000 un inquinamento da Cromo VI provocato dalla società Castelcrom di Ciserano."
"Con la cessazione delle attività produttive della Castelcrom è stata avviata la bonifica, tramite diluizione delle falde inquinate. Falde che alimentano la rete di acqua potabile del comune di Treviglio. I valori di Cromo VI sono stati così abbattuti fino a raggiungere una concentrazione di 25 microgrammi/litro, valore che la regione Lombardia ha considerato soddisfacente e che quindi ha condotto alla decisione di interrompere le attività di bonifica nonostante la legislazione in materia (legge nazionale in materia di bonifiche DM 471/1999 e D.Lgs 152/2006) fissi una "soglia di contaminazione" per il cromo VI a 5 microgrammi/Litro".
leggi qui e qui
"Intanto le concentrazioni registrate sono più che tracce: nel novembre 2008, sono stati registrati di 17 microgrammi nel pozzo di via Acquedotto, di certo oltre i 5 microgrammi di limite previsti per legge per le falde acquifere, mentre il 2 ottobre 2008 si trovarono 11 microgrammi nel parco di via Tricolore. Infine le più recenti rilevazioni registrano anche 24 microgrammi."
Qui leggi l'articolo.
lunedì 27 aprile 2009
Barcellona

Tornata alla routine quotidiana tiro le fila di questo viaggio in Spagna...
...partita per soli 5 giorni mi è parso di mancare per un mese tanto è stato piacevole, rilassante ma soprattutto pieno di interesse questo viaggio...
sono partita lunedì alle 8.45 e in men che non si dica sono arrivata a Girona alle 10 circa.
Da lì col bus appena fuori l'aeroporto ho raggiunto Barcellona. Preso la metro e in meno di 15 minuti sono arrivata in hotel nelle vicinanze della Rambla.
Prima impressione: città maestosa, tutto è grande, colorato, rumoroso...c'è un sacco di gente, sia turisti che locali...sono tutti sorridenti e in effetti avendo lasciato Bergamo con 15° mi ritrovo a 25°e con un sole splendente...questo già mi basterebbe per essere felice....
Doccia, cambio, disfiamo la valigia e via a fare un giro sulla Rambla e per andare a pranzo...ci sono tantissimi turisti, tanti ragazzi e ragazze, tanti artisti di strada- proprio come avevo letto- e poi bancarelle di fiori, giornali...sembrano tutti molto rilassati, le persone sembrano più interessate a cosa hanno intorno e a chi piuttosto che a sè stessi...
Primo pranzo fatto al Juicy jones, ristorante Vegan che avevo trovato sul sito sincarne (http://www.sincarne.net:80/barcelona-vegan-restaurants.htm) che avevo consultato prima di partire...posto curioso, i ragazzi che ci lavorano sono gentilissimi e il cibo è ottimo...il posto è coloratissimo e molto semplice...il pranzo è anche economico...
Poi facciamo una passeggiata di nuovo sulla Rambla dirigendoci verso il mare, arriviamo al monumento di Colombo, decidiamo di salire sulla cima del monumento ...visione bellissima, la città si svela davanti a me...il viale alberato, il mare con le barche che scintilla, e poi i bus turistici, tanta tanta tanta gente che da qui sembrano piccolissimi gnomi...dopo aver scattato delle foto del panorama e aver guardato più dettagli possibili scendiamo, e decidiamo di andare a vedere l'aquarium e per arrivarci passiamo da la Rambla del mar, una lunga passatoia in legno che porta fino al MareMagnum- il centro commerciale che hanno costruito proprio sul molo- e accanto l'aquarium ed un multisala....
non mi entusiasmava l'idea di andare a vedere degli animali costretti in cattività ma mi avevano parlato talmente bene di quest'acquario che la curiosità era davvero grandissima, ma.... l'acquario...è un acquario...vasche stracolme di esserini ( e esseroni) costretti a vivere la loro vita in un box 2x2,che almeno il costo del biglietto fosse proporzionato alle condizioni di vita dei suoi detenuti.... unica cosa soltanto curiosa è la grande vasca che crea un tunnel a metà sotto il quale i visitatori trasportati da un nastro scivolano verso le vasche successive...in realtà sono uscita con un grande amaro in bocca e con il solito senso d'impotenza chiedendomi se in effetti sarebbe stato meglio se mi fossi tenuta la curiosità...
Da qui ci dirigiamo nel vicino centro commerciale giusto per scaldarci un attimino...( visto che nel frattempo il tempo era cambiato e si era alzato il vento....e iniziava a fare freschino e a piovigginare)..."scopro" che tutti i centri commerciali sono uguali e che anche le persone che li frequentano sono tutte uguali, unico dettaglio:la scoperta di un negozio probabilmente creato sull'onda della new ecology zen "Natura" (http://www.comunidadnatura.com/)che da noi nessuno si sognerebbe di aprire in un centro commerciale che per sua definizione deve essere commerciale...poi appena stanche di esser tornate al "solito menù" decidiamo di affrontare pioggia e vento e ridirigerci verso l'hotel per una doccia e poi per andare a cena...
Secondo giorno, sveglia alle 8, doccia, colazione e decidiamo di andare in Placa de Catalunya per acquistare il biglietto del bus turistico messo a disposizione dal comune (e qui fate attenzione perchè uno è pubblico mentre c'è un'altra linea che è privata!) biglietto per due giorni consecutivi 27euro che permette di muoversi su tutte e tre linee che coprono per intero le zone più interessanti e turistiche di tutta Barcellona, ottimo servizio soprattutto se avete pochi giorni disponibili perchè vi fanno risparmiare tempo (trovate tutte le info sul sito del gruppo di trasporti pubblici Barceloneti (http://www.tmb.cat/ca_ES/home.jsp).
Partiamo subito sulla linea rossa, prima fermata casa Battlò (ingresso abbastanza costoso16,50 Euro)secondo me tra le due case realizzate da Gaudì questa è la ppiù bella, dolce,sinuosa, efficiente, artistica, creativa, colorata e colma di natura, la natura è ovunque in perfetta linea con l'art nobou, quindi una passeggiata per Passeig de Gracia verso casa Milà (o La Pedrera) bello il terrazzo con i comignoli caratteristici ma l'interno molto molto meno artistico di quello di casa battlò, anche qui l'ingresso abbastanza salato (9,50 Euro). Entrambe comunque due splendide opere di Gaudì.Da vedere assolutamente.
Quindi riprendiamo il bus turistic per la sagrada Familia, un'enorme spettacolare bellezza con un cuore fatto da cantieri aperti e operai al lavoro.E' davvero imponente!
Decidiamo di entrare dopo aver ammirato le sue facciate (10 Euro) ma non siamo saliti causa luuuuunghiiisssssima fila per prendere l'ascensore che ci scoraggia veramnete molto!
Quindi usciamo e andiamo a pranzo in un self-service con prezzo fisso molto verdurufero lì vicino.
Da qui- essendoci una giornata più che estiva con uno splendido sole caldo-riprendiamo il bus meta Parc Guell...
Parc Guell: parco in cima ad una stradina tutta in salita, splendido e molto grande, entriamo passando dal cancello principale posto in mezzo a quelle che dovevano essere le due casette dei custodi ispirate alla favola di hansel e gretel, una infatti con in alto una croce rappresenta la casa dei due bambini, l'altra della strega....sembrano davver da fiaba...saliamo su per la scalinata centrale dove campeggia il grande lucertolone dove bisogna fare una fila lunga per poterci fare una foto accanto, quindi facciamo tante foto intorno a noi, passiamo nell'atrio pieno di colonne e andiamo sulla terrazza percorrendo un viottolo costeggiato da enormi piante di salvia fiorita...sedendoci sull'enorme panchina che si srotola sulla terrazza ascoltiamo un ragazzo che suona la sua chitarra lì accanto e ci abbandoniamo al dolce sole dando un po' di riposo alle nostre gambe.
Quindi giriamo per i vari sentieri e sentierini del parco, vediamo-anche se solo dall'esterno- la casa museu Gaudì nel parco, ma poi al tuonare del cielo decidiamo di andare verso l'uscita del parco per poi dirigerci giù per la stradina fino alla pensilina del bus...durante il tragitto non riusciamo a resistere e decidiamo di entrare in un paio dei negozietti messi lì apposta per i turisti...acquistiamo un paio di oggettini tipicamente da turisti..e eccco la pioggia come se ci avvertisse che quello che stavamo facendo non era propriamente "intelligente"!
Arriviamo alla pensilina, prendiamo il bus, ci facciamo un giro per la città guardandola con un k-way addosso dall'alto del piano superiore del bus e ormai quasi arrivati a ora di cena ritorniamo in albergo per prepararci, passando dalla Rambla una volta scesi a Placa de Catalunya.
La cena decidiamo di farla su la Rambla...ma pessima scelta: se posso dare un consiglio a chiunque vada a Barcellona è di Non Mangiare Sulla Rambla, per 2 motivi: costa tantissimo e il cibo è pessimo!
A questo punto visto la cena più che insoddisfacente facciamo una capatina in un Fast-Food vegetariano lì vicino il Maoz con la specialità panino con falafel (per poco più di 6 euro un buonissimo panino -che ci si può riempire di ogni verdurina possibile self-service-e più degli ottimi falafel!)...quindi via aprendere un caffè e a nanna dopo aver fatto una passeggiata pre-nanna.
Terzo giorno: dopo uno stop in un internet cafè self-service per scaricare le foto fatte su una chiavetta, via verso Port vell per prendere il bus per S.Maria del Mar (Splendida ! splendida! )la troviamo passando in una caratteristica viuzza...è una splendida perla gotica!
Quindi da qui ci dirigiamo verso il Museo Picasso (assolutamente accettabile il prezzo d'ingresso 9 Euro)anche se ci sono molti minori con qualche eccezione è comunque splendido poter ammirare le sue opere dal vivo, una capatina nello shop del museo e via a pranzo.
Ottimo ristorante accanto alla cattedrale di S.Maria del Mar (Lonja de Tapas)- un gazpacho da sogno e i ragazzi che ci lavorano più che gentili, e non ultimo prezzo abbordabile ma non economico!
Ci concediamo un giretto tra le viette del quartiere,botteghe artigianali, tedeschi in pantaloncini, ragazzi e ragazze con guide economiche in mano, è tutto così poetico !
Decidiamo di riprendere il bus per il Poble Espaniol (8,50Euro), un giro in questa cittadella nella città che a dire il vero sembra un po' finta, quasi costruita...una cittadella semplice piena di negozietti artigianali ma molto più simile ad un outlet...
Usciamo dal Poble Espaniol, riprendiamo il bus e facciamo un giro verso montjuic, la fondacion de mirò, la funicolare, fino a port vell dove approda il trasbordador e scendiamo al monumento a colombo.
Passiamo per la rambla di santa monica per arrivare in hotel fermandoci ad ascoltare un gruppo di ragazzi musicisti di strada che al tramonto barcellonese suonano Jammin...BoB è ancora più poetico qui e ora...se possibile!
Quarto giorno partiamo a piedi per il Palau de la Musica Catalana, bellissimo teatro anche se più piccolo di quello che ci aspettavamo, ci prenotiamo per il primo tour guidato disponibile in inglese (9,60 Euro) e nel frattempo prendiamo un paio di spremute nel bar del palau...
La guida- un ragazzo spagnolo che parlava un ottimo inglese- dopo averci fatto visionare un documentario di una ventina di minuti sul Palau, fa fare una splendida visita a tutto il nostro gruppo senza tralasciare aneddoti curiosi per rallegrare e ravvivare il gruppo soprattutto perchè il palau è in ononre di san jordi (san Giorgio che si festeggia proprio in quel giorno 23 aprile)e facendoci sentire con le nostre orecchie la splendida acustica di cui si può godere ...
Da qui ci dirigiamo al Barrì gotic, ci muoviamo nelle viette tra i banchi di fiori e di libri simbolo di San Jordi (i ragazzi regalano una rosa rossa alle ragazze, le ragazze regalano un libro ai ragazzi e questo rifacendosi-almeno nella prima parte del dono-alla leggenda di San Giorgio che batte il drago liberando la Catalunia), ci fermiamo per pranzo in una minuscola tavola calda nel cuore del barrì gotic e ci gustiamo un mega piattone di hummus e insalata con delle polpette di verdure...ottimo, economico, abbondante anche se molto spartano...
andiamo quindi a vedere il mercato di S. Caterina con il suo caratteristico serpentone colorato come tetto (unica cosa da vedere in questo mercato- a mio parere!), da qui passiamo davanti la cattedrale (con la facciata coperta di ponteggi!) e ci muoviamo tra le viuzze, i negozietti, le bancarelle, e i tanti turisti fino al tardo pomeriggio quando distrutte decidiamo di fare un break in un cafè al tardo sole primaverile pronto quasi a tramontare.Attraversiamo il fiume di gente riempie la Rambla per San jordi facendoci largo davvero tra la folla. Decidiamo di vedere il mercato della Boqueria proprio vicino al teatro de liceu, il mercato è un'esplosione di colori e di gente ma eviterei la zona pesce e carne, bella la parte iniziale del mercato piena stracolma di piramidi di frutta e verdura!Uscita dal mercato avendo visto anche cose che avrei preferito non vedere andiamo a cena in una pizzeria lì vicino e via all'hotel per andare a nanna (e per prepararsi per la partenza dell'indomani!)
Quinto giorno: sveglia un po' più tardi del solito, colazione e prepariamo le valigie, con calma facciamo un'ultima passeggiata su la Rambla quindi prendiamo la metro per arrivare fino a Estaciò del Nord per il bus per l'aeroporto.
Volo abbastanza tranquillo tranne qualche turbolenza e appena rientriamo TRISTEZZA INFINITA: PIOVE per 4 giorni di fila!!!
CONCLUSIONE: Barcellona è bellissima, le persone sono gentilissime, disponibili e soprattutto molto tranquille! E' splendida!!!Ottimo luogo per vivere!!!!
Promessa: presto posterò qualche foto!
N.B. Non mi sono addentrata molto sulla decrizione delle varie opere artistiche perchè potete trovare dettagli su dettagli sia nel web sia sulle tante guide....
venerdì 10 aprile 2009
***compostiera hand-made by me!
Finalmente mi sono decisa a scrivere e ...descrivere con questo bel post passo per passo la costruzione ed il conseguente utilizzo della mia efficientissima compostiera che io amichevolmente definisco autosufficiente, perché in effetti una volta riempita bisogna solo attendere un paio di mesetti (o tre dipende dal periodo dell’anno) e olà il compost è bello che pronto!
Allora inizio col dirvi che sul web ci sono decine di guide scaricabili in pdf o anche semplicemente consultabili (trovate i link di molte nella sezione dei link dedicati qui sul blog, io sono partita da lì ma poi...l’ho fatta molotov più semplice....innanzitutto se ben organizzata non ha bisogno di complicati biofiltri o altri aggeggi strani , l’importante è seguire scrupolosamente 2 o tre regole!
allora, innanzitutto procuratevi un bidone abbastanza capiente...allora io col mio compagno un bidone lo riempiamo in tre settimane e vi assicuro che si fa' davvero in fretta!...mi vieni in mente il consiglio che veniva dato per rendersi conto di quanta immondizia ognuno di noi crea quotidianamente, ossi quello di portarsi dietro un piccolo spacchettino e vedere in quanto tempo l’avremmo riempito, beh, il mio bidone made by me rende l’idea, senza nemmeno accorgersene è pieno!....e qui c’è da spezzare una lancia a favore del fatto che dopo un paio di mesi inizierete a scartare mooolto meno perchè vi renderete conto di quanto spreco fate anche se poi il tutto viene riutilizzato!
Una volta che avete il vostro bel bidone (alcuni usano quelli per il bucato sporco, altri quelli per l’immondizia, io ho preferito quelli per le foglie secche da giardino , quelli verdi di plastica resistente col coperchio che sono perfettamente sigillati una volta chiusi.
L’ho preso da 80 lt ma voi regolatevi in base a quanti siete, anche se io non scenderei sotto questo volume.
poi procuratevi dell’argilla espansa in palline, un saccetto piccolo basta, della rete in plastica a maglie fini, della zanzariera in tessuto(non in alluminio!), un trapano e della carta vetrata.
Allora innanzitutto dovete decidere un dettaglio che poi diventerà abbastanza rilevante: volete poter prendere il compost pian pian a mano a mano che a strati matura o desiderate prendere tutto l’intero contenuto del vostro bidone-compostiera in una volta sola?io ho optato per il secondo caso x due ragioni:la prima organizzativa(essendo il mio primo bidone volevo fare le cose più semplici possibili), la seconda perchè il compost lo utilizzo per il rinvaso o per il rabbocco dei vasi non avendo un orto su campo e quindi il compost lo uso 1 o 2 volte l’anno, o poco più.
questo è importante perchè se decidete che lo volete prendere a poco a poco dovete costruire una sorta di “sportellino” nella parte bassa del vostro bidone e perciò dovete tagliare usando un seghetto a mano per legno un rettangolo tipo finestrella e applicare due cernierine tipo porticina e un gancino che lo tenga chiuso, inoltre dovreste mettere sui bordi del vostro sportellino qualcosa che riesca a sigillarlo per bene una volta chiuso perchè nulla deve entrare nè uscire!
Insomma è certo un po’ più complicato perciò se anche voi siete al vostro primo bidone vi consiglio di fare come me e procedere al metodo più semplice!
Quindi prendete il bidone e foratelo per bene , non fatelo a caso ma costruitevi un modo per far sì che i buchi siano a distanze più o meno regolari e che quindi la ventilazione e sia regolare in ogni zona della compostiera, foratelo anche sul fondo ma non forate il coperchio.
A questo punto dovete passare alla “fodera” ossia dovete foderare internamente tutto il bidone prima con la zanzariera e poi con la rete di plastica a maglie fini,aiutatevi fissando qua e là con del fil di ferro magari quello rivestito in plastica così a lungo andare non arrugginisce.Mi raccomando foderate anche il fondo.
Una volta foderato per benino tutto l’interno dovete solo riempire il fondo con le palline di argilla espansa, deve formarsi uno strato di circa 25-30 cm, questo strato servirà per non fare imputridire il tutto e far scivolare via il percolato, insomma lo stesso principio per il quale si forma una strato di argilla espansa sul fondo dei vasi, per evitare i ristagni.
Una volta fatto questo dovete porre sopra l’argilla un pezzo di retina di plastica come quella usata per formare la fodera interna, questa rete servirà per evitare che i vostri amici fidati lombrichini siano tentai di andare verso il fondo ma soprattutto per rendere molto più stabile il tutto, fissate la retina sempre col filo di ferro rivestito in plastica facendo attenzione a non lasciare bordi tagliati aguzzi!
E...a questo punto ci siete!
dovete solo procurarvi un po' di lombrichi (se non sapete dove trovare della buona terra con dei lombrichi potete acquistarli nei negozi dove vendono esche, sì lo so che è orrendo pensare di entrare in uno di quei negozi ma...pensate che almeno ad alcuni di loro...state salvando la vita....)e il gioco è fatto!
Prima di iniziare a utilizzare la vostra compostiera, come vi dicevo prima ci sono 2 o tre regole fondamentali molti importanti che non dovete mai dimenticare:
1)non buttate nulla che sia stato condito o che sia unto, non buttate nulla di origine animale nemmeno i croccantini dei vostri amici pelosi altrimenti sarà un immondo disastro!
2)mettete la vostra compostiera in una zona al riparo da sole cocente o gelo magari in un langolo del vostro balcone, questo perchè glia amici lombrichi sono molto delicati e non sopportano sbalzi di temperatura troppo bruschi o peggio di umidità( a tal proposito dovete stare bene attenti a ll’umidità che c’è all’interno del vostro compost in maturazione perchè se è troppo bagnato i lombrichi annegano, se invece è stroppo secco muoiono perchè i lombrichi respirano tramite la pelle e hanno bisogno di una buona umidità!”
Qui mi sento costretta a dirvi una cosa: molti dicono che a volte si rende necessaria l’aggiunta di acqua ma secondo me se il compost viene fatto nei modi descritti tale necessità non si viene quasi mai a creare, basta dosare bene la parte “umida vegetale” con la parte secca tipo foglie, paglia o giornale come quotidiani NO PATINATI!.
Insomma il concetto è questo:1 strato di scarti di verdure &Co.,uno strato di secco, uno strato di verdure&Co., uno strato di secco, e alla fine quando pensate che ormai siete pronti a chiuderlo vi consiglio di mettere sempre un fine strato di terra questa servirà per evitare il formarsi di cattivi odori, soprattutto quando mettete limoni o cipolle!
3)chiudere sempre bene il bidone, ricordatevi nulla deve uscire nè entrare!!!!
A questo punto potete iniziare a riempire il vostro bidone- compostiera e una volta che è pieno dovete avere pazienza per circa 2 o 3 mesi in base a se siete in primavera-estate o in autunno-inverno.
Il compost sarà pronto quando aprendo e mescolando vedrete solo terra e sentirete un buon profumo di sottobosco, se invece vedete ancora resti e riuscite a capitare di cosa sono allora dovete aspettare ancora.Non abbiate fretta!
Io sono a vostra disposizione per ogni chiarimento! Buon compostaggio a tutti!!!
Ho dimenticato un dettaglio importante!!!!....scusate!....allora, bisogna mettere un sottovaso sotto il bidone e mettere tra il sottovaso ed il bidone delle listarelle (io ho usato dei pezzi di coprifili di plastica) in modo tale il bidone sia rialzato e che ci sia spazio tra esso e il sottovaso, questo serve perchè il percolato deve andare giù fino a venir raccolto dal sottovaso....e qui cosa importante...di tanto in tanto il sottovaso và svuotato se no sì che attira gli insetti, ma è un lavoro che và fatto veramente di rado ...
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Tutorial compost
venerdì 20 marzo 2009
***FIRMA LA PETIZIONE PER NON FARLI ABBATTERE!!!
Con la Presente petizione, siamo a chiedere alle Istituzioni competenti che i 15 cani randagi catturati a seguito del grave episodio verificatosi nella giornata del 15 marzo 2009 nel Comune di Scicli, in cui ha perso la vita un bambino, non siano soppressi, ma vengano affidati a delle idonee strutture in grado di accoglierli e avviarli alla rieducazione.
Siamo coscienti della gravità dell’episodio, e vicini alla famiglia nel lutto che sta attraversando, ma concordi nel sostenere che la responsabilità dell’accaduto vada ascritta unicamente al Comune, quale responsabile della cura e della custodia dei randagi presenti sul suo territorio.
E’ improbabile inoltre che l’aggressione sia avvenuta da parte dell’intero branco. Verosimilmente molti degli animali non hanno preso parte all’aggressione e non devono diventarne a loro volta vittime.
E’ troppo facile adesso prendersela con gli animali, per lavarsene le mani e cercare di riparare il danno, celando così le responsabilità civili e penali di chi ne aveva la custodia.
Come Associazione animalista siamo pronti ad operarci per trovare una adatta sistemazione per gli animali, onde evitare che episodi del genere possano ripetersi.
Ma ci preme sottolineare che se il Comune di Scicli avesse adottato le idonee misure di prevenzione del randagismo, quali la sterilizzazione sistematica degli animali presenti sul territorio comunale, il loro ricovero in adeguati rifugi e/o canili tutto ciò non sarebbe mai accaduto.
FIRMA LA PETIZIONE
INTANTO PERO' E` confermata dal Comune di Scicli direttamente alla ns. associazione (amicicani) che stanno sparando ai cani in spiaggia indistintamente. Sindaco, Assessore all`Ecologia, Responsabile veterinario sono al momento irreperibili. L`Associazione Canili Lazio e Chi li ama ci segua, a cui si uniranno sicuramente tutte le altre associazioni animaliste, denunceranno i responsabili della strage essendo tale procedura del tutto illegale e vigendo anche a Scicli le leggi dello Stato italiano.
Abbiamo contattato il Responsabile veterinario della Asl di Ragusa da cui dipende Scicli, Dr. Licitra, il quale conferma che Procura e Prefettura hanno ordinato l`uccisione dei randagi in seguito all`aggressione mortale (così ha detto il Dr. Licitra) a cinque persone. Il Dr. Licitra ha aggiunto che non avrebbe mai ordinato ai suoi veterinari di uccidere i randagi e che anzi quest`iniziativa lede la sua sensibilità. Trovandosi nella sede di Modica, a 30 km da Scicli, non ha potuto confermare che la strage sia attualmente in corso, circostanza che ci è però stata comunicata telefonicamente da persone del posto.
La Presidente
Avv. Maria Cristina Salvucci
(FONTE amicicani.com)
Siamo coscienti della gravità dell’episodio, e vicini alla famiglia nel lutto che sta attraversando, ma concordi nel sostenere che la responsabilità dell’accaduto vada ascritta unicamente al Comune, quale responsabile della cura e della custodia dei randagi presenti sul suo territorio.
E’ improbabile inoltre che l’aggressione sia avvenuta da parte dell’intero branco. Verosimilmente molti degli animali non hanno preso parte all’aggressione e non devono diventarne a loro volta vittime.
E’ troppo facile adesso prendersela con gli animali, per lavarsene le mani e cercare di riparare il danno, celando così le responsabilità civili e penali di chi ne aveva la custodia.
Come Associazione animalista siamo pronti ad operarci per trovare una adatta sistemazione per gli animali, onde evitare che episodi del genere possano ripetersi.
Ma ci preme sottolineare che se il Comune di Scicli avesse adottato le idonee misure di prevenzione del randagismo, quali la sterilizzazione sistematica degli animali presenti sul territorio comunale, il loro ricovero in adeguati rifugi e/o canili tutto ciò non sarebbe mai accaduto.
FIRMA LA PETIZIONE
INTANTO PERO' E` confermata dal Comune di Scicli direttamente alla ns. associazione (amicicani) che stanno sparando ai cani in spiaggia indistintamente. Sindaco, Assessore all`Ecologia, Responsabile veterinario sono al momento irreperibili. L`Associazione Canili Lazio e Chi li ama ci segua, a cui si uniranno sicuramente tutte le altre associazioni animaliste, denunceranno i responsabili della strage essendo tale procedura del tutto illegale e vigendo anche a Scicli le leggi dello Stato italiano.
Abbiamo contattato il Responsabile veterinario della Asl di Ragusa da cui dipende Scicli, Dr. Licitra, il quale conferma che Procura e Prefettura hanno ordinato l`uccisione dei randagi in seguito all`aggressione mortale (così ha detto il Dr. Licitra) a cinque persone. Il Dr. Licitra ha aggiunto che non avrebbe mai ordinato ai suoi veterinari di uccidere i randagi e che anzi quest`iniziativa lede la sua sensibilità. Trovandosi nella sede di Modica, a 30 km da Scicli, non ha potuto confermare che la strage sia attualmente in corso, circostanza che ci è però stata comunicata telefonicamente da persone del posto.
La Presidente
Avv. Maria Cristina Salvucci
(FONTE amicicani.com)
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